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corso di Intaglio su Legno |
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Indice del corso Finitura
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Finitura dei lavori eseguiti ad intaglio Preparazione del legno per la finitura Prima di applicare qualsiasi finitura è bene preparare il legno affinché possa ricevere nel modo migliore i trattamenti successivi. Il legno va pulito, rimovendo segni di matita, pelurie e parti mobili. Va tenuto presente che le finiture tendono ad accentuare i difetti, piuttosto che a camuffarli. Ad esempio, un trattamento con mordenti evidenzia in modo vistoso graffi e abrasioni causati da una non corretta levigatura, e quelli ad acqua fanno sollevare le fibre legnose. Qualunque sia il tipo di lavoro che abbiamo realizzato possiamo passare una lana d'acciaio fine o una tela abrasiva finissima, che renderanno più morbide e brillanti le superfici pur senza modificare sostanzialmente le modellature precedenti. Trattamenti
insetticidi e funghicidi.
In Valle d’Aosta scultori e intagliatori, si definiscono,
a volte, grattatarli. In effetti l’infestazione di numerose specie di
tarli e coleotteri xilofagi che scavano nel legno (soprattutto nell'
alburno) gallerie di varia grandezza, non è problema da poco. Durante
tutto il tempo in cui ho scritto questo libro, sulla scrivania del
laboratorio, ho sentito in sottofondo un rumore lieve, come quello di un
chiodo che gratta una superficie porosa, che veniva da una vecchia
scultura sistemata a poco più di un metro dalla scrivania, aggredita da
questi insetti e in attesa di venir trattata. Quel rumore è il grido di
guerra degli insetti che stavano svolgendo la propria opera distruttiva,
rosicchiando sistematicamente la mia povera scultura. I nostri vecchi
cercavano di risolvere questo problema spennellando abbondantemente il
legno col liquame del letame ma credo che oggi questa tecnica avrebbe
pochi proseliti. In compenso troviamo in commercio prodotti insetticidi
e funghicidi di buona qualità ed efficacia. Vanno usati spennellando
abbondantemente le superfici e facendoli penetrare nelle cavità e
fenditure, oppure spruzzandoli in ogni poro con l’apposito spruzzatore,
o iniettandoli nei fori con una siringa ipodermica. I fori vanno poi
chiusi con cera colorata e il procedimento ripetuto dopo qualche tempo
per colpire le uova superstiti prima che si schiudano. Generalmente
questi impregnanti, nella cui composizione sono presenti sostanze
nutritive, come olio di lino, lasciano superfici con un gradevole
aspetto serico e ovattato e sono a lenta essiccazione per cui è bene
aspettare qualche giorno prima di intervenire con trattamenti
successivi. Attenzione: si tratta di sostanze nocive, che vanno
maneggiate con cautela, osservando le avvertenze sulle confezioni.
Vengono usati i mordenti per valorizzare la marezzatura
di un legno e per dargli colore, di solito per scurirlo o per camuffare
difetti e alterazioni. Vanno dati a pennello o a spugna e si possono
dividere in quattro gruppi: ad acqua, chimici, a olio e a spirito. I
mordenti ad acqua sono i più economici e vanno miscelati con acqua,
graduando la quantità d'acqua e i pigmenti in base al colore che
vogliamo ottenere. Vanno lasciati riposare per almeno un'ora prima dell'
uso perché hanno bisogno di tempo per sciogliersi. I mordenti ad olio
sono i più costosi ma hanno il pregio di non far “alzare il pelo” al
legno. Altri mordenti sono quelli a spirito o ad alcool, i mordenti
chimici e alla varechina.
I turapori servono, come dice il nome, a riempire i pori
del legno e a ottenere un fondo compatto e lucido su cui poggiare altri
trattamenti. Hanno un tempo di essiccazione rapido e vanno quindi
applicati velocemente su tutta la superficie. Dopo alcune ore si leviga
con tela abrasiva fine o con lana d' acciaio, si spolvera e la
superficie è pronta a ricevere la cera o la vernice.
