Kyrie elèison

MORTE, GIUDIZIO, INFERNO o PARADISO

 

L'uomo moderno ha rimosso prima il pensiero del giorno del giudizio e dunque anche quello dell'Inferno, forse talvolta ricorda il Paradiso ma più come aspirazione alla felicità che come realtà oggettiva fatta di persone. Piano piano ha rimosso anche la vista della morte che ormai si attende come "notizia" nei corridoi degli ospedali lasciando che in sala un telequiz di turno o un balletto televisivo ne coprano la drammaticità e ne attenuino l'importanza. A Fatima la Madonna ci rivela invece una realtà sconvolgente: le anime che vanno all'inferno ma ci presenta anche la visione del suo Cuore Immacolato, indicando anche le grazie promesse per la sua devozione:

Le Promesse di Fatima
Le Promesse a Santa Brigida
Gloria Polo
     

TESTIMONIANZE VARIE

La Madonna apparve nel 1917 a Fatima (Portogallo), esattamente il 13 Maggio, a tre pastorelli: Lucia, Giacinta e Francesco. Apparve loro anche ogni 13 del mese fino ad ottobre, giorno in cui si assistette al grande miracolo del sole che ruotava e che sembrava voler precipitare sugli astanti. Oltre a clamorose rivelazioni, la Vergine ai bambini mostrò l'inferno. Lucia descrisse così l'episodio: "La Madonna ci mostrò un grande mare di fuoco che sembrava stare sotto terra. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero braci trasparenti e nere o bronzee, con forma umana, che fluttuavano nell'incendio, portate dalle fiamme che uscivano da loro stesse e insieme a nuvole di fumo, cadendo da tutte le parti, simili al cadere delle scintille nei grandi incendi, senza peso nè equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e disperazione che mettevano orrore e facevano tremare di paura. I demoni si riconoscevano dalle forme orribili e ributtanti di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti e neri. questa visione durò un momento..."

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La Madonna, il 24 Giugno 1981, iniziò ad apparire a dei fanciulli in un piccolo centro della Bosnia Herzegovina, Medjugorje, apparizioni che ancor oggi continuano. In questo caso, la Vergine ha mostrato ad alcuni veggenti il Paradiso, il Purgatorio ed anche l'Inferno. Circa l'inferno, Maria, rispondendo ad una domanda, disse: "Oggi molti vanno all'inferno. Dio permette che i suoi figli soffrano all'inferno perchè hanno commesso colpe gravi, imperdonabili. Coloro che sono là non hanno più alcuna possibilità di conoscere una sorte migliore..." poi, concludendo, aggiunse: "la maggior parte degli uomini va in Purgatorio, molti vanno all'inferno, pochi vanno direttamente in Paradiso".

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S. Teresa d'Avila descrive una sua terribile esperienza: la visione dell'inferno. Così ella dice: " Mentre ero in orazione mi ritrovai ad un tratto trasportata tutta intera nell'inferno, senza sapere come. L'ingresso mi pareva un cunicolo molto lungo e stretto, simile ad un forno assai basso, buio ed angusto; il suolo tutto una melma puzzolente piena di rettili schifosi... Sentivo nell'anima un fuoco che non so descrivere, mentre dolori intollerabili mi straziavano il corpo. Nella mia vita ne ho sofferti moltissimi; anzi, dei più gravi tuttavia non sono nemmeno paragonabili a quelli di alora, specialmente al pensiero che quel tormento doveva essere senza fine e senza alcuna mitigazione... Era un luogo pestilenziale, nel quale non vi era conforto, nè spazio per sedersi o distendersi, rinserrata com'ero in un buco praticato in una muraglia... Non vi era luce ma tenebre fittissime, eppure quanto poteva dar pena si vedeva ugualmente, nonostante l'assenza della luce: cosa che non riuscivo a comprendere.
Per allora, Dio non volle mostrarmi di più, ma in altra visione vidi suplizi spaventosissimi, fra cui i castighi di alcuni vizi in particolare".

