Il sistema cortico-rino-meso-encefalico. 

 

 

Noi siamo quello che percepiamo! Cioè sentiamo anche col naso! Non per nulla si dice che chi ha naso fa scelte giuste; oppure andare a “lume di naso”! Che cè di vero in queste affermazioni? E, soprattutto, che cosa c’entra la sessualità con sistema cortico-rino-mesencefalico di cui il naso sembra fare parte? E poi, perché gli animali si annusano? Che sono i ferormoni? Perché una donna ci piace per quel suo profumo di donna? E non c’è forse un film famoso interpretato da Gasmann che parla di “profumo di donna”, dove il protagonista è cieco, ma ci vede ugualmente grazie al “lume del suo naso”! E c’è ancora da dire che tale sistema interviene nella percezione del piacere nell’uso delle sostanze voluttuarie, così come percepisce i ferormoni che emanano le donne durante le fasi in cui sono recettive per l’uomo. Insomma l’istinto è sempre istinto, nonostante le donne siano oggi portate ad amare quello meno bello, coi muscoli più flaccidi, con gli occhialini ma che è intellettuale!

 

Se potessero scegliere con l’istinto, si arraperebbero davanti al ragazzo bello e forte e con poco denaro! Ma le cose, come sappiamo, vanno altrimenti, e la persona che spesso ci troviamo a fianco non è sempre quella che ci innamora, ma quella per la quale ci rendiamo conto la relazione abbia un senso e ci dia sostegno. La passione è un’altra cosa e spesso nasce tra le scrivanie dell’ufficio, tra i camici della corsia, tra le cattedre della scuola e così via… Così pensiamo con la pancia, come dice Elsa Bellotti, e facciamo delle scelte che possono minare alla base la nostra relazione stabile di coppia, quella, per intenderci, che la società civile ha sancito nel rituale del matrimonio, che è un’istituzione dei c….uti e delle Banche! Diremo infine che quando la nostra lei ci sta, lancia dei segnali impercettibili… ma quali segnali?

 

Il linguaggio del corpo.

Questo è un altro discorso, qui diremo che il corpo lascia dei segnali impercettibili che l’altro interlocutore capisce, sicchè chiunque vorra comunicare con noi, preferirà farlo sempre a quattrocchi, senza cellulare, ascoltando le modifiche della voce, guardandoci negli occhim, scrutandoci se ci tocchiamo i capelli, se ci lecchiamo le labbra parlando, se i nostri occhi si dilatano nelle pupille, se le nostre gambe si accavallano…..

Insomma, il corpo é proprio un "chiacchierone", ma parla una lingua che non conosciamo e invia messaggi che spesso travisiamo. Attualmente, psicologi e antropologi hanno identificato e catalogato numerosi segnali non verbali e li hanno divulgati attraverso pubblicazioni e corsi.  Imparare a leggere ed interpretare correttamente questi messaggi non é però semplice. Grazie a libri e manuali, chiunque può capire come distinguere i comportamenti più significativi. Il problema, é che in genere li si considera in modo isolato; praticamente, é come se ascoltando delle parole, dessimo loro un significato senza tenere conto delle frasi in cui compaiono. 

Quando leggiamo il corpo, in definitiva, non dobbiamo soffermarci su un singolo gesto: quello che viene espresso in modo non verbale infatti é più simile ad un concerto che un assolo.


Questo vuol dire per prima cosa che un messaggio riverbera in più parti del corpo,; se siamo ansiosi le nostre mani tremano o sudano, la fronte è lucida, il respiro affannato, il tono di voce abbassato, la voce biascicata o treula. Inoltre, i segnali del corpo possono agire in accordo (come nel caso descritto dell'ansia), in disaccordo o contribuire in "coro" al messaggio globale.

Il vero mafioso, scrive ancora il prof. Glielmi, primario psichiatra, in "Caratteri, passioni e mafia", è colui che neppure le budella devono tradire, rumoreggiando!



Una disarmonia si osserva quando alcuni segmenti del corpo contraddicono il senso trasmesso da una altra parte. Questo succede perché alcune regioni del corpo sono maggiormente sotto il nostro controllo; mentre altre lo sfuggono. Così teniamo sott'occhio e "supervisioniamo" buona parte della mimica facciale e della gestualità; al contrario, non sappiamo in genere cosa stanno facendo i nostri piedi.

Più in generale, abbiamo un certa consapevolezza del corpo fino al bacino e siamo poco coscienti di quello che accade da sotto la cintura in giù. Inoltre, abbiamo piuttosto presente quello che facciamo con il lato destro; per contro, molte cose ci possono sfuggire con la metà sinistra.
Può capitare così che ci si trovi ad una festa e si sia coinvolti in una conversazione noiosa, quando a pochi passi c'é una persona che ci piace. In quella situazione, potremmo orientare il tronco verso l'interlocutore e avere i piedi puntati verso l'oggetto di attrazione.

In certe occasioni, possiamo dare messaggi apparentemente contradditori, senza per questo avere interessi o intenzioni opposte: l'antropologo David Givens, nelle sue osservazioni sugli approcci tra individui di sesso opposto, ha notato che i segnali di attrazione e di disponibilità sono accompagnati quasi sempre da indizi di disagio.
In questo caso, i segni di tensione non indicano il desiderio di sottrarsi all'interazione, ma rappresentano un modo per "mettere a tacere" l'ansia di confrontarsi con chi ci piace.


Alle volte, un segnale può assumere valore se accompagnato da un'espressione facciale o da altri comportamenti: così, grattarsi la guancia se contemporaneamente il volto viene piegato di lato, significa fastidio verso chi ci parla. Altre volte, uno stesso segnale può avere addirittura significati diversi a seconda della "cornice" in cui é inserito: muovere la lingua sulle labbra indica in genere piacere, ma se le sopracciglia sono sollevate e unite è indice d'ansia.

index