PAPA IN USA, PRIMO ABBRACCIO DELL'AMERICA ALL' AMICO BENEDETTO (Marco Bardazzi) ANSA
Un Papa venuto da ''amico e annunciatore del Vangelo'' ha ricevuto il primo abbraccio da un' America che, nelle parole del suo presidente, George W. Bush, insieme al mondo intero ''ha bisogno del suo messaggio''. Benedetto XVI ha cominciato dalla Casa Bianca e da un bagno di folla nelle strade di Washington il viaggio in un paese di cui ha lodato le radici religiose. Ma il tono festoso e' cambiato parlando in serata ai suoi vescovi riuniti nella piu' grande chiesa d'America, ai quali il Papa ha elencato i mali che minano gli Stati Uniti: secolarismo, individualismo, materialismo, un ''declino della famiglia'' che crea ''sconcerto'', e lo ''scandalo'' dei cattolici abortisti. E come gia' aveva fatto nel volo verso gli Usa, Benedetto e' tornato sul tema della pedofilia nella Chiesa, esortando i vescovi a fare di piu', su un problema ''talvolta gestito in modo pessimo'', ma inserendo anche il fenomeno nel contesto piu' ampio di una sessualita' distorta da ''pornografia e violenza'' che minano la societa'. L'81/o compleanno festeggiato sul prato della Casa Bianca con oltre 13.000 ospiti (e poi con una torta multistrato offerta da Bush), e l'incontro di preghiera con i vescovi nella gigantesca Basilica dell'Immacolata Concezione, sono stati i momenti centrali della giornata di Benedetto XVI. Ma il Papa ha avuto anche la possibilita' di salutare in strada, dalla papamobile, una folla festosa di decine di migliaia di persone, nella quale spiccavano i volti ispanici. Uno spaccato significativo della nuova realta' del cattolicesimo americano, che parla sempre piu' spagnolo per effetto dell' immigrazione dall' America Latina. L'immigrazione e' stato uno degli argomenti al centro del colloquio tra Benedetto XVI e Bush, che si sono parlati per circa 45 minuti nello Studio Ovale. Al termine, come ha rivelato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, c'e' stato anche il tempo di una preghiera comune del Papa con il presidente, la moglie Laura e la figlia Jenna. Una circostanza che contribuira' ad alimentare le voci di possibile conversione in vista per Bush, sulla scia dell'amico ex premier britannico Tony Blair. Nella cerimonia sul South Lawn, il grande prato che la Casa Bianca usa per le occasioni speciali, il presidente ha elencato al Papa una serie di temi su cui l'America e il mondo, a suo dire, hanno bisogno di guardare al Vaticano. Bush ha confermato l'ammirazione per Benedetto XVI ricorrendo a un messaggio apertamente 'ratzingeriano'. Il presidente ha detto al Papa che il mondo ha bisogno del suo messaggio sul fatto che ''tutta la vita umana e' sacra''. Una frase accolta da un boato del pubblico, ma in qualche modo minata da una sentenza emessa proprio pochi minuti prima dalla Corte Suprema (dove siedono 5 giudici cattolici su nove), che ha rafforzato la pena di morte in America. ''In un mondo dove alcuni invocano il nome di Dio per giustificare atti di terrorismo, assassinio, e odio - ha detto Bush - abbiamo bisogno del suo messaggio che Dio e' amore. In un mondo dove alcuni non credono piu' che si possa distinguere tra cio' che e' semplicemente giusto o sbagliato abbiamo bisogno del suo messaggio per rigettare questa dittatura del relativismo, e abbracciare una cultura della giustizia e della verita'''. Il Papa e' andato alle radici della storia americana, citando Dichiarazione d'Indipendenza, Padri fondatori e la religiosita' del primo presidente, George Washington. La liberta', ha detto il Papa agli americani, ''non e' solo un dono, ma anche un appello alla responsabilita' personale'' e in quanto tale ''e' sempre nuova'' e deve tener conto delle sfide del mondo. Dopo un pranzo di compleanno in Nunziatura, Benedetto XVI ha celebrato i vespri con cardinali e vescovi, pronunciando un discorso denso di analisi della societa' americana e di indicazioni sul cammino da fare per la Chiesa, che ha esortato a ''ritrovare la visione cattolica della realta' e di presentarla in maniera coinvolgente e con fantasia ad una societa' che fornisce ogni genere di ricette per l'auto realizzazione umana''. |
