E' UN'ALLEANZA IMMORALE

Mons. Negri boccia l’accordo dell’UDC con la sinistra

di Claudio Monti, da “La Voce di Romagna” (16/06/09)


Gli apparentamenti dell’UDC col centrosinistra il quotidiano della CEI Avvenire li definisce “eclatanti”. Fra quelli “destinati a lasciare il segno oltre i livelli locali”, dopo il comune di Bari e la provincia di Torino, il quotidiano cattolico ha citato “la provincia di Rieti e quella di Rimini”. In Vaticano e nella Conferenza Episcopale Italiana non è passata inosservata la decisione dello scudo crociato di andare in soccorso delle alleanze a guida PD in alcune città dove si gioca una partita storica per cambiare equilibri ed egemonie che fanno capo alla sinistra. Il ribaltone “pro Vitali” targato Casini-Errani non è passato inosservato nemmeno nel mondo cattolico riminese e nella vicina Repubblica di San Marino, dove Casini e alcuni dei suoi uomini più rappresentativi a livello nazionale hanno frequentazioni assidue e amichevoli. Due soprattutto – Rocco Buttiglione, presidente dell’UDC, e l’onorevole Luca Volonté – hanno parecchie amicizie in zona, dal Meeting alla Fondazione Giovanni Paolo II per il magistero sociale della Chiesa, e in particolare con mons. Luigi Negri, vescovo di San Marino e Montefeltro.

 “Non nascondo un certo disagio per le parole di Casini in tema di apparentamenti al secondo turno elettorale. Credo che anche le situazioni particolari debbano essere viste in un’ottica generale e alla luce dei principi fondativi che ispirano l’azione di una forza politica. Non mi pare né sincera né profonda la giustificazione che scelte come le alleanze per i ballottaggi vengano lasciate alle responsabilità locali”, spiega il vescovo di San Marino (nella foto). “Nessuno che viva in queste zone può non rendersi conto dell’importante momento che una provincia come Rimini ha davanti a sé, e per i cattolici si tratta della possibilità di incidere in una realtà che da 60 anni vede una gestione monocratica del potere. E men che meno non possono non comprenderlo i dirigenti nazionali. Affrontare una scadenza come questa, che ha certamente uno spessore nazionale, nell’ottica dei piccoli accordi locali, che rispondono a logiche non certo di principio, mi sembra una cosa avvilente”, aggiunge mons. Negri. Che spiega di avere a cuore la scadenza elettorale della Provincia di Rimini, un territorio che “a breve si arricchirà degli abitanti dei comuni dell’Alta Valmarecchia, verso i quali è viva e forte la mia sollecitudine pastorale di vescovo. Seguo con interesse e partecipazione il fatto che la provincia di Rimini si arricchisca di uomini e donne che provengono dalla mia Diocesi e che portano con loro un complesso di valori e di problemi che attendono risposte, e che personalmente ho sempre indicato come motivazioni che rendevano ragionevole pensare ad un cambio di provincia”.

Mons. Negri ricorda quanto ha scritto a fine maggio nel messaggio in occasione delle elezioni amministrative e di quelle europee: “I problemi reali devono essere illuminati dai principi, non i principi essere di fatto estromessi dal ‘piccolo cabotaggio’ istituzionale ed amministrativo”. Negri aveva pure detto senza mezzi termini che “debbono essere privilegiate formazioni socio-politiche e singoli candidati che garantiscano una fedeltà viva ed operativa ai principi fondamentali della Dottrina Sociale della Chiesa”. Ora il vescovo di San Marino aggiunge: “L’UDC ha lodevolmente impostato la sua campagna elettorale per le elezioni europee sui grandi principi che riguardano la persona, la famiglia, il diritto all’educazione e la difesa della vita, portando il dibattito politico a un livello superiore a quello di altri partiti. Mi chiedo come l’UDC potrà, alla luce di questi principi, condividere tutti i giorni le amministrazioni locali con chi manifesta una concezione della vita radicalmente diversa. Il vescovo non può non ricordare a tutti che una gestione senza principi è una gestione immorale”.

