|
Gli
argomenti
Metodi
Semplici
Metodi
Sofisticati
Argomenti
Correlati:
La
Diagnostica
Metodi
avanzati di analisi
Spettroscopia
Molecolare
Radiaz.
campo visibile
Radiaz.
campo invisibile
La
Patina
Sommario
della Sezione:
Principi
di Restauro
Il
Laboratorio
Schede
tecniche
Ricettario
Glossario
Link utili
Studio Partes
|
Diagnostica:
Metodi avanzati di analisi
I
metodi passati in rassegna fino ad ora riguardano l'analisi delle opere
d'arte in superficie e, proprio per questo, non comportano alcun danno per
le opere stesse. AI contrario, la maggior parte dei metodi analitici,
richiedendo l'uso di un micro campione per poter procedere all'esame,
implicano di conseguenza la modifica o la distruzione, anche se minima, di
un frammento dell'opera. Pertanto, la scelta del campione ha un'importanza
prioritaria e non dovrà rispondere a criteri arbitrari, ma dovrà essere
ricavato dalla parte più idonea in relazione al tipo d'informazione che
si desidera ottenere, basandosi inoltre sulle tecniche di analisi della
superficie. La dimensione del campione dipenderà dalla tecnica che si
intende utilizzare. Questo tipo d'analisi presenta l'inconveniente di
fornire un'informazione limitata al punto specifico in cui è stato
prelevato il campione e può non dare informazioni sull'area circostante.
È quindi estremamente importante valutare, prima di procedere, fino a che
punto le informazioni ottenibili possano essere significative per aree più
grandi. Questi metodi vengono utilizzati sia per un' approfondimento delle
informazione, sia per confermare quelle fornite dai metodi d'esame citati
fino a questo punto. Quest'ampia raccolta di tecniche fisico chimiche può
essere suddivisa in metodi semplici e metodi sofisticati.
Metodi semplici
Tra i metodi semplici a cui si può ricorrere per analizzare il mobile,
segnaliamo:
Esame al microscopio
Questo tipo di esame viene utilizzato per
studiare la morfologia delle particelle, analizzandone la struttura.
Esistono diversi tipi di microscopi a cui si può ricorrere per analizzare
i campioni a seconda dei tipo d'ingrandimento desiderato (tra gli altri:
microscopio ottico, stereoscopico, a fluorescenza, laser). Richiede la
selezione di un campione, da scegliere in relazione al dato che si
desidera ottenere, la cui dimensione e tipo di taglio dipende dalla
tecnica dell'analisi che si intende effettuare. I campioni, per essere
analizzati al relazione a quanto si vuole analizzare, può essere
tagliata trasversalmente (cross section) o in lamine sottili che possono
essere di pittura, legno, metallo o altri componenti dei mobile come osso,
avorio o cuoio.
Questo
tipo di esame può essere integrato con analisi chimiche, ossia applicando una
serie di reagenti chimici per analizzare il comportamento di materiali o
sostanze che, osservati semplicemente al microscopio, non forniscono
l'informazione richiesta, ad esempio la loro identificazione.
Cross section
Consiste nell'esame al microscopio di un campione che presenta una sezione
trasversale al fine di osservare la struttura stratificata dell'opera, ossia
tutti gli strati in essa esistenti a partire dal supporto fino alla superficie.
Questo esame permette di verificare, ad esempio, se in un mobile dorato, sotto
lo strato d'oro che appare in superficie, ne esistano altri d'imprimitura e%
resti di questi, fornendo inoltre informazioni sulla loro natura e composizione.
La cross section si usa inoltre per lo studio della successione degli strati di
pittura in un mobile dipinto, ossia per conoscerne lo spessore e la dimensione,
così come per identificare il colore della grana dei pigmenti. Sugli oggetti
laccati questa tecnica si utilizza per esaminarne la composizione, il supporto e
la sub struttura. Essa può inoltre contribuire all'identificazione di vernici,
così come a distinguere le differenti finiture applicate sulla superficie del
mobile.
Sezione sottile Si tratta di un altro tipo di taglio del campione, che
deve essere significativo in relazione al problema che si desidera risolvere.
L'osservazione al microscopio di questo tipo di sezione è utile per:
l'identificazione dei diversi tipi di legno; la conoscenza della tecnologia di
produzione dei metalli; la differenziazione dell'istologia caratteristica dei
materiali organici presenti nel mobile, come l'osso, l'avorio, il cuoio ecc., e
per determinare inoltre la loro solidità e i diversi tipi di alterazione
subita. A seconda della trasparenza o opacità del campione, l'illuminazione
applicata al microscopio dovrà essere variata. L'osservazione avverrà quindi a
luce trasmessa nel caso di campioni trasparenti, e a luce riflessa quando si
dovrà osservare la superficie esterna di campioni opachi. Nel campo del
restauro del mobile, in generale, si utilizza di solito la luce riflessa in
quanto la maggior parte dei materiali è opaca.
