Ozieri, storia di una città_1836-1986
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Dalla legge Casati alla legge Coppino
Questa generale situazione di instabilità e di precarietà nel settore della pubblica istruzione si protrarrà ancora per molto tempo.
Tuttavia, dal 1859 il problema dell'istruzione divenne oggetto di particolare interessamento, anche in conseguenza della copiosa legislazione che da allora in poi fu dettata dal governo in materia scolastica. Di fronte a questo nuovo atteggiamento delle autorità statali, i Comuni si trovarono obbligati a riconsiderare con maggiore attenzione la situazione scolastica locale e ad impegnarsi per promuoverne lo sviluppo. Di importanza fondamentale fu a questo proposito la promulgazione, nel 1859, della legge Casati (13 novembre 1859, n. 3725), anche se in realtà essa si proponeva come scopo principale quello di coordinare la materia riguardante l'amministrazione centrale, il Consiglio Superiore, le Università e le scuole classiche, mentre l'ordinamento della scuola popolare occupò solo un piccolo posto in quest'insieme.
Venne quindi dettata una precisa disciplina riguardante le scuole secondarie. Con la legge Casati si istitui infatti il Liceo-ginnasio di 8 anni, nettamente contrapposto all'istruzione tecnica, che a sua volta comprendeva 3 anni di Scuola tecnica, gratuita, e 3 anni di Istituto tecnico.Venne anche istituita la Scuola normale, di durata triennale, destinata alla formazione dei maestri elementari.
L'istruzione elementare, gratuita, era articolata in due gradi, inferiore e superiore, della durata di 2 anni ciascuno; il primo biennio era obbligatorio.
Gratuità e obbligatorietà costituirono delle innovazioni solo in via di principio, giacché l'intero settore dell'istruzione elementare venne dallo Stato abbandonato nelle mani dei Comuni, per lo più finanziariamente dissestati e perciò incapaci di garantire l'osservanza dei due principi, di per sé sacrosanti.
Da questo punto di vista la novità della legge Casati va in gran parte ridimensionata perché, se era vero che i Comuni dovevano farsi carico della istituzione dei corsi elementari, era anche vero che la stessa legge li autorizzava a farlo in proporzione delle loro facoltà e secondo i bisogni degli abitanti.
Inoltre l'istituzione del corso elementare superiore era obbligatoria solo nei Comuni con oltre 4000 abitanti e sempre in considerazione delle loro possibilità finanziarie. Tale prescrizione, perciò, venne assai spesso disattesa.
Altrettanto può dirsi circa il principio dell'obbligatorietà della frequenza, sebbene la normativa prevedesse l'applicazione di sanzioni per i casi di contravvenzione.
A quattro anni di distanza dall'emanazione della legge Casati, la situazione scolastica di Ozieri, veniva così descritta in una relazione (11) del “Regio Ispettore delle scuole primarie”: «II Comune di Ozieri non ha adempiuto all'obbligo della legge 1859 in particolare per l'istruzione femminile, e Ozieri e il suo Consiglio ha offerto il desolante spettacolo di inviare 3 sole allieve maestre tra le 6 del circondario e solamente 2 hanno superato l'esame. Su 22 comuni del circondario, 18 sono ancora privi di scuole femminili, e le 5 esistenti sono rette da maestre forestiere, 2 continentali, 2 di Sassari, una di Cagliari. Tutto ciò è dovuto alla mancanza del corso superiore dell'istruzione primaria nonostante il governo abbia assegnato al Comune di Ozieri un sussidio di lire 100 a favore dell'istruzione femminile».
Dietro un simile disinteresse sono facilmente individuabili i pregiudizi dell'epoca nei confronti della donna, solitamente relegata entro il classico ruolo di madre-casalinga, che spingevano a ritenere l'istruzione femminile un lusso inutile e forse anche pericoloso.
La condizione deficitaria dell'istruzione femminile era in parte attenuta da un certo progresso registrato nella scolarità maschile, perché nel frattempo si era costituita una terza sezione della I inferiore.