Si usa l' olio di lino crudo mescolato con alcool bianco
(30%) scaldando la miscela a bagnomaria fino a che l' alcool diluisce
l’olio facilitando la penetrazione nel legno. Si stende a pennello e
dopo alcuni minuti si strofina energicamente con uno straccio. Si può
ripetere più volte l’applicazione; la superficie saturata e rinforzata,
è opaca.
La ceratura e il modo più classico e semplice per finire
una scultura. Può essere stesa su un legno grezzo o trattato con
impregnanti, o turapori, mordenti o olio di lino. Dà al legno una
finitura lucida e satinata ma ha poca resistenza all' umidità e al
calore. Il materiale di base è la cera vergine d' api purificata che
viene sciolta a bagnomaria con essenza di trementina (80%); raffreddata
avrà una consistenza molle e pastosa. Si può colorare con pigmenti in
polvere, o con tinture solubili in olio. In commercio si trovano cere
morbide e alla paraffina, neutre o di vari colori (giallo, noce chiaro,
noce scuro, ecc.). Va stesa con un pennello o un panno, nel senso della
vena. Nel caso la cera sia dura e difficile da applicare si può
ammorbidire con diluenti, oppure stendere scaldando la superficie su cui
si lavora con un getto d'aria calda proveniente da una pistola termica o
da un asciugacapelli. Questo metodo permette una migliore penetrazione
della cera, che diventa quasi liquida e si può agevolmente fissare anche
su superfici rugose e non omogenee. Attenzione, non dimentichiamoci che
si tratta di prodotti facilmente infiammabili; vanno quindi prese tutte
le precauzioni del caso. Sul legno molto poroso o disidratato il
procedimento potrà essere ripetuto una seconda volta. La cera deve
coprire la superficie in ogni dettaglio ma non deve mai lasciare
depositi che, meno evidenti durante l’applicazione, formano, ad
essiccamento avvenuto, antiestetici grumi difficili da eliminare.
Occorrerà poi lasciare asciugare per un tempo che può variare da alcuni
minuti, se è stato usato l’asciugacapelli che ha già prodotto una
evaporazione della parte volatile della cera, a un giorno. La lucidatura
può essere eseguita con un panno di lana asciutto e pulito, nel caso la
superficie sia uniforme oppure con una spazzola non troppo dura o un
pennello se il fondo, è irregolare. Quest'ultima operazione deve venire
eseguita con una discreta energia, insistendo fino ad ottenere una
delicata lucentezza tipica di questa finitura. La lucidatura può essere
resa più veloce con impiego di una cuffia di montone, da montare su un
trapano elettrico o meglio ancora, con un tampone di crine di cavallo le
cui setole lunghe e morbide possono agevolmente penetrare anche nelle
gole e nei sottosquadra delle sculture. A volte vengono usati grossi
pennelli rotondi con setole di cinghiale, la cui impugnatura viene
tagliata e trasformata in codolo da inserire nel mandrino del trapano. Tecniche consigliate
Mi rendo conto che la carrellata di tecniche di
superficie e di finitura presentate in questa lezione può essere tale da
ingenerare un po' di confusione al principiante, che può avere
l'impressione di non raccapezzarvisi.
Vediamo allora di fare un po' di chiarezza. Per quanto riguarda la preparazione alla finitura non è necessario usare contemporaneamente tutte le tecniche illustrate, ma basterà scegliere di volta in volta quella che sembra più adatta. È pur vero che a volte i risultati migliori si possono ottenere con la somma di procedimenti diversi (ad esempio, una superficie levigata risalta al meglio se abbinata a uno spazio ruvido), ma la scelta e l'abbinamento delle tecniche non dovrebbero essere poi così difficoltoso. Per quanto riguarda la finitura personalmente uso quasi esclusivamente quella a cera, salvo un trattamento insetticida quanto vi siano segni di aggressione da tarli o una preparazione del fondo con un turapori quando la scarsa resistenza all'umidità della cera lo esige (ad esempio per oggetti che possono venire a contatto con acqua, unto o altro). |
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Il corso è stato liberamente tratto dal sito www.intaglionline.it/
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Ultimo Aggiornamento: 29/03/09.