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S. Teresa d'Avila presenta nella sua autobiografia un'altra esperienza: "Era morta una persona che era vissuta assai male per molto tempo e che morì senza confessarsi. Tuttavia, mi pareva che non a avesse dovuto dannarsi. Ma mentre lo preparavano per la sepoltura, vidi una quantità di demoni che prendevano quel corpo come volessero giocarci. Io ero piena di spavento e vendolo portare alla sepoltura con i soliti onori e cerimonie, pensavo alla bontà di Dio che, nascondendo lo stato di quell'anima, impediva che venisse infamata. Per tutto il tempo dell'officiatura non vidi alcun demone, ma quando il cadavere venne calato nel sepolcro, ne vidi un'infinità he stava dentro a riceverlo...".

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Suor Faustina Kowalska, il 20 ottobre 1935, descrive nel suo diario una sua "visita" all'inferno. Così scrive: "Oggi, guidata da un angelo, sono stata negli abissi infernali. E' un luogo di grandi torture e lo spazio che occupa è vastissimo. Di tutti i tormenti, il maggiore sta nella perdita di Dio... sappia il peccatore che il senso con il quale pecca lo torturerà per tutta l'eternità. Ne scrivo per ordine di Dio, affinchè nessuna anima si scusi dicendo che non vi è inferno, che nessuno vi è stato e che non si può sapere come vi si stia. Io, suor Faustina, per ordine di Dio, sono stata negli abissi infernale, per testimoniare che l'inferno esiste. Ho notato inoltre che nell'inferno si trovano in maggiore numero le anime di coloro che non credevano alla sua esistenza..E continua: "... Ho veduto molte anime gettate nell’abisso infernale per non aver osservato il silenzio; me lo dissero esse stesse quando chiesi loro il motivo per cui si erano perdute : si trattava di anime monastiche".

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Edvige Carboni, serva di Dio, ebbe molte apparizioni di anime disincarnate, quasi sempre di anime purganti, ma anche talvolta di anime dannate. Una volta, Gesù portò la serva di Dio a vedere le pene dell’inferno. Testimoni riferiscono che durante quella visione, Edvige si contorceva mostrando di soffrire e pronunciava parole di dolore. Ebbe anche la visione di alcuni defunti che le apparvero in stato di dannazione. Quasi a comprova che non si trattava di fantasticherie, uno di questi agguantò un libro che parlava di cose sacre e lo bruciacchiò tutto. Questo libro è conservato dai Padri Passionisti della Scala Santa a Roma.

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Santa Veronica Giuliani, il 17 gennaio 1716, racconta nel suo diario che fu trasportata da alcuni angeli nell'abisso dell'inferno: "In un batter d'occhio mi ritrovai in una regione bassa, nera e fetida, piena di muggiti di tori, di urli di leoni, di fischi di serpenti... Una grande montagna si alzava a picco davanti a me ed era tutta coperta di aspidi e basilischi legati assieme... La montagna viva era un clamore di maledizioni orribili. Essa era l'inferno superiore, cioè l'inferno benigno. Infatti la montagna si spalancò e nei suoi fianchi aperti vidi una moltitudine di anime e demoni intrecciati con catene di fuoco. I demoni, estremamente furiosi, molestavano le anime le quali urlavano disperate. A questa montagna seguivano altre montagne più orride, le cui viscere erano teatro di atroci e indescrivibili supplizi. Nel fondo dell'abisso vidi un trono mostruoso, fatto di demoni terrificanti. Al centro una sedia formata dai capi dell'abisso. Satana ci sedeva sopra nel suo indescrivibile orrore e da lì osservava tutti i dannati. Gli angeli mi spiegarono che la visione di satana forma il tormento dell'inferno, come la visione di Dio forma la delizia del Paradiso. Nel frattempo notai che il muto cuscino della sedia erano Giuda ed altre anime disperate come lui. Chiesi agli angeli di chi fossero quelle anime ed ebbi questa terribile risposta: "Essi furono dignitari della chiesa e prelati religiosi". In quell'abisso, vide precipitare una pioggia di anime...

