ebanisti Celebri

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Di seguito viene riportata una breve lista di Ebanisti che più di altri si sono distinti nel loro lavoro.   

La lista non pretende di essere esauriente, mi scuso in anticipo per le lacune che incontrerete e Vi sarò grato se mi segnalerete i nomi a voi cari che non trovate in lista.

 

 

 

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A 

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ADLER Rose (1892-1969). Piu conosciuta come rilegatrice, Rose Adler realizza anche mobili geometrici, utilizzando numerosi materiali nuovi come la lacca industriale (duco) anziché galatita (materia a base di ceseina e acido formico)

ADNET Jacques (nato nel 1900). Decoratore e architetto, adepto della teoria fuzionalista, creò mobili sobri. Eseguì mobili per la Presidenza della Repubblica e per parecchi transatlantici.

ARBUS André (1903-1969). Architetto e decoratore, ma anche figlio e nipote d’ebanisti, André Arbis considera il mobile come un’entità indipendente e rimane nelle tradizione classica, utilizzando materiali ricchi o preziosi.

AVISSE Jean (1723-1796). Falegname in sedili, divenne maestro nel 1745. Eseguì numerosi pezzi Luigi XV e Luigi XVI.

AVRIL Étienne (1748?-1796). Ebanista francese, divenne maestro nel 1774. Esegui in particolare mobili per la Corte caratterizzati da panelli incorniciati con cornici di bronzo, commode « mezza-luna » e comodini da notte chiusi con lamelle scorrevoli. Un suo fratello , Pierre, lavorò anche lui come ebanista.


B 

BARBEDIENNE Ferdinand (1810- 1892). Più conosciuto come bronzista, eseguì anche mobili inspirati dallo stile cinquecentesco, dove il suo talento di scultore poteva esprimersi.

BAUDRY Charles (1791-1859). Ebanista in attività durante i regno di Carlo X e Luigi Filippo.  Inventò mobili detti « ingeniosi » come letti doppi, scale di biblioteca, etc.

BELLANGÉ. Famiglia di ebanisti che lavorò tra il fine del Settecento e l’ Ottocento. Pierre-Antoine (1758-1827) fu uno dei fornitori ordinari di Napoleone I,  poi di Carlo X. Louis-François (1759- 1827), fratello di Pierre-Antoine, falegname ed ebanista, era anche falegname per l’edilizia. Alexandre- Louis (1799-1863), figlio di Pierre-Antoine successe a suo padre e zio e fu uno dei principali fornitori della Monarchia. Aveva due botteghe con produzioni diverse, uno per le produzzioni di mogano, olmo e frassino, l’altro produceva nello stile « Boulle », o con mosaici su lacca, decorati di porcellane e bronzi, inspirati sa stili antichi, Luigi XIV o neo-gotico.

BENEMAN o BENNEMAN Guillaume (?-1803). Ebanista del Settecento, d’origine tedesca, divenne maestro nell’ 1785, lavorò per la corte nel regno di Luigi XVI, poi sotto il Direttorio, in particolare in associazione con il bronzista THOMIRE.

BEURDELEY. Famiglia di Ebanisti e bronzisti francesi. Alfred (1808-1882) e Alfred II (1847-1919) che eseguì nell’ Ottocento mobili in stile Luigi XVI di una alta qualità d’esecuzione, in particolare pezzi imitati delle creazioni di Cressent e di Weisweiler.

BONZANIGO Giuseppe Maria (1745 - 1820) Il Bonzanigo, dopo il Piffetti e il Maggiolini, è il terzo dei grandi nomi del mobile italiano del Settecento. Fu sostanzialmente un intagliatore del legno, anzi uno scultore.Come per il Piffetti, la sua attività è conosciuta soprattutto per quello che fece per i Savoia, ma era di due generazioni più giovane e visse abbastanza per passare attraverso il tumultuoso periodo dell'invasione francese in Piemonte, l'età Napoleonica e la Rivoluzione francese.

BOULLE André-Charles (1642- 1732). Ebanista, figlio di falegname, diffuse nella Francia una tecnica - nata in Italia ed in Olandia – che fu chiamata col suo nome : il famoso intarsio Boulle che consiste nel incrostare guscio, stagno o ottone nei mobili. Primo ebanista di Luigi XIV, pubblicó una raccolta di Nuovi disegni di mobili e opere di Bronzo e intarsio. I suoi quattro figli continuarono la sua opera. Gli intarsi in stile « Boulle » avranno anche successo sotto i regni di Luigi XVI e di Napoleone III.

Tecnica Boulle

È una tecnica a intarsio molto originale che prende il nome dal notissimo ebanista di Luigi XIV, André-Charles Boulle. Tale tecnica consiste nel ritagliare, come nei lavori di traforo, due lamine accostate, una di metallo e I altra di tartaruga o di altro materiale analogo. Si ottengono due parti perfettamente identiche e ugualmente ritagliate e sagomate con cui si costituisce, a piacimento, il fondo e il disegno. Si possono avere, perciò, due pannelli decorativi: di volta in volta si può adattare come fondo la lamina di tartaruga e come disegno quella in metallo, oppure viceversa. Nel primo caso il pannello sarà più pregiato e verrà chiamato in parte" (en première partie), nel secondo caso verrà chiamato in controparte". Il lavoro non finiva qui, perché nei casi in parte la lamina metallica veniva rifinita a bulino. Tale tecnica rendeva più sontuoso il mobile così lavorato: a volte anche un po' pesante, tu,comunque, utilizzata ininterrottamente, per alcuni arredi, fino al Secondo Impero, cioè agli annidi Napoleone III.

 

Brustolon Andrea

Andrea Brustolon (1662-1732) fu geniale intagliatore veneziano che influenzò in maniera decisiva la creazione  mobiliera veneta di quel periodo, tanto da dar vita  a uno "stile Brustolon". Alla fine degli anni Settanta soggiornò a Roma dove subì fortemente  l'influenza del Bernini riproponendo su legno la concezione della miglior scuola di scultura barocca con figurazioni intagliate a tutto tondo. Tipiche sono le poltrone sorrette da cariatidi ornate di statue e di sculture  che non sono più soltanto decorative ma si pongono come parte integrante della struttura del mobile. Delle sue numerose opere realizzate soprattutto nel veneto, oltre ai superbi esemplari di mobili in mostra a Ca' Rezzonico, vanno ricordati l'altare per la chiesa di san Floriano di Zoldo, la Pala d'Altare di San Pietro a Belluno insieme al reliquario della sagrestia della chiesa dei Frari a Venezia. Si può certamente affermare che il mobile barocco italiano ha avuto nel Brustolon interprete maggiore.



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Liberamente tratto da manuali specialistici e dal web.