CHIESA NON TOLLERI CATTOLICI PRO-ABORTO (Elisa Pinna)
WASHINGTON - Se la mattinata alla Casa Bianca e' stato il momento della festa, i vespri di ieri sera con i 400 vescovi americani si sono trasformati nel tempo della penitenza. Benedetto XVI ha pronunciato infatti una lunga requisitoria contro il cattolicesimo nord-americano, in preda a tentazioni secolariste, relativiste, persino abortiste. Ha parlato di una ''pessima gestione'' della vicenda dei preti pedofili, ed ha usato parole di fuoco contro una fede cattolica spesso vissuta in maniera individualistica. ''I cristiani - ha ammonito - sono facilmente tentati di conformarsi allo spirito del secolo. Lo abbiamo constatato in maniera acuta nello scandalo dato da cattolici che promuovono un presunto diritto all'aborto''. Un riferimento, neppure troppo implicito, a certi passati candidati cattolici alla presidenza degli Stati Uniti. Pur nel riconoscere il forte radicamento della religione negli Stati Uniti, Benedetto XVI si e' chiesto se sia ''coerente professare la nostra fede in chiesa alla domenica e poi, lungo la settimana, promuovere pratiche d'affari o procedure mediche contrarie a tale fede?''. ''E' forse coerente per i cattolici praticanti - ha tuonato - ignorare o sfruttare i poveri e gli emarginati, promuovere comportamenti sessuali contrari all'insegnamento morale cattolico, o adottare posizioni che contraddicono al diritto ala vita di ogni essere umano dal concepimento alla morte naturale?''. ''Occorre - ha esortato i vescovi - resistere ad ogni tendenza a considerare la religione come un fatto privato. Solo quando la fede permea ogni aspetto della vita, i cristiani diventano veramente aperti alla potenza trasformatrice del Vangelo''. Un discorso, quello pronunciato dal Papa al Santuario nazionale dell'Immacolata Concezione a Washington, indirizzato alla popolazione cattolica statunitense e allo stesso episcopato. ''Negli stati Uniti come altrove - ha rimarcato Benedetto XVI - vi sono attualmente molte leggi gia' in vigore o in discussione che suscitano preoccupazione dal punto di vista della moralita' e la comunita' cattolica, sotto la vostra guida, deve offrire una testimonianza chiara e unitaria su tali materie''. ''L'influenza della Chiesa, nel pubblico dibattito, si effettua a molti livelli'', ha aggiunto. ''Come non essere sconcertati - ha incalzato il Papa - nell'osservare il rapido declino della famiglia quale elemento basilare della Chiesa e della societa'? Il divorzio e l'infedelta' sono in aumento, e molti giovani uomini e donne scelgono di ritardare il matrimonio o di ignorarlo completamente. Per alcuni giovani cattolici - ha proseguito - il vincolo sacramentale del matrimonio appare difficilmente distinguibile da un legame civile, o e' percepito addirittura come un semplice accordo per vivere con un'altra persona in modo informale e senza stabilita''. Il Papa ha poi affrontato lo scandalo della pedofilia che e' causa di ''profonda vergogna''. ''Molti di voi - ha spiegato - mi hanno parlato dell'enorme dolore che le vostre comunita' hanno sofferto quando uomini di chiesa hanno tradito i loro obblighi e compiti sacerdotali con un simile comportamento gravemente immorale''. La risposta a tale situazione - ha constatato il Papa - non e' stata facile ed e' stata talvolta gestita ''in pessimo modo'', ha osservato, riprendendo le parole del presidente della Conferenza episcopale americana, card. Francis E.George. SCANDALO PEDOFILIA