da: "Cattolici genovesi" ("Anno II, n. 2 Maggio 2005) |
"Al regista Ridley Scott non importa la storia ma solo una tesi: tutto il male è nel Cristianesimo. Qui non si tratta di un film velleitario e un po' grossolano, come capita spesso agli americani con la storia, ma è un pugno nello stomaco della verità. Il film di Ridley Scott "Le crociate" è uno spettacolo che impegna tante energie per instillare nello spettatore tre semplici idee: primo, la storia del Cristianesimo e della Chiesa è un cumulo di orrori e di vergogne; secondo, l'islam sì che era moderato e tollerante; terzo, l'Occidente ha seminato morte e distruzione nel mondo. Ecco, lo schema manicheo ritorna in questo filmone di Scott, ma a parti invertite: i crociati, i preti, i templari, la Chiesa, i cattolici sono tutti dei farabutti. E non sono nemmeno in buona fede: usano la religione per uccidere e depredare. Gli altri, i diversi, le culture alternative, cioè l'islam, sono dei pezzi di pane. Il sultano Salah Addin (Saladino) è un brav'uomo che predica pace e tolleranza. Il vescovo di Gerusalemme, invece, mangia e urla come un matto. I templari? Tutti mascalzoni, atei e spergiuri. Il cavaliere protagonista del film, non crede in Dio. Le religioni? Uccidono l'uomo, come spiega un prete ospedaliero Cavaliere di San Giovanni. Sembra che sulla sceneggiatura del film fosse stato minuziosamente scritto: il Papa deve avere la stessa faccia del padrino. Poi, la morte di Giovanni Paolo II ha suggerito di tagliare alcune scene che screditavano il pontefice dell'epoca. La storia è brutalmente usata per farei sorbire uno sciropposo comizio disseminato in dialoghi non solo irrealistici, ma imbarazzanti. Ma la cosa più stupefacente di questo film è l'inverosimiglianza degli uomini di quel tempo, ricostruiti secondo una sensibilità liberal assolutamente improbabile. Si può immaginare il Saladino che raccoglie da terra un crocefisso d'oro e lo risistema, con la cura di un bravo sagrestano, su un altare? Il Saladino è pietoso, democratico e ironico e mentre taglia la testa a un feudatario cristiano Renaud de Chatillon, uomo brutale, si odono le note di una famosa cantata sacra di Bach. La quale cantata di Bach, è peraltro a tutt'oggi vietata nei territori governati dai discendenti del Saladino. Nel film non c'è nessuna attenzione al contesto in cui maturano i fatti. Eppure la verità storica ci dice che a quel tempo cristiani e musulmani vivevano in pace sotto il custode del regno latino di Gerusalemme, re Baldovino. Sarà proprio l'arrivo del Saladino a rompere questo delicato equilibrio. E' un film ideologico, a tesi. Come la peggior letteratura, e il peggior cinema. Perchè siamo in un'epoca ideologica. Che usa la storia come leggero pretesto. Al regista non interessa il passato, l'uomo "vero" è l'utopista sessantottino - presente chissè come in ogni epoca, un sessantotto perpetuo che costruirà il regno dei cieli in terra. ... Il protagonista del film, Balian (che corrisponde a un personaggio storico, un nobile crociato che in realtà non è mai stato un fabbro), afferma di non voler combattere per "le pietre" di Gerusalemme, bensì per i suoi abitanti, per il suo "popolo". Non è vero: crociati e musulmani sapevano entrambi essere generosi e caritatevoli, ma lottavano proprio per il possesso di quelle "pietre", dei santuari che avevano visto David e Gesù. ... Dal punto di vista storico, il film di Scott è pieno di errori: abiti e scene, armi e paesaggi sono fatti per stupire e affascinare, ma non hanno quasi nulla in comune con le cose di quasi mille anni fa. Si poteva anche far guerra contro il nemico ma quel che non si doveva fare era odiarlo. ... La storia non è una carnevalata; è una cosa seria. Nel film di Ridley Scott è la grande assente." |
| La programmazione della rete televisiva ITALIA UNO ha mandato in onda questo film la sera del Venerdì Santo 10.4.2009, dobbiamo però dire che la rete ha giustificato la scelta dicendo che questo film è stato programmato in sostituzione del programma " Le Iene" considerato sconveniente per i telespettatori cattolici in questa giornata. Che dire? Diamo credito, e con piacere, alla manifestazione di buona fede, ma il prossimo anno, magari, sentiamoci prima per e-mail ................... |