antiche tecniche di Pittura

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Testi a cura di :

Franco Zaluardo


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PICCOLO STUDIO SULLA TECNICA  DELLA PITTURA AD OLIO ANTICA
L'arte a Venezia e nel Veneto

 GLI OLI

Gli antichi usavano olio di noce o di papavero crudi e purificati. (Un metodo semplice per schiarire un olio è di esporlo per lungo tempo al sole su una bottiglia di vetro o cristallo). La caratteristica di questi oli è che nel corso del tempo ingialliscono meno di altri tipi di olio. L'ingiallimento è dovuto al processo di ossidazione nel corso del tempo. L'olio di papavero ingiallisce meno, ma essica molto lentamente. L'olio di lino pur avendo il vantaggio di seccare più velocemente degli altri olii ha il difetto di ingiallire maggiormante per la presenza in maggior quantità di acido linoleico. Provate a far seccare dell'olio di lino e lasciatelo in assenza di luce: noterete ben presto a distanza di poco tempo un notevole ingiallimento.

 

 I COLORI

La caratteristica peculiare della pittura veneta sta proprio nel colore. Nella pittura veneta il colore e la luce assumono un ruolo determinante. I colori della pittura veneta sono molto vivi ed hanno cromatismi in genere molto accentuati. Comunque è da dire come sempre che la caratteristica fondamentale dei grandi maestri del passato come di tutti i grandi maestri è la capacità di ottenere con l'uso di pochi colori una gran varietà cromatica e tonale. Stupisce la gran maestria di ottenere con pochi mezzi  risultati mirabili. E' proprio l'uso di pochi colori resistenti alla luce che ha permesso un'ottima conservazione delle loro opere.  I colori tradizionalmente usati principalmente (non è la lista completa) sono per il giallo:Il giallorino e l'orpimento. Per il rosso: il ginapro vermiglione e la terra di siena bruciata la lacca della robbia (quest'ultima era usata sprattutto per le velature). Per l'azzurro: azzurro di smalto  o vetro di cobalto (chiamato anche fritta di alessandria). A Venezia i pittori veneziani lo trovavano facilmente grazie all'industria fiorente del vetro. Poi il blu oltremare naturale pietra preziosa da cui si ottenevano i bellissimi famosi azzurri di lapislazzuli tipici della pittura veneta. Per il bianco: biacca o cerussa che è carbonato basico di piombo (colore resistentissimo mischiato con l'olio. E' giustamente sconsigliato nell'affresco tecnica in cui si usa in genere il bianco di san giovanni che è calce spenta. Questo perchè a contatto con i gas solfidrici dell'aria annerisce nel corso del tempo. Cosa che è successa per esempio negli affreschi di Cimabue ad Assisi). Questo bianco anche se molto velenoso ha il vantaggio di seccare molto velocemente e da dei bellissimi riflessi (io personalmente lo uso). I neri in genere erano perlopiù esclusi dalla pittura. Leonardo per esempio si sa che adoperò la grafite. Nel cinquecento i toni scuri venivano ottenuti soprattutto dai bruni e per mescolanza come per esempio la terra d'ombra bruciata a cui venivano aggiunti altri colori in tenue quantità. I grandi maestri sapevano ottenere per mescolanza il cosiddetto bistro o nero pittorico che pur essendo molto scuro conferisce una certa profondità e lascia inalterata la luminosità del quadro (luminosità che si spegne con l'uso per esempio del nero d'avorio e in genere nei neri che sono fin troppo coprenti). La luce nel nero pittorico bistro ottenuto per mescolanza non viene riflessa ma penetra maggiormente creando nelle ombre un grande effetto di profondità. Si parla in questo caso di luce profonda del quadro. Credo che giochi un ruolo importante anche la granulometria del pigmento e la quantità di olio nell'impasto per determinare quei mirabili effetti nei toni scuri che si notano sempre nei quadri antichi.

 

Considerazioni generali sulle vernici usate nella pittura ad olio

La vernice è lo strato più esterno di un dipinto ed è posta  a protezione finale dell'opera. La vernice conferisce a seconda delle sue caratteristiche più o meno brillantezza e profondità. E' lo strato maggiormente sottoposto agli agenti esterni di alterazione: quindi per la conservazione assume un'importanza fondamentale. Alla vernice quindi è affidata la protezione del quadro e di conseguenza la durata e l'inalterabilità nel tempo dello strato pittorico sottostante. Nota importante: la vernice va sempre posta dopo un periodo  lunghissimo di  parecchi mesi (anche un anno) in modo da dare il tempo ai colori ad olio di essicarsi completamente. La lunghezza del periodo dipende dallo spessore degli strati dipinti ad olio. Le caratteristiche che dovrebbe avere una buona vernice sono trasparenza cristallina, elasticità alle sollecitazioni meccaniche e termiche, resitenza alla luce e agli agenti esterni,  capacità di non risentire ed assorbire l'umidità. Infine dovrebbe essere facilmente rimossa dal dipinto senza l'uso di metodi aggressivi. Infatti la pulitura di un dipinto dalla sua vernice rovinata (o del tutto oscurita e alterata) al fine di sostituirla con una nuova è un'operazione molto delicata per i restauratori e per quanto possa essere effettuata con delicatezza usando metodi e sostanze appropriate poco agressive è pur sempre e comunque una sollecitazione non indifferente sulla superficie pittorica del dipinto. Sull'argomento vernici usate nell'antico è molto difficile parlare con certezza, per cui come vedete  ne parlo genericamente e con molta cautela. Il motivo è che la vernice usata nell'antico costituisce più di altre cose un'incognita, sia perchè i materiali usati nelle vernici sono quelli che hanno subito un'alterazione chimica (degrado) maggiore nel tempo (che ne rende difficile l'analisi) sia soprattutto perchè i restauri dei secoli scorsi hanno posto sulla pittura  nuove vernici in sostituzione delle antiche. Fino al XIX secolo era infatti invalsa la pratica di verniciare sistematicamente i dipinti.

NEL 500 (DI CARLO LINZI): E' ipotizzato che i pittori del rinascimento ed in particolare i veneti abbiano usato con un ultima leggera velatura  l'asfalto. L'asfalto (bitume) infatti opportunamente preparato e naturalmente usato da solo alla fine, per la sua resistenza  protegge  e conferisce al dipinto un giallo dorato caratteristico che armonizza i colori e dona profondità nei toni scuri.

D'altro canto l'uso del bitume ha parecchi inconvenienti e pericoli: può attraversare gli strati pittorici e può far screpolare i dipinti.

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