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A
cura di

arch.
Antonella Caldini
Indice
Il
Progetto
La
Storia
Stato di Conservazione
Stratigrafia
Scavo ricognitivo
Il Cantiere di Restauro
Termine Lavori
Restauro architettonico
San Vito a Morsasco
Palazzo Levi
Palazzo Migliazzi Colonna
Palazzo Madama Rossi
Le facciate dipinte
Fabbricato a Morsasco
S. Rocco a Felizzano
Argomenti
correlati
Morsasco
Link Utili
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Arco di Via Delfini a Morsasco
Scavo Preliminare Ricognitivo

L'indagine stratigrafica eseguita sulla
porzione residua di elevato ubicato su Via Delfini ha permesso di ricostruire -
per quanto possibile - l'insieme dei processi di costruzione e distruzione che
hanno dato vita a ciò che resta del manufatto oggi esistente. In modo specifico
grazie alle informazioni ottenute è stato possibile affermare che il fabbricato
in questione deve essere interpretato come corpo di passaggio all'adiacente
giardino e che il suo tamponamento è quasi sicuramente il frutto di un
rimaneggiamento successivo (coincidente presumibilmente con l'intervento di
ampliamento del fabbricato).

A questo punto, al fine di testare l'effettivo stato di conservazione dell'arco
e soprattutto dei singoli conci al di sotto del manto stradale, si è valutato,
in accordo con la Soprintendenza preposta di effettuare uno scavo circoscritto
in prossimità dei due piedritti per una profondità di circa 50 cm.
Lo scavo effettuato il 5 novembre 2004 (previa comunicazione alla
Soprintendenza) alla presenza del Sindaco di Morsasco, del tecnico comunale
architetto Giorgio Tassisto, del Restauratore Domenico Gazzana e degli
architetti Caldini e Finocchiaro è stato realizzato previa rimozione di un
sottile strato di cemento costituente la canaletta di bordo strada per poi
proseguire manualmente ad opera del Restauratore e prestando particolare cura
alla salvaguardia della pietra. Su entrambi i lati è stato appurato il buono
stato di conservazione dei conci lapidei che, dopo essere stati debitamente
ripuliti dal fango, sono stati segnalizzati e documentati a livello fotografico.
Piedritto Destro
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Lo scavo eseguito in corrispondenza
del piedritto destro per una profondità di circa 50 cm ha permesso di
documentare la presenza di due conci: uno più grande alto circa 30 cm
e l'altro leggermente più piccolo alto circa 24 cm. Tali conci si
presentavano sufficientemente ben conservati, pur mostrando una
leggera scalfittura superficiale, probabilmente imputabile a
precedenti azioni antropiche. A ciò si aggiunga la presenza di due
estese macchie: l'una nerastra ricollegabile ai prodotti utilizzati
per la realizzazione del manto stradale (bitume); l'altra rossastra
probabilmente dovuta ad un contatto della pietra con materiali ferrosi
presenti nel sottosuolo. Inoltre, sulla parte destra dello scavo è
stato anche rinvenuto un elemento monolitico della stessa pietra
dell'arco, la cui collocazione e forma rimanda ai paracarri
abitualmente allocati in prossimità delle aperture. |
Piedritto
Sinistro
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Lo scavo eseguito in corrispondenza
del piedritto sinistro per una profondità di circa 50 cm ha permesso
anche in questo caso di documentare la presenza di due conci: uno più
grande alto circa 30 cm e l'altro leggermente più piccolo alto circa
25 cm. Tali conci si presentavano decisamente meglio conservati
rispetto a quelli del piedritto destro: in modo particolare quello più
grande conservava pressoché intatta la lavorazione superficiale a
bocciarda. Su quello più piccolo, invece, è stata rintracciata una
macchia nerastra in tutto simile a quella già descritta per il
piedritto destro. In questo caso non è stato rinvenuto alcun elemento
lapideo con funzione di paracarro.
Terminato lo scavo e le operazioni di pulizia e documentazione
fotografica, per questioni di sicurezza stradale, si è provveduto a
coprire entrambi gli scassi con il materiale di risulta
precedentemente accantonato. |
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