|
|
A fresco
La pittura a fresco, più comunemente definita "affresco", è così chiamata perché
viene eseguita su un intonaco di malta (sabbia e calce) fresca, cioè
sufficientemente saturo d'acqua. I colori sono costituiti da pigmenti che non
contengono alcun fissativo ma vengono mescolati al latte di calce e una volta
stesi sulla malta, si incorporano strettamente con il loro supporto di cemento.
(Vedi anche Affresco)
A secco
Pittura murale, dipinto eseguito su un muro preparato con un impasto, meno
assorbente dell'intonaco dell'affresco, in cui il colore non penetra e rimane
brillante. A secco sono anche i ritocchi o le correzioni che il pittore aggiunge
in un secondo momento sull'affresco.
Abattant
Termine francese che indica, nella parte frontale di uno stipo o di una
scrivana, un'anta incerneriata in modo da aprirsi ribaltandosi in avanti.
Corrisponde all'italiano ribalta o piano calatoio.
Acanto
Elemento
decorativo costituito da volute vegetali
stilizzate,
ispirate alla forma frastagliata dell'omonima pianta
erbacea. Nell'antichità classica la foglia
d'acanto è un elemento costitutivo del capitello della
colonna corinzia. Dal Rinascimento in poi il
motivo
è usato nella decorazione di oggetti e soprattutto
nell'intaglio del mobile in diverse forme.
Accecare una vite
Eseguire un foro in cui penetra la testa della vite, che così scompare
dalla superficie e può essere nascosta stuccando il foro.
Affresco
Procedimento di pittura murale che usa dei colori su un intonaco di
malta fresca. Da qui il nome di affresco. Su un primo strato di malta
steso sulla muratura, detto arricciato o arriccio (composto da una parte
di calce spenta e due sabbia di fiume), si traccia, quando è asciutto,
il disegno preparatorio della composizione. Nel Trecento e nel
Quattrocento il disegno era tracciato direttamente a monocromo
sull'arriccio (sinopia); dalla fine del Quattrocento si preferì l'uso
del cartone, il cui disegno veniva riportato a spolvero sull'intonaco.
Sull'arriccio si stende poi una malta più fine di sabbia silicea, calce
spenta e talora polvere di marmo impastata con acqua pura, detta
intonaco. Poiché l'affresco deve essere eseguito sull'intonaco ancora
umido, questo viene preparato soltanto su quella parte di superficie che
si presume verrà dipinta in un giorno ("giornate"). Tecnica
dell'affresco: i pigmenti usati, che non contengono alcun fissativo,
sono mescolati al latte di calce. Una volta stesi sulla malta, i colori
s'incorporano ad essa. A causa di motivi climatici, l'affresco si
deteriora assai più nelle regioni nordiche, fredde e umide. Anche per
questo, il centro di fioritura dell'affresco fu l'Italia, dove già nei
tempi antichi gli etruschi (ipogei), i romani (Pompei) ed i cristiani
(catacombe) ne avevano lasciato preziose testimonianze. Senza che la
pratica ne venisse mai del tutto interrotta, essa riprese con estremo
vigore sul finire del Duecento e dal Trecento in poi attinse a risultati
eccezionali. Si dedicarono all'affresco recandolo alle sue massime
altezze estetiche Giotto, Masaccio, Piero della Francesca, Michelangelo,
Raffaello, Paolo Veronese, Pietro da Cortona, Tiepolo, ecc. Affreschi
celebri: il soffitto della Cappella Sistina e il Giudizio Universale di
Michelangelo a Roma. La preparazione del muro avviene stendendovi un
primo strato scabro, di calce spenta e sabbia impastate con acqua, detto
arriccio, su cui viene fatto aderire un secondo strato liscio, composto
di calce spenta, sabbia fine e, sovente, polvere di marmo detto
tonachino o intonaco e destinato a ricevere il colore. Sotto gli
affreschi si trovano le sinopie, disegni preparatori di completamento
della prima traccia a carboncino, realizzati sull'arriccio con una terra
rossa proveniente da Sinope, sul Mar Nero; vengono così più agevolmente
delimitati gli spazi da coprire, in un secondo tempo, con il tonachino,
onde poter organizzare le cosiddette "giornate", corrispondenti alle
parti di pittura da effettuarsi giorno per
giorno. Un'altra tecnica prevede la sostituzione della sinopia con il
cartone, costituito da più fogli di carta incollati tra loro con il
disegno a grandezza reale dell'affresco da eseguire: ciò permette un
maggior controllo della composizione e quindi un maggior rigore
prospettico. Il cartone si applica intero o tagliato in più parti,
sull'intonaco fresco ed il pittore riporta il
disegno sulla parete da dipingere con il metodo dello spolvero, cioè il
passaggio di polvere fine di carbone attraverso forellini praticati con
un ago lungo i contorni, oppure con il metodo del ricalco con un ferro
dei contorni stessi. La tecnica del vero a. presuppone una rapidità
d'esecuzione che non consente pentimenti; eventuali correzioni possono
soltanto venire effettuate a secco e non fanno perciò corpo con la
pittura precedentemente stesa a fresco.
