| |
legno e Umidità |
|
| Home Page | Schede Tecniche | Forum | Consulenze | Invia un Commento | |
|
|
Legno e umidità |
|
|
Queste pagine sono curate da
Argomenti correlati: Il Legno Approfondimento
|
Siccome il legname grezzo viene
commercializzato di solito a stagionatura avvenuta con valori che
stanno tra il 10% e il 20% di umidità del legno, si può capire che a
questo punto le deformazioni sono già in atto.
Come si può osservare in tabella, se si prendono come valori di riferimento l’umidita del legno del 30% e dello 0%, una tavola quando perde l’umidità si ritira, più o meno secondo le diverse specie legnose, dello 0,2-0,4% nella sua lunghezza, del 2,5-8% nella direzione radiale e del 6-11% nella sezione tangenziale. Per il ritiro radiale si possono avere però punte per la quercia rovere, pero e melo dell’8% e per il faggio del 9% . E ancora nella sezione tangenziale si possono avere ritiri per la quercia rovere perfino del 14%, per il melo e il pero fino al 17% e per il faggio addirittura del 20%. Questi sono ovviamente valori limite ma molto indicativi dell’andamento del fenomeno anche nelle variazioni dimensionali corrispondenti alle oscillazioni normali di umidità del legno in ambienti interni con valori che stanno in genere tra l’8% e il 15%. La differenza poi tra i coefficienti di ritiro tangenziale e radiale è un valore estremo. Di fatto il ritiro tangenziale si avvicina sempre piú al valore indicato in tabella quanto più distante é la corda rispetto al centro del tronco. E tanto più questa si avvicina al diametro tanto più quindi il ritiro tende a coincidere con quello radiale. È per questa differenza di coefficiente di ritiro tra il centro e la periferia di un tronco che le tavole essicandosi tendono ad “imbarcarsi”, a curvarsi cioé verso l’esterno. E tanto piú una tavola viene prelevata dalle porzioni piú esterne del tronco originario tanto piú si imbarcherà nel processo di essicazione. Da tenere presente infine che le tavole e i segati in genere sono ottenuti dal tronco quando il legno è ancor "fresco". A quel punto l’umidità del legno è sicuramente superiore al PSF sotto il quale si manifestano i “movimenti” del legno. Questo processo avviene però anche quando il legno è già in opera e questo è il caso che piu interessa un restauratore o chi in genere si interessa della manutenzione di un mobile antico. Se quindi un mobile è sistemato in un ambiente secco, come succede in case molto riscaldate e per di più, come spesso accade, non provviste di appositi umidificatori, le giunzioni si possono scollare per il diverso ritiro delle due parti di legno a contatto quando esse corrispondono a sezioni diverse del legno. Supponiamo di avere ad esempio il piano di un cassettone del tardo Ottocento formato da tavole in abete o pioppo disposte parallelamente alla lunghezza, incollate lateralmente tra loro e sulle quali viene sistemata la lastronatura come copertura. Questo piano sarà ‘massellato’ sui tre bordi in vista da tre cornici sagomate in modo opportuno. Quelle laterali si ritireranno in lunghezza molto meno della corrispondente profondità del piano. La profondità del piano infatti non é altro che la sezione tangenziale o al limite radiale delle varie tavole incollate lateralmente tra loro. Questa presenta un forte percentuale di ritiro rispetto a quella minima della sezione longitudinale della cornice incollata sui due bordi laterali. In definitiva le cornici laterali tenderanno a scollarsi e cadere e quasi sempre ‘spingeranno’ a scollarsi anche le due estremità della cornice anteriore. In casi analoghi elementi in legno massiccio disposti parallelamente alla profondità del mobile (cornici, fasce, zoccolature, cimase, ecc.) possono tenere cosí vincolato il legno da non permetterne i “movimenti” e provocare delle spaccature anche sui fianchi. Un altro caso molto frequente è quello dei fondi dei cassetti costruiti dopo la metà dell’Ottocento. Essi sono in genere formati da diverse tavolette incollate lateralmente tra loro, sono disposti con la fibra parallela al fronte, sono inseriti dal retro in apposite scanalature laterali fin dentro la sede nel fronte e sono quindi inchiodati sul bordo inferiore dello schienale del cassetto. Con il tempo è frequentissimo trovare i fondi fuoriusciti dalla sede nel fronte a causa del vincolo rappresentato dai chiodi di fissaggio alla schiena da una parte e al ritiro del legno del fondo che non corrisponde al ritiro longitudinale dei fianchi. Se invece, come succede talvolta, la fibra è parallela ai fianchi, il fondo tenderà con il ritiro a fuoriuscire dai fianchi. E ancora è frequente che una serie di cassetti, disposta con i fronti “a filo” o tra “catene”, presenti oggi delle fughe molto più ampie che in origine. L’altezza del mobile é in genere rappresentata dalla direzione longitudinale dei fianchi del mobile stesso che presenta un ritiro trascurabile. Invece le altezze dei fronti corrispondono in genere a sezioni trasversali con coefficienti di ritiro molto significativi. È da ricordare però che man mano che una tavola o un mobile invecchiano, i processi di essicazione o di rigonfiamento diventano sempre più lenti. Non c'è una chiara spiegazione
scientifica a ciò, è solo un dato empirico: si potrebbe dire che come
una persona invecchiando diventa più lenta nei movimenti, così il legno
più è vecchio e più lentamente 'si muove'. Adegua cioé il proprio
contenuto di umidità a quella del suo ambiente con sempre maggior
lentezza. È questo il motivo sostanziale per cui è preferibile nel
restauro adoperare legno vecchio, legno cioé che sia compatibile nei
suoi movimenti con il resto del mobile. Oltre a ciò ovviamente valgono
motivazioni dettate dalla trasformazione nel tempo della superficie,
del colore, della consistenza che complessivamente definiscono la
cosiddetta “patina del legno”. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Legno e umidità |
|
| Home Page | Schede Tecniche | Forum | Consulenze | Invia un Commento |
Ultimo Aggiornamento: 29/03/09.