Ozieri, storia di una città_1836-1986 precedente - indice
L’ACQUEDOTTO.
Alla
costruzione dell'acquedotto si pensò nei primi anni del nostro secolo. Niente di eccezionalmente grande, ma di
notevole importanza e utilità per la popolazione.
Se è vera la
formula che il consumo d'acqua potabile in un determinato paese o in una data
città è un chiaro indice del grado di prosperità che vi si è raggiunto,
possiamo affermare che in linea di massima la situazione economica di Ozieri
nei primi anni del '900 doveva essere soddisfacente.
La prima idea
di costruire un acquedotto venne dai tecnici del distaccamento militare
stanziato in Ozieri nel 1898. Da una relazione per un piano di esproprio di
terreni per la costruzione di un acquedotto lungo la zona denominata "Sas Baddes" e "San
Leonardo" possiamo leggere che «una città di 8560 persone come ozieri con un presidio militare, e data la possibilità di
diventare sede di difesa dell'isola, a causa della sua posizione strategica, ha
bisogno di un acquedotto, in caso che, successivamente, dato il suo
ingrandirsi, venga meno la sua provvista d'acqua».(1)
Quale fosse
la reale importanza strategica di ozieri per la
difesa dell'isola è una cosa tutta da accertare: comunque la relazione sortì
l'effetto voluto. i militari continuarono gli studi sulle sorgenti situate nei
terreni circostanti, soprattutto nella zona di Nughedu,
presso le sorgenti "Cuguda", "Sulas" e "Leoni" che scorrono nella valle
detta de "Sas Baddes".
Gli accurati
rilevamenti condotti dall'Amministrazione militare convinsero il Comune a stipulare
una convenzione per la costruzione dell'acquedotto. Il Comune coprì il 50% dell'intera spesa con
40.000 lire; il restante 50% fu coperto dal Ministero della Guerra, a
condizione che si assicurasse al presidio militare la fornitura normale gratuita
di
Purtroppo i
tecnici compirono durante le loro analisi due fondamentali errori: non
studiarono con necessaria cura la struttura delle 3 sorgenti di presa e non si
accorsero che due di esse, "Leoni" e "Sulas",
sono alimentate da falde acquifere poco profonde e che in estate si
esauriscono. Col senno del poi, da nuove analisi compiute alcuni anni dopo, si
captò la sorgente denominata "Lechere”, molto
ricca, la cui falda acquifera, molto profonda, era posta a circa
Le opere di
presa furono costruite troppo superficialmente e in modo imperfetto così che,
col passare degli anni, per una assoluta o inadeguata manutenzione le perdite
d'acqua sarebbero divenute sempre più rilevanti.
Ma di tutto
questo nel 1902, quando iniziarono i lavori, nessuno si rese conto. Il
concorso per lo studio definitivo del progetto della conduttura fu affidato ad
un collegio di ingegneri di Milano, che seguì, modificandolo in alcune sue
parti, il preesistente piano dell'ingegner Gaetano Solinas e di Giuseppe Franchetti.
La spesa
presunta per la conduttura esterna, per l'allacciamento alle fonti (la cui
frequenza andava da 41 litri/sec a 71 litri/sec), la vasca di raccolta delle
acque, la condotta forzata e la costruzione del serbatoio in San Leonardo, fu
di 70.000 lire, a cui si aggiungeva una spesa di 20.000 lire per la conduttura
urbana.
Come si è
detto, ben presto le condutture cominciarono a perdere e contemporaneamente
crebbe il fabbisogno idrico.
Così nel
La prima
parte del progetto non incontrò ostacoli; non così invece la seconda parte, le
cui complesse vicende dettero vita a curiosi aneddoti, arricchiti dalla
fantasia della gente, sui rapporti di "dipendenza idrica" tra Ozieri
e Nughedu, che ancora oggi vengono riproposti fra le
due parti quando si accendono discussioni campanilistiche.
Sin
dall'inizio delle trivellazioni nella sorgente "Buccanele",
infatti, il Comune di Nughedu si oppose adducendo il
fatto che quelle acque dovevano essere tenute in riserva per i bisogni futuri
di Nughedu. A nulla valsero i tentativi fatti dal
Comune di Ozieri, finché un intervento dell'allora prefetto commendator De Kira, dopo un sopralluogo dell'ingegnere capo del Genio
Civile cavalier Carloni,
respinse il ricorso del Comune di Nughedu.
Secondo un
recente studio l'attuale richiesta idrica è soddisfatta dall'acquedotto del Goceano, costruito dalla Cassa del Mezzogiorno in derivazione
dalla diga di "Sos Canales"
presso Buddusò: questo acquedotto, secondo
rilevamenti del 1981, eroga acqua per 1500-
Nell'acquedotto
di Ozieri le acque delle sorgenti zonali affluiscono ad una camera di raccolta
confluendo dalle sorgenti "Cuguda", "Buccanele", "Leoni", "Sulas", situate alle pendici dei monti di Nughedu. Ad Ozieri
esistono 3 serbatoi di raccolta: quello della Casmez,
dove si immette l'acqua della condotta de "Sos Canales", ha una capacità di
Agostino Pinna
Note
(1) Aco LL.PP. cart. 9°,
relazione esproprio terreni per acquedotto 30-7-1898.
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