SOLIDARIETA' !? E cos'è? Noi siamo rimasti alla CARITA'

Ho sentito per la prima volta la parola "solidarietà" usata in ambito pastorale nell'estate 1981. Veniva riportata in una omelia di una Messa prefestiva in una località balneare romagnola ed era ripetutamente pronunciata da un sacerdote sconosciuto con chiaro accento del nord-est. Lo ricordo perchè tutta quell'omelia aveva un tono particolarmente solenne ed enfatico e rivelava di essere stata preparata con cura. Tutto il discorso ruotava attorno a questa parola astratta "solidarietà" ogni tanto affiancata a quella di "condivisione". Pensai: ma guarda un pò. Sta parola ha un sapore vagamente positivo ma non mi era mai sembrato che avesse un significato così decisivo nè per la Chiesa nè per la vita di fede. Non mi pareva peraltro che fosse riportata in alcuna traduzione italiana dei Vangeli, e neppure fra le verità fondamentali della fede cristiana. Mi imposi però di cogliere gli aspetti propositivi e positivi del discorso anche se, ed è per questo che me lo ricordo, mi sembrava provenire da ragionamenti troppo umani e sentimentali che ben poco avevano a che fare con la rivelazione così come mi era stata insegnata attraverso la Dottrina della Chiesa. Qualcosa mi si ribellava dentro, ma mi imposi di "pensar bene" ricordando a me stesso che nella Chiesa tanti sono i modi di esprimersi e spesso diverse sono le sensibilità ma che tutto concorre alla missione della Chiesa e ai progetti di Dio.

Sono passati oltre trent'anni e non sono più sicuro di aver fatto bene a pensar bene. Sta parola oggi viene propagandata ovunque e con significati diversi tanto che spesso è fonte d'equivoco. Di certo il significato originario è strettamente materiale, ad esempio una forma di sicura solidarietà è il "vincolo trave pilastro ", ricordo addirittura un compito di meccanica razionale basato su due corpi rigidi resi solidali attraverso un'asta. Le prime estensioni del termine ai rapporti interpersonali le ricordo quando sentii definire il servizio civile come forma di solidarietà sostitutiva del servizio militare cui peraltro l'aspetto solidaristico difensivo veniva invece negato. Già quì qualche equivoco cominciava a formarsi. Oggi poi tutto è solidarietà: gli scacchi, la parrocchia, il concerto rock, le ridicole partite di calcio fra vip grassi e sfiatati, le bocce, lo sport amatoriale, i corsi di vela, la raccolta del ferro, l'unicef, etc. Per molti poi la definizione più attuale e reale di solidarietà è quella di potente passepartout per ottenere denaro dalle amministrazioni locali con cui finanziare le più diverse esperienze aggregative umane.

Devo confessare che la mia insofferenza verso questo termine mostrava già un trend crescente, ma pochi giorni fa la misura è stata colmata: Grazie alla parola solidarietà, l'Arcivescovo di Friburgo, il progressista Robert Zollitsch, capo della Chiesa tedesca è riuscito a negare addirittura il dogma fondamentale cristiano della natura sacrificale della morte di Cristo. Alla TV tedesca egli ha pubblicamente affermato che "Cristo non è morto per i peccati della gente come se Dio avesse preparato un'offerta sacrificale, un capro espiatorio." Piuttosto, Gesù ha offerto soltanto "solidarietà" con i poveri ed i sofferenti. Zollitsch ha inoltre affermato "che questa è la grande prospettiva, questa tremenda solidarietà". Chissà se ha visto il film "The Passion" di Mel Gibson! Comunque se questa fosse davvero la prospettiva e se Cristo fosse venuto solamente a darci un esempio su come organizzare i servizi sociali e non a portarci il suo amore fino a salvarci col sacrificio del Suo Corpo mediante l'Eucarestia, ci permettiamo di dire che a noi sto Cristo non interessa per niente.

Il risultato di sti giochetti di parole però è che, per non pochi cristiani, sta "tremenda solidarietà" !? è diventata virtù unica e sostituitva di tutte le altre virtù, sia teologali che cardinali, di Santa Romana Chiesa. Provate a chiedere ai cristiani di mezza età, quelli molto impegnati che si credono "draghi del sociale", di elencare qualche virtù cristiana. Vogliamo scommettere? Diranno solidarietà e basta. C'è però un problema, c'è una virtù che non sta al gioco. E' quella che viene direttamente e subdolamente sostituita, quella il cui campo d'azione viene usurpato: la Carità. E' la Carità che si ribella, è la Carità che rifiuta un surrogato parziale ed interpretabile ad uso e consumo dell'umore dell'uomo. La Carità nasce nel nostro cuore per l'amore che esso ha per Cristo. La Carità è sicuramente buona perchè viene da Cristo ed è di Cristo. La solidarietà non è detto che lo sia. Anzi se la solidarietà sostituisce la Carità ha il potere, quello si "tremendo" di allontanare l'uomo da Dio.

E' forse cosa buona la solidarietà invocata dalle associazioni di volontariato internazionale che si mettono a fianco dei poveri e dei sofferenti promuovendo aborto e limitazione delle nascite? E' forse cosa buona la solidarietà con il pres.Napolitano di tanti cattolici e non cattolici (dal Sen Andreotti alla Prof.Levi Montalcini) nella vicenda Englaro? E' forse cosa buona il finanziamento, da parte di banche di area pseudo cattolica, di associazioni che promuovono attività sportive e di solidarietà la domenica mattina allontanando i giovani dall'Eucarestia? (la voglia di far nomi e luoghi è forte ma non ce ne è bisogno: il fenomeno è talmente diffuso che ciascuno ha già in mente quelli che fanno al caso proprio)

Infine, per cercare di fare un pò di chiarezza, almeno lessicale, abbiamo cercato nel vocabolario come si diceva solidarietà in latino. Non si diceva. Non esisteva. Non aveva significato. Ci chiediamo allora: ma come avrà fatto la Chiesa Cattolica a fare a meno di questo concetto portentoso fino agli anni settanta ??? La risposta purtroppo è già sulla bocca di molti cristiani: Che importa ? la Chiesa, quella buona, è quella di oggi, quella che faccio io quando pratico la solidarietà.

Sugli autobus di Londra, e per un pò anche su quelli di Genova, c'era scritto: "La cattiva notizia è che Dio non esiste, la buona è che non ne hai bisogno."

Non è vero che Dio non esiste, direbbe il presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, ma è vero che non ne abbiamo bisogno per salvarci. Ce la possiamo fare da soli basta essere "tremendamente solidali" .

Kyrie Eleison

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