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La sessualità della donna è una materia assai complessa: tutti ne parlano e ne dicono, ma senza cognizioni scientifiche, per cui alla fine è più una cultura pornografia e di strada che si ha che una cognizione serie ed equilibrata del problema. E' sicuramente la sessualità femminile più intrigata e sfaccettata rispetto a quella dell’uomo, che sembra legata al piacere fallico in sè. Inoltre mentre l’uomo deve sostituire alla figura della madre quella della compagna, la donna deve “separarsi” dalla figura materna, con la quale deve entrare, per così dire, in competizione e, quindi orientarsi verso la figura maschile.
Perciò questo lavoro psicologico non è semplice e così pure esistono donne che si perdono strada facendo! Quindi deve riuscire a provare appagamento sessuale dall’unione col suo partner, cosa questa assai complicata, poiché la sessualità della donna è un fatto dinamico che si fonda sulle esperienze sessuali che incontra sul cammino della sua esistenza, non sempre piacevoli ed appaganti, anzi! Se poi a questi fatti si aggiungono i sensi di colpa, i condizionamenti psico-socio-colturali, allora il problema di una sessualità appagante per la donna diventa ancora più difficile.
Ma cosa accade veramente nel corpo di lei? Quali stimoli la pervadono, quale pulsioni permeano questo corpo così fragile ed al tempo stesso affascinante?
Esiste come sappiamo una fisiologia dell’amplesso nella donna, ed esiste un appagamento sessuale della donna che si concentra sull’organo clitorideo esterno che i sessuologi ritengono espressione di scarsa maturità sessuale ed una sessualità orgasmica che si avvale delle stimolazioni profonde vaginali, correlata ad una sessualità matura. Ma altri autori ritengono che ciò non sia fondato, in quanto l’eccitazione e l’orgasmo femminili riconoscono una partenza sempre da impulsi clitoridei. Altri autori descrivono un punto G, che sembrerebbe localizzato sulla parete vaginale anteriore, dalla cui stimolazione derivano sensazioni intense nelle donna che viene raggiunta in profondità durante il coito, specie nei rapporti "a tergo". Inoltre la stessa vagina nella donna non si comporta allo stesso modo, poiché l’innervazione somatica e vegetativa è differente. Sembra che all’inizio del rapporto sia la regione della vulva, del terzo inferiore della vagina e della porzione iniziale della stessa che subiscono intense modificazioni e congestione; la parte superiore della vagina, invece, si dilata nel suo lume ed aumenta di profondità con appianamento delle pliche vaginali stesse, quasi ad ampliare la porzione superiore dell’organo della copula, con l’utero che si spinge in alto ed all’indietro.
La funzione secretoria della vagina, a differenza di quanto si ritenesse un tempo, non è deputata alle ghiandole del Bartolini, ma alla dilatazione del plesso venoso mucoso vaginale con secrezione di un liquido fluido lubrificante. Quando la donna, forte delle sue esperienze sessuali acquisite nel tempo col proprio partner e/o dalla sollecitazione che provoca in lei l’unione, si abbandona in un amplesso soddisfacente, si parla di eupareunia, cioè della “bella unione sessuale”, che non coincide come dicono alcuni con l’orgasmo simultaneo per entrambi, cosa questa assai difficile, tenuto conto che i tempi della donna sono più lenti rispetto a quelli dell’uomo. Si parla piuttosto di accordo sessuale soddisfacente e l’apprezzamento dell’eiaculazione maschile sembra essere alla base della provocazione dell’orgasmo anche in lei.
E la frigidità?
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