Ozieri, storia di una città_1836-1986

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Dall'Amministrazione "proletaria" al primo consiglio fascista del 1926

Il Consiglio comunale eletto nel 1914, che avrebbe dovuto essere rinnovato (secondo la legge del 1913) nel 1918, a causa della guerra sedeva ancora invariato nel 1919. A rimuoverlo da quell'incarico però non furono pacifiche elezioni bensì accuse di malgoverno lanciate dalla Società Operaia e dall'opposizione, che lo costrinse nella seduta del 29 giugno 1919, «constatato che non gli si è voluta consegnare la relazione integrale (7) della inchiesta amministrativa, togliendoli uno dei più validi argomenti di difesa», a rassegnare le dimissioni.  Da quello stesso momento il commissario prefettizio, dottor Agostino Marcialis, insediatosi esattamente un mese dopo, guidò le sorti dell'amministrazione comunale finché, nel 1920, non furono indette le nuove elezioni. Vinse l'opposizione: sicché la nuova amministrazione fu soprannominata "La Proletaria", per distinguerla da quelle dei "Prinzipales" che l'avevano preceduta, in quanto composta non più da ricchi possidenti (che disertarono le urne), ma da braccianti, muratori, pastori, commercianti e popolani in genere (così come "popolari" erano gli eletti della lista socialista, risultata minoritaria).
Questi in particolare i risultati delle elezioni del 17 ottobre 1920:
Sezioni*.   Candidati: Partito Democratico Liberale (PDL) e Partito Socialista Ufficiale (Psu). 

Elettori 2853 (29,47%).  Votanti n. 941.
Consiglieri eletti:

Antonio Loddoni Masala, commerciante (PDL)
Antonio Usai Bertulu, commerciante (Psu)                  
Francesco Morittu, pastore (PDL)                                
Giuliano Casella, impiegato (PDL)                                
Gio Maria Polo, bracciante (Pi)                                    
Giuseppe Terrosu Pirisi, pastore (PDL)                       
Innocenzo Mecchia, commerciante (PDL)                   
Giuseppe Ruda, muratore (PDL)                                 
Lorenzo Cantara, bracciante (PDL)                             
Agostino Craboledda, pastore (PDL)                           
Francesco Corrai Pinna, ortolano (PDL)                      
Giovanni Cantara, impresario teatrale (PDL)               
Giuseppe Pinna, agricoltore (PDL)                              
Salvatore Pinna, ortolano (PDL»                                 
Salvatore Bittau, muratore (PDL)                                 
Francesco Ruzzoni, agricoltore (PDL)                         
Francesco Lullia, guardafili (Psu)                                   
Diego Fraghì, studente (Psu)                                         
Ignazio Demontis, agricoltore (Psu)                               
Damiano Solinas Ondradu, falegname (Psu)            61

Voti
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883
870
867
865
864
862
859
856
854
854
852
851
838
838
832
831
88
81
64
61

Ma anche l'amministrazione "proletaria" non conobbe la scadenza naturale della legislatura. Infatti ai primi di dicembre del 1923, sotto la pressione e gli attacchi di fascisti locali, l'amministrazione venne sospesa dalle sue funzioni e accusata a sua volta di malgoverno.
Da quella data, come si è già accennato, fu un avvicendarsi continuo di commissari prefettizi fino alle ultime elezioni, prima dell'istituzione del Podestà, anche queste postdatate, del Consiglio comunale, sulla base di una sola lista tutta fascista guidata dallo stesso segretario del fascio locale cavalier Chessa.

Questi i dati di quelle elezioni:

Elezioni del 3 giugno 1926.  Sezioni 4. Candidati*.  Elettori*. Votanti 1350.

Consiglieri eletti:
Avvocato cavalier Francesco Chessa
Cavalier Paolo Accardo
Don Francesco Bertolotti
Nicolò Braina
Gavino Cattina
Antonio Cossu Terrosu
Paolino Comida Basoli
Antonio Comida Salis
Dottor Giov.  Antonio Cosseddu
Cavalier Giovanni Falzoi
Giuseppe Fois Cosseddu
Giuseppe Ladu Solinas
Gio Matteo Mannu Cosseddu
Antonio Mannu Fresu
Vittorio Masia
Agostino Mulinu Budroni
Mimmia Niedda Corda
Andrea Taras Virdis
Gio Antonio Taras Zappareddu
Antonio Terrosu Pirisi

 

Note

(7) La relazione cui si riferisce l'odg del 29 giugno 1919 è la relazione d'inchiesta prefettizia sull'operato dell'amministrazione in carica la cui comunicazione fu dalla prefettura negata verbalmente sollecitando allo stesso tempo l'amministrazione affinché ne prendesse conoscenza presentandosi direttamente in prefettura.

 

Gian Gabriele Cau

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