Il Restauro del Mobile Antico

lucidatura a Cera a Pori Chiusi

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Queste pagine sono curate da 

Michele Bertolazzi

 

 restauratore in Roma

 

 

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Differenti trattamenti con la cera :

La finitura ad encausto a poro chiuso si può attuare in vari modi , alcuni sono molto complicati ed a mio parere l’effetto finale non è così sorprendente come ci si aspetterebbe dopo un lungo e faticoso lavoro . Quindi esporrò quelle tecniche da me attuate con soddisfazione.

La finitura ad encausto , richiede i pori chiusi nei seguenti casi:

1 - Mobili di alta epoca anche lastronati e intarsiati i quali dovrebbero comunque avere i pori già chiusi.

2 - Alcuni cassettoni della metà - fine ottocento dell’ Italia meridionale. In particolare quelli a fronte mosso ed anche se lastronati con legni quali il palissandro o il mogano.

3 - Mobili in massello di noce , olmo radicato ,  ciliegio ed in genere tutti legni duri con i pori piccoli ed una grana compatta.

I pori si possono chiudere sostanzialmente in due modi :

1 - con tampone , alcool e pomice , avendo cura di sostituire l’alcool con la gommalacca nelle ultime mani per sigillare. Poi si incera come d’abitudine , si “secca” la cera con un tampone ed alcool , si stira con una spazzola morbida e si lucida prima con la lana e poi se si desidera un effetto extra brillante con delle vecchie calze di seta . Questo metodo è da preferirsi nel caso di mobili lastronati o impiallacciati.

2 - stendendo l’ encausto , opportunamente riscaldato per facilitare il lavoro , in forma di paté ( NON LIQUIDO ) e quindi con una minore percentuale di essenza di trementina . Si lavora con le mani spingendo bene finché non si secca , si attende un giorno o due e poi si ripassano tutte le superfici con un ferro da stiro caldo ma non bollente per far scendere la cera . Prima che si raffreddi totalmente si toglie l’eccesso con dei panni di lana e si lucida come d’ abitudine. Questo secondo metodo è più adatto ai mobili in legno massiccio per via dell’uso del ferro da stiro .  

 

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Finitura a cera
Salve e complimenti per il sito.
Mi sono avvicinato da poco all'arte del restauro "casalingo". Vorrei sapere qualcosa in più sulla finitura a cera oltre a quanto specificato nel sito: quali prodotti, modalità di impiego, quante mani sono necessarie, tempo di attesa tra una mano e l'altra, ecc. E con quale prodotto è possibile togliere la cera? ho provato col decerante, con alcool a 95, ma senza particolari risultati.
Grazie e cordiali saluti 

Cristiano martedì 29 gennaio 2002 - 20.56.54 


Risponde Pino
Per togliere la cera residua il migliore rimedio consiste nell'uso della essenza di trementina, che è il medesimo solvente che si usa per diluire la cera. L'effetto migliora, riscaldando rigorosamente a bagno maria e moderatamente, l'essenza di trementina. Occorre avere molta precauzione nell'uso caldo della sostanza perchè è fortemente incendiaria ed il contatto con fiamma libera può essere veramente molto pericoloso. Quanto alla finitura a cera il sito da indicazioni molto diffuse. E' opportuno non eccedere nel quantitativo di cera da applicare diluendola bene ed applicandone, piuttosto, due mani intervallate da 12 ore per consentire l'assorbimento. Nella preparazione della cera diluita in essenza di trementina, secondo le indicazioni del sito, Ti suggerisco di unire alla cera d'api una parte di cera carnauba (che ha un punto di fusione alto) per aumentare il punto di fusione della miscela e renderla più resistente al calore o ai raggi solari cui potrà essere sottoposto il mobile. 

Ciao Pino

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Ultimo Aggiornamento: 29/03/09.