la Ceramica

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Cane di fò, Cina, XVII secolo
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Ciotola cinese con coperchio, epoca Shang (XVI - XI sec a.C.)

Pare che non vi sia nessun altro materiale, nessuna altra tecnica, nessun'altra arte che, come la ceramica, abbia accompagnato la vita dell'uomo sulla terra. Seconda, in ordine di tempo, solo alla lavorazione della pietra e delle ossa di animali, la ceramica è da millenni diffusa in tutto il mondo tanto da poter essere definita una materia ecumenica, connaturata con ogni tipo di esperienza umana.

Una caratteristica della ceramica, costante nei secoli, credo si possa trovare nel fatto che essa, pur dando forma agli oggetti d'uso comune più correnti e "ordinari" (dalla tazza per il caffè a quella del WC), ha unito ad un'utilità materiale un'utilità marginale costituita da elementi decorativi e artistici che la hanno quasi sempre elevata da un ambito puramente utilitaristico ad una dimensione spiccatamente estetica, tanto che spesso datiamo e riconosciamo le antiche civiltà dell'uomo, proprio dai diversi stili delle loro ceramiche (le facies, come dicono gli archeologi).

Piccolo vaso, Cina, ultimo quarto del XVIII secolo

Mi commuove pensare all'uomo del neolitico che, pur vivendo in condizioni assai disagiate e precarie, dopo aver faticato a scavare, macinare e depurare l'argilla, ad impastarla a darle forma senza l'uso di alcuna tecnologia, prima di cuocere il vaso nel rudimentale forno, si prendeva la briga di incidere il bordo con l'unghia del pollice a intervalli regolari formando dei dentelli che decoravano il bordo. 

Frammento di bordo di un vaso euganeo risalente al X sec. a.C

Da questi primitivi abbozzi che risalgono a oltre seimila anni fa e si localizzano nella regione mediorientale, la ceramica ha compiuto vertiginose evoluzioni che la hanno portata ad eccellenti esiti estetici ed espressivi, tanto nell'arte antica, ove la ceramica attica rimase a lungo insuperata, quanto, in tempi a noi più vicini, se consideriamo che alcuni artisti contemporanei, e per tutti mi basterà citare Matisse, Braque, Picasso e Dalì, la scelsero come base per le loro ricerche artistiche. Se è vero che la ceramica si è diffusa fin dall'antichità in tutto il mondo, il primato per l'alto livello artistico e tecnico va riconosciuto all' Estremo Oriente ed in particolare alla Cina, dalla quale l'arte della ceramica si irradiò in Giappone, Indocina e Indonesia. 

Dai semplici vasi in ceramica grigia dell'epoca Shang (XVI-XI sec. a.C.) agli splendidi piatti di porcellana bianca decorata a smalto della dinastia Ming (1368-1644 d.C.), la Cina è stata maestra insuperabile per tutto il modo. Nelle regioni del Medio e del Vicino Oriente, sull'altopiano iranico e in Mesopotamia e in Anatolia si sviluppò, a partire del IV millennio a.C., un'intensa e ricca attività ceramica con vasellame ornato da motivi geometrici che imitano l'intreccio dei canestri, da animali stilizzati e da motivi ricchi di rimandi simbolici e magici.

Idria a figure rosse con scene mitologiche 450 a.C

 

Per accennare a realtà a noi più vicine va ricordata la ceramica cretese e micenea: con inevitabile approssimazione si può dire che la ceramica fu introdotta nel mondo greco dall'Oriente ma ben presto si affrancò dai modelli di importazione per orientarsi verso un gusto autonomo. A Creta, tra il III e il II millennio a.C. si sviluppa la ceramica di Kamares, dipinta a motivi rossi e bianchi su fondo nero lucido, nell'Argolide e nelle isole Cicladi, dopo il mille a.C. si afferma uno stile geometrico in cui prevalgono rombi, triangoli e meandri, le famose "greche". 