Microscopio con luce
fluorescente Un tipo di microscopio che somma le diverse tecniche fino ad ora
segnalate, e di cui è stata verificata l'efficacia per lo studio dei mobili, è
il microscopio con luce fluorescente incorporata. L'uso di questo tipo di
microscopio permette l'osservazione e l'identificazione dei materiali presenti
nelle vernici. Questo si ottiene grazie alla proprietà, comune a molti dei
componenti delle vernici, di emettere una fluorescenza che li rende visibili
quando vengono colpiti da luce ultravioletta. Concretamente, attraverso il suo
impiego, è possibile: controllare il processo di pulizia di una vernice durante
il restauro; esaminare la presenza di aggiunte e restauri; verificare se le
vernici sono originali; avere informazioni sulla stratificazione delle vernici.
Esame chimico Consiste nel riconoscimento dei materiali utilizzati sia per la
costruzione che per il restauro del mobile, attraverso un insieme di reazioni
chimiche generiche e specifiche. Segnaliamo due tra le tecniche più adeguate
per lo studio dei materiali di cui sono costituite le opere d'arte:
-
Analisi
chimiche o micro chimiche a goccia. Si effettuano dopo aver estratto dall'opera
piccole quantità di materia che, sottoposte a diverse prove e osservate al
microscopio, forniscono una prima approssimazione all'analisi qualitativa delle
stesse. L'applicazione di quest'analisi permette fondamentalmente
l'identificazione delle diverse sostanze inerti: i pigmenti, i sali
contaminanti, le cariche inerti, i prodotti corrosivi, i componenti minerali che
costituiscono le imprimiture di pitture, metalli e leghe. Anche se meno diffusa
per il riconoscimento di sostanze organiche, alcune di esse possono essere
ugualmente identificate utilizzando tale tecnica.
-
Prove specifiche di
colorazioni di lamine sottili. Costituiscono una variante dell'esame chimico che
fa uso di reazioni specifiche di colorazioni che vengono realizzate su lamine
sottili di un materiale organico per l'identificazione e l'evidenziazione delle
strutture particolari in esse presenti. Consentono il riconoscimento di
agglutinanti, vernici e adesivi di carattere organico. Concretamente, il loro
uso facilita l'identificazione di: sostanze di natura oleosa (lipidi) come
l'olio di lino, di noce, di papavero, di cedro, di oliva ecc.; sostanze di
natura proteica come le colle animali, la caseina e la chiara d'uovo;
polisaccaridi come gomme e amidi; misture naturali come il tuorlo, le resine
ecc.; misture artificiali. È necessario utilizzare coloranti appropriati,
reagenti lipocromatici e altri reagenti specifici per ogni componente. Se i
risultati di questo tipo di analisi del campione si completano con quelli
ottenuti con l'analisi chimica è possibile ottenere un'informazione esauriente
sulla composizione del campione analizzato.
Metodi sofisticati
Si tratta di
metodi molto più costosi e complessi che richiedono una strumentazione
sofisticata. Pertanto bisogna ricorrere a centri di ricerca scientifica o a
laboratori specializzati. II loro impiego si rende necessario quando le tecniche
precedentemente citate non hanno fornito i risultati richiesti. Spesso questi
metodi rappresentano un complemento di grande utilità in quanto possono essere
utilizzati per confermare o contraddire i risultati forniti da metodi più
semplici. Alcune di queste tecniche sofisticate possono inoltre offrire, in
alcune occasioni, un'informazione difficilmente ottenibile con altri mezzi. In
generale necessitano del prelevamento di un campione. Anche se il restauratore
deve conoscere l'esistenza di questi metodi, sarà il tecnico specializzato
colui che, davanti alla problematica posta dal restauratore, ricorrerà all'uso
del metodo o dei metodi più adeguati. Per questo motivo, considerato che non si
tratta di effettuare in questa sede uno studio dettagliato dell'ampia e
diversificata gamma delle tecniche disponibili ci limiteremo ad enunciare quelle
di uso più frequente nell'analisi dei materiali che costituiscono le opere
d'arte e di quelli che sono motivo di deterioramento. È tuttavia necessario
segnalare che per l'analisi di uno stesso tipo di materiale esistono diversi
metodi a cui si può ricorrere. Si farà perciò uso di quello più appropriato
a seconda delle circostanze di ogni caso specifico: ad esempio, gli obiettivi
dell'analisi, il suo costo, la precisione del metodo, il formato del campione di
cui si può disporre ecc.