GESTITO IN MODO PESSIMO Lo scandalo dei preti pedofili e' stato ''talvolta gestito in modo pessimo'': e' quanto ha detto ieri sera Papa Benedetto XVI, incontrando i 400 vescovi statunitensi nel santuario nazionale dell'Immacolata Concezione a Washington. Ratzinger ha fatto proprio un giudizio dato sulla vicenda dal presidente della Conferenza episcopale americana, card. Francis George, ed e' tornato a parlare di ''profonda vergogna per quanto successo''. Dopo il suo discorso al santuario della Immacolata Concezione a Washington, papa Benedetto XVI ha fatto rientro alla Nunziatura apostolica. I fedeli torneranno ad incontrarlo alle 10 (le 16 italiane), quando al Nationals Park Stadium celebrera' una messa davanti a 50 mila persone. HAPPY BIRTHDAY ALLA CASA BIANCA WASHINGTON - Lotta al terrorismo e difesa della vita, gli impegni confermati dal Papa e dal presidente americano Bush dopo il colloquio alla Casa Bianca. Ecco il testo integrale del comunicato congiunto Santa Sede-Usa diffuso al termine dell'incontro tra il Papa ed il Presidente degli Stati Uniti, George W. Bush: "Il Presidente Bush, per conto di tutti gli americani, ha dato il benvenuto al Santo Padre, augurandogli un felice compleanno e ringraziandolo per la guida spirituale e morale che offre all'intera famiglia umana. Il Presidente ha augurato al papa ogni successo nel suo Viaggio Apostolico e nel suo indirizzo di saluto alle Nazioni Unite ed ha espresso apprezzamento per la prossima visita del Papa a 'Ground Zero', a New York". "Durante il loro incontro - continua il comunicato congiunto - il Santo Padre ed il Presidente hanno discusso argomenti di interesse comune per la Santa Sede e gli Stati Uniti d'America, incluse considerazioni morali e religiose sulle quale entrambe le parti sono impegnate: il rispetto della dignità della persona umana: la difesa e la promozione della vita, del matrimonio e della famiglia; l'istruzione delle generazioni future; diritti umani e libertà religiosa; sviluppo sostenibile e la lotta alla povertà ed alle malattie epidemiche, specialmente in Africa". "Riguardo a quest'ultimo punto - si aggiunge nel testo - il Santo Padre ha dato il benvenuto agli importanti contributi finanziari degli Stati Uniti in quest'area. I due hanno riaffermato il proprio totale rifiuto del terrorismo come della manipolazione della religione per giustificare atti immorali e violenti contro innocenti. Si sono anche soffermati sulla necessità di contrastare il terrorismo con mezzi appropriate che rispettino la persona umana e i suoi diritti". "Il Santo Padre ed il Presidente hanno dedicato tempo considerevole nel loro colloquio al Medio Oriente - si dice nel comunicato - in particolare alla risoluzione del conflitto israelo-palestinese in linea con la visione dei due stati che devono esistere uno accanto all'altro in pace e sicurezza, al loro reciproco sostegno alla sovranità e all'indipendenza del Libano e alla comune preoccupazione per la situazioni in Iraq ed in particolare allo stato di precarietà delle comunità cristiane nella regione. Il Santo Padre ed il Presidente hanno espresso speranza per la fine delle violenze e per una soluzione rapida e globale alle crisi che colpiscono la regione". "Il Santo Padre ed il Presidente - si conclude nel comunicato congiunto - hanno anche valutato la situazione in America Latina con riferimento, tra l'altro, agli immigranti ed al bisogno di una politica coordinata riguardante l'immigrazione, specialmente il trattamento umano ed il benessere delle famiglie". Benedetto XVI si e' recato alla Casa Bianca, per un colloquio con il presidente americano. E' la seconda volta nella storia in cui un Papa visita la sede presidenziale americana, dopo un precedente di Giovanni Paolo II nel 1979. God bless America" (Dio benedica l'America). Con