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Mons. Antonio Pierozzi, Arcivescovo di Firenze verso la metà del secolo XV° famoso per la sua dottrina, nei suoi scritti narra il seguente accadimento. .Un giovane all’età di 17 anni aveva avuto la disgrazia di nascondere in confessione un grave peccato .Non osava confessarlo mai, per vergogna, ed intanto si accostava sacrilegamente alla S. Comunione. Tormentato dai rimorsi, invece di mettersi in grazia di Dio facendo una regolare confessione, cercava di supplire facendo grandi penitenze. In ultimo decise di farsi frate , - là pensava forse di confessare più facilmente i peccati di cui aveva timore di rivelare. Nel convento fu accolto come un giovane di santa vita. Purtroppo il demonio della vergogna riuscì a non farlo confessare con sincerità ed il poveretto trascorse tre anni in continui sacri legi. Neppure sul letto di morte ebbe il coraggio di confessare le gravi colpe. I Religiosi credettero che fosse morto da santo, ma un frate una mattina se lo vide comparire davanti circondato da catene e da fiamme. Il defunto con voce roca disse “ Non pregate per me che sono all’inferno per tutta l’eternità, e cominciò a narrargli la sua triste storia dei sacrilegi “.Dopo di ciò sparì, lasciando un fetore che si sparse per tutto il convento...

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Josefa Menendez, serva di Dio, vissuta in questo secolo; fece diverse “visite “ all’inferno per ordine di Dio. Dall suo diario:“ In un istante mi trovai nell’inferno, ma senza esservi trascinata come le altre volte,e proprio come vi debbono cadere i dannati. L’anima vi si precipita da se stessa, vi si getta come se desiderasse sparire dalla vista di Dio, per poterlo odiare e maledire. L’anima mia si lasciò cadere in un abisso, in cui non si poteva vedere il fondo., perché immenso….Ho visto l’inferno come sempre: antri e fuoco. Benché non si veggano forme corporali, i tormenti straziano i dannati come se i corpi fossero presenti e le anime si riconoscono….Fui spinta in una nicchia di fuoco e schiacciata come tra piastre scottanti e come se ferri con punte aguzze arroventate s’infiggessero nel corpo…..Ho visto alcune di queste anime ruggire per l’eterno supplizio e maledire ciascuna la causa che le ha trascinate là…..Mi pare che nell’inferno le anime si accusino specialmente di peccati di furti, commerci ingiusti ed impurità. Mentre ero in quell’abisso, ho visto precipitare dei mondani e non si può dire né comprendere le grida che emettevano ed i ruggiti che mandavano: maledizione eterna…mi sono ingannata.. sarò qui per sempre…non c’è più rimedio…..Una fanciulla urlava disperatamente, imprecando contro le cattive soddisfazioni concesse al corpo e maledicendo i genitori, che le avevano dato troppa libertà a seguire la moda e i divertimenti mondani. Da tre mesi era dannata. Josefa ebbe numerose altre discerse all’inferno e quello che ha descritto ogni volta fa rabbrividire..

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Una vedova di 29 anni, molto ricca e assai mondana, viveva a Londra nel 1848,. Tra i damerini che frequentavano la su casa vi era un giovane Lord, di condotta poco edificante. Una notte mentre lei era a letto a leggere un romanzo, si accorse di una luce strana che man mano aumentava d’intensità e che proveniva da dietro la porta della camera che, poi si aprì lentamente, lasciando comparire il giovane Lord complice dei suoi disordini. Prima che essa potesse proferir parola il giovane le fu vicino, l’afferrò al polso e le disse in inglese : “C’è un inferno, dove si brucia “.Il dolore che la poveretta sentì al polso fu tale che svenne... e Il giorno seguente la signora seppe che la stessa notte il giovane Lord era morto improvvisamente.

