|
la Scapigliatura |
| Home Page | Schede Tecniche | Forum | Consulenze | Invia un Commento |
|
|
|
ueste pagine sono curate da
Antiquario in Bologna
Opere d'arte Link utili
|
LA SCAPIGLIATURA "In tutte le grandi citta' del mondo incivilito esiste una certa quantita' d'individui d'ambo sessi - v'e' chi direbbe: una certa razza di gente fra i venti e i trentacinque anni non piu', pieni d'ingegno quasi sempre; piu' avanzati del loro secolo, indipendenti come l'aquila delle Alpi; pronti al bene quanto al male; inquieti, travagliati, turbolenti - i quali - e per certe contraddizioni terribili fra loro condizione di stato, vale a dire fra cio' che hanno in testa e cio' che hanno in tasca, e per la loro particolare maniera eccentrica e disordinata di vivere, e per...mille e mille altre cause e mille altri effetti il cui studio formera' appunto lo scopo e la morale del mio romanzo - meritano di essere classificati in una nuova e particolare suddivisione della grande famiglia civile, come coloro che vi formano una casta sui generis distinta da tutte quante le altre." "Questa casta o classe - che sara' meglio detto - vero pandemonio del secolo - personificazione della storditaggine e della follia, serbatoio del disordine, dello spirito d'indipendenza e di opposizione agli ordini stabiliti, questa classe, ripeto, che a Milano ha piu' che altrove una ragione e una scusa di esistere, io, con una bella e pretta parola italiana, l'ho battezzata appunto: la Scapigliatura Milanese." "La Scapigliatura milanese e' composta di individui di ogni ceto, di ogni condizione, di ogni grado possibile della scala sociale. Plebe, medio ceto e aristocrazia; foro, letteratura e commercio; celibato e matrimonio, ciascuno vi porta il suo tributo...Da un lato un profilo piu' italiano che Meneghino, pieno di brio, di speranza e di amore, e rappresenta il lato simpatico e forte di questa numerosa classe, inconscia delle proprie forze, anzi della propria esistenza, propagatrice delle brillanti utopie, focolare delle idee generose, anima di tutti gli elementi geniali, artistici e politici del proprio paese, che ogni causa o grande o folle fa balzar d'entusiasmo, che conosce della gioia la sfumatura arguta del sorriso, e lo scroscio franco e prolungato, ed ha le lagrime del fanciullo sul ciglio e le memorie feconde nel cuore." "Dall'altro invece un volto smunto, solcato, cadaverico, su cui stanno le impronte delle notti passate nello stravizio e nel giuoco, su cui si adombra il segreto del dolore infinito, e i sogni tentatori di una felicita' inarrivabile e le lagrine di sangue, e le tremende sfiducie e la finale disperazione."
GIUSEPPE BARBAGLIA (Milano, 10 Ottobre 1841 - Vedano al Lambro (MI), 28 Marzo 1910)
RAlcuni vecchi alberi bellissimi che forse una volta appartenevano al parco del palazzo vicino avevano, la' dimenticati, disteso i loro rami da tutte le parti e per questo piacevano all'autore dei Paesaggi che trovava in quella liberta' di fronde una certa somiglianza con la immaginosa abbondanza del suo stile. C'era a completare la scena campestre una rustica osteria, ma aveva un'usanza deplorevolmente urbana: faceva credito agli avventori e rincarava il conto ai morosi. In quell'ortaglia si fecero le piu' care festicciole ch'io abbia mai goduto".
|
|
|
|
|
|
| Home Page | Schede Tecniche | Forum | Consulenze | Invia un Commento |
Liberamente tratto dalla rete Ultimo Aggiornamento: 29/03/09. -