Il Restauro del Mobile Antico

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Giuseppe Laurianti restauratore in Genova

 

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 Finitura a cera rovinata

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Glossario

 

Prima di tutto ricordate che i mobili antichi sono oggetti "vivi" e che come tali risentono di tutti quei fattori climatici e ambientali che potrebbero danneggiare anche la salute di un uomo. 

A volte ad alcuni miei clienti che chiedono consiglio su come mantenere in salute i loro mobili rispondo: 

" Lei starebbe esposto ad una corrente d'aria intensa? Troverebbe salutare stare di fronte ad una finestra su cui batte il sole per un pomeriggio intero? Le piacerebbe stare chiuso una settimana in una stanza con il riscaldamento acceso, e senza mai avere ricambio d'aria nell'ambiente?" 

E' chiaro che la risposta in ogni caso è sempre no . 

Ebbene, anche se vi sembrerà eccessivo, queste sono le attenzioni dovute oltre che alla vostra persona, anche ai vostri amati oggetti. Un'ultima cosa: a ricordarvi questa presenza "viva" alcune volte sentirete degli scricchiolii provenire dai vostri pezzi d'arredamento non stupitevi, il legno subisce dilatazioni e restringimenti ed è quindi proprio per questo motivo che bisognerebbe cercare di seguire questi semplici consigli onde evitare anche danni alla struttura del mobile.

  • Ricordarsi ogni primavera e fine estate, di spolverare con cura il vostro mobile e lucidarlo con della buona cera.

  • Non utilizzate prodotti spray, o cere contenenti siliconi.

  • Attenzione alle bevande alcoliche, se versate sulla superficie del mobile sciolgono la gommalacca producendo notevoli danni.

  • Se appoggiate delle piante sul mobile mettete un sotto vaso, e accertatevi che non trasudi umidità.

  • In primavera controllare in ogni parte che non vi siano fori di tarlo nuovi, e se così fosse intervenire immediatamente, o rivolgersi al proprio restauratore di fiducia.

  • Durante l'inverno evitare di tenere la temperatura in casa superiore ai 18/20°. Se non è possibile mantenere queste temperature, facciate in modo che in casa ci sia una giusta umidità utilizzando degli umidificatori, o delle vaschette con acqua da apporre sui termosifoni.

  • Evitare, nella stagione estiva il sole diretto.

  • Evitare le correnti d'aria, soprattutto nelle giornate ventose e secche.

  • In caso di danni accidentali su mobile, come righe, ammaccature, macchie sulla lucidatura, evitare di intervenire personalmente se non si è sicuri delle proprie capacità. A volte per un restauratore rimediare a questi piccoli danni è un lavoro molto semplice e veloce.

  • Assolutamente vietato utilizzare chiodi per rimediare a difetti di sedie che "dondolano". Il danno che provochereste sarebbe maggiore di quello iniziale.

    Selezionato da   Il Forum

      Finitura a cera rovinata

     

    Io ho acquistato un tavolo in noce finito a cera, chi me l'ha venduto non mi dato nessuna indicazione, questo è l'unico tavolo che abbiamo in casa, quindi è adoperato regolarmente tutti i giorni per mangiare, compiti dei bambini ecc... Di fatto la prima sera che l'abbiamo usato alla fine della cena ci siamo accorti che era stato rovinato da una pentola vuota appoggiata sulla tovaglia, ma ancora calda, si era formato tutto un'alone rotondo, in alcuni punti era diventato tutto ruvido ricordava la trama della stoffa, addirittura la tazza del thè appoggiata sempre sopra la tovaglia aveva lasciato una traccia rotonda, (non un alone, ma proprio delle micro incisioni che riconducevano sempre alla trama della stoffa.
    Forse dovevo prendere un tavolo rifinito diversamente? ma la finitura a cera è così delicata? quali sono tutte le avvertenze e le precauzioni da prendere, leggevo un intervento di Pino che parlava di precauzioni di bicchieri e bottiglie, ma un tavolo finito a cera si può almeno guardare? o si rovina? scherzi a parte aiutatemi e fatemi sapere quanto più possibile, scusate se sono stato un po' lungo.
    Grazie a tutti coloro che vorranno aiutarmi, 

    saluti da Osvaldo  giovedì 14 febbraio 2002 - 11.10.28 

    Risponde: Massimo

    Ci sono negozi che vendono "sottopentole" di varie fogge e materiali. A parte la facile ironia,mi sembra che qualsiasi tavolo con qualsiasi finitura normale si rovini col calore. 
    La cosa da fare ora é scaldare moderatamente con un asciugacapelli la parte rovinata e strofinare subito con un panno pulito di lana per cercare di riomogenizzare il tutto.
    Ove mancasse la cera, forse perchè rimasta attaccata alla tovaglia, bisogna ricerare moderatamente.
    Se funziona, hai trovato il modo di dare liberamente sfogo al tuo sapere culinario e non passare il resto dei pranzi a base di piatti freddi.
    Saluti, Massimo. Massimo venerdì 15 febbraio 2002 - 9.20.53 
     



