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S. Pio V + Roma 1 maggio 1572

Antonio Ghislieri, eletto papa nel 1566 col nome di Pio V, nacque a Bosco Marengo, in Piemonte, e a quattordici anni entrò nell'Ordine Domenicano a Voghera assumendo il nome di Michele. Negli anni di preparazione al sacerdozio, insieme a solida formazione teologica - facilitata da un'intelligenza vivida - maturò un'intensa vita di pietà e manifestò quella austerità di vita che gli avrebbe meritato tanta stima negli anni successivi. Fu professore a Bologna e a Pavia, Inquisitore della Fede in Lombardia, Commissario generale dell'Inquisizione, vescovo di Nepi e Sutri, cardinale del titolo di Santa Maria sopra Minerva, vescovo di Mondovì, papa col nome di Pio V. Il titolo di inquisitore potrebbe renderlo inviso agli occhi dell'uomo d'oggi, che dell'Inquisizione s'è fatto un concetto spesso deformato per superficialità. In verità, Pio V fu un papa scomodo, come sono scomodi tutti i riformatori dei costumi, è titolo di merito per lui di avere debellato la simonia della Curia romana e il nepotismo. Ai numerosi parenti accorsi a Roma con la speranza di qualche privilegio, disse che un parente del papa può considerarsi già sufficientemente ricco se non conosce l'indigenza. Il suo breve pontificato (1566-1572) è tra i più gloriosi della Chiesa. Con instancabile energia rese efficaci i decreti del Concilio di Trento, riformò il messale e il breviario romano, lavorò con fermezza al miglioramento dei costumi, sostenne vigorosamente la lotta col protestantesimo. Con la bolla Consueverunt romani Pontifices del 1569 consacra la pratica devozionale a Maria secondo la forma del S.Rosario sostanzialmente tramandatasi fino ai giorni nostri. E’ ricordato principalmente come il papa della vittoria di Lepanto, non perché fosse un uomo bellicoso, ma perchè con la sua autorità e col suo prestigio personale riuscì ad imporre una tregua nelle risse degli Stati europei e a costringerli in "santa alleanza" contro la minacciosa avanzata dei Turchi. Esortò a fare preghiere, processioni pubbliche e penitenze. Il 7 ottobre del 1571 la flotta cristiana inflisse nelle acque di Lepanto una sconfitta definitiva a quella turca. Quel giorno stesso Pio V, che non disponeva dei rapidi mezzi di comunicazione attuali, e non potendo ancora sapere dell'esito della battaglia, ordinò di suonare le campane di Roma invitando i fedeli a ringraziare Dio per la vittoria ottenuta e a testimoniare la gratitudine verso Maria - alla cui invocazione con la preghiera del Rosario, il santo Pontefice attribuì la disfatta navale dei musulmani. Il Papa inserì nelle litanie l’invocazione di Maria come Auxilium Christianorum e istituì la festa della Madonna della Vittoria. Alcune riforme in campo pastorale, da lui promosse sulla scia del concilio di Trento, impongono l'obbligo di residenza per i vescovi, la clausura dei religiosi, il celibato e la santità di vita dei sacerdoti, le visite pastorali dei vescovi, l'incremento delle missioni, la correzione dei libri liturgici, la censura sulle pubblicazioni. La rigida disciplina che impose alla Chiesa fu norma costante della sua stessa vita, prima come vescovo e cardinale, poi come papa.. Accondiscendente e paterno con gli umili, ma inflessibile e severo con quanti compromettevano l'unità della Chiesa, non esitò a scomunicare e a decretare la destituzione della regina d'Inghilterra, Elisabetta I, ben sapendo quali conseguenze tragiche avrebbe avuto questo gesto per i cattolici inglesi. Morì il primo maggio 1572 e venne sepolto nella Basilica di S.Maria Maggiore. Fu canonizzato da Clemente XI il 22 maggio 1712. Il nuovo calendario ha fissato la sua memoria il 30 aprile.

PREGHIERA

Santo Rosario secondo la Bolla Consueverunt romani Pontifices di San Pio V

 

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