Agata
Pietra dura, varietà del calcedonio, striata in vari colori (grigio, verde, rosso, azzurro). Modellata in una sorta di punta lunga e arrotondata, di varie forme e misure; anticamente veniva inserita all'estremità di un manico e utilizzata allo scopo di lucidare le superfici dei mobili.
In particolaè usata nella tecnica della doratura in fase di brunitura
della foglia d'oro.
Alburno
E' la
parte del tronco appena sotto la corteccia. È la zona più tenera la cui funzione principale è la conduzione di sali minerali
solubili dalle radici alle foglie. È composto di fibre grosse, ricche di linfa.
E' formato da cellule
vive e costituiscono l'apparato circolatorio della pianta. Con il passare degli anni si trasforma in durame. (vai
all'approfondimento: Il Legno)
Alcantara
Tipo di tessuto che imita la consistenza e la morbidezza del camoscio,
usato per confezionare abiti, rivestire divani, poltrone, cuscini e
simili
Alcova
Derivato dallo spagnolo alcoba (docu-mentato fin dal 1202 su etimologia araba, perindicare "volta, cupola" e anche "stanzino adiacente a una sala"), il termine, ripreso nel '700,indica il piccolo padiglione destinato al riposo, equindi fornito di letto, e separato in un angolodella stanza da un arco, un'architrave o una balaustra, in legno o in ferro battuto, spesso delimi-tato per mezzo di tende e cortinaggi.
Allicciatura
Operazione consistente nella piegatura dei denti di una sega,
alternativamente a destra e a sinistra, per ottenere un taglio più largo
in cui la sega scorra senza attrito rilevante.
Alzata
Alzata:
la parte superiore di un mobile a due corpi, o più specificatamente del
trumò e di alcune credenze, generalmente con ante pannellate o a
specchio, e terminati con una cimasa variamente decorata e lavorata.
Ammantatura
(dal Forum: Risposta di Pino)
Il procedimento consiste nella stesura sulla superficie lignea di strati sottilissimi di un misto di gesso di
Bologna e colla di coniglio, sino a formare una superficie compatta di alcuni millimetri di spessore sulla quale si può successivamente colorare a tempera oppure, previa applicazione di bolo armeno dorare a foglia. Nel caso di laccature dopo la stesura della tempera si procede con l'applicazione di una vernice a base di sandracca diluita in alcool etilico a 99°, filtrata ed addizionata a trementina veneta (non essenza di trementina) per evitare successivi sfarinamenti della
sandracca nel tempo. Non si usa se non per ottenere effetti coloristici
particolari, la gommalacca poiché altera il tono della tempera. L'ammanitura si esegue mediante l'applicazione di un primo strato di colla di coniglio molto diluita, e di successivi strati caldi di gesso di
Bologna miscelato a colla di coniglio (operazione da eseguire con delicatezza senza mescolare se non dopo tempo per evitare la formazione di bolle d'aria). Tra uno strato e l'altro si carteggia in modo da eliminare qualsiasi imperfezione ed alla fine con raschietti da gesso si ravvivano spigoli e motivi ornamentali. Nel sito, con riferimento alla doratura, trovi corrette ed esaurienti indicazioni sulla preparazione del gesso e la sua applicazione. E' un lavoro affascinante, sia per la doratura sia per la laccatura che io adoro: laccherei
qualsiasi cosa.
Anca
La parte raccorciata di un tenone, che rinforza l'unione in
corrispondenza dell'angolo.