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Gastone de Segur uomo dotto e religioso pubblicò un libretto sull’esistenza dell’inferno, ove è narrata nei minimi particolari l’apparizione di un dannato .Il fatto accadde a Mosca nel 1812. Il nonno materno Conte Rostopchine, era allora governatore militare di Mosca ed era in stretta amicizia col generale Orloff, uomo valoroso ma empio. Una sera il conte Orloff durante una cena, cominciò a scherzare con un suo amico volterriano il generale V..., burlandosi della religione e dell’inferno.Vedendo che il conte Orloff nonostante la sua incredulità aveva dei dubbi,questi volle fare un patto con Lui: il primo di loro che sarebbe morto sarebbe venuto ad avvisare l’altro. Circa un mese dopo il generale ricevette l’ordine di partire da Mosca e raggiunse l’esercito che stava affrontando l’esercito di Napoleone. Alcune settimane dopo il generale mentre era in perlustrazione fu colpito a morte. Al conte Orloff quella stessa mattina mentre era tranquillamente a letto comparve il generale morto…ritto sulla persona, pallido e così parlò: - Vi è un inferno ed io vi sono dentro! – e disparve. Il conte lasciò il letto in veste da camera, in pianelle, con i capelli irti e gli occhi stralunati e corse a casa del conte Rostopchine e gli raccontò tutto l’accaduto.
Dodici giorni dopo giunse la notizia della morte del generale V..., avvenuta la mattina stessa che il Conte Orloff se l’era visto comparire. “.

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Natuzza Evolo di Paravati (CZ), ha ricevuto da Dio di numerosi carismi, tra i quali la bilocazione, la conoscenza dei cuori, l’emografia, la profezia ecc. ma, soprattutto, la facoltà di colloquiare con i defunti nello stato di veglia. Interpellando l’angelo custode, può dire se le anime si sono salvate o se hanno bisogno di suffragi. - Un giorno mentre era in cucina a sbucciare patate, vide un uomo abbastanza tarchiato, dall’aspetto un po’ goffo. “Chi siete?“ gli chiese Natuzza. Egli rispose: "Io sono X Y “. A queste parole, Natuzza si alzò in piedi pensando che fosse un santo, ma lui, con accento napoletano, le disse : “Che fai? Siedi. Io sono stato un celebre scienziato, ma adesso che sono morto mi pento amaramente della mia vita, perché il Signore mi ha dato tante occasioni di pentirmi e non l’ho mai voluto fare... Adesso sono all’inferno, dillo a tutti, affinché serva di esempio e dì che sono pentito per quanti granelli di sabbia ci sono sulla spiaggia del mare... - Un parente di un conoscente di Natuzza, massone e morto senza volere i sacramenti, apparendo a Natuzza disse: “ offro... per me non c’è speranza, sono condannato al fuoco dell’inferno, sono per me sofferenze atroci, spaventose...” - A Natuzza sono apparse altre anime in stato di dannazione, anche di personaggi molto importanti, tra cui quella di “ X Y “ (1847–1905 ). Ebbe fama di filosofo cattolico e fu preso in considerazione da Pio IX e da Leone XIII. Scrisse vari volumi di notevole successo e fu uno dei primi a scrivere di estetica. Era cattolico dichiarato, tuttavia apparendo a Natuzza dichiarò di essere dannato per aver commesso dei gravi peccati, dei quali non aveva fatto in tempo a chiedere perdono a Dio.- Il 15 agosto 1986 ebbe un’apparizione della Madonna che le disse: "Figlia mia esorta tutti a pregare, a recitare il Rosario... ogni giorno migliaia di persone precipitano nell’inferno, così come li hai visti tu in quel sogno che io ti ho inviato... Offri le tue sofferenze al Signore per la salvezza delle anime...".- Il 15 agosto 1988 le apparve di nuovo la Madonna che le disse :"Io sono l’Immacolata Concezione... il mio cuore è trafitto da una spada per tutto il mondo intero che pensa a mangiare, bere, divertirsi e a vestirsi bene, mentre c’è gente che soffre. Pensa solo per il corpo, mai un pensiero a Dio... I peccatori di tutto il mondo e particolarmente j religiosi cadono nell’inferno come le foglie degli alberi..."

