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A
cura di

arch.
Antonella Caldini
Restauro architettonico
San Vito a Morsasco
Palazzo Levi
Palazzo Migliazzi Colonna
Palazzo Madama Rossi
Le facciate dipinte
Fabbricato a Morsasco
Le Trunere
Oratorio di
Confortino
Documenti
Dentro e Fuori il
Restauro
Prima del Restauro
Link utili
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le indagini preliminari
come strumento guida
per l'intervento
a cura di
Antonella Barbara Caldini
[abstract]
La redazione di un progetto di restauro comprende
generalmente tre fasi principali: il "prima", ossia l'insieme di studi e
conoscenze preliminari, il "durante", rappresentato dalle indagini
diagnostiche e di laboratorio , il "dopo", momento finale che conduce
alla definizione del progetto di intervento.
In questa occasione affrontiamo la prima fase in cui si eseguono
le indagini preliminari al restauro, rimandando la trattazione delle fasi
successive ai prossimi appuntamenti.
Nel secondo volume del trattato di Restauro Architettonico a cura di Giovanni
Carbonara Cinzia Conti e Giangiacomo Martines definiscono le indagini
preliminari come "(…) un complesso di attività preparatorie del cantiere,
tese ad una conoscenza critica del manufatto e del suo stato di conservazione
(…) ".
La prima di tutte le azioni preliminari è senza alcun dubbio
il sopralluogo: un indispensabile momento ricognitivo il cui scopo
principale è "(…) la conoscenza delle principali caratteristiche dimensionali
e costruttive di un edificio, in relazione al contesto in cui è inserito e
rispetto al suo stato di conservazione, alle condizioni d'uso e di efficienza
(…) ".
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Durante il
sopralluogo si provvede alla rappresentazione grafica manuale del manufatto,
passando dall'eidotipo (fig.1) [ ... omisis ...] al rilievo di massima, per
poi procedere ad una descrizione più puntuale che attraverso il rilievo
critico (geometrico e tecnologico) consenta di definire i materiali
costitutivi (fig. 3) e di descrivere lo stato di conservazione (fig. 4). In
parallelo, fuori dal cantiere, si cerca di reperire le principali fonti
documentarie (bibliografiche, archivistiche ed iconografiche) |

Fig. 2:
Rilievo
longimetrico: eidotipo riproducente in alzato l’abside e il campanile.
Morsasco (Al), Pieve romanica di San Vito.
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per poter ricostruire quanto più possibile l'evoluzione storica
del manufatto e comprenderne le eventuali trasformazioni attraverso il confronto
tra dato storico e materiale.

Fig. 3:
Esempio di rilievo con individuazione dei materiali costitutivi.Genova,
Chiesa di Santa Maria in Passione, parete interna. [... omissis...]

Fig.
4: Esempio di rilievo con mappatura dello stato di conservazione.
Felizzano (Al), Chiesa campestre di San Rocco, pitture murali dell’abside. |
La sintesi di
questi elementi permette di approfondire la conoscenza dell'edificio
rispetto al suo attuale stato di conservazione e di formulare una proposta
di intervento valutata sulla base delle informazioni storiche e dei dati
materici raccolti.
Questo approccio metodologico risulta di semplice applicazione quando viene
impiegato nel recupero di un singolo manufatto e l'operazione di restauro
risulta quindi facilitata in quanto circoscritta ad un preciso oggetto la
cui destinazione d'uso è nota (a prescindere dal fatto che sia o meno ancora
attiva); di contro diventa un esercizio decisamente più complicato quando
deve essere applicato ad un "manufatto-rudere" o quando rientra in un
progetto di più ampio respiro che prevede la riqualificazione generale di un
grande complesso urbano rispetto al quale il manufatto esiste in quanto
"emergenza storico-artistica". |
La riqualificazione di aree che custodiscono al loro interno
manufatti di pregio allo stato di "rudero" è uno degli esercizi più stimolanti
per il progettista-restauratore che, proprio attraverso le indagini preliminari,
si preoccupa di "(…) tutelare le possibilità di studio e di comprensione
dell'opera, opponendosi al decadimento che ne minaccia la durata (…) ,
utilizzando il bagaglio conoscitivo acquisito come strumento per delineare quali
tecniche di intervento utilizzare ai fini del riuso e della rifunzionalizzazione.
Un importante esempio in tal senso è il grande intervento di recupero che
interessò il complesso conventuale di Santa Maria in Passione a Genova,
gravemente danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. [...omssis
...]
|

Fig. 5:
Particolare
della zona absidale e della copertura realizzata a protezione degli apparati
decorativi superstiti plastici e pittorici. Genova, Chiesa di Santa Maria in
Passione. [...omssis ...] |
L'attuazione del
progetto comportò anzitutto la sistemazione degli spazi urbani a contorno
del corpo di fabbrica della chiesa con la ricostruzione della piazza di
Santa Maria in Passione e il ripristino dell'omonima salita, l'intervento
sull'edificio religioso si concretizzò, invece, nel consolidamento del
campanile e delle strutture della Chiesa e nella realizzazione di una
copertura in corrispondenza della zona absidale a protezione degli apparati
decorativi plastici e pittorici superstiti (fig. 5). Fu previsto, inoltre,
il ripristino del giardino del Convento mediante la copertura delle rovine
murarie, la creazione di un parco archeologico e, nel rispetto delle
emergenze archeologiche, di alcuni vani atti ad ospitare la sede
dell'Osservatorio . |
Indubbiamente l'aspetto più significativo di questa grande operazione
progettuale fu l'importante riqualificazione urbana e sociale di questa porzione
di centro storico realizzata garantendo da un lato la conservazione delle
strutture esistenti, nella loro essenza di "ruderi" ed operando, dall'altro,
scelte progettuali attuate con la precisa intenzione di "lasciare il segno" nel
tentativo di conciliare l'antico col moderno.
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Anche il Comune
di Savigliano (Cn) può essere preso come esempio per l'intervento di
riqualificazione che sta attuando su un'importante area del centro storico
ricca di servizi culturali e animata da una fervida attività universitaria,
che custodisce al suo interno i ruderi della Crosà Neira (Croce Nera), ex
Chiesa della Misericordia (fig. 6). L'edificio, salito agli onori della
cronaca saviglianese a causa di una pregressa querelle in merito
all'opportunità o meno del suo recupero, è stato per anni sottoposto ad
analisi e studi approfonditi. L'intervento, avviato nell'autunno 2006 ed
ancora in corso, prevede, attraverso il consolidamento e il restauro dei
ruderi, il completamento architettonico della fabbrica allo scopo di
insediarne un centro congressi con funzioni polivalenti [... omissis...] |
Fig.
6: Veduta d’insieme del complesso religioso su Piazzetta della
Misericordia, prima dell’intervento di restauro.
Savigliano (Cn), Crosà Neira (Croce Nera) ex Chiesa della Misericordia.
Archivio fotografico Gazzana Restauri S.r.l. |
Gli esempi illustrati dimostrano che alla base di una buona riqualificazione
urbana c'è il rispetto del tessuto edilizio esistente, anche quando si presenta
apparentemente irrecuperabile. [... omissis...]
Approfondimento:
Restauro della Pieve di S. Vito a Morsasco
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