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TU-22M BACKFIRE

Fu scoperto dagli occidentali nel 1969 e subito si pensò al successore del Blinder TU-22 ad ala fissa che non riuscì a soddisfare le esigenze russe per un bombardiere strategico a lungo raggio. Il Backfire A con ali a geometria variabile entrò in servizio verso la metà degli anni "70, successivamente furono sviluppate le versioni B e C con capacità di rifornimento in volo e motori più potenti. Dovrebbero essere in servizio un totale di circa 350 esemplari di TU-22M.

Il Backfire è un aereo a lungo raggio in grado di effettuare attacchi nucleari, convenzionali, antinavali, e missioni di sorveglianza. Le sue caratteristiche di penetrazione ne fanno un sistema dotato di superiori caratteristiche di sopravivenza rispetto ai suoi predecessori. E' un aereo versatile con possibilità di trasportare sia bombe che missili aria-superficie AS-4/KITCHEN. Si suppone che sia stato progettato per azioni di attacco in Europa e in Asia, ma è potenzialmente capace di effettuare missioni intercontinentali contro gli Stati Uniti. Il Backfire può essere equipaggiato con sonda per rifornimento in volo, che dovrebbe incrementarne l'autonomia e la flessibilità.

Dopo il progetto del Tu-22, l'ufficio progetti della Tupolev iniziò il lavoro per un nuovo bombardiere basato sul Tu-22. Inizialmente la Tupolev pensò a delle modifiche sul Tu-22 originale, consistenti nell'angolo della freccia alare, e propulsione più potente. Comunque dopo lo sviluppo del progetto 106 e varie analisi, non si ottennero le caratteristiche di volo richieste. La Tupolev procedette anche allo sviluppo del progetto 125. L'aereo doveva montare una propulsione VK-6, avere un'autonomia di 4.500 - 4.800 km e una velocità operativa superiore a 2.500 km/h. Il design prevedeva l'impiego di leghe di titanio e sistemi elettronici avanzati.

Nel 1962, il progetto 125 fu esaminato dal governo e rigettato in favore del T-4 della KB Sukhoi. Come alternativa al T-4, la KB Tupolev sviluppò il velivolo 145 che era in pratica una variante del Tu-22. Questo aereo consisteva in un bombardiere supersonico multiruolo in grado di volare a velocità subsoniche a bassa quota e supersoniche in operazioni di soppressione di difese aeree. L'autonomia a velocità subsonica era stimata a 6.000 - 7.000 km. Le ali presentavano una freccia positiva ed erano a geometria variabile per raggiungere la velocità e il raggio di azione richiesti. L'aereo poteva trasportare missili aria-superficie Kh-22 già dispiegati in altri velivoli. Dopo lo stop alle attività sul bombardiere T-4, nel 1967 la KB Tupolev fu ufficialmente incaricata di costruire il velivolo 145. Il nuovo bombardiere era studiato per raggiungere una velocità massima di 2.300 km/h e un'autonomia di 7.000 km senza rifornimento. Gli fu assegnata la designazione Tu-22M.

La designazione di Tu-22M fu utilizzata dai sovietici durante le negoziazioni per il SALT-2 sul controllo delle armi, dando l'impressione che il Backfire-A fosse una variante del Tu-22 Blinder. Questa designazione fu adottata dagli Stati Uniti e dal Dipartimento della Difesa, sebbene alcuni la contestavano considerandola deliberatamente ingannevole, e finalizzata a occultare le vere performance del Backfire. Altre fonti suggeriscono che l'inganno era interno alla Russia, in quanto facilitava l'approvazione dei budget. In linea con alcune fonti, la produzione delle varianti di Backfire-B/C stava per essere designata dalla Russia in Tu-26, anche se ciò è da molti messo in discussione. Alla Tupolev l'aereo era stato designato AM.

Molti aspetti dello sviluppo dell'AM erano unici a quel tempo. Un'attenzione speciale fu riservata alla costruzione delle ali a geometria variabile, alla base dell'intero progetto. Le ali montate a metà corpo sono variabili, a freccia positiva, rastremate con estremità arrotondata e ampia radice alare. I due propulsori turbofan sono montati nel corpo, con prese d'aria larghe e rettangolari, e due scarichi. La fusoliera e lunga, sottile, con muso robusto e appuntito, e con cockpit a scalini. Il corpo è rettangolare dalle prese d'aria agli scarichi. La pinna di coda è a freccia e affusolata con punta squadrata. I piani sono montati a metà del corpo, a freccia positiva, e rastremati con estremità smussate. L'ala comprende una sezione centrale e due pannelli esterni regolabili a cinque posizioni predefinite rispetto al bordo d'attacco. Le sezione centrale ha pannelli e piani di portanza posteriori. Le ali esterne sono fissate alla sezione centrale tramite dei giunti mobili. Il sistema di portanza comprende ipersostentatori a tre sezioni e flap a doppia fessura nel bordo delle ali, (angolo di estensione: 23° per decollo e 40° per atterraggio), e flap inclinabili nella sezione centrale.