Anelli
di crescita
si
formano nel tronco dall'alternarsi della crescita del legno primaverile
e di quello autunnale. (vai all'approfondimento: Il
Legno)
Angaletto
Con l'espressione ad angaletto si designa, nei mobili, il taglio o la giunzione dei pezzi a 45° gradi.
Angoliera
Mobile di forma angolare, chiamato anche cantonale o cantoniera, destinato a occupare un angolo. Può essere di dimensioni e tipologie differenti - con scaffali a vista, a una o due ante, con sportelli in legno o in vetro - e collocata anche a coppie o, più raramente, in quattro esemplari. Le angoliere ebbero particolare successo in Francia (ove erano dette encoignures) nel XVIII° secolo, in accordo con il gusto dell'epoca che, smussando od occultando gli angoli, voleva creare ambienti graziosi e accoglienti.
Anta
Sportello di mobili a battenti come credenze o armadi, la cui conformazione e decorazione - dipinta, intarsiata o intagliata - ha seguito gli stili in voga nelle varie epoche. Il termine viene inoltre impiegato per indicare le imposte delle finestre, gli stipiti delle porte o gli sportelli dei polittici.
Arca
L'arca è un mobile antichissimo ma le sue
origini si confondono con quelle del Cassone, con il quale talvolta non
vi sono differenze. Il termine à rca, di origine latina, deriva dal
verbo à rceo contenere, che a sua volta deriva dal greco à rkos, riparo.
I romani, infatti, chiamavano arca non solo qualsiasi tipo di cassa
pubblica o forziere privato ma anche la celletta che serviva come
carcere domestico per gli schiavi. Con l'avvento del Medioevo, l'arca
divenne una cassa di legno rettangolare, senza gambe e provvista di un
coperchio in alto. Generalmente utilizzata come contenitore di vesti,
denaro, biancheria ed altri oggetti domestici. Poteva anche servire da
sedile. o cassapanca per riporre la biancheria o anche il grano, sia
come scrigno o forziere per custodire il denaro e gli oggetti preziosi.
Alcune arche medievali si presentavano particolarmente pregiate per la
qualità dei materiali con i quali erano realizzate e per la bellezza e
la ricchezza degli intagli. Con la fine del Medioevo l'arca cadde quasi
completamente in disuso, rimanendo però nell'arredamento rustico di
alcune regioni italiane e specialmente della Sardegna. Nell'antichità
l'arca poteva anche essere adibita ad usi sacri come contenitore di
reliquie nelle chiese e nelle necropoli. Questa variante del mobile, di
aspetto decisamente monumentale, era realizzata in marmo o in pietra e
decorata con sculture ad alto o a basso rilievo.
Armoire
Termine francese, già presente alla fine
del XII secolo per indicare l'armadio. Nel '400 la parola viene attribuita a un mobile chiuso da una
grande anta con quattro esili colonne che ne costituivano la parte centrale; talvolta è riferita
però anche a un tipo di credenza e a uno scrittoio ribaltabile (secretaire en armoire} che, una volta
chiusi, assomigliavano a un armadio. Con la sua diffusione negli arredi cinquecenteschi,
{'armoire assume definitivamente la configurazione tipologica tradizionale, con due ante, lesene,
frontone decorato ed eventuale aggiunta di altri elementi architettonici
Art dé co
Termine riferito a vari aspetti artistici e culturali sviluppatisi in Francia
negli anni Venti, culminati nel 1925 con l'Exposition Internationale des Arts Dé
coratifs et Industriels Modernes di Parigi. Dal punto di vista formale, lo stile
"dé co" eredita alcune caratteristiche dall'Art Nouveau, soprattutto dallo
Jugendstil viennese, accentuandole nella direzione di un decorativismo di tipo
geometrico. Oltre che alle arti figurative (emblematici del periodo sono i
quadri della pittrice Tamara de Lempicka), il termine "dé co" è riferibile alla
moda (le creazioni dei sarti Poiret, Patou, e Chanel), allo spettacolo (i
costumi per Josephine Baker e i Ballets Russes), al design industriale (le
automobili Bugatti) e a tutte le manifestazioni del tempo che si proponevano di
diffondere un'immagine legata ai concetti di eleganza e modernità . Nel campo
delle arti applicate, sull'esempio della Wiener Werkstatte, l'Art Dé costringe
maggiormente i rapporti tra il mondo artistico e quello industriale.