DA UN EX COMMANDOS DC:  ADDIO ALLA BANDIERA

17/6/2009 E così alla fine anche l'ultima presa in giro è compiuta. L'UDC, che sbandierando valori cristiani ha ricevuto voti di cattolici non di sinistra anche per aver caricato Magdi Cristiano Allam dopo che questi aveva girato tutte le diocesi d’Italia a titolo personale e non con targa partitica, li vende sul piatto di alleanze cattocomuniste in cambio di posti e potere. Ci tocca dire oggi ciò che non avremmo mai immaginato di poter dire. Meglio La Bindi che Casini ! Almeno la cattolica "adulta" ha il pregio di non riuscire a celare ciò che pensa e così abbiamo sempre potuto fuggirla. Dell'Altro è tuttora intenso il ricordo del suo faccione CCD con la scritta COERENTI che tappezzava completamente Bologna quando, nel 2000, l'odierno compare Buttiglione andò al governo con D'Alema.

Chissà se Paolo VI oggi definirebbe ancora la politica una forma di carità, noi no di certo. Noi ex commandos democristiani vissuti oltre le linee e venduti al nemico rispettivamente da: Dossetti, Zaccagnini, De Mita, Martinazzoli, Buttiglione ed ora anche da Casini, facciamo fatica a comprenderlo. Già Casini, su di lui abbiamo proprio sbagliato, e gravemente. Avevamo visto in lui l’ultima possibilità di costruire un partito utile a promuovere una società cristianamente orientata anche se non riuscivamo a percepire in lui alcuna certezza o riscontro in questo senso. Anzi! Facevamo fatica a dimenticare che, quando noi CDU combattevamo casa per casa contro Gerardo Bianco che voleva portare il partito a sinistra, lui non era al nostro fianco, perché era stato il primo a fuggire quando Martinazzoli (comandava la Bindi) non gli garantì un collegio sicuro. Eppure, anche grazie ad una serie di eventi provvidenziali, eravamo riusciti ad evitare che Martinazzoli prima e Buttiglione poi insozzassero lo scudo crociato di De Gasperi e Gedda mettendolo a fianco delle Sinistre. Oggi proprio il "bolognese Casini" lo ha fatto ed a Rimini in una plancia abbiamo visto per la prima volta il nostro stendardo a fianco del nemico di sempre. E’ stata dura vederlo? Stranamente non tanto. Lo avevamo capito da un pezzo, infatti da tempo la nostra azione si muove ben lontano da quel partito. La vicenda Eluana poi ci confermò nella scelta, il nostro voto si tramutò nel decreto che le avrebbe salvato la vita che abbiamo sentito come scritto da noi. Poi "Qualcun Altro" si prese la responsabilità di non firmarlo, ma noi col nostro voto l’avremmo salvata. Stavolta ci avevamo azzeccato.

Per il resto avevamo capito che la rotta UDC muoveva su tristi scenari già visti e percorsi. L' operazione "timone a sinistra" cominciò con l’unificazione CCD-CDU (demiurgo Follini) che vide la comparsa di strani personaggi sbarcati da sinistra, nascosti nel ventre di Democrazia Europea di D’Antoni e recentemente rappresentati dalla Rosa Bianca.  Si passò all'azione esplicita (con l'appoggio del Corriere della Sera) nel congresso del 2005 quando l'UDC era ancora al governo col centrodestra, e, come sempre si fa (cavourianamente), si prepararono azioni e motivi di contrasto per giustificare la scelta e la strada imboccata. Ora, seppur in ritardo di alcuni anni, proprio ora che in tutta Europa quella patologia sociale chiamata sinistra frutto e residuo dell’illuminismo anticristiano sta morendo, l'epilogo: alla sinistra arriva l’ultimo soccorso cattolico quello dell’UDC.

Dopo Catania, Bolzano, e il Trentino ora arriva anche a Torino, Rieti, Bari, Brindisi, Rimini etc. e domani, ormai è chiaro a tutti, arriverà anche il livello politico nazionale.  Angoscia disperazione frustrazione? No di certo! Invece grande sollievo. Ed un ampio respiro a pieni polmoni. Finalmente è finita! Probabilmente questa sarà l'ultima pescata di pesci cattolici avviati alla catena di lavorazione della società anticristiana. Auguri ex amici dell' UDC, stavolta non mi avete pescato, la Provincia di Roma coi preservativi nelle scuole vi attende, il Comune di Lugo che toglie le Croci dalle tombe, ha bisogno di voi, le amministrazioni di mezz'italia che vietano Crocifissi e Presepi aspettano la vostra guida. E poi una grande prospettiva internazionale si apre: la cattoprofilattica Nancy Pelosi vi guarda, il cattoabortista Joe Biden ha fiducia in voi… Ricordatevi però sempre di rispettare l’imperativo categorico: Pierferdy Casini, Errani, Follini, Bindi, Buttiglione, Prodi, D’Alema, Allam, Turco, Volontè, Finocchiaro, Rutelli, Veltroni, De Mita, Grillini, Carlo Casini, Vendola, Andreotti, Di Pietro etc....... siate sempre tremendamente solidali!