A partire dal VI secolo si sviluppa la ceramica attica a figure nere, raggiungendo ben presto una grande raffinatezza compositiva e stilistica. Verso le fine del secolo si impose invece lo stile a figure rosse, con scene epiche, eroiche o semplicemente scene familiari. Questa produzione, che fu ricca e si diffuse ben presto in vaste aree del Mediterraneo, venne ben presto imitata dagli Etruschi e dai Romani.  Gli Etruschi, oltre agi originali buccheri a pasta nera, usarono la terracotta per statue, urne cinerarie e sarcofagi di grande pregio artistico. 

 

Balsamario paleoveneto, Este, IV secolo a.C.

Tra il I secolo a.C. e il III secolo d.C. si diffonde, prima in Italia e poi in tutto l'impero, la ceramica a vernice rossa o terra sigillata, decorata a rilievo tramite matrici; la produzione più importante fu quella di Arezzo.  Con la caduta dell' Impero Romano e l'instaurazione dei Regni Romano-barbarici, interrottisi i grandi scambi culturali e commerciali, anche la ceramica subì un abbassamento del profilo qualitativo e decadde ad un modesto ruolo puramente casalingo con produzioni di tazze e brocche rozze e pesanti. Già usata nel mondo islamico come rivestimento di grandi superfici, che assumevano così un aspetto sgargiante, nel Medioevo, a partire dall'età comunale, la ceramica fu introdotta in architettura o sotto forma di bacini (piatti e grandi scodelle policromi smaltate e decorate) o come fregi monocromi in terracotta (archetti, lesene, ecc.) che venivano inseriti nelle murature. 

Antefissa veneto-romana del I secolo d. C.
 
Piatto islamico decorato a lustro, Impero Ottomanno, sec. XVIII. 

Dal Quattrocento l'artigianato artistico della ceramica ha una sorprendente rinascita: in Emilia e in Veneto si afferma la ceramica graffita. A Firenze e in tutta l'Italia centrale, nel Cinquecento, si afferma la maiolica che raggiunge ben presto un altissimo grado di perfezione tecnica e di qualità artistica; in questa feconda produzione si distinsero vari stili, chiamati "famiglie". 
Luca della Robbia e la sua bottega produssero un gran numero di sculture invetriate, "un'arte nuova utile e bellissima" come la definì il Vasari.

Gubbio, Deruta, Faenza e Urbino ebbero grande rinomanza per i piatti istoriati, mentre nell' Italia del sud, in Spagna e Portogallo si diffusero le mattonelle per pavimenti e rivestimenti, legate all'influsso islamico; in Austria, Germania, Ungheria e Cecoslovacchia la maiolica fu impiegata per la costruzione di stufe. Nella parte occidentale della Germania, ed in particolare nella zona di Colonia, nella seconda metà del Trecento, si sviluppò una tecnica ceramica che prevedeva l'utilizzo di un'argilla finissima e cotture ad altissime temperature che davano un prodotto quasi vetrificato, compatto e resistente: il gres. A seconda dell'argilla impiegata e dei metodi di cottura, il gres poteva essere grigio, bruno o bianco, i gres di Colonia sono, generalmente, di colore marrone chiaro o marrone scuro. Il centro produttivo più importante fu Sieburg, ma ben presto questa tecnica si diffuse nella Turingia, in Sassonia e nella Slesia. Nel XVII secolo divennero famose e ricercate le lavorazioni in gres grigio della regione del Westrwald.

Piastrella, Olanda, fine del XVII secolo
Alberello, Deruta, seconda metà del XVI secolo

Fino a tutto il Seicento la porcellana rimase appannaggio della Cina che seppe mantenere segreta la composizione chimica dell'impasto che, una volta cotto, dava un prodotto leggero, abbastanza resistente, un po' translucido e brillante. Dopo numerosi tentativi, fu solo intorno al 1710, nella città di Meissen, in Sassonia, che si produsse la prima porcellana europea, da allora sorsero quindi importanti manifatture a Venezia, Vienna, Chantilly, Capodimonte, Sevres, Limoges e Parigi, le quali, mentre producevano imitazioni di porcellane cinesi e cineserie, per un mercato in continua espansione, seppero sviluppare anche propri stili. 
Nel Settecento l'Inghilterra sviluppa un originale tipo di maiolica fine e di porcellana a pasta tenera. Pur con molte eccezioni, l'Ottocento e il Novecento, invece, non si distinsero per la produzione ceramica che continuò a rielaborare stili e gusti dei secoli precedenti, mentre anche la famosa ceramica cinese pare abbia esaurito la sua sorprendente creatività già nel secolo scorso. 