Particolarmente interessanti sono le legature in pelle, metallo e madreperla
realizzate da alcuni artigiani francesi del libro e i manifesti pubblicitari di
Cassandre.
Art nouveau
Vasto movimento artistico nato in Belgio nell'ultimo decennio dell'Ottocento e
diffusosi rapidamente in tutta Europa anche con nomi diversi, quali Modern Style
in Inghilterra, Jugendstil in Germania e in Austria, modernismo in Spagna. In
Italia, per il prevalere di diffuse ornamentazioni vegetali, è conosciuto come
"stile floreale" o, più frequentemente, "stile liberty", dal nome di Arthur
Lesenby Liberty (1843-1917), proprietario della ditta inglese Liberty & C., che
dal 1875 diffonde gioielli, tessuti, parati, mobili, decorati con motivi
floreali stilizzati e con composizioni dal segno ondulato e sinuoso. L'Art
Nouveau, nata in contrapposizione allo storicismo ottocentesco e alla quale non
sono estranee influenze di movimenti innovatori come quello delle Arts and
Crafts e dei pittori preraffaeliti, nonché di modelli orientali (soprattutto
giapponesi) e di segni elaborati di origine esoterica, trova il suo movimento
più alto nelle esposizioni di Parigi del 1900 e di Torino del 1902. Sono
soprattutto i campi dell'architettura e della scultura, nonché quelli di tutte
le arti decorative, ad essere fortemente influenzati per circa vent'anni da
questo stile.
Arte povera
Tipo di decorazione di mobili largamente in uso a Venezia nel Settecento a imitazione della più raffinata e costosa lacca orientale. Le figure, i paesaggi e i vari motivi ornamentali, anzichè essere dipinti direttamente su legno, venivano ritagliati da stampe e incisioni e applicati alla parte da decorare con una colla forte. Si procedeva quindi alla loro colorazione e alla stesura di diversi strati di una vernice trasparente, la sandracca, che conferiva omogeneità e brillantezza alla superficie, mascherando in tal modo lo spessore della carta.
Arti maggiori
Secondo una definizione ottocentesca: architettura, pittura e scultura.
Arti minori
Secondo una definizione ottocentesca: tutte le forme di artigianato e di arte
decorativa.
Arcibanco
Tipo di mobile, di fattura solitamente massiccia, costituito da un
cassone (arca) che funge da sedile (banco) per piu' persone, da due
braccioli e da un alto schienale spesso intagliato o intarsiato.
Largamente in uso nell'Italia settentrionale durante il Medioevo e il
Rinascimento, veniva spesso posto nelle camere da letto e utilizzato
come contenitore di oggetti di vario genere. Entrò in crisi verso la
fine del XVI secolo, quando cominciò a essere sostituito dall'armadio.
Artiglio e Palla Forma
del piede della gamba cabriole sagomata a mo di artiglio che afferra una
sfera. La tipologia che sostituisce il piede a zoccolo e a mazza caratteristico
del periodo Queen Anne in Inghilterra, si diffonde a partire dagli anni
1720 nel primo periodo giorgiano fino ai primi due terzi del secolo, insieme
all'altro motivo a zampa di leone.
Asso di coppe
Motivo decorativo a profilo curvilineo, panciuto in basso e strozzato nella parte superiore, secondo il quale venivano spesso sagomate nel XVI secolo, soprattutto in Toscana, le assi che sostituivano talvolta le comuni gambe dei tavoli o degli sgabelli. Il medesimo disegno compare di frequente nell'arte figurativa rinascimentale e ancora durante il Seicento.torna all'indice
Assorbimento
Azione e tempo di penetrazione del materiale di uno strato, o di un
colore steso a fresco, nello strato sottostante
Assorbimento d'acqua
Proprietà misurabile con la quantità di acqua assorbita durante
prescritte condizioni di tempo, temperatura, dimensioni dei provini e
profondità di immersione in acqua.
Athè nienne
Tavolino composto da un piano rotondo o poligonale in marmo o in legno,
sostenuto da un tripode alto e slanciato. Le gambe - in bronzo, ferro o legno -
possono essere conformate nella parte superiore a testa di sfinge o di leone e,
in quella inferiore, a zoccolo o ad artiglio. Fu ideato come bruciaprofumi da
J.-H.Eberts nel 1773, su modello classico, ma venne usato anche per sostenere un
catino lavamano, un portavasi o un candelabro.
|
|