Questa ulteriore spinta all'aumento pare anche confermata da una lettera del sindaco avv. Bertolotti Sequi (19 settembre 1866) in cui il Consiglio, rivolgendosi al ministro di Grazia e Giustizia per ottenere dal governo la cessione del fabbricato dell'ex-convento delle Monache Cappuccine, giustificava la richiesta con l'esigenza che «Ozieri, città di circa 8000 abitanti, con 10 scuole elementari con circa 500 allievi, con una spesa di 9000 lire l'anno per l'istruzione, possa riunire dette scuole elementari in un solo fabbricato» (12).
La ristrutturazione del convento si concluderà soltanto nel 1892: ma intanto le spese per l'istruzione registravano un graduale aumento, segno di una maggiore disponibilità economica del Comune ma anche di una maggior considerazione verso i problemi dell'istruzione.
Un più attento interessamento fu poi riservato al problema del reclutamento di insegnanti qualificati e ciò fu in gran parte dovuto alla legge Casati che incoraggiò alcuni progressi anche in questo settore.
Se è vero che permaneva il problema degli insegnanti sforniti di "patente", tuttavia il Comune, per facilitare l'acquisizione del titolo da parte dei cittadini ozieresi, istituì un corso biennale di scuole magistrali o nonnali.
Nel 1877 fu emanata l'altra legge fondamentale sull'istruzione, la legge Coppino (15 luglio 1877, n. 3961). Essa ribadiva l'obbligatorietà, già sancita dalla legge Casati, del corso inferiore della scuola elementare, che però passava da 2 a 3 anni, cercando poi di renderla effettiva con lo stabilire sanzioni sotto forma di multa pecuniaria ai genitori o a chi per loro non avessero provveduto all'adempimento dell'obbligo scolastico dei figli.
Inoltre, a garanzia della piena attuazione della legge, veniva riconosciuta la necessità di specifici interventi statali soprattutto nel campo dell'edilizia scolastica, dei servizi e dell'assistenza. Fu così prevista la possibilità per i Comuni di contrarre prestiti di lungo periodo e a basso interesse con la Cassa Depositi e Prestiti per la costruzione di edifici scolastici. In realtà anche in questo caso l'efficacia della legge fu di portata molto modesta. Lo stesso Comune di Ozieri si limitò ad istituire una nuova scuola inferiore e ad aprire una scuola serale continua ed annuale.
A loro volta gli insegnanti lamentavano nelle loro relazioni il problema dell'assenteismo dei ragazzi che per indigenza, per trascurataggine dei genitori o perché impegnati nei lavori agricoli disertavano in gran numero la scuola. Gli stessi ispettori scolastici sollecitarono più volte le autorità locali affinché fossero adottati i provvedimenti necessari per l'attuazione della legge sull'istruzione obbligatoria. È interessante però notare come le statistiche ufficiali redatte dal Comune prospettassero invece una situazione alquanto felice riguardo ai livelli di frequenza scolastica. Presentiamo in queste pagine una tabella comprensiva dei dati riferentesi agli anni 18771892 e dai quali non risulta una notevole discrepanza tra il numero degli obbligati e quello dei frequentanti (13).
Non abbiamo la possibilità di accertare l'esattezza dei rilevamenti effettuati dal Comune. L'impressione è che l'evasione dall'obbligo fosse un fenomeno molto diffuso, e se un solo anno può essere assunto come campione, per l'anno scolastico 1889-90 i dati riportati dal Comune possono essere confrontati con quelli risultanti dalle registrazioni dei maestri: esse contano complessivamente 370 frequentanti su 657 iscritti, contro i rispettivi 595 e 624 registrati dal Comune.
Il maggior numero delle assenze si registrava nelle scuole femminili: rispetto al numero iniziale di iscritte, 311, solo 159 frequentavano i primi 3 anni (14).
Graziella Cau e Salvatorica Demontis
Note
(11) Aco, PI, cart. 1, Relazione del Regio Ispettore delle scuole primarle di Sassari, 16 ottobre i863.
(12) Ac o, PI, cart. 1, Lettera del sindaco, 19 settembre 1866.
(13) Aco, PI, cart. 5.
(14) Ibidem.
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