  • Backfire A - TU-22MO - Il primo TU-22M ebbe la designazione di TU-22MO ma fu prodotto solo in piccole quantità a causa delle performance inadeguate. Nel mese di febbraio 1973, due bombardieri TU-22MO furono trasferiti al centro di addestramento.

  • Backfire A - TU-22M - Il primo prototipo di TU-22M fu terminato nel mese di luglio 1971. La fase di test di volo di alcuni TU-22M durò quattro anni, successivamente i velivoli furono dispiegati presso l'Aviazione Navale Sovietica.

  • Backfire B - TU-22M2 - La prima variante su vasta scala del TU-22M fu il TU-22M2, che effettuò il primo test di volo nel 1973. E' stato equipaggiato con propulsione NK-22, per un'autonomia di 5.100 km e velocità massima di 1.800 km/h. Capace di trasportare fino a tre missili A-T Kh-22. L'aereo non era dotato di sistema di navigazione terrain-following automatico, tuttavia era in grado di volare a bassa quota per la soppressione di difese aeree. Nel 1976, il TU-22M2 fu dispiegato con le forze aeree e l'aviazione navale. Sono stati prodotti un totale di 211 aerei TU-22M2 presso l'impianto n° 23 di Kazan tra il 1973 e 1983. Subito dopo l'inizio della produzione in serie, l'aereo ha ricevuto i nuovi motori NK-23 che incrementavano la velocità e l'autonomia. La propulsione NK-23 era la versione potenziata del motore NK-22 che non aveva dato i risultati sperati. 

  • Backfire B - TU-22M2Ye - Alcuni velivoli furono dotati di motori NK-25 e di un nuovo sofisticato sistema di controllo del volo. Furono designati come TU-22M2Ye, ma non presentavano caratteristiche di volo migliorate.

  • Backfire C - TU-22M3 - Durante i successivi aggiornamenti il muso fu allungato, le prese d'aria modificate e l'angolo massimo delle ali a geometria variabile aumentato a 65°. L'aereo fu designato come TU-23M3 ed effettuò il primo test di volo il 20 giugno 1977. Il TU-22M3 iniziò la fase di valutazione operativa alla fine degli anni "70, e nel 1983 fu introdotto nell'inventario delle forze attive. Ripulito di alcune insufficienze che caratterizzavano i suoi predecessori, l'aereo dimostrò il suo valore presso le unità a lungo raggio e l'aviazione navale. L'autonomia del bombardiere era aumentata a 6.800 km, la velocità massima a oltre 2.300 km/h e il carico trasportabile era due volte quello del TU-22M2. Il bombardiere era equipaggiato con un massimo di tre missili da crociera Kh-22 o fino a 10 missili a corto raggio Kh-15 (AS-16). E' in grado di trasportare anche bombe nucleari. Nel 1985 il TU-22M3 ha effettuato test di volo ad alta velocità e bassa quota per dimostrare la sua idoneità nel contrastare le difese aeree.

  • Backfire - TU-22MR - Nel 1985, è entrato in servizio l'aereo da ricognizione TU-22MR.

  • Backfire - TU-22ME - Continuano i miglioramenti delle caratteristiche di volo e di attacco, e nel 1990 è stato sviluppato il TU-22ME.

Quando nel 1969 il nuovo bombardiere supersonico apparve all'aeroporto in Kazan, confermò le lunghe attese dell'Air Force di un nuovo bombardiere sovietico. Nel 1971, l'aereo, designato come Backfire, fu avvistato mentre effettuava un rifornimento in volo da un aerocisterna nei pressi del centro test di Ramenskoye, a est di Mosca. La missione del bombardiere, attacco periferico o intercontinentale, diede inizio a una delle più feroci discussioni dell'intelligence durante la Guerra Fredda. L'oggetto del dibattito era il raggio di azione stimato dell'aereo. Una serie di concorrenziali analisi destinate a determinare l'autonomia del velivolo produssero risultati divergenti e non posero fine al dibattito. 

La Tupolev dichiarava un raggio di azione di soli 2.200 km dell'ultimo modello di Backfire. Da parte degli Stati Uniti, la DIA (Defense Intelligence Agency) aveva stimato inizialmente un raggio di combattimento del Backfire, senza rifornimento in volo, di circa 5.000 km, sufficienti per minacciare un attacco negli Stati Uniti, mentre la CIA (Central Intelligence Agency) supponeva un'autonomia di circa 3.700 km. Successivamente la DIA ridusse la propria stima a circa 4.000 km e la CIA a 3.360 - 3.960 km.

