Il Restauro del Mobile Antico

lucidatura col Metodo Misto

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La Gommalacca

Preparazione della Gommalacca

Lucidatura a Gommalacca

Metodo Misto

Lucidatura a Cera

 

Storia della Gommalacca

 


 

 

La lucidatura attuata col metodo misto è quella che prevede la lucidatura a cera da effettuarsi su un fondo preparato a gommalacca.

Questo tipo di finitura può essere eseguita su mobili che originariamente non avevano una finitura a cera, ma che si desidera che acquistino , una volta ultimati, quell'aspetto semilucido e satinato che la cera sa così ben dare.

Sono da trattarsi in questo modo anche i mobili rustici costruiti con legno dolce.

 

La gommalacca potrà essere applicata a pennello o a stoppino. Nel caso si usi lo stoppino si seguiranno le fasi di chiusura dei pori e lucidatura già descritte nella sezione della lucidatura a gommalacca  tenendo presente che in questa lavorazione se la gommalacca viene applicata pennello, la concentrazione  dovrà essere maggiore: 300 gr. per litro di alcool. Nell'applicazione a pennello se ne userà uno piatto a setole morbide al fine di non lasciare striature e si dovrà porre attenzione affinché non ci siano colature lungo i bordi. Se si dovessero verificare delle sgocciolature, occorrerà subito raccoglierle e distribuirle perchè una volta asciutte sarebbe più complicato rimuoverle. Le pennellate saranno date nel senso della venatura del legno.

In questa procedura, è molto importante che l'ambiente sia caldo e secco, perchè l'alta concentrazione dio gommalacca rende la vernice stessa più suscettibile a sbiancare  se si opera in ambienti freddi e umidi.

 

Quando la gommalacca (applicata a pennello o a tampone) sarà bene asciutta, si passano tutte le superfici con lana d'acciaio finissima al fine di renderle uniformemente opache  e lisce. La polvere formatasi si dovrà asportare con un pennello e aspirapolvere. Fatto questo si passerà ad una seconda mano di gommalacca come fatto prima salvo diluire maggiormente la concentrazione. 

Asciutta la seconda mano si procederà nuovamente a ripassare tutta la superficie con lana di acciaio. Ora, si può decidere se ripetere l'operazione una terza volta o passare alla cera.

A questo punto si applica la cera con un tampone o con un pennello avendo cura di distribuirla uniformemente su tutta la superficie. Quando la cera sarà asciutta, passeremo a lucidarla con un panno di lana possibilmente riscaldato.

 

Concentrazione della Gommalacca:

 

  • Chiusura dei pori: 1 etto in 2 litri di alcool

  • Lucidatura: 1 etto in 1 litro di alcool

  • Brillantatura: 1 etto in 2 litri di alcool

  • Metodo misto: 3 etti in 1 litro di alcool

 

 

selezionato per voi da Il Forum

 

Metodo misto
Mi potete aiutare a capire per quale motivo usando una finitura col metodo misto (gommalacca per chiudere i pori e cera a finire) non mi riesce di ottenere quella lucentezza diffusa su tutto il mobile? Ho provato a rendere la gommalacca più concentrata, paglietto sempre dopo ogni mano (in genere 3 mani) e poi dò la cera fatta con cera d'api e carnauba come consigliato nel sito, ma dopo qualche giorno la finitura non rimane bella corposa e uniforme come all'inizio. Percheeeeee! Ciao Gabriele.  martedì 19 febbraio 2002 - 15.02.30 

 


Risponde: Pino
Posso solo formulare alcune ipotesi per consentirTi di individuare il problema.
Hai usato olio paglierino nella lucidatura a gommalacca precedente alla ceratura? Se si potrebbe essere rimasto un qualche residuo da eliminare passando il tampone con l'interno appena inumidito con alcool puro come nella brillantatura della gommalacca, successivamente passa la paglietta sino ad opacizzare ed applica la cera.
Usa molta attenzione nel passare uniformemente la superficie con la paglietta.

