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Considerazioni e classificazioni dei materiali usati nel restauro del
mobile
Tratteremo dei
materiali più utilizzati nella costruzione e decorazione del mobile e
di quelli che sono stati e continuano ad essere impiegati nel restauro
di questi manufatti. La conoscenza dei materiali tradizionalmente
utilizzati nella costruzione del mobile, delle loro proprietà, del
trattamento superficiale e del comportamento nel tempo, è un requisito
fondamentale sia per la formazione del restauratore sia per lo sviluppo
della sua attività professionale. Una conoscenza che, applicata ad
un'opera specifica, lo aiuterà ad identificare i materiali in essa
presenti. Questo fattore condizionerà in misura notevole gli interventi
imponendo la scelta di materiali compatibili con quelli di cui è
costituita l'opera, al fine di evitare che questi si alterino per
reazione con i nuovi, così come per poter rispondere all'indispensabile
requisito del rispetto verso il progetto originale del mobile.
L'identificazione dei materiali presenti in un'opera in molti casi
obbligherà ad evitare, per esempio, materiali che in un mobile nuovo
potrebbero invece essere considerati idonei. È il caso, molto
frequente, di alcuni mobili inglesi con finiture brillanti, che il
restauratore, di solito, identifica come gommalacca, ma che, quando
prova a rigenerarle con questa sostanza, si disintegrano in quanto non
se ne conoscono con esattezza gli ingredienti e le proporzioni di
composizione.Conoscere questi materiali
spesso non basta: è necessario avere cognizioni anche sul trattamento
superficiale o decorativo che si usava dar loro (il modo in cui si tingevano,
intagliavano, incidevano ecc.) cercando di produrre determinati effetti.
L'ignoranza di tali procedimenti può indurre ad errori irreparabili durante il
processo di restauro.Alcuni materiali venivano trattati in un certo modo con
l'obiettivo di simularne altri (come, ad esempio, l'avorio che imita la
tartaruga): un trattamento intenzionale che voleva "giocare" con
l'occhio dello spettatore e che nessun restauratore ha il diritto di eliminare.
D'altra parte, dato che è responsabilità del restauratore scegliere il
materiale corretto da utilizzare nell'intervento, è necessario conoscere quali
sono stati e continuano ad essere i materiali più usati nel restauro dei mobili
(anche per poterli identificare nel mobile su cui si deve intervenire), le loro
proprietà, vantaggi ed inconvenienti.
La selezione dei materiali da utilizzare
non è un compito facile; il prodotto perfetto, infatti, non esiste. Molte volte
ci troviamo nella situazione in cui il prodotto scelto non risponde a tutte le
caratteristiche idealmente necessarie per cui dobbiamo accontentarci di quello
che, con tutte le sue limitazioni, si adatta meglio di altri alle necessità
identificate. Alcuni materiali poi non sono negativi in termini assoluti ma
vengono applicati in modo scorretto; ossia, un materiale può funzionare bene
per un determinato oggetto e rispondere male alle necessità di un altro. Di
fatto ci sono materiali perfettamente reversibili in alcuni casi ed
irreversibili in altri. II restauratore deve possedere le conoscenze necessarie
per poter valutare tutto ciò. I materiali utilizzati nel restauro del mobile si
possono dividere in materiali naturali, materiali naturali modificati o
artificiali e materiali sintetici. a)
Materiali
naturali. Sono quelli utilizzati tradizionalmente sia nella costruzione sia nel
restauro del mobile fino al XIX secolo (pasta di fecola, resine, gomma, adesivi
proteinici, colla di albumina, cera, grassi, oli ecc.).Questi materiali
presentano l'enorme vantaggio derivante dal fatto che se ne conoscono le
reazioni col passare del tempo; questo non significa però che si possano
applicare in ogni caso poiché, come hanno dimostrato le ricerche scientifiche,
alcuni di essi (o il modo in cui sono stati applicati) hanno avuto risultati
negativi purtroppo poco conosciuti (come nel caso degli oli, dei bitumi ecc.) a
livello conservativo ed anche ad altri livelli, ad esempio per l'eccessiva
tossicità (come nel caso del mercurio per gli specchi).
b)
Materiali
modificati o artificiali. Sono quelli
risultanti dalla trasformazione chimica dei materiali naturali.
c)
Materiali
sintetici. Come i precedenti, sono il
risultato dei progressi della chimica organica sviluppatasi a partire dal XIX
secolo, ma si differenziano da questi poiché non hanno nessun legame con i
materiali naturali. Tuttavia non vanno considerati come meri sostituti di questi
giacché molti posseggono proprietà che non esistono in nessun prodotto
naturale. La maggior parte dei materiali sintetici, come quelli naturali o
artificiali, ha una struttura chimica polimerica; ossia formata da lunghe catene
di unità semplici denominate monomeri. Questi polimeri sintetici prendono
normalmente il nome dal monomero di cui sono composti. I materiali sintetici,
come quelli artificiali, offrono una serie di vantaggi, poiché essendo
fabbricati per un'applicazione specifica possono rispondere a necessità
concrete. Oltre a ciò presentano proprietà più costanti di quelli naturali.