Risponde: Giuseppe
Ciao Osvaldo,
volevo prima di tutto rassicurarti: se la finitura a cera può essere ritenuta delicata, è altresì facile poi porre rimedio ad eventuali incidenti.
Se la finitura è fatta a cera, data a mano, puoi procedere nei seguenti modi, partendo da interventi più blandi:
1 - Scalda sul termosifone un panno di lana e poi strofina energicamente la parte incidentata con lo scopo di ammorbidire la cera e ridistribuirla. Una volta che la superficie ha ripreso la consistenza al tatto ovattata , potrebbe essere necessario utilizzare cera nuova da applicare per eliminare eventuali aloni persistenti ed uniformare la distribuzione sul piano.
2 - Se con il metodo precedente non hai ottenuto risultati soddisfacenti, bagna il panno caldo con qualche goccia di essenza di trementina, questo dovrebbe essere sufficiente ad ottenere il risultato descritto.

Una eventualità, che non sono in grado di valutare da ciò che mi hai detto, è se le screpolature affini alla trama di una tela non siano dovuti al fondo in vernice acrilica o gommalacca che è stata applicata prima della cera. In questo caso temo che le soluzioni proposte non risolverebbero il problema.

Pertanto informati da chi te lo ha venduto, per sapere se la finitura è tutta a cera oppure è stato usata vernice di fondo. Se è questa che si è rovinata, occorre, a mio avviso, sverniciare e rifare la finitura.



Risponde: Pino
Ti è già stato detto tutto e bene.
Aggiungo solo che è comunque prudente su qualsiasi tavolo dotarsi di un robusto mollettone da porre sotto alla tovaglia, con base del mollettone plastificata onde evitare gli inconvenienti che hai riscontrato. Ove dovessi procedere alla rimozione della finitura ed al rifacimento della stessa, per irrobustirla dovresti assicurarti che la cera impiegata sia un misto di cera d'api e cera carnauba, in modo da avere una finitura con un punto di fusione più alto maggiormente resistente al calore. Combinando la precauzione del mollettone, con quella di evitare l'appoggio di pentole senza sottopentola, con una finitura un po' più residente, puoi trovare un'ottime convivenza con il tuo tavolo e goderti il sapore di una finitura molto più gradevole si quella (non sempre più robusta) che si ottiene con vernici moderne. 

Ciao, Pino. 

 

Cura di un mobile trattato a gommalacca
Ho da poco acquistato una credenza francese stile Luigi XV trattata sicuramente a gommalacca (a stoppino o a pennello che sia..) avete qualche consiglio per mantenere questa finitura senza che si rovini o che si opacizzi o addirittura che presenti delle chiazze bianche.
Quali prodotti sono ammessi per la pulizia del mobile e la conservazione?
La cera??
Grazie del vostro prezioso aiuto

Gianni martedì 16 aprile 2002 - 13.09.15 

 


Risponde: Pino
Io, a casa mia, per la cura dei mobili a gommalacca consento solo l'uso di uno straccio asciutto e morbido. Non userei cera, al massimo, ogni tre o quattro anni, passerei uno straccio leggermente inumidito di olio paglierino. La gommalacca si conserva benissimo senza necessità di manutenzioni continue, basta spolverare. Per evitare sbiancamenti o altro macchie basta avere l'accortezza di non appoggiare sul mobile bicchieri, bottiglie, vasi o altri oggetti umidi (micidiale è il posacenere in cristallo appoggiato umido dopo che è stato lavato). Si tratta di terrorizzare chi fa le pulizie proibendo soprattutto gli stracci umidi. Sparsa la giusta dose di terrore in casa il mobile può durare tranquillamente una vita, senza necessità di interventi sulla finitura.
Saluti. Pino  martedì 16 aprile 2002 - 17.14.16 

Risponde: Milo
per quanto riguarda la manutenzione, pino è stato esauriente. L'unica cosa che posso aggiungere è: se la lucidatura a gommalacca è stata eseguita molto di recente,e non in maniera impeccabile (mancato rispetto dei tempi di attesa tra una mano e l'altra, etc,...), potrebbe verificarsi un fenomeno di "abbassamento del poro" entro breve tempo, che richiederebbe un ulteriore passaggio di lucidatura, sempre a gommalacca, pena un diminuzione della lucidità superficiale.
ciao...Milo 

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 Ultimo Aggiornamento: 29/03/09.