glossario dei prodotti per il Restauro

 

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Di seguito viene riportata una breve descrizione dei prodotti comunemente utilizzati nel Restauro ligneo

Avvertenza: Numerosi prodotti ( ad esempio le aniline) usati nel restauro, possono essere dannosi  per inalazione o contatto con la pelle. Si raccomanda pertanto di adottare tutte le precauzioni necessarie, seguendo le indicazioni date sulle confezioni commerciali o suggerite dai commercianti. (vedi anche: Sicurezza in laboratorio)

 

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Caolino

Il caolino è silicato idrato di alluminio, formato dall'erosione di granito e rocce vulcaniche. Si acquista in farmacia sotto forma di polvere bianca. Il caolino viene usato nella fabbricazione della porcellana fine, ed è un costituente del gesso, degli acquerelli, e di alcune pitture e pigmenti. Può essere mescolato con un adesivo epossidico e biossido di titanio per formare uno stucco utile per la riparazione delle ceramiche.
Vedi la voce Mastice epossidico.

 

Carta smeriglio

Definizione impropria frequentemente impiegata per la carta vetrata.
Vedi la voce Carta vetrata.

 

Carta vetrata

In commercio vi sono vari tipi di carta abrasiva e per utilizzarla adeguatamente bisogna conoscerne le caratteristiche. La carta abrasiva si differenzia, da un tipo all’altro, a seconda della sostanza applicata su di essa, della grossezza dei granuli di tale sostanza abrasiva e del tipo di supporto sul quale la sostanza è applicata. Il supporto può essere in carta ma anche in tela (ed altri materiali flessibili). Su di esso vengono incollati i granuli abrasivi con collanti speciali ad alta tenuta.
Il variare della grossolanità della sostanza abrasiva determina la capacità di eseguire finiture più o meno raffinate con asportazione di materiale maggiore o minore.
Per distinguere tale caratteristica le carte abrasive sono dotate di una numerazione:
più “grossolana” è la sostanza più basso sarà il numero della carta (es. 40, 80, ecc.);
più fine è la sostanza abrasiva e più alto risulterà il numero della carta (es. 240, 400, ecc.).
Lo “scatto” da un valore all’altro va di 20 in 20.

 

Cera Carnauba

È una cera molto consistente, ottenuta dalla Copenicia cerifera, una palma brasiliana.
Viene aggiunta ai lucidanti a cera per renderli più consistenti.

 

Cera d'api

È la cera prodotta dalle api quando costruiscono il favo. È disponibile sotto forma di cera bianca pura, o in un colore naturale bruno-giallognolo, ed è usata come base di parecchi lucidanti per mobili e pavimenti.
Un ottimo lucido per mobili può essere fatto mescolando tre parti di cera d'api e nove parti di trementina pura. Si scioglie la cera (punto di fusione 65 °C) a bagnomaria in un recipiente di latta posto in un pentolino d'acqua, e quindi vi si mescola la trementina. Non si deve mai riscaldare la miscela su fiamma libera, perché la trementina è infiammabile. Si può aggiungere della cera carnauba per dare una finitura più resistente. Per un lucido scuro si usa la cera d'api naturale, oppure, se si desidera una finitura più chiara, la cera d'api raffinata. Si può anche aggiungere della paraffina: è meno costosa, e schiarisce il colore, ma riduce la consistenza del lucido.
Si deve utilizzare una quantità sufficiente di trementina in modo che la cera, quando è raffreddata, abbia la consistenza di un impasto duro. Il lucido va conservato in un recipiente di latta a chiusura ermetica e applicato con un panno morbido. Questo lucido è utile anche per dissimulare i vecchi buchi dei tarli, e può essere usato come rivestimento protettivo per alabastro e marmo, bronzo, ferro e acciaio, e cuoio.

 

Cera vergine

prodotto naturale che opportunamente preparato (disciolto con piccole quantità di cera di Carnauba ed essenza di trementina) è in grado di conferire al mobile una finitura calda e soffusa.  L'uso della cera per la lucidatura si perde nei secoli. (vai alla Scheda Tecnica).

 

Cera microcristallina

La cera microcristallina è usata per lucidatura a cera. Serve a rimuovere lo sporco in superficie e a dare una finitura protettiva a una vasta gamma di materiali, come cuoio,metalli vari, marmo e pietra.
Per stabilizzare superfici dipinte o verniciate, si usa un composto di cera microcristallina con cera sintetica.

 

Cera derivata da glicole polietilenico

I glicoli polietilenici sono materiali sintetici che hanno le proprietà fisiche della cera,ma sono facilmente solubili in acqua.

