Il Restauro del Mobile Antico

lucidatura a Gommalacca

| Home Page | Schede Tecniche | Forum | Consulenze | Invia un Commento |


 

Argomenti Correlati:

 

La Gommalacca

Preparazione della Gommalacca

Lucidatura a Gommalacca

Lucidatura a Cera

 

Storia della Gommalacca

 

Selezionato dal Forum

Laccatura tradizionale


Sommario della Sezione:

Principi di Restauro

Il Laboratorio

Schede  tecniche

Ricettario

Glossario

 

Ecco alcuni consigli per iniziare:

 

  • L'ambiente dove si esegue il lavoro non dovrà essere polveroso. Se c'è vento conviene chiudere le finestre per evitare che una folata di vento porti polvere e vi rovini il lavoro.

  • La temperatura non deve scendere al di sotto dei 15°, altrimenti la gommalacca sbianca e quindi non può essere lucidata.

  • Indossate i guanti (del tipo in lattice) per evitare di impregnarvi la pelle e le unghie di gommalacca.

 

 

 

La lucidatura è l'ultima delle operazioni di restauro del mobile, e viene eseguita dopo aver effettuato tutte le fasi precedenti. Ora dovremmo avere davanti a noi il mobile reintegrato in tutte le su parti, armonizzato nel colore nelle parti nuove che dovranno essere ben levigate. 

La gommalacca si può applicare a pennello o a stoppino. La scelta del metodo dipende dal mobile che dobbiamo rifinire e dal tipo  i rifinitura che desideriamo ottenere.

Per mobili rustici costruiti in abete, olmo, castagno o rovere che dalla nascita non hanno goduto di cure troppo approfondite, e hanno naturalmente i pori aperti, possono essere rifiniti con il metodo misto: si verniciano con gommalacca a pennello, poi si rifiniscono con cera d'api.

 

Per i mobili più ricercati, costruiti generalmente in noce o essenze di pregio, il discorso è diverso. occorre seguire il metodo della lucidatura a stoppino.

 

Metodo a Stoppino

Questa lucidatura viene definita in molteplici modi: a tampone, a stoppino, alla francese. Comunque sia chiamata, questa tecnica esige una discreta abilità d'esecuzione che si acquisisce solo con tanta pratica, ma non ha nulla in sé di arcano o misterioso come spesso si è voluto far credere.

Richiede parecchio tempo, e buona pazienza, basti pensare che fino al secolo scorso un buon artigiano lasciava intercorrere, fra una mano e l'altra, anche decine di giorni. Non bisogna scoraggiarsi dagli insuccessi, ma si deve insistere, magari affiancandosi ad un artigiano col quale si è instaurato un buon rapporto. 

Nella lucidatura a tampone se si provocano delle bruciature della lucidatura (succede quando col tampone si asporta della gommalacca non ancora asciugata bene), occorre armarsi di santa pazienza: non è possibile correggere localmente l'errore, ma bisogna passare tutta la superficie del piano con lana di acciaio finissima e poi ricominciare da capo..

 Comunque, se eseguita secondo le regole dell'arte è sicuramente la tecnica che da i migliori risultati sia nell'aspetto estetico che pratico. Infatti, rispetto alla lucidatura  a cera questa risulta essere meno delicata.

Questo tipo di lucidatura è stata utilizzata per la rifinitura dei mobili impiallacciati o lastronati o comunque di pregevole fattura. Per i mobili in massello o rustici, dove non si addice una superficie brillante ma piuttosto satinata, il tipo di lucidatura più idonea, come si è detto,  è quella a cera o del metodo misto.

 

Oltre ad un buon prodotto lucidante ,che abbiamo visto come ottenerlo, è necessario il tampone e la polvere di pomice usata nella fase di chiusura dei pori (quando necessita).

 

Preparazione del tampone

Il tampone è costituito da un cuscinetto, ottenuto con una pezzuola di lana non colorata che ne costituisce "l'anima", avvolta in una tela bianca di cotone e lino, il tessuto usato per fare le lenzuola ai tempi della nonna. 

La grandezza del tampone, dipende dalla superficie che si deve lucidare. Sarà più piccolo per superfici intagliate o piccole fasce e frontalini di cassetti, più grande per piani di tavolo o di comò.

In fase di lucidatura la gommalacca la si versa in una ciotola larga in modo da poter immergervi completamente la pezzuola di lana. Una volta inzuppata bene, la si strizza con una mano, mentre nell'altra si tiene aperto il telo di lino. Quando la pezzuola di lana e ben strizzata la si mette al centro del telo di lino e si raccolgono i quattro lembi torcendoli ottenendo così il tampone pronto per l'uso.

 

Fasi della Lucidatura

La lucidatura  si articola in  tre differenti fasi:

 

 

Concentrazione della Gommalacca:

  • Chiusura dei pori: 1 etto in 2 litri di alcool

  • Lucidatura: 1 etto in 1 litro di alcool

  • Brillantatura: 1 etto in 2 litri di alcool

 

Selezionato dal Forum

Laccatura
Cerco informazioni sulle procedure di base per realizzare la laccatura di tipo tradizionale. Leggendo tra le righe di questo forum ho trovato nomi come "lacca ad alcol", "sandracca", ecc. Ho una vaga idea ma desidererei una spiegazione più organica. 
Forse chiedo troppo, ma le risposte competenti e cortesi che ho avuto modo di leggere mi hanno un po' viziato. 

Franco martedì 26 febbraio 2002 - 1.19.36 


Risponde: Pino
La sandracca è una resina simile alla gommalacca. Si scioglie in alcool con il metodo illustrato per la gommalacca. Veniva utilizzata come vernice finale per i mobili laccati. E' molto brillante ma tende con il tempo a sfarinare. Per evitarlo occorre aggiungere in sede di preparazione della trementina veneta (non essenza di trementina) che conferisce maggiore elasticità alla superficie ed evita lo sfarinamento con l'invecchiamento della pellicola. L'uso della sandracca è in pratica un sostitutivo della gommalacca dato dalla necessità di avere una finitura che non alteri il colore delle laccature, soprattutto chiare. Per il resto il procedimento tradizionale di laccatura (non cinese, ovviamente) prevede la formazione di uno strato di Gesso di Bologna, come per la doratura, la colorazione con tempera alla caseina. quindi la finitura con sandracca.
Conosco poco la lacca ad alcool e posso solo dirti che l'ho usata e la uso per l'ebanizzazione, aggiungendo la lacca ad alcool nera alla gommalacca piuttosto densa, nel restauro di mobili Napoleone III e di mobili lombardi con parti ebanizzate. 

Ciao, Pino.

 

()

 


| Home Page | Schede Tecniche | Forum | Consulenze | Invia un Commento |

Ultimo Aggiornamento: 29/03/09.