Ozieri, storia di una città_1836-1986
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La "Fondazione Pietri'
Alla Congregazione, infatti, era affidata l'amministrazione del ricovero. L'ammissione al ricovero aveva luogo o per domanda o per disposizione coattiva in conformità alla legge di pubblica sicurezza del 1889.
Sia nel caso di ricovero coattivo che in quello di ricovero volontario dovevano concorrere le seguenti condizioni: che i ricoverati fossero inabili a procurarsi il necessario mantenimento, e che non fossero afflitti da malattie infettive o che potessero recare disturbo al regolare mantenimento dell'istituto (epilessia, alterazione mentale).
Nel 1930 l'ingegnere Giuseppe Pietri lasciava come usufruttuaria generale di tutti i propri beni la moglie ed eredi delle sue proprietà immobiliari nei comuni di Ozieri, Mores e Ittireddu, i figli legittimi dei nipoti Giovanna e Stefano (9).
Nel caso in cui nessuno dei nascituri raggiungesse la maggiore età, lasciava questo patrimonio all'ente che creava ad Ozieri con questo documento, la "Fondazione Giuseppe e Clemenza Pietri" per concorrere alle spese per la creazione di opere assistenziali che fossero sorte nell'interesse dei poveri. In particolare essa doveva concorrere al regolare funzionamento del padiglione chirurgico "Stefano Pietro Corassini" e a far sorgere in Ozieri opere culturali nell'interesse della popolazione: scuole, impianti per l'insegnamento pratico dei coltivatori della terra e dell'artigianato, un asilo nido, sovvenendo contemporaneamente anche il locale orfanotrofio maschile. Il lascito complessivo dei due coniugi fu di lire 1.000.000.
Nel 1937 la fondazione "Giuseppe Clemenza Pietri" veniva eretta in ente morale con amministrazione autonoma e ne veniva approvato il relativo statuto organico.
L'Amministrazione della fondazione si componeva di 3 membri, nominati rispettivamente dal prefetto di Sassari, dal vescovo di Ozieri, dal podestà di Ozieri. Gli amministratori duravano in carica 4 anni. Come compenso per questa gestione spettava agli amministratori una percentuale del 7% degli utili del capitale, da ripartire in parti uguali. Le adunanze del Consiglio direttivo erano ordinarie e straordinarie. Le prime avevano luogo nei mesi di maggio e settembre, le altre qualora le richiedessero bisogni urgenti. Le deliberazioni del Consiglio dovevano essere prese con l'intervento di tre componenti ed a maggioranza assoluta degli intervenuti. Le votazioni si facevano nominale per appello o a voti segreti. il Consiglio provvedeva all'amministrazione dell'istituzione e al suo regolare funzionamento, redigeva i progetti del regolamento del servizio interno e promuoveva la modificazione dello statuto e dei regolamenti. inoltre nominava, sospendeva e licenziava gli impiegati. il servizio di tesoreria e di cassa era svolto da un esattore comunale.
Tuttavia fino al 31 dicembre 1939 essa venne amministrata dai due esecutori testamentari dell'ingegner Pietri e da un terzo membro nominato dal prefetto.
Nel 1860 il testamento di Maria Lucia Sechi (10), oltre a lasciare 60.000 lire per la costruzione dell'ospedale civile e 90,000 lire per la creazione di tre canonicati, donava tre tanche perché potesse essere edificata la chiesa di Santa Lucia.
Diverse furono le vicende che portarono alla costruzione della chiesa. Infatti, sebbene la maggioranza della Giunta comunale fosse disponibile alla sua erezione, un discreto numero di consiglieri preferiva che la somma fosse devoluta in altre opere di beneficenza. Sebbene si trattasse di una minoranza, essa esercitò una opposizione molto serrata, tanto che persino la procura di Cagliari nel 1864 intervenne nella contesa sostenendo che bisognava costruire la chiesa col massimo risparmio perché la somma a disposizione era di 20.000 lire.
Successivamente fu la stessa minoranza a ricorrere al parere del ministero di Grazia e Giustizia, e per la decisione finale si fece appello al voto referendario dei cittadini. Nel settembre 1869 votarono 194 tra i cittadini più influenti, la cui maggioranza si espresse a favore della costruzione, che fu autorizzata nel 1870.
Gavina Nuvoli
Note
(9) Aco, Atti "Fondazione Giuseppe e Clemenza Pietri".
(10) Aco, Testamento Lucia Sechi 1860. Grazia, Giustizia, Culto.
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