 

 

Risponde: Salvatore

Ciao Gabriele, non disperare e leggi questo procedimento, che riguarda il metodo misto con ceratura alla pomice e finitura di pregio. La prima operazione da fare è l'applicazione iniziale della cera (liquida sciolta a bagnomaria dentro un pentolino) con della polvere di pomice N° 000 , il tutto messo dentro un tampone.
A questo punto incominciare a strofinare ogni punto dell'oggetto , per le insenature ed angoli utilizzare un pennello a setole corte e dure con il quale si spinge il prodotto facendolo penetrare nel legno.Per facilitare lo scorrimento del tampone si può cospargere la tela esterna del tampone con un pò di cera liquida. Quando la pasta cerosa cosparsa di pomice è totalmente entrata nei pori , e la superficie si presenta uniformemente ricoperta , si lascia asciugare. Quindi con un panno di lana magari scaldato con un ferro da stiro ad una temperatura non troppo elevata 40-45 C° 
si inizia la lucidatura dell'oggetto che , implica una certa forza muscolare per raggiungere la brillantezza. Un aiuto alla tua fatica è quello di inumidire il panno di lana con cui stai lucidando con della trementina. Quando sei soddisfatto della tua lucidatura , lascia riposare il manufatto per 24 ore. L'ultimo tocco di finitura è il seguente: Stendere con un tampone pulito una soluzione diluita di gommalacca (come diluizione va bene quella per la brillantatura) 
questa , mischiandosi gradualmente ed in modo omogeneo con la cera lascerà dentro la pellicola cerosa una percentuale di gommalacca , che contribuirà a rendere la superficie più dura ed anche più brillante. IL caratteristico aspetto di traslucentezza e di semiopacità a cui danno luogo le lucidature a cera non verrà affatto danneggiato, ma acquisterà una maggiore vivacità ed una migliore
gradevolezza all'occhio.
Buon Lavoro e fammi sapere Ciao Salvatore. 

 

 

Replica: Pino

La ceratura alla pomice è un procedimento che non conosco e che mi incuriosisce molto. Effettivamente l'applicazione della gommalacca sulla cera avrebbe effetto indurente della cera ma ho qualche perplessità sia sulla effettiva possibilità di ancoraggio della gommalacca su cera, sia in relazione all'affioramento, con il tempo della polvere di pomice, non trattenuta nei pori da strati solidi di gommalacca. Hai qualche notizia sulla resistenza nel tempo della finitura così costituita? Non ci sono affioramenti?

 

Risponde nuovamente Salvatore

Ciao Pino, se leggi bene la mia spiegazione troverai scritto:la prima operazione da fare è l'applicazione iniziale della cera liquida con della polvere di pomice tipo 000, il tutto messo dentro il tampone. Questo procedimento, fa in modo che la pomice prenda il colore della cera e, nello stesso tempo strofinando con il tampone chiuda i pori senza affioramenti bianchi della polvere di pomice. Per quanto riguarda la resistenza nel tempo, come in tutte le lucidature , dovrà essere mantenuta e, di tanto in tanto passare un tampone pulito con 1 goccia e dico 1 gocia di olio paglierino sul manufatto.
Provare per credere
.


 

Finitura di un tavolo
Ho acquistato un tavolo da cucina in noce Luigi Filippo del tipo a libro, il mio problema è che non so quale sia la finitura più adatta su questo tipo di mobile che verrà usato tutti i giorni con il rischio di macchie varie.
Qualcuno mi ha già detto di finirlo solo con olio di lino, può essere valida questa soluzione? 
Avete altri consigli da darmi?

Grazie anticipatamente Gianni giovedì 2 maggio 2002 - 13.03.10 


Risponde: Pino
La finitura ad olio è certamente adatta al tipo di mobile ed alla funzione che deve svolgere; in alternativa si tratterebbe di finirlo a mezza cera con maggiori problemi di manutenzione. La ricetta della finitura ad olio è racchiusa in una specie di proverbio: una volta al giorno per una settimana, una volta alla settimana per un mese, una volta al mese per un anno. Recentemente ho sentito parlare di un olio detto "olio duro" che avrebbe maggiori proprietà di solidificare una volta penetrato nei pori del legno e garantirebbe maggiore protezione. Non ne so molto e se avrò ulteriori notizie te le manderò. In ogni caso un buon mollettone sotto alla tovaglia, con una delle due facce plastificata, consente di usare qualsiasi finitura e di non avere grandi problemi d'uso.
Saluti. Pino. Pino giovedì 2 maggio 2002 - 17.22.14 

 

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Ultimo Aggiornamento: 29/03/09.