Metodi spettroscopici Si basano sull'esame dello
spettro caratteristico di un elemento, che si ottiene mediante l'interazione di
una radiazione elettromagnetica con la materia, e rappresentano la distribuzione
d'intensità della radiazione assorbita o emessa dal campione a seconda della
sua lunghezza d'onda. I metodi spettroscopici possono essere di emissione, di
assorbimento o di diffrazione. Questi metodi servono per l'identificazione degli
elementi chimici: spettroscopia atomica, o dei composti: spettroscopia
molecolare. Combinando le due categorie precedenti otterremo, a seconda delle
tecniche utilizzate:
Spettroscopia atomica Si utilizza nell'analisi di sostanze
inorganiche come pigmenti, argille, metalli e leghe ecc. All'interno di questa
tecnica possiamo distinguere la spettrometria di emissione e la spettrometria di
assorbimento.
Spettrometria di emissione. Si basa sullo studio dell'emissione delle
radiazioni caratteristiche di una materia eccitata da una fonte di energia
elettrica o calorica. La spettrometria di emissione include le seguenti
tecniche:
-
spettroscopia ottica di emissione: si tratta di una tecnica analitica
che esige la selezione di un campione; permette lo studio di pigmenti, sali,
pietra, prodotti corrosivi e composti inorganici in generale;
-
attivazione
neuronica: si tratta di un'analisi in superficie che non necessita di campione;
è una tecnica normalmente utilizzata per la datazione e l'autentificazione e
si basa sull'analisi delle impurità nei pigmenti, leghe metalliche ecc.;
-
microsonda
elettronica: risulta essere molto utile per l'analisi di un grande numero di
problemi riferiti al degrado dei materiali e consente di esaminare in scala di
micron le strutture materiche di dimensioni inferiori a quelle visibili a occhio
nudo o addirittura con il microscopio, utilizzando per questo un fascio
elettronico; in particolare consente di studiare la composizione degli strati di
pittura, pigmenti, policromie, metalli, ceramica ecc.;
-
fluorescenza a raggi X:
si usa per l'analisi di superficie di materiali organici di natura diversa e
variata come metalli, leghe, pigmenti, ceramica, vetro, pietra, prodotti
corrosivi; è stata utilizzata per l'identificazione dei differenti metalli di
cui sono composte le applicazioni e le guarnizioni decorative degli oggetti in
lacca.
Spettrometria di
assorbimento. Questa tecnica si basa sullo studio delle radiazioni
caratteristiche assorbite dalla materia eccitata da una fonte di energia
radiante. Questo tipo di esame scientifico include le seguenti tecniche:
-
assorbimento atomico: consente una rapida e precisa identificazione
della maggior parte degli elementi; nell'ambito delle opere d'arte, questo
metodo può risultare di grande aiuto nei casi in cui è richiesta una precisa
analisi chimica quantitativa elementare, soprattutto nel campo inorganico e
minerale (metalli, pietra ecc.); si utilizza anche per l'analisi quantitativa
elementare di pigmenti, sali, metalli, pietra, prodotti corrosivi e in generale
composti inorganici;
-
spettrometria di diffrazione: si basa sulla valutazione
della diffrazione, in direzioni caratteristiche, di una radiazione quando
colpisce le particelle materiche;
-
diffrazione di raggi X: questa tecnica
permette l'analisi qualitativa e cristallografica di qualsiasi sostanza
cristallina; risulta essere utile nell'identificazione di pigmenti, sali
contaminanti, prodotti corrosivi, leghe metalliche, pietre e ceramiche; è di
difficile interpretazione se applicata ad oggetti antichi in lacca dipinti e
dorati.
Spettroscopia
molecolare Permette lo studio delle strutture molecolari. Il suo uso più frequente è quello nell'analisi di composti organici come
solventi, adesivi, consolidanti, agglutinanti, vernici, coloranti ecc. In questa
sezione citeremo esclusivamente le tecniche di assorbimento in quanto quelle di
emissione e diffrazione non si utilizzano nel restauro perché degradano il
composto.
-
spettroscopia di assorbimento UV: questo metodo consente l'analisi
qualitativa di sostanze quali coloranti, solventi aromatici o lacche organiche;
si usa, in alcuni casi, per l'analisi quantitativa elementare dei metalli e
permette inoltre di realizzare prove di invecchiamento su diverse sostanze;
-
spettrometria di assorbimento IR: il suo uso consente l'analisi qualitativa e
semiquantitativa di quasi tutte le sostanze in tutti gli stati di aggregazione,
come ad esempio vernici, adesivi, agglutinanti, pigmenti o altri materiali
utilizzati negli interventi del passato.
