La nostra gioia
La nostra gioia non viene solo dal sapere più sereni due giovani che per qualcuno sono anche cari amici, mentre per altri sono solo sconosciuti innocenti. Questa storia va molto al di là delle vicende personali di Scattone e Ferraro. A noi sembra che essa sia un emblema del vero problema della giustizia in Italia. Per questo ci appassiona, per questo le abbiamo dedicato una così gran parte del nostro tempo, per questo qualcuno di noi ha rischiato e rischia di persona!
Non che le discussioni circa i complessi rapporti tra giustizia e politica non siano importanti e meritevoli della massima attenzione. Ma esse costituiscono un problema distinto e diverso. Una cosa è la giustizia in sé, un'altra cosa è la separazione tra i poteri dello Stato, che contrapponendosi anche conflittualmente tra loro, si limitano a vicenda e, limitandosi, rendono possibile la libertà, la quale altrimenti non potrebbe sussistere a lungo (Montesquieu).
I membri di questo Comitato non si vergognano di essere "innocentisti", come non se ne vergognavano i sostenitori di Alfred Dreyfus e di Enzo Tortora. Noi crediamo che un vero impegno civile implichi una ragionata, matura e pacata valutazione di merito e non possa accontentarsi di agnosticismi puramente garantisti. Per noi quindi il 6 dicembre 2001 è una data storica: in una vicenda emblematica, la verità e la giustizia hanno cominciato a rimontare la china, dopo tanti oltraggi subiti. Perciò è illusorio pensare che una parte abbia vinto e un'altra parte abbia perso. Quando vincono la verità e la giustizia, è l'Italia intera che vince. Nessuna "parte" è stata sconfitta. Abbiamo vinto tutti insieme. Se il più autorevole rappresentante della Pubblica Accusa fa proprie le principali tesi della difesa, allora l'antitesi tra le parti, pur restando necessaria, non è più sufficiente. Occorre cercare insieme la verità, che è un bene di tutti, nessuno escluso. Un giorno, un Pubblico Ministero del processo di primo grado disse durante un'udienza: "Quest'ufficio non intende collaborare con la difesa". Perché lo scopo era vincere ad ogni costo, anche a costo di mortificare la verità e la giustizia. Oggi qualcosa è veramente cambiato. E la nostra gioia è immensa.
Alberto Beretta Anguissola