Mazzarino da ALMA PREX

SCHEDA ELETTORALE BALLOTTAGGIO 2009-ELEZIONE PRESIDENTE .PROVINCIA DI RIMINI

E IL DECRETO DI PIO XII VALE ANCORA

22/12/2009 La presa del potere, in Italia, da parte degli uomini di Stalin fu evitata proprio grazie a quel provvedimento. Stiamo parlando del decreto del 1° luglio 1949 emesso dalla Congregazione del Sant’Uffizio e passato alla storia come il decreto di scomunica dei comunisti. Sono trascorsi sessant’anni da quell’evento che rappresentò, per la strategia di conquista del potere studiata a Mosca e messa a punto a Botteghe Oscure, una sconfitta irreparabile e definitiva. Da cui l’odio mortale della sinistra – che dura tutt’ora – nei confronti del grande Pontefice, Pio XII, che aveva avallato il decreto.

Il testo:

È stato chiesto a questa Suprema Sacra Congregazione», scrissero i Cardinali che componevano il Collegio, 1. Se sia lecito iscriversi al partito comunista o sostenerlo; 2. Se sia lecito stampare, divulgare o leggere libri, riviste, giornali o volantini che appoggiano la dottrina o l'opera dei comunisti, o scrivere per essi; 3. Se possano essere ammessi ai Sacramenti i cristiani che consapevolmente e liberamente hanno compiuto quanto scritto nei numeri 1 e 2; 4. Se i cristiani che professano la dottrina comunista materialista e anticristiana, e soprattutto coloro che la difendono e la propagano, incorrano ipso facto nella scomunica riservata alla Sede Apostolica, in quanto apostati della fede cattolica.

Gli Eminentissimi e Reverendissimi Padri preposti alla tutela della fede e della morale, avuto il voto dei Consultori, nella riunione plenaria del 28 giugno 1949 risposero decretando:

- negativo: infatti il comunismo è materialista e anticristiano; i capi comunisti, sebbene a volte sostengano a parole di non essere contrari alla Religione, di fatto, sia nella dottrina sia nelle azioni, si dimostrano ostili a Dio, alla vera Religione e alla Chiesa di Cristo;

- negativo: è proibito dal diritto stesso (cfr. canone 1399 del Codice di Diritto Canonico);

- negativo, secondo i normali princìpi di negare i Sacramenti a coloro che non siano ben disposti;

- affermativo.

Il giorno 30 dello stesso mese ed anno il Santo Padre Pio XII, nella consueta udienza all'Assessore del Sant'Uffizio, ha approvato la decisione dei Padri e ha ordinato di promulgarla nel commentario ufficiale degli Acta Apostolicae Sedis.

Sarà questa decisione di Pio XII a farne un nemico assoluto per i comunisti e i loro tirapiedi, e a indicarlo a scrittori, propagandisti e falsificatori della storia come l’obiettivo principale da colpire. Difatti, tra non molto avrà inizio la sarabanda, con la rappresentazione, al Freie Volksbühne di Berlino, dell’opera teatrale di Rolf Hochhuth «Il Vicario», dove la mancata presa di posizione ufficiale del Papa contro il nazismo viene giudicata complicità con l’Olocausto. Ma una clamorosa smentita alla tesi sostenuta dal commediografo verrà addirittura da Albrecht von Kessel, inserito nel dramma in quanto stretto collaboratore dell’ambasciatore tedesco in Vaticano, Ernst Von Weizsäcker, che in un’intervista dichiarerà: «Hitler era uomo capace di ogni crimine. Noi tutti eravamo, senza eccezione, d’accordo su un punto: una protesta solenne di Pio XII contro la persecuzione degli ebrei avrebbe esposto lui e tutta la Curia romana al massimo pericolo e non avrebbe salvato la vita a un solo ebreo».

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