Tecniche di
separazione. Questa
tipologia si basa sulla separazione di una mistura o sulla separazione di
frammenti per poter poi procedere all'identificazione di ciascuno di essi.
Questa tecnica comprende, a grandi linee:
-
Spettrometria di massa. Con questa
tecnica si possono effettuare, con precisione e sensibilità, analisi
qualitative e quantitative di leghe metalliche. Si può anche ricorrere ad essa
per affrontare problemi di datazione. Può essere inoltre utilizzata per lo
studio di materiali organici come agglutinanti, adesivi ecc. Una chiara
limitazione alla sua applicazione nel settore delle opere d'arte è data dal
costo elevato della strumentazione e dalla complessità delle misture naturali.
-
Cromatografia. Le tecniche cromatografiche comprendono: la
cromatografia su strato sottile, la gascromatografia e la cromatografia ad alta
pressione. Sono in sostanza metodi di separazione dei componenti di una mistura.
Si tratta di tecniche analitiche che si caratterizzano per la grande sensibilità
e che consentono di portare a termine separazioni e analisi su quantità molto
piccole. Nel campo delle opere d'arte risultano di grande utilità nell'analisi
delle sostanze naturali: agglutinanti pittorici (proteinici e oleosi), resine,
cere e gomme di origine vegetale ecc. Attraverso l'uso di questi metodi è stato
anche possibile isolare ed identificare i vari componenti dell'urushi.
Permettono inoltre di realizzare prove di invecchiamento su determinate resine
come la Dammar.-Ultrasuoni. Questo metodo consiste nell'esame acustico che
consente l'ispezione interna di materiali o di oggetti per determinarne
l'invecchiamento e la natura. Si basa sull'emissione di ultrasuoni che producono
un'eco caratteristica e forniscono informazioni sullo stato dell'oggetto
analizzato. Sul legno ci danno notizie circa la sua consistenza, se è tarlato,
fino a che punto è giunto il degrado ecc. Sugli oggetti metallici permettono di
verificare se questi sono vuoti all'interno.
-
Metodi di datazione-Metodo
dendrocronologico Si utilizza per datare gli oggetti in legno e si basa sullo
studio delle fasi di crescita dell'albero da cui il legno proviene che si
manifesta nella linea vegetativa formata dagli anelli del tronco. Lo spessore
degli anelli, con crescita annuale, dipende dalle condizioni atmosferiche. La
forma specifica degli anelli costituisce una caratteristica comune a tutti gli
alberi di una stessa specie e di una stessa regione, che sono stati sottoposti
alle stesse condizioni climatiche, ambientali, calamità naturali ecc.
Attraverso questo studio si crea un modello che si basa sugli anelli cresciuti
in un albero tagliato in un momento noto. Si tratta di un metodo che
difficilmente dà risultati certi in quanto sarebbe necessario possedere gin
modello di tutte le specie esistenti in ogni zona geografica di ogni paese, cosa
che ancora non è stata realizzata. È inoltre indispensabile poter contare su
un campione di legno di spessore sufficientemente grande da poter essere oggetto
In opere molto documentate la sua applicazione può essere percorribile. Esempio
ne è il leggendario tavolo attribuito a re Artù (VVI secolo d.C.). Con
l'applicazione del metodo dendrocronologia si scoprì che in realtà il tavolo
non appartenne a questo personaggio, perché gli anelli di crescita delle lastre
di rovere che lo compongono non possono essere precedenti alla prima metà del
secolo XIII, in quanto l'ultimo anello data intorno al 1220 21. Non fu invece
possibile determinare la data. esatta di costruzione del tavolo in quanto molti
anelli erano stati levigati. Un altro motivo che ne ha impedito l'esatta
datazione è il fatto che, molto probabilmente, il legno fu fatto seccare prima
di essere impiegato nella realizzazione dell'opera.
-
Metodo del carbonio 14
Si
tratta di una tecnica utilizzata per la datazione di oggetti di natura organica
e si basa sulla misurazione degli atomi radioattivi del carbonio 14 contenuto in
qualsiasi materia organica. Il funzionamento di questa tecnica, a grandi linee,
è il seguente: considerato che l'attività radioattiva del carbonio 14 decresce
con il passare del tempo, per datare una sostanza appartenuta a un organismo
vivo è sufficiente misurare la radioattività residua di un campione che
permette di conoscerne l'antichità. Queste datazioni hanno un margine d'errore
di trecento anni. Per questo tale metodo è applicabile solo ad oggetti molto
antichi.
|
|