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IL RESTAURO DELLA DORATURA
Daniela Scottoni
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Indice
1. Introduzione e storia
2. I metalli
3. Esame dell'oggetto da restaurare
4. Il laboratorio
5. L'attrezzatura
La gessatura
6. La pulitura
7. L'incollaggio e il consolidamento
8. La stuccatura e la ricostruzione
9. Le ornamentazioni e le riproduzioni a stucco
10. La levigatura e la scartavetratura
11. L'apprettatura e la mordenzatura
12. La ridoratura e decorazione
13. La brunitura
14. L'invecchiamento e la patina d'antico
15. La conservazione e la documentazione
16. L'esercizio della professione
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1. Introduzione e storia.
L'oro è sempre stato il metallo prezioso più ricercato e ancor oggi
porta senza contrasti il titolo di "re dei metalli" che gli fu dato
dagli antichi.
Era già conosciuto durante l'età neolitica. I più antichi segni del
fascino dell'oro sull'uomo neolitico sono perle da collana e laminette
graffite che abbozzano forme umane, di fiori, di animali o di figure
fantastiche.
La tecnica di saldare l'oro e di colarlo nelle forme varie risale al
periodo che va dal XXIX al XX sec. a.C. presso antiche civiltà greche.
Sono state rinvenute nelle tombe dell'acropoli di Micene lame di pugnali
riccamente decorate da aurei rilievi. In tempi anche più Antichi la
lavorazione di metalli preziosi era già molto sviluppata in Oriente,
specialmente presso gli Assiro-Babilonesi.
Durante il periodo ellenistico in Grecia la lavorazione
dell'oro raggiunge il culmine della sua perfezione tecnica ed artistica.
Vari Stati della Grecia e molte colonie custodivano il loro tesoro
pubblico presso il santuario, depositandovi i metalli preziosi come in
una banca. Poco dopo l'oreficeria acquista importanza nella Roma
imperiale e repubblicana. Ma è soprattutto nel periodo paleocristiano,
nei primi secoli del Cristianesimo e sotto l'influenza dell'arte
bizantina, che oggetti preziosi entrano nelle chiese come offerte dei
fedeli e poi come suppellettili di uso liturgico. Sono notevoli le
custodie, o calici, o croci, o candelabri ed altri oggetti di questo
tipo.
Nel medioevo tutti i paesi d'Europa producono, specialmente per i
bisogni di culto, oggetti d'oro e d'argento e soprattutto con l'arte
gotica la nuova architettura induce gli orefici a riprodurre in oro ed
argento, in dimensioni ridotte, archi, guglie, statue sotto baldacchino,
le finestre e le altre parti costruttive caratteristiche del suo stile.
La tecnica della doratura in foglia cominciò ad essere applicata
addirittura in epoca egizia e si diffuse in tutte le culture, orientali
ed occidentali. Il lavoro del doratore si associò a quello
dell'intagliatore poiché il legno prima di ricevere la foglia d'oro
veniva intagliato e lisciato accuratamente.
2. I metalli
ORO: L' oro è un metallo prezioso, di colore giallo-rossastro,
lucidissimo se levigato, molle e duttile. E' inalterabile all'aria e non
è quasi mai impiegato allo stato puro perché troppo molle e legato
all'argento o al rame che lo rendono più duro.
E' abbastanza diffuso in natura in piccole quantità e più precisamente
nei terreni alluvionali o nelle rocce quarzose qua e là disseminato solo
o unito a altri minerali, o argento, pirite, sotto forma di pagliuzze,
polveri e granelli.
Le zone più ricche di oro sono il Sudafrica, l'America, Russia
Australia. L'Italia è scarsissima di giacimenti d'oro e si concentra
nella zona della Val d Aosta e per quanto riguarda i terreni alluvionali
è limitato nei fiumi Po, Dora, Ticino.
L'oro adoperato comunemente in doratura si presenta in fogli. Ciò
avviene riducendo l'oro in fogli molto sottili di spessore variabile da
mm. 0,00001 a mm. 0,00008 o anche minore. Tali fogli sono raccolti in
libretti, di carta sottile di creta rossa.
Il costo del libretto varia a seconda dei carati dell'oro cioè della sua
più o meno purezza.
ORO IN POLVERE: Si ottiene macinando finissimamente l'oro
ORO FALSO: E' detto comunemente "orone" ed è costituito in gran
parte di rame unito ad altri metalli (zinco, stagno, piombo) in quantità
diversa Il suo colore è più o meno giallo come l'oro vero però meno
lucente quando è levigato. Anch'esso si presenta in fogli sottili, di
spessore leggermente superiore all'oro e per questo risulta più facile e
comoda la sua applicazione.
ARGENTO: Metallo nobile, il più malleabile dopo l'oro, il più
bianco e duttile. Il suo peso specifico è di 10,5. Fonde a 960,
assorbendo ossigeno dall'aria, che rilascia poi raffreddandosi. Ad
un'altissima temperatura, può essere trasformato in vapori, che sono
verdastri. E' naturalmente molto molle; perciò lo si allega al rame per
renderlo più duro. Non si ossida all'aria ,né a caldo né a freddo ma
bensì in contatto con ozono. E' alterabilissimo alle esalazioni
solfidriche le quali lo anneriscono. A contatto prolungato dei sali da
cucina (cloruro di sodio) si corrode assumendo un colore nero-verdastro.
E' particolarmente diffuso sotto forma di cristalli, lamine, filamenti,
masse più o meno voluminose, in Cile, Bolivia, Messico, Perù, Australia,
Spagna e in Italia in Sardegna.
