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RQ-/MQ-1 PREDATOR UNMANNED AERIAL VEHICLE
L'RQ-1 e MQ-1 Predator sono sistemi aerei non guidati di media altitudine e di lunga durata. La "R" è la designazione di ricognizione assegnata dal Dipartimento della Difesa. La "M" è la designazione di multiruolo e la "Q" significa sistema aereo non guidato. Il numero 1 si riferisce al fatto che l'aereo è il primo di una serie di vari sistemi non guidati per la ricognizione. Il compito principale dell'MQ-1 è l'interdizione e la ricognizione armata contro bersagli critici. Quando l'MQ1 non è utilizzato per i suoi compiti principali, è impiegato al fianco dell'RQ-1 come componente di forza aerea congiunta di comando per favorire la ricognizione, la sorveglianza e l'acquisizione dei bersagli a supporto delle Forze Congiunte di comando. RQ-1 e MQ-1 Predator sono dei sistemi, e non proprio degli aerei. Un sistema completamente operativo è costituito di quattro velivoli dotati di sensori, una stazione terrestre di controllo GCS (ground control station), un Predator Primary Satellite Link (PPSL), e circa 82 persone per operazioni continue 24 ore su 24. L'equipaggio di base per il Predator è composto da un pilota e due addetti ai sensori. Questi controllano il volo dell'aereo dall'interno della GCS per mezzo di collegamento C-Band line-of-sight data link oppure Ku-Band satellite data link per volo oltre la linea di mira. L'aereo è equipaggiato con una videocamera a colori sistemata a prua (generalmente usata dall'operatore del velivolo per il controllo del volo), una videocamera TV ad apertura variabile per il giorno, e una videocamera a infrarossi ad apertura variabile per la notte, un radar ad apertura sintetica per visuale attraverso fumo, nuvole o foschia. Le videocamere trasmettono immagini in movimento mentre il SAR (synthetic aperture radar) invia immagini statiche. L'MQ-1 Predator trasporta il Sistema di Puntamento Multispettrale (MTS - Multispectral Targeting System) con capacità di lancio missili AGM-114 Hellfire e integra un designatore laser, infrarosso ed elettro-ottico e un illuminatore su un unico pacchetto di sensori. L'aereo può utilizzare due missili anticarro a guida laser Hellfire con il sistema MTS. Ogni velivolo Predator può essere smontato in sei parti principali e caricato in un container soprannominato "the coffin." Ciò permette di dispiegare il sistema e l'equipaggiamento di supporto in modo rapido e in qualsiasi parte del mondo. La parte più ingombrante del sistema è la GCS che è progettata per essere trasportata dal C-130. Il PPSL è aerotrasportabile, misura 6,25 metri, contiene il sistema satellitare Ku-Band, ed è montato su un rimorchio. Il PPSL, collegamento che fa parte dei network dell'intelligence, permette le comunicazioni tra la stazione terrestre e l'aereo quando si trova fuori del campo visivo. Il sistema Predator necessita di piste battute di 1.524 metri per 38 con campo libero tra la GCS e i velivoli. L'aereo è dotato di radio ARC-210 e di un APX-100 IFF/SIF con Mode 4, un propulsore turbo aggiornato e un sistema di attenuazione del ghiaccio. Il sistema Predator è stato progettato per soddisfare la richiesta del Dipartimento della Difesa di una persistente attività di raccolta di informazioni di intelligence, di sorveglianza e di ricognizione, destinate ai caccia da combattimento. Nel mese di aprile 1996, il segretario della difesa ha scelto l'U.S. Air Force come servizio operativo per il sistema Predator RQ-1. Il cambio di designazione da "R" a "M" è avvenuta nel 2002. I responsabili delle operazioni sono l'11°, il 15° e il 17° Squadrone da Ricognizione, dell'Indian Springs Air Force Auxiliary Field, in Nevada. L'Aeronautica Militare sta acquisendo cinque RQ-1A "Predator" che, oltre che per compiti prettamente militari, potrebbe contribuire alle attività di controllo del territorio e delle linee di comunicazione, nell'ambito della lotta alla criminalità organizzata e all'immigrazione clandestina. Last Update 05/04/2006 **********FINE PAGINA |
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