questa espressione il Papa ha concluso il suo discorso nella cerimonia di benvenuto nel parco della Casa Bianca, dove lo hanno accolto il presidente americano George W. Bush e la First Lady Laura Bush. PAPA IN USA: FEDE AIUTI AMERICANI IN SCELTE POLITICHE Papa Ratzinger, parlando dalla Casa Bianca, ha auspicato che i principi morali continuino a guidare i leader degli Stati Uniti anche nel futuro. "La democrazia può fiorire soltanto - ha spiegato in un discorso pronunciato rispondendo ai saluti del presidente statunitense George W. Bush - quando i leader politici e quanti essi rappresentano sono guidati dalla verità e portano la saggezza, generata dal principio morale, nelle decisioni che riguardano la vita e il futuro della Nazione". Senza parlare esplicitamente delle prossime elezioni presidenziali, Papa Ratzinger ha tuttavia chiesto al popolo americano di trovare nella propria fede religiosa un criterio di "discernimento e di ispirazione" di fronte alle sempre "più complesse questioni politice ed etiche". Di cio" Benedetto XVI ha parlato nel saluto rivolto al presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, nel prato della Casa Bianca. "Ora che la Nazione deve affrontare - ha spiegato nel suo discorso in risposta ai saluti di Bush - sempre più complesse questioni politiche ed etiche, confido che gli americani potranno trovare nella loro credenze religiose una fonte preziosa di discernimento ed un'ispirazione per perseguire un dialogo ragionevole, rispettoso e responsabile, nello sforzo di edificare una società più umana e più libera". "Sin dagli albori della Repubblica - ha ricordato Benedetto XVI - la ricerca della libertà dell'America è stata guidata dal convincimento che i principi che governano la vita politica e sociale sono intimamente collegati con un ordine morale, basato sulla Signoria di Dio Creatore" BUSH: IL MONDO HA BISOGNO DEL SUO MESSAGGIO L'America e il mondo "hanno bisogno del messaggio" di Benedetto XVI, in una realtà dominata dalla "dittatura del relativismo": usando le parole che l'allora cardinale Joseph Ratzinger utilizzò alla vigilia della sua elezione a Papa, tre anni fa, il presidente americano, George W.Bush, ha accolto così il pontefice alla Casa Bianca. Bush ha presentato al Papa un'America che ha definito "una nazione pienamente moderna, eppure guidata da verità antiche ed eterne". Il presidente americano ha detto al Papa che il mondo ha bisogno del suo messaggio sul fatto che "tutta la vita umana é sacra". "In un mondo dove alcuni invocano il nome di Dio per giustificare atti di terrorismo, assassinio, e odio - ha detto Bush - abbiamo bisogno del suo messaggio che Dio è amore. E abbracciare questo amore è il modo più sicuro per salvare gli uomini dal cadere preda degli insegnamenti del fanatismo e del terrorismo". "In un mondo dove alcuni non credono più che si possa distinguere tra ciò che è semplicemente giusto e sbagliato - ha aggiunto il presidente - abbiamo bisogno del suo messaggio per rigettare questa dittatura del relativismo, e abbracciare una cultura della giustizia e della verità". Bush ha ringraziato il Papa per essere venuto a celebrare il proprio 81/o compleanno alla Casa Bianca e gli ha garantito che "milioni di americani" pregano per lui. |
CERIMONIA ALLA CASA BIANCA TRA FEDE E POLITICA ( Cristiano Del Riccio)
