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storia del mobile d'Antiquariato |
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Grazie alla "Associazione Culturale Senzatempo" mi è possibile pubblicare una organica "Storia del Mobile d'Antiquariato" del Prof. Paolo Cesari
Indice
Mobili Tipici Sommario della Sezione:
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Carlo Xdal 1825 al 1830
Con il Congresso di Vienna, si restituisce in Francia il trono al legittimo rappresentate della monarchia, che era stata allontanata e in parte annientata con la Rivoluzione. Spetta il regno a Carlo X, fratello di Luigi XVI, decollato dalla ghigliottina. L’arredo in auge in questo breve periodo storico si segnala per la tendenza morigerata, quasi borghese che ne contraddistingue gran parte della produzione. Quasi
per una necessitante antitesi politica, l’arredo ora muta Ebbene, l’arredo Carlo X rispetto al mobilio di epoca Impero predilige una decorazione più minuta, più leggiadra e incline a un gusto che si potrebbe definire femmineo, in aperto contrasto con la filosofia militaresca che aveva determinato le forme severe della stagione napoleonica. Nel nuovo stile si nota una graduale tendenza ad addolcire le forme, che in breve determina un riaffiorare di linee curve che culmina nel motivo “en tulip”. Alla grandiosa retorica degli arredi Impero si preferisce la ricerca della comodità e della funzionalità. Nei sedili si diffonde lo schienale a gondola, i piedi cessano di essere a forma ferina o ad artiglio in favore di soluzioni a mensola, a ciabatta o a rocchetti torniti, quet’ultima formulazione fu tipizzante di questo stile e conobbe poi larga fortuna per tutta la seconda metà del XIX secolo. I braccioli sono a voluta o a doppia voluta, o ancora a collo di cigno.
Tra i motivi ornamentali a intarsio di essenze scure si notano viticci, foglie, palmette, acroteri, ghirlande, rosoni, cornucopie, mentre scompaiono del tutto allegorie mitologiche o militari. Grande importanza ebbero anche le profilature delle incorniciature o delle fasce passanti, sovente ebanizzate, per meglio armonizzare le tarsie a valenza scura. Vi è inoltre una caratteristica e per certi versi curiosa tipologia di comò, con la fascia della cintura interamente ebanizzata, detti usualmente “in lutto della morte di Napoleone I”. Gli ebanisti di maggior nomea furono Jacob-Desmalter, i Bellangé, Lemarchand, Remond, Werner e Puteaux. In Italia questo stile sortì esiti del tutto insignificanti, anche se per certi versi l’architetto-designer Pelagio Pelagi trovò certo in questo stile feconde fonti d’ispirazione relativamente alla produzione ispirata alla moda etrusca, come ben si evince osservando l’arredo del celebre Gabinetto Etrusco nel Castello di Racconigi, iniziato nel 1834. |
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Ultimo Aggiornamento: 29/03/09.