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A
cura di

arch.
Antonella Caldini
Indice
Il
Progetto
La Storia
Stato di Conservazione
Stratigrafia
Scavo ricognitivo
Il Cantiere di Restauro
Termine Lavori
Restauro architettonico
San Vito a Morsasco
Palazzo Levi
Palazzo Migliazzi Colonna
Palazzo Madama Rossi
Le facciate dipinte
Fabbricato a Morsasco
S. Rocco a Felizzano
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correlati
Morsasco
Link Utili
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Arco di Via Delfini a Morsasco
Cenni storici tratti da Fonti Documentarie
Non esistono documenti che riferiscano, anche in maniera
implicita, all'arco di Via Delfini, fatta eccezione per una planimetria (cfr.,
fig. 1) del 1875 raffigurante l'abitato di Morsasco e il fabbricato in oggetto
all'interno di un viridario recintato .
fig. 1 - 1875 ABITATO DI MORSASCO
Planimetria in scala 1:2000 (Archivio storico del Comune di Morsasco)
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La planimetria
in questione (scala 1:2000), conservata presso l’Archivio Storico del Comune
di Morsasco, porta la firma dello Studio degli Ingegneri Bistolfi e Visconti
e fa parte di un progetto di sistemazione della strada comunale della Valle
di Gana |
Dall'analisi di questa planimetria è stato possibile constatare l'ubicazione
strategica di questo fabbricato, volutamente collocato in posizione tale da
creare una sorta di continuità tra Castello e giardino sottostante.
L'Anomala distanza che esiste tra Castello e giardino trova spiegazione nel
fatto che il Castello di Morsasco viene costruito come bastione militare di
piccole dimensioni. Soltanto in epoca post-rinascimentale, come è accaduto per
la grande maggioranza dei castelli piemontesi (e non soltanto), si assiste alla
trasformazione dell'edificio da struttura difensiva a residenza nobiliare dei
Principi Centurione, con alcuni cambiamenti significativi . E' in questa fase
che il verziere (esistente già in epoca tardo medievale) e il Castello, vengono
idealmente collegati attraverso l'edificio con arco di Via Delfini. Sempre dalla
lettura della planimetria e dai resti di una cinta muraria (in parte oggi
demolita) che corre (con alcune discontinuità) lungo il perimetro del giardino è
possibile immaginare che in passato l'attuale area verde, posta a ridosso del
fabbricato, rappresentasse l'hortus conclusus di pertinenza al Castello.
Due esempi significanti in tal senso possono essere fatti
mettendo a confronto il caso di Morsasco con quello della città di Revello e
della città di Dolceacqua.
Nel primo caso il riferimento è pressoché diretto: in
una veduta della città di Revellum, ante 1642 di Giovanni Paolo Morosino da
Racconigi inserita nel Theatrum Sabaudiae (1682), il Castello viene
rappresentato dislocato su un'altura in posizione dominante e collegato in
maniera strategica al sottostante giardino. L'ingresso al giardino, circondato
da un'alta cortina (hortus conclusus), avveniva utilizzando il ponte levatoio
tramite un ingresso in muratura con apertura ad arco, raccordato
prospetticamente al castrum soprastante (cfr., fig. 2). Sull'angolo meridionale
del muro di cinta era anche possibile vedere la casa del giardiniere .
fig. 2 - REVELLUM ante 1642 - Theatrum Sabaudiae, 1682
Il secondo esempio rimanda, invece, al verziere dei Doria a Dolceacqua . Questo
borgo dell'estremo Ponente ligure è composto da due nuclei dislocati sulle rive
opposte del torrente Nervia, collegati attraverso la struttura slanciata di un
ponte a schiena d'asino. Il quartiere più antico, di fondazione altomedievale, è
dislocato sulla riva orientale mentre quello più recente, basso medievale,
sviluppatosi al di fuori delle mura, si trova sulla riva occidentale. Proprio su
quest'ultima sorse (contiguo all'attuale Via della Liberazione) il
lussureggiante giardino all'italiana, ornato di cedri, aranci e limoni, essenze
in quel tempo rare e di gran pregio. Il verziere, presumibilmente commissionato
da Stefano Doria, è abilmente descritto in un'immagine inserita nel Theatrum
Sabaudiae (1682) intitolata Castrum et Oppidum Dulcis Aquae nella quale il
Castello è somigliante ad un palazzo rinascimentale signorile (e non ad un
antico maniero) e gli edifici risultano intervallati da viridaria murata e
campi. Nell'incisione, l'ingresso al giardino recintato, avviene attraverso
imponenti corpi monumentali. Purtroppo oggi la proliferazione dei blocchi
edilizi ha determinato la trasformazione di questa area urbana al punto che
risulta difficile ricostruire nel suo insieme quella che doveva essere
l'immagine originaria .
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fig. 3 - CASTRUM ET OPPIDUM DULCIS AQUAE - Theatrum Sabaudiae, 1682
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