Comincia con un solenne rullo di tamburi e si conclude con novemila persone a cantare gioiosamente in coro 'Happy Birthday' la 'storica' prima visita di Benedetto XVI alla Casa Bianca, spettacolare nella coreografia e nella benedizione di una splendida giornata di sole. C'é un capo di stato e il leader di un miliardo di cattolici da accogliere alla Casa Bianca, per la seconda volta nella storia, e il presidente George W. Bush sa di dover tenere un delicato equilibrio tra sacro e profano, tra chiesa e stato, tra fede e politica nel cerimoniale studiato fino all'ultimo dettaglio. Così rulli di tamburo e dolce note d'arpa accolgono, in sequenza, l'arrivo della limousine nera del Papa sul prato della Casa Bianca alle 10.30 in punto. Salve di cannone sono sparate proprio mentre la banda dei Marine esegue l'inno Vaticano. E un coro di soldati intona il travolgente 'Glory, Glory Alleluia'. Una banda militare in costume coloniale sfida davanti alla tribuna d'onore dominata dalla presenza di cardinali e altri leader religiosi. Il delicato gioco d'equilibrio tra sacro e profano continua quando il soprano Kathleen Battle intona, al suono dell'arpa, 'The Lord's Prayer'. "Perché cantare una preghiera?, avevano chiesto sospettosi i media Usa. "E' più di una preghiera" aveva risposto la portavoce di Bush. E' una folla record, oltre novemila persone, quella radunata sul prato della Casa Bianca (per la regina Elisabetta erano settemila). Laura Bush ha fatto piantare ovunque fiori bianchi e gialli, i colori del Vaticano. La palizzata è stata ridipinta. Sono state distribuite bandierine americane e vaticane che gli spettatori agitano senza sosta. Spiccano tra la folla le feluche bianche dei Cavalieri di Colombo, che hanno un posto d'onore, insieme a una squadra di boy-scouts e di girl-scouts. Alcuni bambini hanno portato alla Casa Bianca cartelli fatti a mano con scritto 'Welcome Pope - Hope' e 'We Love You Pope'. Un altro mostra una torta col numero 81. In attesa dell'inizio della cerimonia l'applauso più lungo è stato tributato ai veterani dell'Iraq, che hanno un posto d'onore, e che si fanno fotografare in divisa, con mogli e figli, sullo sfondo dei militari vestiti da coloniali: due guerre lontane nel tempo. Accolto da squilli di tromba arriva Bush. E' quindi la volta della limousine del Papa, accolta da un interminabile rullio di tamburi. E' il momento degli inni nazionali. Sparano i cannoni quando viene suonato quello Vaticano (le 21 salve che spettano ai capi di stato). Bush si porta la mano sul cuore, come sempre, quando i marines intonano l'inno americano. Terminata la musica dalla folla si leva il grido potente 'Viva il Papa', seguito inarrestabile dal canto 'Happy Birthday!'. Il Papa, che si era seduto, si alza in piedi per ringraziare. E' il momento dei discorsi. Bush lo accoglie come uomo di pace. E ricorda di nuovo il giorno speciale: "Avete scelto di visitare l'America il giorno del vostro compleanno. I compleanni si passano con gli amici e ci sentiamo commossi ed onorati per questo". Quando Bush pronuncia la frase "tutta la vita umana é sacra" si leva un boato di approvazione dalla folla. Il presidente Usa non conclude il discorso col solito 'God Bless America'. Almeno questa volta, in presenza del Papa, la frase suonerebbe presuntuosa. Ma ci pensa Benedetto XVI a rimediare concludendo il suo discorso, dai temi profondi,con un vigoroso 'God Bless America'. E' un coro militare a chiudere la cerimonia con una travolgente esecuzione del classico 'Glory, Glory Alleluia' che scatena lunghi applausi. Bush e il Papa salgono sul balcone della Casa Bianca per un ultimo saluto alla folla. Ma c'é una sorpresa finale: il presidente invita i novemila spettatori a cantare in coro, stavolta con accompagnamento musicale, un gioioso 'Happy Birthday!'. La cerimonia adesso è veramente finita. PAPA PREGA INSIEME CON I BUSH PER LA FAMIGLIA Papa Ratzinger ha recitato oggi una preghiera insieme al presidente statunitense, George W.Bush, alla moglie Laura e alla figlia Jenna, in favore dell'istituzione familiare. Lo ha reso noto padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano. La preghiera e' avvenuta al termine del colloquio privato avuto da Benedetto XVI con il capo di Stato americano nello studio ovale della Casa Bianca. |