|
La lampada xenon |
|
Illustreremo
il funzionamento della lanterna ad arco voltaico un po' per romanticismo e un
po' perché il principio che lo regola è rimasto sostanzialmente lo stesso
anche nella moderna lampada xenon.
L'ARCO VOLTAICO
LA LAMPADA AL GAS XENON
La
lampada al gas xenon ricalca lo schema sopra descritto, al punto che la si
può considerare come un arco voltaico al chiuso.Gli elettrodi sono costituiti
di tungsteno puro, e sono racchiusi in un bulbo di vetro al quarzo riempito
di un gas nobile, lo xenon, immesso ad alta pressione, che ha la funzione di
attenuare la consunzione degli elettrodi. Anche qui abbiamo infatti una
scarica luminosa dal polo negativo al polo positivo durante la quale avviene
una progressiva sublimazione del tungsteno degli elettrodi. Le particelle che
si liberano in questo processo tendono a depositarsi sulle pareti
dell'ampolla, limitando vieppiù il rendimento luminoso della lampada. |
|
|
|
Nella
lampada xenon gli elettrodi sono fissi; l'innesco dell'arco voltaico avviene
perciò non mediante l'avvicinamento dei due poli, bensì con un espediente di
natura elettrica: un dispositivo accenditore genera scariche di alta tensione
(25.000 V) ed elevata frequenza, che provoca il flusso elettrico tra i due
poli di tungsteno. A processo avviato, il bulbo della lampada si riscalda, la
pressione del gas xenon cresce e con essa diminuisce la resistenza degli
elettrodi; è quindi possibile alimentare la lampada con una corrente di
mantenimento del valore di 35-50 V (basso voltaggio), ma comunque ad alta
intensità (40-150 A) in corrente continua. L'alimentazione
della lampada è affidata ad un apparecchio distinto, il raddrizzatore, che
eroga un tipo di corrente particolarmente livellato. Esistono
lampade allo xenon di diverse potenze, espresse in watt: si va dai 1200 a più
di 12.000 watt. Le lampade xenon sono molto costose; a seconda della potenza
il prezzo varia da £ 1.700.000 a 5 milioni e più… I produttori rilasciano
perciò una certificazione ove è indicata la vita media di ciascuna lampada e
il numero di ore entro le quali è in garanzia. Infatti, con l'uso prolungato,
l'anodo, che riceve dal catodo il flusso di elettroni, si deteriora fino al
punto di diventare una superficie irregolare solcata da rientranze e
sporgenze; il flusso di elettroni viene quindi attirato dalle creste (per via
del fenomeno detto del "potere delle punte") e si sposta
pendolarmente tra queste e il cratere, fornendo alla proiezione una luce
pulsatile e incostante (si dice che la luce "si muove"). Inoltre,
quando l'anodo si deteriora a questo modo, si possono staccare da esso dei
granelli che, cadendo sul vetro della lampada, causano l'incrinatura del
bulbo o addirittura lo scoppio. La
lampada xenon deve sempre essere maneggiata con cautela, anche da fredda,
perché la pressione del gas al suo interno la rende simile ad una bomba;
viene consegnata in un apposito contenitore di plastica dove deve essere
rimessa alla fine della sua vita non appena tolta dalla lanterna. E'
preferibile fare eseguire la sostituzione della lampada da tecnici
competenti, ma, se proprio si vuole intervenire di persona, bisogna che la
lampada venga installata seguendo scrupolosamente le istruzioni del
fabbricante, munendosi di apposita maschera di protezione e guanti opportuni. |
PROVENIENZA
IMMAGINI E INFORMAZIONI TECNICHE PER GENTILE CONCESSIONE DAL SITO: