LE MIE COLLABORAZIONI
 
Un particolare ringraziamernento a chi ha condiviso con me queste "emozioni".
 
 
Poesia 
 

La collina protegge

(a due voci con "Susysusy")

 

Trilla la sveglia,

mi alzo distrutta,

guardo il cielo

coperto da

nuvole grigie e tristi

ma quando mi specchio

la serenità esplode

sul mio volto scarno.

 

Con il migliore abito

mi vesto

e calzo scarpe lucide

tirate a festa.

Sono morta

di un amore sbagliato,

di un cuore che

mi ha abbandonato.

 

Sono morta

di una gelosia

che corrode,

di un’indifferenza

che soffoca.

 

Mi avvio verso la collina

che custodirà le mie membra,

terra e ceneri si uniranno

fino a diventare unica cosa.

 

 

Ero lì solitario,

e forse ti aspettavo…

come ogni notte

nel silente luogo

tra le consuete verdi colline

addolorato camminavo.

 

Infelice lo scenario

di quel lugubre territorio

ove sculture di quiete

m’accompagnavano meste

nel persistente dolore,

 

tra lo scorrer lento

di quel tempo punito

che oramai anche per me

non più m’apparteneva.

 

Perduto il mio io

nel cimitero dell’oblio

ora imploravo un alito

anche solo accennato

di quel dolce conforto

che nel tempo

m’aveva ripudiato.

 

Ero da allora morto,

d’un amore opprimente

che il fiato m’aveva

con ingiuria spezzato.

 

 

La collina protegge

le nostre membra sconvolte

dal dolore che, persone

seppur inconsapevoli,

ci hanno inflitto.

 

La collina protegge

i nostri cuori sconfitti

dall’amore che, persone

seppur inconsapevoli,

ci hanno negato.

 

 

La collina protegge

il sentimento che fin qui

ti ha scortato,

seppur inconsapevoli

si accostano

i nostri cuori distrutti

e nell’unico respiro

di quell’eterno andare

volano in cielo

le nostre anime libere.

 


 
Opposti e contrari

(a due voci con Erittone )

 

Dannata sia nella notte

la disperazione che mi desta,

mentre inseguo nel tuo respiro caldo

l’irriverente disgusto del mio esistere

che, a te, di nuovo, mi trascina.

 

[Dannata

la tua ricerca ostinata, una meta inventata.]

 

Tenue, s’avverte nell’apparente quiete

il soffio leggero della tua anima muta,

diviene, al mio tetro apparire

incubo di tormento

ed irrompe, funesto, nel tuo sogno.

 

[Come ladro, invadi il sogno

col tuo struggimento, spezzi il mio sonno.]

 

Sono ovunque i frantumi dei vetri spaccati,

vivi e taglienti come l’angoscia che mi trafigge…

non ti curi del mio sangue, tu, persa sul cuscino

e mi fulmini, confusa, coi tuoi occhi morbidi

che al riposo, aspramente, ho strappato.

 

[Invoco notte d’ovatta

ad attutire la tua brusca e furtiva entrata.]

 

Lo hai tradito, quel grido di sola sorpresa,

ma la mia disperazione non ti sfiora

ed è lama di fuoco il tuo gelido sguardo, che squarcia

punta d’iceberg, la carena della mia condanna

e all’inferno m’inabissa.

 

[Dimentica ch’esisto

e inabissa il tuo “persisto!”… è solo tempo perso…]

 

Ansimo, infelice, alla tua finestra sigillata

ma è spento vigore di morte a spaccare l’entrata.

E non serve… mostrar le mie ferite

allargate dalle tue dita di piuma

che ancora han voglia di scarnirmi.

 

[Niente può servire

perché niente, a te, ho da dire.]

 

Io, sgualcita figura, sgradita alla tua vista

solo col pensiero irrispettoso ti ho insultata,

fatale mi sarà la tua ennesima, snervata movenza

del mio inutile perseguitarti, diretta conseguenza.

E altro dolore infliggerà alle mie dolenti membra.

 

[Per entrambi, il riposo del tuo sonno

a guarire le tue ferite, a lasciar vivere il mio sogno.

L’amore a senso unico è solo l’ inganno

di due rette parallele che s’incrociano.

Siamo due treni, ognuno con i suoi binari

di viaggi sempre in sensi opposti e contrari.

Torna a dormire, non c’è stazione

che ci può unire. Opposti e contrari.]

 


Emozioni di un incontro

( a due voci con "Susysusy")

 

 

Incontrarsi per caso
e salutarsi come
vecchi amici,
le risate tra di noi
sono alchimie perfette
ma non penso ci sia
luce giusta negli occhi tuoi.


Non lo nascondo,
è proprio vero,
per caso ti ho incrociata
eppur è quel tuo sguardo
dolce, acuto - profondo e penetrante
qualcosa d'immenso
credo mi nasconde.


Le parole che dico
sembrano stupide
a sentirle con un altro udito
ma i messaggi subliminali
sono molto chiari
a chi vuole udirli
ma tu cosa senti?


Ascolto diligenti parole
accedono profonde
nell'anima,
stringo gli occhi
e penso forte,
un nitido invito
avverto nell'intimo.


Pochi istanti sono passati,
troppo veloci per poter dire
.........
cosa?
Ed il "ciao" che ti rivolgo
è malinconia carica di segreti
che non ti dirò mai.

Breve la durata
si dissolve la tua voce,
mai mi svelerai

i tuoi segreti
come tu non ascolterai
il triste fremito del mio cuore
all'udir del tuo laconico "ciao".

 

 
Arsura

(scritta in collaborazione con l’amica Lucy,

in arte “emozyoni”)

  

Mi guardo intorno,

vuoto nei paraggi,

sabbia del deserto,

aria che soffoca.

 

Arido il mio cuore

incede con battiti

rallentati dall’arsura

che mi hai lasciato.

 

Chiudo gli occhi

e provo a respirare,

non freschezza nei polmoni,

ma fuoco che mi brucia l’anima!

 

Fuoco che gela

nelle mie vene,

in una lenta agonia

che non volevo.

 

Cado e desidero

di non riaprire più gli occhi

a questo mondo,

“traditore” di sentimenti.

 

Tu che hai mandato al patibolo,

quanto di speciale

albergava per te

nel mio intimo!

 


Aspettami Amore

(scritta in collaborazione con Marco,

in arte “PIRATASTRO”)

 

Come soave melodia

la tua voce,

vorrei poter sfiorare con le labbra

e soffocarmi almeno un’altra volta

nel selvaggio richiamo dei tuoi occhi.

 

È come un vento lontano,

l’eco del tuo richiamo

che lontano m’appare

ma nel mio pensiero s’affoga.

 

Dove alloggiano ora

le tue bianche vesti

candide all’ombra del sole

e sporcate da mani ignobili?

 

Come potrà,

il mio amore,

ritrovarti

e liberare la tua anima

dalle catene della lontananza?

 

Sarà il vento caldo delle mie domande

che troverà la scia

del tuo indaco profumo

e con esso m’immergerò

nel tuo confortevole mare

talmente grande

da ospitare ogni mia singola stilla.

 

Acqua che lambisce le mie sponde sarai

E nella tua immensità mi perderò

se solo tu m’aspetterai.


I Gabbiani

(con Cesare Rosati)

 

Lassù dove il cielo

si fa sempre più blu

vola fiero un gabbiano...

anzi no, due gabbiani!

due biancocelesti gabbiani!!!

Sospinti dal vento dell'amore

seguono sempre il loro cuore...

Lei si chiama Lazio!!!

E allora volate gabbiani,

sempre più su...

 

fendete con le vostre ali il cielo

e ricordatevi che è vitale

non mollare mai!

 

Gabbiani amici

volate insieme a noi,

tutti insieme giungeremo

nel cielo più limpido!

 

E in quel Paradiso,

sereni e pieni di gioia,

canteremo le nostre emozioni.


Il nuovo giorno

 (Un giorno nuovo)

(scritta in collaborazione con Susysusy)

 

Mi manca la tua voce

come alla notte il sole.

Silenzio che strugge

è atroce.

Singhiozzi d’anima e

lacrime sfuggono, sole.

Ma è proprio di notte

che tutto appare possibile,

e l’illusione si trasforma

come realtà raggiungibile.

 

E’ allora che ti sento,

dolce tuffo nel mio cuore

scontento…

o meglio

percepisco appena il tuo silenzio,

e forse ti vedo!

Ma è solo il desiderio di volermi sbagliare,

non ci sei

ed è questo che alla fine credo.

E’ soltanto il buio

che confonde le ombre.

E si che mi manca  la tua voce

come alla notte il sole

....

aspetto l’alba che imminente

schiarisce il cielo

...ecco un nuovo giorno...

un giorno nuovo.

 


Noi Gabbiani

(con Cesare Rosati)

 

Figli del grande Gabbiano

a lui ispiriamo ogni pensiero

medesimo bisogno di volare

come ossigeno per respirare.

Mai domi di volare

voglia di superarsi per crescere

mai sentirsi arrivati

infrangendo i limiti imposti.

 

Il cielo è la nostra dimora

con coraggio guardiamo sempre avanti

gli ostacoli sono tanti

con ali grandi li sfidiamo.

 

Batte forte il nostro cuore

quando a bassa quota ci chiniamo

onde e pietre a toccarci

prima di uno sbatter d’ali per librarci.

 

Torniamo sempre lassù nel cielo

magari anche solo col pensiero

liberi di pensare

perché vivere è volare!


Non siamo Uragani

(con Susysusy) 

 

 

Siamo forse nell'indole

travolgenti, impetuosi

e passionali

come uragani

di vitalità inarrestabile

desiderosi divoratori,

nel vorticoso andare,

di odio e dolore,

tristezza e malinconia,

violenza e corruzione?

 

Affatto!

E giriamo intorno a un punto,

invisibile agli occhi

come meta irraggiungibile,

leggeri soffi

destati dal cuore

all'interno di spirali

contestatrici.

 

A volte fuori posto

e per certi versi illogici,

sballottati, scaraventati

in un mondo di pregiudizi

ma leali e coraggiosi

e ciò che riusciamo

a rimuovere sfiorando

è solo una minima parte

di ciò che disturba e sopprime.

Ma insieme ci alimentiamo

e mai ci scoraggiamo

che provando il binomio

è già vincente

anche se non s'ottiene

quasi niente.


Soffio d'amor perduto

(con Susysusy)

 

Sospiro di vita
porta via le fastidiose certezze:
casa, matrimonio e figli
Io voglio soltanto amarti.

Pensaci!


Non c'è casa che non crolli,
matrimonio che non finisca
e figli che non se ne vadano.

Indelebile segno invece resta,
è l'amore che perdura
quando arde nel petto
accendendo l’anima
ed avvolgendone i pensieri.

Ma tu
quel soffio lo lasci scorrere,
così vola via il sospiro dell’amore
che non può troppo a lungo
trattenere la passione.

Quello che ne resta
è appena una limitata cornice
che circonda
un quadro ormai stinto
di immagini già vissute,
e copre l'entusiasmo
dei giorni sereni
ormai lontani.

Volevo solo amarti:
ma ora
sulla mia pelle sento solo
il soffio d'amor perduto
spinto da fastidiose certezze.


Un giorno arriverò
(scritta in collaborazione con Enrica,

in arte “Lei Lei”)

 

Dedicata a tutti coloro che come noi

si sentono in viaggio!

 

Non riesco a far uscire
questo amore dai binari
per quanto cerchi di riuscire
ovunque mi accecano i suoi fari.
Da quella strada ogni tanto deraglia
oppure qualche stazione sbaglia
lui che dovrebbe portare
al capolinea della felicità,
così mi ritrovo ad aspettare
senza poter arrivare alla serenità.

Sta affrontando un lungo viaggio
con me, suo passeggero precario
contro il tempo in svantaggio
mi ritrovo sempre suo avversario.

Ma so che lui riuscirà ad arrivare
alla stazione dove potrà amare
là dove questo viaggio finirà
alla sua destinazione... il paradiso,
cosmo completo di sorriso.

 


    DE PROFUNDIS

( sospiro di tenebra )

 

In collaborazione con "NECRODAIMON"


Tra foglie recise
che graffiano l’aria
in un sussurro vermiglio,
il mio cuore
è solo la stinta lacrima
di un ignoto inverno.
Nudo, tra le braccia di un angelo
di gelido marmo,
mi addormento col mio sogno defunto.

E solo labbra tremanti di incubi
spezzano le ore più buie,
quando non v’è tiepido sospiro
ad accendere la fiamma
di quell’amore suicida,
ormai nelle ombre fuggito.

Indugia solo il lamento di ceri arsi
nel cimitero dell’anima,
e resto solo e vagabondo
ad inseguir conforto
in questo inverno senza nome
dove anche il vento
piange per la mia solitudine.

 

 

 

Freddo lamento

 

(scritta in collaborazione con NECRODAIMON)

 

Un lamento

M’invade il cuore,

annega il mio respiro

e nell’aria si disperde

come odore di pioggia

che si asciuga sull’umida terra,

a ricordarmi l’infangata crosta

in cui sono stato partorito…

e duole

come lacrima secca

nell’amaro taglio della mia guancia.

 

È come un ramingo viandante

dimentico della sua patria…

un mietitore nel cortile dell’anima

che gronda dalla mia carne

come fosse sudore.

 

Somiglia alla musica di un mare

che si pianta nel petto

come cuneo di sale in una ferita…

All’ abisso

Che le labbra di una donna donano,

mute e fredde.



 

Narrativa

Alba e Stella

(scritta in collaborazione con Susysusy)

  

C’era una volta una bellissima creatura dalla chioma color di rubino, che passeggiava per tutti i luoghi nelle prime ore del mattino. Quando poi il sole sorgeva pieno nel cielo si rifugiava in casa fino al giorno dopo. Questa era Alba.

C’era poi un’altra stupenda figura. Portava lunghi capelli dorati e si mostrava con l’oscurità, quando il sole tramontava. Il suo sorriso illuminava la notte, e restava a fargli compagnia finché poteva.

Allorché quando, passato il suo tempo, era costretta a cedere il passo fino al prossimo imbrunire. Era questa, Stella.

