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il Tarlo |
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Legno si... legno no I Tarli, non attaccano indistintamente tutti i tipi di legno. I legni sui quali si accaniscono di più sono il noce, il ciliegio e gli altri alberi da frutto.Quelli verso i quali propendono meno sono quelli più ricchi di resina come il pino, il larice, l'abete.Mentre il castagno, il rovere e l'olmo sono mediamente resistenti. Antichità e tarlo La presenza o assenza del tarlo non è un indice indiscutibile di antichità. Infatti il tarlo si nutre delle parti molle delle fibre legnose. Ma se un mobile è costruito con la parte più interna del noce, quella più scura, questa è dura e ricca di tannino, cosa poco gradita al tarlo. Così potremmo avere un mobile antico e privo di tarli. |
Generalità: Insetti xilofagi ed il loro ciclo Come si è detto, una delle cause principali di deterioramento del legno è l'attacco degli insetti xilofagi che si suddividono in coleotteri, imenotteri, isotteri e lepidotteri: solo i primi tre hanno un certo interesse nell'ambito del restauro. Coleotteri "Tarlo" è il nome comune con cui vengono impropriamente identificati diversi tipi di coleotteri che si nutrono di legno. Alcun coleotteri sono più diffusi ora di un tempo, poiché nei nostri appartamenti il clima è a loro più favorevole per la presenza del riscaldamento nel periodo invernale, il quale consente loro di compiere fino a tre cicli produttivi l'anno. La femmina del tarlo
comune ("Tarlo dei mobili" Anobium punctatum) depone le uova nelle fessure, fori, abrasioni
del Le larve, una volta entrate nel legno, vivono in questo nutrendosene e scavando lunghe gallerie che seguono normalmente le venature del legno stesso. Il ciclo di vita di questi insetti dura anche diversi anni, al termine dei quali (di solito in primavera ed in autunno), l'insetto ormai adulto esce all'esterno. Con questa osservazione, appare chiaro che il foro che noi normalmente vediamo e che denuncia la possibile presenza di tarli nel nostro mobile è, contrariamente a quanto normalmente si crede, il foro di uscita e non quello di entrata. Pertanto, quando vediamo i forellini, il danno all'interno è già fatto. Tra le specie più comuni che infestano i
mobili sono quelli
Un altro insetto,
della famiglia dei Cerambicidi, è il cosiddetto Altro tipo di insetto xilofago appartiene al genere Lyctus che si riconosce per la caratteristica forma dei fori di uscita (che sono piccoli 2-3 mm e tondi) dentro ai quali la femmina depone le uova . Questo avviene tra aprile e maggio. Isotteri Appartengono all’ordine degli isotteri le termiti, sono insetti sociali che vivono in colonie composte da qualche migliaia fini a due milioni di individui, temono la luce, lavorano quindi internamente provocando uno svuotamento totale del manufatto a scapito della cellulosa senza alcun segnale esterno e spesso ci si accorge della loro presenza quando il danno è quasi irreparabile. Esiste una divisione in caste: maschio e femmina fertile, operaio e soldato; lo sviluppo delle diverse caste viene programmato attraverso un’alimentazione differenziata. Lo sviluppo definitivo di una colonia, completo di tutte le sue caste, richiede circa tre o quattro anni. La regina depone fino a tredici milioni di uova l’anno; solo in determinati periodi compaiono delle specie sessuate che sciamano fuori in primavera, si accoppiano, perdono le ali, tornano dentro e avviano una nuova colonia. I rapporti tra i vari individui sono regolati dai feromoni: ci sono quelli di allarme, di traccia, di accoppiamento.
A volte l'insetto costruisce la propria
galleria appena al di sotto della superficie al punto da rendere
fragilissimo il sottile strato che la separa dall'esterno (danni
di questo tipo sono prodotti dall'Anobium Punctatum o tarlo dei Mobili e
dal capricorno delle case). In questi casi occorre fare molta attenzione
a operare con carta abrasiva poiché si corre il rischio di asportare
questa leggera pellicola lasciando scoperta una
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disegni liberamente tratti da bibliografia tecnica
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Ultimo Aggiornamento: 29/03/09.