Tuttavia presentano l'inconveniente che, essendo di fabbricazione molto recente,
non se ne conoscono le reazioni col passare del tempo. Fattore che deve essere
tenuto in considerazione da parte del restauratore, che non deve lasciarsi
guidare nelle scelte esclusivamente dai risultati immediati che un prodotto gli
offre, ma deve pensare al suo comportamento futuro. Un prodotto può essere
efficace in un primo momento ma non sappiamo come reagirà con il passare del
tempo.
Da
quanto esposto si deduce che non conviene propendere a priori per un certo
materiale e che la scelta più corretta sarà quella di combinare l'uso di
prodotti diversi a seconda di ogni caso specifico. Sarà quindi evidentemente
corretto evitare l'impiego di tutte
quelle sostanze la cui composizione non sia conosciuta con esattezza (come nel caso di
alcuni prodotti commerciali che garantiscono risultati spettacolari ma che sono
poco affidabili giacché in essi non viene riportata la composizione).
Da
quanto esposto si deduce che non conviene propendere a priori per un certo
materiale e chela scelta più corretta sarà quella di combinare l'uso di
prodotti diversi a seconda di ogni caso specifico. Sarà quindi evidentemente
corretto evitare l'impiego di tutte quelle sostanze la cui composizione non sia
conosciuta con esattezza (come nel caso di alcuni prodotti commerciali che
garantiscono risultati spettacolari ma che sono poco affidabili giacché in essi
non viene riportata la composizione).
seconda
parte
La
scelta di un determinato materiale sarà in funzione dei vantaggi e degli
svantaggi che questo può presentare. Gli aspetti più importanti da considerare
sono:- Che il prodotto non modifichi esteticamente l'oggetto né lo alteri
chimicamente o fisicamente al momento dell'applicazione o invecchiando. Ossia
che l'innocuità dei materiali sia stata provata per quanto riguarda l'integrità
estetica e fisica dell'oggetto. Cosa che non si verifica, ad esempio, con alcuni
consolidanti o vernici che, col tempo, possono alterare l'aspetto di un oggetto
.
-
Che
il prodotto sia reversibile e che la sua futura eliminazione non causi
alcun danno all'opera, né condizioni futuri interventi. Ciò significa che
il materiale in questione deve poter essere eliminato in caso di necessità
senza danneggiare il mobile. La reversibilità dei materiali costituisce, in
teoria, un requisito indispensabile al momento di restaurare un'opera, ma
non possiamo ignorare che questo nella pratica è quasi un'utopia poiché
pochi materiali risultano assolutamente reversibili o, che è lo stesso,
totalmente eliminabili, non solo per il materiale in sé ma per altri
fattori ad esso estranei, come ad esempio le caratteristiche della zona in
cui è stato applicato: eccesso di porosità, inaccessibilità con gli
attrezzi da restauro ecc. Per questa ragione bisognerà far sì che, nella
misura possibile, gli inevitabili residui che in alcuni casi possono
rimanere sul mobile non condizionino interventi futuri. In ogni caso, e
anche ammettendo ciò, bisognerà riporre speciale attenzione nella scelta
di materiali la cui reversibilità sia stata sperimentata anche nella
pratica e non solo enunciata teoricamente. Perciò, davanti a due prodotti
con caratteristiche simili, sarà preferibile propendere per i materiali
tradizionali di cui si sia potuta constatare ampiamente la reversibilità,
al posto di altri più moderni, teoricamente reversibili, il cui periodo di
sperimentazione è stato però ovviamente breve. D'altra parte la
reversibilità di un materiale dipende anche dalle caratteristiche
dell'oggetto sul quale viene applicato e dal tipo di problemiche presenta.
Così un certo materiale potrà essere reversibile in un determinato caso e
irreversibile in un altro. Inoltre esistono materiali reversibili in un
primo momento ma che smettono di esserlo con il tempo, come nel caso di un
polimero che produca cross linking.
-
Che
sia quanto più stabile possibile; ossia che non si alteri o deteriori
in un periodo di tempo ragionevole. Un materiale può invecchiare
alterandosi chimicamente per azione della luce, del calore, dell'ossigeno,
dell'umidità, dell'inquinamento ecc., cosa che può tradursi in
trasformazioni quali ritrazione, espansione, rottura, insolubilità,
cambiamento di colore, debilitazione, assorbimento di sporco ecc. Per
questo, oltre ad essere coscienti del fatto che i prodotti non sono eterni,
occorre cercare di usare sempre quelli che si mantengono stabili per almeno
venti anni, con la speranza che arrivino ad esserlo per un periodo di tempo
molto maggiore.