Come l'oro per il restauro si presenta in fogli sottili che
costituiscono il libretto. Tali fogli hanno spessore fino a mm.
0,000025.
Argento in polvere
ALLUMINIO: E' un metallo di colore bianco, simile all'argento e
molto lucente, malleabile e duttile. Ha il pregio di essere inalterabile
all'aria a qualunque temperatura; però ridotto in lamine sottili o in
polvere a lungo andare perde la sua brillantezza e si ossida.
Il libretto che contiene i fogli di alluminio è a basso costo.
3. Esame dell'oggetto da restaurare
L'oggetto da restaurare può richiedere diversi interventi. Ciò dipende
dalla natura dell'oggetto, dal suo valore, dal suo stato di
conservazione, dagli interventi che ha già subito.
Prima di tutto occorre osservare il pezzo con molta attenzione prima di
procedere alla pulitura. Ed è proprio qui che inizia il lavoro di
restauro perché ci dobbiamo fare un'idea di come procedere e in che cosa
consisterà il nostro lavoro.
Esaminando il pezzo già siamo in grado di capire se esso è ricoperto
dalla sottilissima lamina d'oro, o d'argento, se la lamina è falsa o se
sono stati usati smalti o porporina color oro e argento, o infine se è
stato meccato.
4. Il laboratorio
Il laboratorio di restauro del doratore deve avere alcuni requisiti
essenziali al fine di poter svolgere un buon lavoro di restauro.
Innanzitutto il luogo che deve essere asciutto, arieggiato, comodo e
ordinato.
Poi l'illuminazione che può essere naturale o, in mancanza di essa,
artificiale con lampade a "luce solare"
Infine l'igiene e pulizia con l'eliminazione di polvere, la pulizia dei
pennelli e in generale di tutti gli strumenti che vengono utilizzati
5. L'attrezzatura
Essendo il restauro di doratura un lavoro di tipo prevalentemente
manuale non sono necessarie grandi e costosissime attrezzature.
L'attrezzatura di base consiste in:
-
spatole d'acciaio di forma e grandezza variabile.
Vengono utilizzate soprattutto per stuccare o per modellare le
decorazioni.
-
spugne naturali usate per lavare e pulire le
superfici o per distendere mordente o turapori al posto dei pennelli
-
raschietti di diverse forme e grandezze, di
acciaio con manico di legno e lama affilata. Vengono usati per rendere
la superficie stuccata liscia e perfetta senza la necessità della
levigatura con carte abrasive o pomice
-
cuscinetto di cm.25x15 formato da una struttura-base di legno,
imbottito con uno strato di ovatta e ricoperto da pelle di vitello in
modo che sia soffice. La pelle deve essere sempre pulita per evitare che
si rovini la lamina d'oro che viene adagiata su di essa. E' facile da
fare.
pennello formato di peli finissimi di coda di vaio disposti a ventaglio,
generalmente tra due fogli incollati, di cartoncino. Serve per prelevare
le foglie d'oro dal cuscinetto e adagiarle sulla superficie da decorare.
Deve essere leggermente ingrassata per far aderire meglio la foglia e
ultimato il lavoro pulita con una spazzola delicata.
-
coltello con lama di circa 180/200mm. e larga 25/30mm., affilata quanto
basti per tagliare le foglie senza rovinare la pelle che riveste il
cuscinetto. Oltre a tagliare la foglia nella dimensione che uno vuole,
serve anche per prelevare la foglia dal libretto in cui è custodita. Per
far ciò si appoggia la lama del coltello in mezzo alla foglia poi si
alita dolcemente si fa sollevare il coltello insieme alla foglia piegata
e si spiana sul cuscinetto. La lama va pulita con carta abrasiva di
grana finissima.
-
brunitoi che servono per lucidare le foglie metalliche applicate. In
genere sono di pietra d'agata sagomata, molata e lucidata a perfezione
ma esistono anche di altre pietre dure, di ematite, di vetro molato,
acciaio. Sono sostenute da un manico di legno fissate da una robusta
ghiera di metallo. Devono essere ben conservate e protette perché
facilmente possono scalfirsi o rompersi
-
fornellino elettrico che serve per riscaldare "a bagnomaria" le colle
utilizzate
-
carte abrasive di diversa grana…..Servono per levigare lo stucco
rendendo la superficie liscissima
pietra pomice anch'essa usata per la levigatura
-
pennelli di qualità, forma e misure diverse a seconda dell'esigenza.
Ogni singola operazione richiede, infatti, un pennello particolare.
Devono essere conservati con la massima cura in modo da non deformarli,
puliti con solvente, lavati con acqua tiepida e sapone di Marsiglia e
infine riposti con cura in appositi astucci. Essi sono generalmente di
bue, di tasso, di cinghiale, di martora, di puzzola e di vaio.
Strumenti utili ma non indispensabili:
-
paglietta d'acciaio
finissima,
-
tornio,
-
cavalletti,
-
bisturi con lame diverse,
-
passino
-
stracci,
-
pelle di
camoscio o di vitello.
I prodotti necessari sono:
-
la colla di coniglio,
-
gesso di bologna
-
sverniciatore,
-
terre e tempere (di colore terra di siena naturale e
bruciata, terra d'ombra bruciata, ocra gialla e nero),
La materia o superficie su cui si può applicare la foglia
metallica può essere di diverso tipo e più precisamente:
-
il legno
-
carta, cartapesta
-
cuoio
-
tessuti
-
intonaco
-
vetro
-
metalli
-
ceramica e porcellana
Noi ci occuperemo dell'applicazione della foglia sul legno.
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