A fronte di questa situazione la ceramica continua nel nostro secolo un'importante funzione a servizio dell'uomo: la sua scarsa conduttività la rendono preziosa come isolante elettrico, viene impiegata in attrezzature chimiche e idrosanitarie perché è dura, igienica e resiste alla corrosione; è impiegata in elettronica, in medicina nelle protesi dentarie e ossee, nel campo dell'energia nucleare e nella tecnologia aeronautica e spaziale. 


Giudizio universale, Giovanni Della Robbia e bottega, 1501 Volterra, Chiesa di San Girolamo

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La Ceramica: Bibliografia                                                         

  • M. Bacci, Le porcellane europee, Milano 1966

  • G. Barioli, F.Brunello, Le origini della ceramica in Vicenza, Vicenza 1976

  • C. Baroni, Pietro Varion e la ceramica in Este, in "Emporium", XLVIII, 1942, 565,

  • M. Bellini G. Conti, Maioliche del Rinascimento, Milano 1964

  • Ceramiche del '600 e del '700 dei Musei Civici di Padova, a cura di Davide Banzato e Michelangelo Munarini, Venezia 1995

  • Ceramiche dell'Ottocento dei Musei Civici di Padova, a cura di Michelangelo Munarini, Padova 1998
    A. D'Agliano, Ceramica dell'Ottocento, Novara 1984

  • Enciclopedia delle antichità, La Spezia 1990

  • G. Ericani, Modelli e modellatori per la porcellana Antinibon, sta in La ceramica degli Antonibon, catalogo della mostra a cura di G. Ericani, P. Marini, N. stringa, Milano 1990

  • Este. Ceramiche Porcellane. L'arte della Ceramica dal 1700, catalogo della mostra, a cura di G.B. Fadigati, Este 1979

  • O. Ferrari, G. Scavizzi, Maioliche italiane del Seicento e Settecento, Milano 1965

  • G. Gardelli, Ceramiche del Medioevo e del Rinascimento, Ferrara 1986

  • J. Giacometti, O. Ferrari, V. Montefusco, Maioliche e Porcellane italiane, Milano 1981

  • Il ritrovamento di Torretta - Per uno studio della ceramica Padana, catalogo della mostra a cura di G. Ericani, Venezia 1986

  • La ceramica nel Veneto. La Terraferma dal XII al XVIII secolo, a cura di G. Ericani e P. Marini, Verona 1990.

  • La ceramica popolare veneta dell'Ottocento, a cura di A. Cecchetto, L. Magagnato, N. Stringa, Milano 1978

  • A. Lane, La porcellana italiana, Firenze 1963

  • S. Levi, Maioliche settecentesche lombarde e venete, Milano 1962

  • L. Mallè, Maioliche italiane dalle origini al Settecento, Milano 1974

  • G. Morazzoni, Maiolica antica veneta, Milano 1955G

  • G.B. Siviero, Catalogo della mostra della ceramica graffita veneta del XIV XV e XVI sec., Rovigo 1965

  • Storia e tecnica della ceramica, catalogo della mostra, Lentiai 1988

  • F. Stazzi, Le porcellane veneziane di Geminiano e Vincenzo Cozzi, Venezia s.d. ma 1981

  • N. Stringa, La famiglia Manardi e la ceramica a Bassano nel '600 e nel '700, Bassano del Grappa 1987

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Ultimo Aggiornamento: 29/03/09.