Marco Taradash, presidente di Pololaico, commenta per www.scattoneferraro.org il proscioglimento di Ormanni e Lasperanza.

 

Roma, 6 dicembre 2000
La sentenza di assoluzione nei confronti di Ormanni e Lasperanza lascia aperti due interrogativi: primo, quale sia la cultura media della legalità e delle garanzie cui si ispira l'ordine giudiziario (a me sembra prossima al livello di guardia); secondo, quanto abbia inciso sulla decisione di un solo magistrato l'appello sottoscritto da alcune decine di altri magistrati, romani e non, dove si esprimeva, anticipando il giudizio del gup, la solidarietà ai due PM inquisiti nella certezza della loro innocenza.
Quanto questo appello sia stato determinante sul giudizio non lo sapremo mai, quanto sia devastante per una giustizia che voglia fondarsi sulla regola della legge uguale per tutti appare invece chiarissimo. I firmatari di quell'appello si sono assunti la responsabilità di delegittimare il PM che aveva chiesto il rinvio a giudizio di Ormanni e Lasperanza e di far apparire l'amministrazione della giustizia più contigua ai canoni di "cosa nostra", di una "cosa nostra", che alle regole dello Stato di diritto.