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Queste pagine sono curate
da
Simone
Beneforti
L'intervento
di restauro è stato eseguito dagli alunni del 3° anno del Centro di
Formazione Professionale di Firenze in Via dei Tessitori, sotto la
direzione degli insegnanti Beneforti.
Argomenti correlati
Pulizia superficiale
La Disinfestazione
Trattamento Antitarlo
Il Consolidamento
Lo Smontaggio
Gli incastri
Le deformazioni
L'impiallacciatura
La sverniciatura
La stuccatura
La colorazione
Pulire gli accessori
La finitura del mobile
Finitura a cera
Finitura a Gommalacca
Approfondimenti:
Palazzo
Medici Ricciardi
Intarsio
Il
Tarlo
Il
deterioramento
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probabile
porta dello studiolo di Lorenzo
Data: 10 marzo 2001
Località: Palazzo Medici
Riccardi di Firenze
Proprietà:
Palazzo Medici Riccardi
Materia:
Massello di noce, toppi da guarnizione.
Autore: Sconosciuto
Descrizione dell'opera:
Porta a due ante in legno massello di noce e abete ripartite in cinque formelle intagliate con motivi a piume stilizzate, riquadrate da una cornice modanata e da un filetto geometrico
intarsiato a toppo con motivo a nastro avvolto (vedi foto 2).
Un' altro intarsio sempre a toppo con motivo a chicco rosso corre lungo il perimetro di entrambe le ante.
La porta è stata prelevata dagli scantinati di palazzo Medici Riccardi e, come è accaduto per moltissime opere d'arte fiorentine, la porta ha subìto nel '66 il tragico evento dell'alluvione, con conseguenti danni evidenti dovuti in particolare alle infiltrazioni d'acqua.
La sua ubicazione resta comunque importantissima ai fini di collocare il manufatto nel suo tempo: si tratta infatti di un pezzo originale eseguito non oltre la metà del 1500.
In esso osserviamo istanze squisitamente primo rinascimentali come, ad esempio, l'impiego della bordatura ornata a toppo, l'applicazione di un' estremo rigore nella suddivisione dello spazio, la perfetta ripartizione delle proporzioni nell'ottica estetica prettamente brunelleschiana; la presenza delle formelle intagliate potrebbe attardare seppur di poco, la collocazione storico-artistica dell'opera.
Sull'anta sinistra è presente un marchio a fuoco che simboleggia la certa provenienza medicea dell'opera.
Questo infatti era il simbolo che inventariava gli oggetti appartenenti al palazzo Medici Riccardi.
E' contemporaneamente in corso uno studio di indiscutibile interesse che potrebbe addirittura portare alla conclusione che questa fosse la porta originale dello studiolo dello stesso Lorenzo de' Medici detto il Magnifico.
Stato di Conservazione
Complessivamente il manufatto si presenta in cattivo stato di conservazione: fori di sfarfallamento e muffe ricoprono tutta la superficie.
I fori di sfarfallamento indicano l'attacco di insetti xilofagi.
Le muffe si sono formate a causa della lunga permanenza negli scantinati di palazzo Medici Riccardi, luogo in cui si sono verificate alluvioni e infiltrazioni d'acqua
.
Le parti maggiormente degradate sono le formelle, alcune parti degli intagli e le decorazioni intarsiate.
Le formelle e gli intagli presentano profonde fenditure, conseguenza inevitabile del ritiro del legno.
Percorrendo il motivo intarsiato che corre intorno alle cornici delle formelle ( nastro avvolto ) è evidente il distaccamento parziale, talvolta totale, delle listre del toppo.
La tarsia che troviamo lungo il perimetro della porta (chicco rosso) presenta scollamenti e lacune.
Sotto l'intaglio della terza formella c'è un foro; ipotizziamo sia stato fatto successivamente alla nascita della porta per l'applicazione di un pomello che doveva facilitare l'apertura delle ante
.
In un secondo momento la parte centrale dell'intaglio che era stata tagliata è stata ritassellata, rimodellata.
Da far notare infine una perdita di leggibilità a causa delle numerose lacune.
Notizie ed incidenze dei restauri precedenti
La
diversa tecnica costruttiva con cui sono state eseguite certe operazioni e la
presenza di colle viniliche sconosciute all'epoca della costruzione del portone
ci fanno capire che nel corso del tempo la porta ha subito dei restauri.
Alcune cornici che fermano le formelle non sono ricavate dai montanti ma sono
riportate ed inchiodate.
L'incidenza di restauri precedenti si nota anche nel toppo che è stato in parte
sostituito imitando le tecniche del quattrocento ma interponendo tra toppo e
supporto un'impiallacciatura .
La parte inferiore della porta è stata ricostruita, lo notiamo dai tagli sui
montanti e dall'intaglio dell'ultima formella che, oltre ad avere maggiore
profondità e movimento nella lavorazione, non è ricavata dal legno massello ma
incollata sopra (vedi foto 12).
Anche il supporto relativo a questa parte è stato ricostruito con delle assi di
abete.
La coesione del legno anche nelle parti più degradate ci fa supporre che in
precedenza il portone sia stato consolidato.
Tutto il supporto in abete è stato rimbucciato .
Procedimenti, tecniche e fasi di restauro
L'intervento di restauro ha come finalità il recupero della leggibilità dell'opera e il mantenimento della sua integrità fisica. Per raggiungere tale obiettivo l'intervento di restauro è passato attraverso varie fasi:
- velinatura delle parti allentate della tarsia
- disinfestazione
- lieve pulitura con tamponi di ovatta e solvent gels
- smontaggio delle formelle dove è stato possibile a causa di alcune cornici sostituite in epoca successiva al manufatto e riportate sui montanti (vedi foto
15)
- commettitura delle formelle

- sverzatura delle formelle non smontate (applicazioni
di listelli per la chiusura delle fessure)
- consolidamento delle parti scollate della tarsia
- ricostruzione del motivo geometrico del toppo dove possibile, con frammenti originali,
altrimenti ricostruzione totale, delle parti mancanti secondo la tecnica quattrocentesca (vedi foto
24)
- coloritura delle parti reintegrate
- reintegrazione delle parti mancanti degli intagli che non permettono una chiara leggibilità
- integrazioni
- stuccature delle macrofessure
- finitura
Disinfestazione
Applicazione: a pennello ed iniezione
Materiale usato: permetrina in essenza di
petrolio.
Materiali Usati
REINTEGRAZIONI TARSIE A TOPPO "NASTRO
AVVOLTO"
Cipresso, venge, pero, tiglio, acero.
REINTEGRAZIONI TARSIA A TOPPO "CHICCO ROSSO"
Acero, tiglio, cipresso, quercia affogata.
REINTEGRAZIONI INTAGLI
Essenza di noce, Araldite SV427
COLORITURA
Colori naturali all'acqua, terre, acido Pirogallico, bicromato di potassio, ammoniaca, acido Ossalico.
PULITURA
Solventi organici supportati da gelatine al fine di controllare i solventi e limitare il contatto con i
manufatti pur essendo tutti testati e adeguati per interventi di restauro su manufatti lignei.
- Solventi: cloruro di metilene e metanolo inf. al 10% in gelatina.
- Gels: carbossilmetilcellulosa e klugel g.
COLLANTI PER REINTEGRAZIONI
Colle animali e araldite SV427
STUCCHI
Gesso di Bologna, terre naturali, colla animale, araldite SV427.
FINITURA
Cera d'api, cera carnauba in essenza di trementina e benzina rettificata.
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