Le due creature, in questo naturale percorso, quasi mai s’incontravano. O forse si. Ma di sfuggita. Mentre una andava, l’altra invece veniva. E viceversa. Nonostante avessero da compiere lo stesso destino: illuminare con il loro candore lo stesso paesaggio.

Pur sfiorandosi, una non conosceva l’altra. Eppure sapevano entrambe che la loro mancanza non oscurava del tutto il territorio.

Erano consapevoli del fatto che c’era in qualche posto, vicino o lontano che fosse, la propria metà che completava il cerchio.  Ognuna avrebbe desiderato tanto incontrare questa parte mancante.

Già, avrebbe… proprio così. Infatti un bel giorno, anzi meglio dire una bella notte, Stella si intrattenne volutamente un po’ di più a giocare nel cielo ormai quasi celeste con l’intento finalmente di poter vedere come immagine reale la sua misteriosa compagna.

Nascosta dietro una nuvola vide il paesaggio cambiare colore e una vita diversa aprirsi dinnanzi. Una novità per lei osservare per la prima volta gli uccellini cinguettare allegramente nell’aria; ma soprattutto gran stupore nell’accorgersi che la notte vela le distanze più lontane. E, ancor più meraviglia, ecco d’un tratto apparire la tanto attesa misteriosa complice, inconsapevole.

Sbigottita ed oltremodo incredula, Alba apparve in uno spettacolo di giochi di luce reso ancor più sfavillante dalla sorpresa in quanto non si aspettava proprio di trovare l’introvabile e sempre solo immaginata alleata.

Un altro sorriso, ed un bianco riverbero si diffuse repentino: Stella quasi a dissolversi e sparire nel giorno incombente, il suo coraggio a tenerla al momento ancorata nel cielo chiaro.

Seppur impercettibile e quasi invisibile - ma leggera e anch’ella ridente – si presentava senza veli all’appuntamento.

Alba l’accarezzava con estrema delicatezza, poi con voce suadente le offriva l’inaspettato saluto di buongiorno, spiegandole con meraviglia che aveva sempre saputo di lei ma che non si aspettava una sua visita, né tantomeno che fosse così incantevole e dotata di una grazia particolare. E soprattutto che avrebbe voluto aspettare la notte per apprezzarla nel suo completo splendore. Ma questo non gli era concesso.

Stella nel frattempo si impegnava a non muoversi, restare visibile ancora un po’ per restituire il complimento; e lusingata rispondeva che il creato è da sempre affascinante, ma quando si accende dei mille colori del giorno lo diventa ancora di più. Uno spettacolo che vale la pena di ammirare, anche una sola volta nella vita. E lei c’era riuscita.

Stella, già affezionatasi all’amica, si ripropose di tornare più spesso a far visita ad Alba, per illustrarle i segreti nascosti della notte e la magia del silenzio. 

Mai promessa fu più mantenuta di questa, Stella più volte tornò a far visita all’amica ed  insieme trascorsero momenti indimenticabili seppur sfuggenti, e si raccontarono ogni cosa: Alba elogiava il colore aranciato del cielo nelle prime ore del mattino, mentre Stella descriveva alla perfezione la lentezza dei movimenti nell’oscurità della notte fonda; e quando il tempo inesorabilmente le separava sembrava sempre che non si fossero dette nulla…di parole da dire ce ne sarebbero state ancora molte.  Così come l’alternarsi del giorno e della notte, allora sarebbero tornate a discorrere dei loro ragionamenti. Incredibile a dirsi, ma Alba e Stella non potevano più fare a meno l’una dell’altra. La luce ed il buio, il giorno e la notte, il chiaro e lo scuro… quanti apparenti contrasti le rendevano diverse. Opposte, forse. Eppure non era affatto così, e la loro amicizia ne era l’esatta testimonianza di come si possa pervenire alla bellezza riempiendo tutti i canali del cosmo.

Ma venne un giorno che una nuvola si stese sopra Stella, e lei non riuscendo più a vedere l’amica Alba si intristì parecchio. In quei malinconici momenti le venne da meditare su quel meraviglioso sentimento che la legava all’amica; sentimento ormai rinforzato dal lungo periodo e dalla loro complicità.

Il loro era proprio un amore impossibile, diciamo anche illogico; ma proprio per questo ancor più magnifico e bello di quel cielo che aveva fatto loro da teatro e palcoscenico.

Ma l’amore non muore, se è vero e sentito. Perciò la nuvola venne portata via da un soffio di vento, cosicché Stella e Alba si ritrovarono, sorridenti ed emozionate come mai, ad un nuovo inatteso appuntamento nella volta di nuovo celeste;  ed è proprio da quel giorno che ogni mattina continuano a rincorrersi e a dar vita a questo loro amore così inconsueto ed curioso, ma non impossibile.