Sono disponibili in diversi tipi, i più utili sono: Polietilenglicol 4000, resistente, bianco, solido, con un punto di fusione di 54°;

Polietilenglicol 1500, una miscela in parti uguali di cera solida e di glicole polietilenico liquido, largamente usato nel trattamento degli oggetti di cuoio; Polietilenglicol 6000, una cera particolarmente resistente.

 

Cianuro di potassio

Nel restauro, il cianuro di potassio viene impiegato esclusivamente per la pulizia dell'argento molto ossidato, in soluzione in acqua al 5%. Si deve fare molta attenzione nel maneggiarlo, poiché si tratta di un veleno molto pericoloso.

 

Cloroformio

Liquido volatile, non infiammabile alle temperature ordinarie, il cloroformio non dovrebbe essere usato in spazi ristretti, perché i suoi vapori sono pericolosi. È un solvente utile per la cera d'api.

 

Cloruro di metilene

È un liquido volatile, trasparente, incolore,affine al cloroformio, che scioglie gli adesivi epossidici. Emana vapori pericolosi e non si dovrebbe usare in uno spazio ristretto.

 

Colla Animale (colla da falegname o colla forte)

È di origine organica. Fino a circa 40-60 anni fa era praticamente l’unica colla che veniva usata per gli assemblaggi in legno. Si utilizza tuttora nelle riparazioni di vecchi mobili e nel restauro per mantenerne inalterate le caratteristiche costruttive.
Si acquista in perline e si scioglie a bagnomaria mescolandola con acqua (75 g di colla per 100 g d’acqua). Si applica tiepida e fluida, quindi si accostano i pezzi da incollare che devono essere messi in morsa per almeno 8 ore.

 

Colla di Coniglio

detta anche di lapin, si ottiene dalla pelle di animali come gatti, conigli, lepri immergendola in un bagno di acqua di calce. Era conosciuta prima della colla da falegname e, rispetto a questa ha una tenacia inferiore.  Viene usata nella doratura. (Vai all'approfondimento: La Doratura).  

 

Colla da doratori (doratura a missione)

Si usa come adesivo per l'oro in foglia. È una colla piuttosto blanda, specialmente adatta allo scopo, fatta da olio di semi di lino cotto e ocra. È disponibile in due tipi:
uno asciuga in due-quattro ore, e l'altro in otto-dodici.

Colla alla casesina

Si acquista in polvere e si mescola con acqua. Indurisce al di sotto dei 20 °C. È utile per lavori in legno, e moderatamente resistente all'umidità, ma le giunzioni devono essere fissate con morsetto durante il tempo d'essiccamento.

 

Colla di farina

La colla di farina è il miglior adesivo per incollare la carta, perché priva di qualsiasi ingrediente che potrebbe nuocerle o macchiarla.
Si può prepararla molto facilmente con 115 gr di farina di frumento bianca e 60 cl d'acqua. Si mescola la farina con un poco di acqua, solo il necessario per formare una pasta morbida; si fa bollire il resto dell'acqua e lo si versa nella pasta, rimescolando; infine si fa ispessire la miscela riscaldandola in un pentolino. Al momento di usarla, sarà probabilmente necessario diluirla, aggiungendo ancora un po' d'acqua.
L'impasto, tenuto in un posto fresco, si mantiene per vari giorni e, se lo si volesse conservare per almeno una settimana, vi si può mescolare un mezzo cucchiaio da tavola di formalina.

 

Colla di Pesce

 conosciuta anche come ittocolla; si ricava dalle vesciche natatorie di alcune specie di pesci quali storioni ed affini. Si trova in commercio sotto forma di lastre trasparenti. Viene usata nella doratura. (Vai all'approfondimento: La Doratura)

 

Colofonia

La colofonia è il residuo solido rimasto dopo la distillazione dell'olio di trementina dalla trementina greggia. È usata come fondente nella saldatura e per la riparazione dei sigilli di ceralacca.

 

Coltello da doratore

Si usa per tagliare la foglia d'oro. Va usato con estrema cura, la lama non va toccata con le dita, in tal caso va sgrassata con alcool. E' utile anche per prelevare la foglia d'oro dal libretto e porla sul cuscinetto. (Vai all'approfondimento: La Doratura)

 

Consolidanti

Sostanze che vengono fatte penetrare allo stato fluido all'interno delle porosità del legno con lo scopo di ricostruire attraverso un  procedimento di presa, una struttura dotata di coesione.  (vai all'approfondimento I consolidanti   il consolidamento)

 

Cuscinetto da doratore

Serve ad adagiare la foglia d'oro per poi tagliarla nella misura voluta.(Vai all'approfondimento: La Doratura)

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 Ultimo Aggiornamento: 29/03/09.