VINCOLO CIMITERIALE ? BASTA RIDURLO

pubblicato sul settimanale diocesano “IL CORRIERE CESENATE” il 26/2/2010

http://www.corrierecesenate.com/

C’è il vincolo cimiteriale? Basta ridurlo

Le leggi ci sono, ma con le scelte politiche si possono cambiare a piacimento. Il supermercato sarà costruito fra il cimitero urbano e la collina dove sorge, da oltre 40 anni, il monastero delle suore che hanno scritto una lettera al sindaco

CESENA - Le suore clarisse cappuccine hanno preso carta e penna e hanno scritto al sindaco di Cesena, Paolo Lucchi. Poi hanno consegnato la stessa lettera al Corriere Cesenate, perché venisse pubblicata e potesse avere il maggior risalto possibile.

“Siamo in questo luogo dal 22 dicembre 1966. Eravamo venute qui per stare in tranquillità. ’Davanti al cimitero – ci aveva detto padre Guglielmo Gattiani (il famoso frate cappuccino morto in odore di santità il 15 dicembre 1999, ndr) – non verrà mai nessuno a costruire’. Su questa collina noi viviamo in raccoglimento e preghiera”.

La madre superiora, suor Chiara De Giovanni, si fa interprete del sentimento delle 11 sorelle che hanno scelto la vita di silenzio e di preghiera del monastero del Corpus Domini presente a Cesena fin dal lontanissimo 23 novembre 1615.

“Da quando è partito il cantiere, arriva fin quassù un notevole rumore – prosegue la madre superiora – . I lavori pare non si fermino mai”.

Le ruspe sono all’opera quasi di continuo, dalle sette del mattino fino alle 18, per fare spazio quanto prima al cemento che prenderà il posto di un bell’angolo verde di Cesena. Non mancano neppure i timori per la creazione di un parco pubblico.

“Lontano dalla città – conclude la madre superiora – si può ben comprendere cosa potrà attirare un luogo di questo genere, di certo poco sorvegliato. Noi suore, lo scriva pure, siamo molto dispiaciute per tutto questo”.

Di seguito pubblichiamo la lettera delle suore, con la speranza che qualcosa possa accadere. Intanto il cantiere per la costruzione di un nuovo centro commerciale situato fra il cimitero monumentale e il convento delle clarisse sta procedendo celermente. Per fare spazio a questa costruzione è stato ridotto il cosiddetto vincolo cimiteriale e si è andati a buttare cemento in una zona di Cesena definita dal Prg del 1985 ’di interesse paesaggistico- ambientale’.

La lettera

Egregio sindaco, le scriviamo nuovamente in merito alla costruzione del nuovo centro commerciale in prossimità del nostro monastero. Negli ultimi giorni ci siamo rese conto che, a causa dei lavori, il cui rumore rimbomba senza interruzione all’interno del monastero, la nostra vita sta diventando invivibile.

Siamo molto amareggiate che sia stata permessa la costruzione di un supermercato proprio in una zona cimiteriale dove è presente un monastero, e dove dunque si richiede un clima di silenzio. Ogni giorno la gente che sale qui per cercare – come era solita fare – un luogo di raccoglimento e di preghiera, rimane addolorata e scandalizzata per quello che sta avvenendo. Finora il nostro monastero per tanti cittadini è stato una piccola ’oasi’ di pace, anche nei momenti di stacco dal lavoro o per restare qualche ora in preghiera. Ora cosa ne sarà?

Dal 2002 ad oggi non siamo mai state interpellate. Solo nel novembre del 2005, quando per caso siamo venute a conoscenza dell’intenzione di spostare la Conad nella zona prossima al monastero, abbiamo scritto una lettera (24 novembre 2005) all’allora sindaco Giordano Conti, che nella risposta ci parlò di “una struttura alimentare medio piccola, nelle vicinanze del vostro monastero” (lettera del 20 dicembre 2005), per la quale abbiamo esposto la nostra disapprovazione. Nonostante tutto, le nostre richieste sono rimaste inascoltate.

Siamo molto dispiaciute nel vedere come vengono portati avanti questi progetti di interesse economico e puramente materiale, senza che si tenga conto delle esigenze vitali di chi ne sarà danneggiato, dei diritti di cittadini “senza voce” e indifesi quali di fatto siamo noi monache di clausura, che non abbiamo neppure la possibilità di spostarci altrove: come potremo vivere la nostra vita di preghiera con un continuo rumore di un centro commerciale?

Noi siamo qui chiamate dal Signore non per noi stesse, ma la nostra preghiera è un servizio a beneficio di tutta l’umanità e in particolare di questa amata città. Pertanto, confidando nel Suo cuore compassionevole, capace di accogliere le esigenze del nostro vivere quotidiano, chiediamo umilmente la sospensione dei lavori e che venga rivisto il progetto di costruzione del centro commerciale, perché eventualmente venga eretto in una zona più opportuna.

Continuiamo a pregare, affidando alla Madonna questa causa, perché siano illuminati i cuori e le menti di coloro che sono responsabili di questa decisione.

Restiamo in attesa di una Sua risposta.

Fraternamente.

La madre e le sorelle

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