-
Che
si possa applicare ed eliminare senza causare danni al restauratore o
all'ambiente Possiamo parlare di tossicità diretta e di tossicità
indiretta o ecologica. La tossicità diretta si riferisce al pericolo che
l'applicazione di un prodotto può rappresentare per la salute del
restauratore.(Non parleremo, in quanto fuori contesto, dei legni tossici,
derivanti da un albero ad alto contenuto di silice a causa del suolo su cui
sono cresciuti e la cui manipolazione può compromettere la salute del
restauratore quando inala la polvere di silice che si solleva
levigandoli).La maggior parte dei prodotti chimici utilizzati nel restauro
sono tossici, per questo occorre prendere precauzioni sia per il loro
immagazzinamento (alcuni prodotti tossici sono volatili, motivo per cui, se
non si conservano ermeticamente chiusi, emetteranno vapori nell'ambiente e
verranno respirati dalle persone che si trovano in tali luoghi) sia per
l'uso (per inalazione 4, per contatto e assorbimento dei vapori attraverso
la pelle, attraverso le membrane sensibili come gli occhi, il naso
ecc.).Ossia quando la tossicità di un prodotto può danneggiare non solo il
restauratore ma anche il medio ambiente. Bisogna quindi evitare la pratica,
comune tra i restauratori, di disfarsi dei prodotti chimici gettandoli nei
tubi di scarico. Questi rifiuti vanno a forre nei depuratori, determinando
una sensibile riduzione del riciclo dell'acqua. Ma non basta evitare gli
scarichi. I prodotti che si depositano sulla terra infatti entrano a far
arte della catena alimentare essendo assorbiti dalle piante che li
ritrasmettono agli animali e all'essere umano .Da quanto esposto si può
dedurre che è opportuno cercare di utilizzare nel restauro i prodotti meno
tossici e, quando questo non è possibile, eliminare i rifiuti in modo
adeguato. In realtà molto spesso tali prodotti vengono utilizzati senza
tenere in considerazione questi aspetti. Se ne fa uso per inerzia, perché
il loro impiego è ormai tradizionale nel campo della conservazione, per
facilità di manipolazione e di applicazione, per ragioni economiche ecc.,
quando spesso potrebbero essere sostituiti da altri, con caratteristiche
affini, ma meno tossici. Inoltre bisognerebbe vigilare molto di più sulla
salute dei restauratori, intensificando la ricerca scientifica per la
creazione di prodotti meno dannosi o per la trasformazione di quelli
esistenti, eliminando dalla loro composizione le sostanze tossiche che non
sempre sono indispensabili per le applicazioni desiderate, trasformando
determinate sostanze ad uso allargato in prodotti più specifici da
utilizzare in casi concreti. In questo senso, ad esempio, sono stati fatti
grossi passi in avanti per quanto riguarda gli insetticidi: oggi,
finalmente, se ne trovano sul mercato alcuni a bassa tossicità. I prodotti
chimici, oltre ad essere tossici, possono essere infiammabili, per cui è
necessario anche prendere precauzioni in tal senso per quanto riguarda
l'immagazzinamento e la manipolazione. Per tutti questi motivi, e a causa
della loro pericolosità, tutti i prodotti usati nel restauro dovranno
essere conservati in recipienti chiusi in cui appaia il nome del prodotto
contenuto, seguito dai segni di pericolo ad esso associati. Oltre a ciò
esistono sostanze che, pur non essendo tossiche, possono danneggiare, con un
uso prolungato e continuo, la salute del restauratore (come la polvere che
si produce levigando gli stucchi).Pertanto la bottega del restauratore dovrà
essere opportunamente ventilata, dotata di estintori e di aspiratore di
vapori. È superfluo aggiungere che il restauratore dovrà anche prendere
precauzioni al momento di maneggiare certi prodotti o sostanze adottando
l'uso di mascherine, guanti ecc.
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Che
il prodotto sia in buono stato. Per poterlo verificare occorre conoscere
le sue caratteristiche allo stato di normalità: colore, consistenza, grado
di trasparenza, odore ecc. In questo senso è di grande aiuto la
consultazione di tavole di prodotti ove siano specificate tutte le
informazioni necessarie. Un'altra soluzione, in caso di dubbio, è quella di
rivolgersi al fabbricante in questione o di inviare il prodotto ad
analizzare, gettando sempre via quello che non sia in perfette condizioni
poiché, in caso contrario, il suo uso può, nel migliore dei casi,
risultare inefficace e, nel peggiore, procurare danni all'opera. Pochi
materiali riuniscono i requisiti che abbiamo fin qui e numerato. Per tale
motivo bisognerà stabilire un ordine di priorità per poter così scegliere
il prodotto che meglio si adatti alle necessità di ogni caso e che comporti
il minor danno possibile. Bisogna però segnalare che a volte i fabbricanti
alterano la composizione sia dei prodotti naturali sia di quelli sintetici
senza dichiararlo, con la conseguente modifica delle proprietà, causando
serie difficoltà operative l restauratore. È possibile che la stessa
sostanza chimica, a seconda della marca commerciale o del periodo di
fabbricazione, possieda proprietà diverse. Così possiamo trovare cere
d'api adulterate che induriscono le finiture, colle forti troppo gommose che
si prestano male alla realizzazione di stucchi, acetati polivinilici più
elastici del normale ecc. Infine va detto che è urgente avviare ricerche
per la creazione di prodotti specifici per il restauro dei mobili. Si sono
già compiuti passi da gigante nei materiali specifici per il legno:
adesivi, vernici ecc., ma sempre rivolti alla creazione ex novo eq uasi mai
applicabili al campo della conservazione.
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