L'opinione dominante della comunità d'intelligence americana era che il Backfire era un sistema d'arma periferico e non poteva giocare un ruolo significativo in un attacco aereo strategico contro gli Stati Uniti. Questa tesi era basata sulla limitata capacità di carico, modeste capacità di autodifesa, e difficoltà nello schierare il velivolo nelle base del nord siberiano. Gli Stati Uniti non avevano prove certe che dimostrassero che il Backfire poteva effettuare missioni intercontinentali. I calcoli di autonomia, da parte dell'Air Force, cercavano di stabilire se l'aereo potesse essere impiegato per attacchi intercontinentali, e se potesse effettuare missioni sola andata per un attacco contro gli Stati Uniti.

A seguito di un numero significativo di bombardieri Backfire presi di mira da mezzi navali americani, l'aereo fu oggetto di forti contestazioni nel dibattito per il controllo delle armi che ebbe come risultato quello di limitare la futura modernizzazione e produzione della flotta di Backfire. Il bombardiere aveva un esclusivo sistema di teatro di missione, e sotto alcuni aspetti, poteva essere utilizzato per attaccare bersagli negli Stati Uniti. Gli oppositori al controllo delle armi ribattevano che gli Stati Uniti aprivano uno spiraglio che i sovietici potevano eventualmente sfruttare. Gli Stati Uniti sostenevano che il Backfire, grazie alla possibilità di rifornimento in volo, (che gli permetteva di raggiungere il territorio americano), era un bombardiere intercontinentale e doveva essere soggetto alle stesse restrizioni di altri bombardieri strategici. I sovietici, coerentemente alla loro linea, sostenevano che il Backfire non era un bombardiere strategico in quanto non aveva un raggio di azione intercontinentale.

Durante lo svolgimento del SALT II, il team di negoziatori degli Stati Uniti ottenne una dichiarazione, dall'allora Premier Sovietico Brezhnev, con la quale i russi si impegnavano a non aggiornare i Backfire con sistema di rifornimento, e a non costruire non più di 30 bombardieri per anno. Quando nel 1979 fu firmato il trattato SALT-2, i sovietici informarono gli USA che non avrebbero equipaggiato i bombardieri TU-22M con sistema di rifornimento in volo. Sebbene il SALT-2 non fu ratificato, successivamente il sistema di rifornimento aereo fu rimosso da tutti i TU-22M.

In sintonia alle notizie di stampa della fine degli anni "80, un defezionista affermava che il Backfire era impiegato su tratte intercontinentali, che queste tratte intercontinentali erano di gran lunga superiori rispetto a quelle dei Bison, che il Backfire era dotato di sonda per rifornimento tipo screw-in, che esisteva una scorta di queste sonde per rifornimento pari a una per ogni velivolo in ogni base aerea di bombardieri, e che i sovietici avevano un programma attivo di mimetizzazione, occultamento, e inganno per fuorviare gli occidentali circa l'autonomia intercontinentale dei Backfire.

Sempre secondo notizie di stampa, i sovietici testarono sul Backfire un missile a lungo raggio ALCM verso la fine degli anni "70. La CIA, nel 1987, emise un rapporto non classificato che considerava i Backfire come vettori per ALCM nel caso in cui fosse stata confermata la rottura del SALT-2 da parte dei sovietici. Il giudizio della CIA era basato sul fatto che in assenza delle restrizioni del SALT-2, i sovietici avrebbero potuto utilizzare i Backfire con capacità ALCM per attaccare gli Stati Uniti.

La pubblicazione del Dipartimento della Difesa "Soviet Military Power" del mese di marzo 1983, afferma a pagina 26: "The Soviets are developing at least one long-range air-launched cruise missile (ALCM) with a range of some 3,000 kilometers. Carried by the Backfire, the Blackjack, and possibly the Bear, it would provide the Soviets with greatly improved capabilities for low-level and standoff attack in both theater and intercontinental operations." La DIA ha dichiarato nella sua pubblicazione non classificata "Soviet Force Structure Summary", del mese di febbraio 1990, a pagina 6: "The Backfire has an intercontinental strike capability when equipped with a refueling probe"

Gli Stati Uniti proposero ai sovietici di firmare una dichiarazione politicamente vincolante fuori del trattato START, con la quale si sarebbero impegnati a: 1) non introdurre nei Backfire capacità intercontinentali attraverso sistemi per rifornimento in volo o in altri modi; 2) dispiegare non più di 400 Backfire; 3) includere tutti i Backfire, comprese le forze aeree navali, nei limiti della CFE (Conventional Forces in Europe).

