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restauro Lapideo |
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Approfondimento
Artigianato
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PULITURA DEL LAPIDEO Direttiva NORMAL 20/85:………….scopo della pulitura, dal punto di vista della conservazione, è la rimozione di quanto è dannoso per il materiale lapideo: sali solubili o insolubili, stratificazioni di materiali vari applicati intenzionalmente e non idonei o non più funzionali, vegetazione infestante, deiezioni animali, ecc., e a questo deve limitarsi, rispettando non solo policromie e patine naturali, ma anche lo strato più superficiale del materiale lapideo……… Tale direttiva, che ha posto l’Italia concettualmente all’avanguardia nel campo del Restauro,viene applicata sistematicamente nel Restauro dei Beni Culturali, e può esserlo anche nell’edilizia civile, il più delle volte non venendo meno a criteri di economicità e di praticità. Basta un esempio per capire l’importanza di questa affermazione: nell’edilizia viene molto usato per la pulitura l’acido muriatico. Si tratta di un prodotto indubbiamente poco costoso e di veloce applicazione, ma è carico di residui ferrosi. In breve tempo il lapideo “pulito” con tale acido si annerirà a causa dell’ossidazione dei succitati residui, per non parlare della sua azione corrosiva e di ciò che ne deriva. Le tecniche di pulitura si possono dividere in due grandi categorie: meccanica e chimica. Pulitura meccanica:
Pulitura chimica:
PULITURA CON ACQUA AD ALTA PRESSIONE Questo metodo sfrutta la forza meccanica dell’impatto dell’acqua che viene spruzzata con pressione che può arrivare anche alle venti atmosfere. In certi casi viene anche usata acqua bollente per poter sfruttare il conseguente choc termico. E’ facile intuire quanto questo sistema sia distruttivo per il lapideo. PULITURA MEDIANTE IDROSABBIATURA Si tratta di una tecnica in certi casi meno distruttiva. Utile per eliminare vecchi intonaci o pellicole acriliche, magari dopo l’applicazione di prodotti chimici atti ad ottenerne un ammorbidimento. Consiste nel mescolare al getto d’acqua sabbia di varia granulometria. In questo caso oltre alla forza dell’impatto dell’acqua, viene sfruttato anche il potere abrasivo della sabbia. SABBIATURA
MINISABBIATURA
MICROSABBIATURA Stessa metodologia della minisabbiatura, ma ancora più precisa ed accurata. La pistola si riduce alle dimensioni di una matita, e la pressione diventa minima. Viene usata per interventi estremamente delicati.
SABBIATURA COL SISTEMA JOSS Si tratta di una delle molteplici varianti della sabbiatura. L’inerte, anziché essere sparato perpendicolarmente rispetto alla superficie da trattare, viene costretto ad un moto circolare e, quindi, diagonale rispetto alla superficie, così da rendere l’impatto meno abrasivo.
In certi casi è possibile intervenire con bisturi, microscalpelli, microfrese da dentista, come nell’esempio .
stemma ex Convento Fratelli Maristi: eliminazione di colature di catrame mediante microfreasa Lo stemma in marmo di Carrara, presentava colatura di catrama conseguenti ad un restauro del tetto risalente agli anni ’50. L’azione di una microfresa ha permesso di abradere la crosta senza intaccare il lapideo.
PULITURA CHIMICA Bisogna tener conto che qualunque azione di pulitura rappresenta per il materiale lapideo un trauma. Gli sforzi della ricerca in questo settore, da anni sono finalizzati allo scopo di trovare soluzioni sempre più rispettose nei confronti dei materiali sui quali si interviene, che, ovviamente, si trovano sempre in condizioni più o meno precarie. La constatazione che l’azione di sostanze chimiche deboli, prolungata nel tempo, risulta meno dannosa di quella prodotta dalle stesse sostanze più concentrate, anche se di breve durata, ha spinto alla creazione di miscele deboli mescolate a paste tixotropiche o ad addensanti atti ad agevolarne la stesura sull’Oggetto e a rallentare l’evaporazione dei principi attivi. Molto usata è la AB57 formulata dall’Istituto Centrale del Restauro. Si tratta di una pasta composta da bicarbonato di sodio, bicarbonato di ammonio, desogen, carbossilmetilcellulosa, acqua deionizzata.. Spesso, se non si agisce su pietre carbonatiche, viene aggiunto EDTA. L’azione di questa pappetta è molto lenta e varia a seconda del tipo di sporco. Per rallentarne l’essicazione è possibile ricoprire l’impacco con fogli di polietilene. Quando l’azione di pulitura è completata, il prodotto viene eliminato mediante spazzolatura e lavaggio con acqua deionizzata. Impacchi del genere possono essere realizzati con svariate sostanze quali tensioattivi, esametafosfato di sodio, bifluoruro di sodio e di ammonio…… PULITURA CON ARGILLE ASSORBENTI Questa tecnica consiste nello sfruttare il potere assorbente di alcune sostanze quali bentonite, sepiolite, attapulgite, che vengono mescolate con acqua deionizzata fino a formare una pasta che viene applicata sull’Oggetto, viene coperta con teli di garza e, infine, con fogli di polietilene per rallentarne l’essicazione. Essendo i tempi di estrazione molto lunghi, si provvederà ciclicamente al reintegro dell’acqua evaporata. Ad essiccazione avvenuta, le croste argillose tenderanno a staccarsi. Nel caso non fosse sufficiente un unico intervento, occorrerà ripetere tale operazione sino a che la pulitura non abbia raggiunto risultati soddisfacenti. Tale metodologia può essere applicata soltanto su pietre compatte e poco assorbenti. IMPACCO BIOLOGICO Questa metodologia, simile nella prassi, alla precedente, si basa, oltre che sul potere assorbente dell’argilla, sull’attività biologica di alcuni batteri che vengono aggiunti alla stessa mediante una soluzione di glicerina ed urea. Il tempo di applicazione è di almeno un mese. ACQUA NEBULIZZATA Basata sullo sfruttamento del potere solvente dell’acqua, questa metodologia consiste nel diminuirne la quantità usata, e quindi l’assorbimento da parte dell’oggetto, aumentandone il più possibile la superficie. Ciò si ottiene mediante nebulizzatori che vengono posti ad una certa distanza dalla superficie da trattare, così che il getto nebulizzata la colpisca in fase discendente. Tale azione, come, d’altronde, tutte le puliture chimiche, dovrà essere integrata da una spazzolatura con saggina. |
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Ultimo Aggiornamento:. 29/03/09