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Una prostituta, a Roma nel 1873 in una casa di tolleranza, si ferì alla mano. Il male, che sulle prime fu giudicato leggero, si aggravò tanto che la misera, trasportata all’ospedale, nella notte morì. Nello stesso istante una delle sue compagne che stava nella casa di tolleranza, cominciò ad urlare disperatamente tanto che svegliò gli abitanti del quartiere .La compagna morta le era apparsa circondata di fiamme e le aveva detto :” Io sono dannata e se tu non lo vuoi essere, esci subito da questo luogo d’infamia e ritorna a Dio “…Tutta Roma conobbe questo fatto e come sempre alcuni si burlarono dell’accaduto altri invece furono richiamati al bene.

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Raimondo Diocrè, professore alla Sorbona, morì a Parigi. I funerali si svolsero nella cattedrale di Notre Dame allla presenza di migliaia di testimoni. La salma fu collocata nel mezzo della navata centrale, coperta, secondo l’uso, da un semplice velo. Iniziate le esequie, allorché il sacerdote disse le parole del rito “ responde mihi: Quantas habeo iniquitates et peccata…”, si udì una voce sepolcrale uscire da sotto il velo: “ Per giusto giudizio di Dio sono stato accusato!.” Si tolse subito il velo mortuario, ma si trovò il defunto immobile e freddo. Si sospese la funzione ma più tardi fu ripresa fra il turbamento generale. Quando si giunse al versetto sopra citato, il cadavere si alzò davanti a tutti e gridò con voce ancora più forte di prima:” Per giusto giudizio di Dio sono stato giudicato “ .Lo spavento degli astanti era al colmo. Il funerale fu sospeso e fu rimandato al giorno successivo.. Il giorno dopo quando si giunse alla stessa frase “ Risponde mihi…..” il cadavere si alzò sulla bara e gridò :” Per giusto giudizio di Dio sono stato condannato all’inferno per sempre “.Davanti alla terribile testimonianza cessarono i funerali ed il cadavere fu sepolto in terra sconsacrata Tra i presenti vi era un certo Brunone, discepolo ed ammiratore del Diocrè, il quale spinto da tale evento, decise di abbandonare il mondo e darsi alla penitenza. Egli più tardi divenne il fondatore dell’ordine dei Certosini o Trappisti.

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S. Francesco Di Girolamo, celebre missionario della Compagnia di Gesù, fu protagonista di questo fatto, che avvenne nel XIX secolo, e che fu inserito nel proprio processo di Canonizzazione. Un giorno questo sacerdote predicava ad una gran folla in una Piazza di Napoli. Una prostituta di nome Caterina che abitava jn quei paraggi lo interrompeva con grida e cenni inverecondi. Il Santo dovette interrompere la predica. Il giorno seguente il santo ritornò a predicare in quella piazza e vedendo chiusa la finestra della donna disturbatrice, domandò cosa fosse capitato. Gli fu risposto che era morta durante la notte. Egli volle andare a visitarla ed entrò nella camera dell’infelice, accompagnato da altre persone. Guardando con orrore il cadavere esclamò con voce solenne - Caterina, in nome di Dio, dite dove siete! “. Per virtù di Dio si aprirono gli occhi del cadavere, le sue labbra si mossero e con voce rauca rispose: "Nell’inferno!,.. .io sono per sempre nell’inferno ".

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