Il 31 luglio 1991 la parte sovietica ha dichiarato che come parte delle negoziazioni di START-1 non avrebbe dato ai velivoli TU-22M capacità di operare su distanze intercontinentali in nessuna maniera, compreso il rifornimento in volo. L'Unione Sovietica dichiarò che in qualsiasi momento non avrebbe posseduto più di 300 aerei Tu-22M, e che il numero dei velivoli navali Tu-22M non avrebbe superato le 200 unità. Alla luce dei fatti nel trattato START non ci sono restrizioni sulle armi offensive non strategiche, e i velivoli Tu-22M non dovrebbero essere così assoggettati al trattato.

Durante gli anni "80 i Backfire erano impiegati per effettuare raid di bombardamento convenzionale in Afghanistan, in particolare durante l'ultimo anno di direzione sovietica. Dal 1991, a causa della scarsità di parti di ricambio, alcune unità di Backfire hanno ottenuto una percentuale di riuscita delle missioni del 30-40%. Durante gli anni "90 molti Backfire sono stati trasferiti dalle Forze di Aviazione a Lungo Raggio alle Unità Navali nel nord della Russia. Comunque, a partire dalla fine degli anni "90, al massimo 125 velivoli erano ancora in servizio con l'Aviazione a Lungo Raggio e altri 47 con l'Aviazione Navale.

Nel mese di dicembre 1999 è stato annunciato che l'India intendeva prendere in affitto quattro bombardieri Tu-22M3 Backfire, con arrivo previsto degli aerei dal mese di giugno 2000. Gli aerei dell'India Tu-142 e IL-38 erano stati programmati per effettuare degli aggiornamenti in Russia. Un primo gruppo di cinque aerei sarebbero stati spediti in Russia e durante questo periodo i Tu-22M3 sarebbero stati impegnati nel ruolo marittimo con i missili anti-nave AS-20 Kayak. L'India sta effettuando sostanziosi acquisti del missile Novator 3M-54 Alfa per equipaggiare i sottomarini della classe Kilo e le sue nuove fregate. Si può pensare che una versione aerolanciata sarà acquistata per armare i Tu-142 attualmente in servizio e i sei degli otto velivoli addizionali richiesti dalla Marina Militare. Se sarà acquistata una versione aerolanciata del missile Alfa, ci si può aspettare che i Tu-22M3 dell'India saranno eventualmente equipaggiati per il lancio di questi missili.

SCHEDA TECNICA
Tipo: Bombardiere strategico
Origine: URSS 
Fabbricazione: Tupolev
Equipaggio: 4
Primo volo: 30 agosto 1969
Tipo ali: a geometria variabile
Coda: singola con piani in fusoliera a superfici mobili
Motori: n° 2 NK-144-22 turbojet 40.000 kg di spinta per Backfire A
Motori: n° 2 NK-25 turbojet 50.000 kg di spinta per Backfire C
Lunghezza: 41,5 m A - 41,46 B - 42,46 C
Apertura alare: 31,06 m massima e 22,75 m minima per Backfire A
Apertura alare: 34,28 m massima e 25 m minima per Backfire B
Apertura alare: 34,28 m massima e 23,30 m minima per Backfire C
Superficie alare: 183,5 mq (a freccia minima), 175,8 mq (a freccia massima)
Altezza: 11,05 m
Peso a vuoto: 53.500 kg
Peso massimo: 122.000 kg Backfire A e B - 126.400 kg Backfire C
Carburante interno: nd
Serbatoi supplementari: no
Rifornimento in volo: si
Carico tipico: 6.000 kg
Distanza di trasporto: 5.000 km Backfire A e B - 7.000 km Backfire C
Raggio di combattimento: 4.000-5.000 km (fonte DIA) 3.360-3.960 km (CIA)
Velocità max: 1.600 km/h Backfire A - 1.800 km/h vers. B - 2.300 km/h vers. C
Velocità max s.l.m.: nd
Altitudine di volo utile: 13.000 m
Sistemi radar: nd
Armamento: Backfire A: 2 cannoni GSH-23 da 23 mm e 12.000 kg di carico bellico; Backfire B: da uno a tre missili H-22 oltre ai due cannoni GSH-23; Backfire C: da uno a tre missili H-22, da sei a 10 missili H-15 nella stiva, bombe a caduta libera da 250 kg fino a 9.000 kg, carico massimo di 24.000 kg, una doppia torretta con cannoni GSH-23. 
Velivoli similari: TU-160
Paesi utilizzatori: C.I.S., India
Costo unitario velivolo: nd

 

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Last Update 05/04/2006

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