|
Gualberto
Alvino nasce a
Roma il 10 settembre 1953 da Angela Maria Pepe e Gerardo, intagliatore
di mestiere, attore e drammaturgo autodidatta come suo padre Domenico,
tra i
più noti Pulcinella irpini dell'ultimo Ottocento. Una
macchina da scrivere
portata in casa nel 1959 da uno dei fratelli diventa sùbito
il suo giocattolo
preferito: scrive decine di lettere al giorno ai parenti irpini, copia
le poesie
del fratello e i drammi del padre, ne abbozza di propri.
Nel
1967 si iscrive
senza molta convinzione al Liceo Classico Augusto di Roma e dopo
qualche mese
sta per abbandonarlo quando, un mattino, il suo compagno di banco lo
invita a
marinare la scuola e gli legge in un parco alcuni versi di Laborintus,
un brano della Cognizione del dolore e l'incipit
dell'Ulysses:
l'impressione è talmente forte che non solo decide di
proseguire gli studi
classici, ma si concentra esclusivamente nella lettura e nella
scrittura.
Nel
1971 pubblica le sue prime poesie nella rivista «Crisi e
Letteratura», diretta
da Gaetano Salveti, ed entra a far parte dell'omonimo gruppo.
L'anno
dopo
consegue la maturità e si iscrive alla facoltà di
Lettere dell'università La
Sapienza di Roma, dove ha come maestri Walter Binni, Ignazio Baldelli e
Walter
Pedullà.
Nel
1973 una giuria composta da Andrea Zanzotto, Gianfranco Folena, Armando
Balduino e Riccardo Scrivano gli conferisce il Premio Nazionale di
Poesia VIII
Febbraio, bandito dall'università di Padova.
Intanto scrive sulla terza
pagina del «Messaggero» e collabora con lo
«Speciale Libri»
dell'«Unità».
Poco
dopo incontra Cesare Zavattini in occasione di un'intervista (ascolta
un brano) e sospende gli studi per dedicarsi
al
cinema
come soggettista e sceneggiatore. Stringe amicizia coi maggiori
cineasti
dell'epoca, da Age a Nanny Loy, da Dino Risi a Mario Monicelli, da
Steno a Gian
Vittorio Baldi.
Riprende
gli studi nel 1977. Si laureerà con una tesi sulla
poetica di Antonio Pizzuto e si perfezionerà in Letteratura
italiana
nello stesso ateneo con un lavoro sugli inediti pizzutiani Giunte
e virgole
e Spegnere le caldaie,
che pubblicherà
in edizione critica; conseguirà poi un dottorato di ricerca
presso l'università La Sapienza di Roma in Filologia,
linguistica e letteratura, e in Italianistica all'università Tor
Vergata di Roma.
Nel
1977-78
partecipa alle attività del Laboratorio di Poesia di Elio
Pagliarani presso la
Galleria «La Tartaruga» di Roma insieme a Claudio
Giovanardi, Sandra
Petrignani, Arnaldo Colasanti, Felice Paniconi, Claudio Damiani e altri
giovani scrittori
romani. Come saggio di fine corso legge un testo narrativo dal titolo Gottinga,
successivamente rielaborato e reintitolato Scale (ascolta
un brano letto da G.A.).
Nel
1980 si sposa con Miriam Ianieri e si trasferisce per motivi di
lavoro a Cesena, dove nasce il suo primogenito William. Due anni dopo
torna a Roma
e riprende a scrivere per il cinema sia commerciale (realizza alcuni
film con
Gianfranco Parolini) che d'autore (da una sua idea nasce Zen.
Zona
Espansione Nord, diretto da Gian Vittorio Baldi).
Nel
1985 nasce il suo
secondogenito Pier Daniele. L'anno successivo, su invito di Angelo
Guglielmi,
scrive per Raitre, con Gabriella Leto, il programma L'arte
difficile di
Antonio Pizzuto.
Nel
1987 vince un concorso a cattedre e intraprende la
carriera dell'insegnamento.
Nel
1988 dedica allo scrittore siciliano un numero
triplo della «Taverna di Auerbach, rivista internazionale di
poetiche intermediali»
dal titolo Antonio Pizzuto. Inediti e scritti rari,
con testimonianze e
contributi di Gianfranco Contini, Franco Cavallo, Giovanni Fontana,
Pietro
Tripodo, Raffaele Manica, Walter Pedullà e di altri
letterati non solo
italiani.
Nel
1990 inizia la sua collaborazione con «Dismisura»,
dove pubblica
testi narrativi, poetici, e traduzioni d'autori di lingua inglese
(William
Blake, Thomas S. Eliot, Dylan Thomas) e con diverse riviste
accademiche e militanti, tra
cui «Annali della Scuola Normale Superiore di
Pisa», «Strumenti critici»,
«Studi e problemi di critica testuale»,
«Filologia e critica», «Archivio
Storico per la Sicilia Orientale», «Les Langues
Néo-Latines», «Studi di filologia
italiana», «Humanitas»,
«Philo<:>logica»,
«Italianistica», «Studi
linguistici italiani», «Ermeneutica
letteraria», «Filologia
italiana», «L'Immaginazione», «Moderna» .
Nel
2001
vince il premio Feronia-Città di Fiano per la critica
militante.
Nel
2008 pubblica il suo primo romanzo, Là
comincia il Messico, finalista al Premio
Feronia-Città di Fiano nel 2008 e
nel 2009.
Nel
2008 entra nel comitato di redazione di «Fermenti»,
dove dal 2005
tiene la rubrica corsara di varia cultura Bloc notes.
È redattore della
rivista del Sindacato
Nazionale Scrittori «Le reti di Dedalus», collaboratore di «Alfabeta2», consulente di «Formafluens. International
Literary Magazine» e referente scientifico
di «Oblio» (Osservatorio Bibliografico della
Letteratura italiana Otto-novecentesca).
È stato tradotto in francese, spagnolo
e giapponese.
|