Dott. GIUSEPPE TIRONE
Specialista in Psicologia
Psicoterapeuta
Socio fondatore del Centro Italiano di Ipnosi Clinica e Sperimentale
(CIICS)
Filmato cliccare sull'immagine
IL CENTRO ITALIANO DI IPNOSI CLINICA E SPERIMENTALE
(C.I.I.C.S.)

LA STORIA
Nei primi anni 70 dello scorso secolo un piccolo gruppo di professionisti, medici e psicologi, si incontravano periodicamente per confrontarsi sulle problematiche e sull’ impiego terapeutico dell’ipnosi. La loro formazione all’ipnosi era avvenuta negli anni precedenti per aver frequentato i corsi organizzati dall’Associazione Medica per lo Studio dell’Ipnosi (AMISI) o per aver frequentato corsi che Granone dal 1965 organizzava all’ospedale di Vercelli dov’era primario.
Nell’inverno 1978/79 in una solita riunione del gruppo si decise che ci si sarebbe potuti costituire come Associazione Culturale, si pensò di proporre l’iniziativa al prof. Granone che pur lavorando a Vercelli abitava ed aveva studio a Torino
Nacque così il CICS (diventò CIICS negli anni successivi con una modifica statutaria) che fu costituito con atto notarile l’8/3/79.
Autilio F., Bairati C., Bauducco L., Bianco C., Fulco M., Granone F., Li Donni N., Mazzocco A., Minella E., Mitola G., Viana L., Papi Grasso L., Papi M., Sbriglio V., Tirone G., Tozzi A., furono i soci fondatori.
Granone fu nominato Presidente, Vice Presidenti furono Autilio e Tirone, Bianco fu nominato Segretario.
LA SCUOLA POST-UNIVERSITARIA DI IPNOSI CLINICA E SPERIMENTALE
La prima Assemblea della costituita Associazione decise, fra l’altro, su proposta di chi scrive, la realizzazione della Scuola di Ipnosi Clinica e Sperimentale.
Nel verbale di Assemblea del 24/11/79 si legge:
“(...) L’Assemblea ha poi stabilito di costituire all’interno del CICS, una Scuola d’Ipnosi gestita da un comitato di Gestione. Sarà compito di questa Scuola l’istituzione di corsi per l’approfondimento teorico e pratico dell’Ipnosi. Il primo corso avrà un carattere informativo, il secondo invece sarà articolato in gruppi pratici di discussione. Il corso dovrà avere una durata tale da consentire una vera formazione dell’ipnologo. Si è approvato all’unanimità che il Comitato di Gestione della Scuola sia composto dai membri del Consiglio Direttivo con l’aggiunta della Dottoressa Bairati Papi. Granone ha poi suggerito che il Comitato di Gestione sia distinto dal gruppo dei Docenti e la proposta è stata unanimemente accolta. (...)”
Il primo Corso fu organizzato con la direzione di Granone nel 1981, ebbe molto successo e vide la partecipazione di una sessantina di allievi
Da allora sia l’Associazione, sia la Scuola hanno subito diverse trasformazioni e ristrutturazioni.
Nel marzo del 2009 l'Autore di dimette
da ogni incarico nel Centro Italiano di Ipnosi Clinica e Sperimentale
e rinuncia ad ogni insegnamento nella Scuola post-universitaria del medesimo Centro
IPNOSI : LA STORIA
La storia dell' ipnosi dalle origini ai giorni nostri è stata riassunta in due brevi filmati.
Cliccare su: Parte 1° e poi su Pare 2°
PARTE 1° Clicca sull'immagine
PARTE 2° Clicca sull'immagine
SEMINARI e CORSI DI GENIOSI
Per accedere alla pagina dei Seminari e dei Corsi cliccare su Corsi
CORSI
COSE DALLO SPIRITO
Alla fine del 1998 ad una donna, che nel corso degli anni aveva sviluppato sensibilità particolari, si presentò un’intelligenza, a suo dire mai incarnata che disse di essere “Educatore di Libertà”, che era da ella percepita come una voce interiore. Furono proposti molti contenuti spirituali che ora verranno proposti a coloro che desirerano leggerli. (Cliccare sulla fotografia)
I messaggi dell'Educatore di Libertà
IL MIO BLOG
Psicologo di campagna
Le storie e le metafore di un'Amica. Ella ha imparato a rilassarsi, a fare silenzio e a tacitare il turbinio del pensare. Una sorta di voce che lei dice proveniente dal cuore, si è manifestata e così ha iniziato a scrivere ciò che sentiva. Molti contenuti prodotti erano metafore e storie. Credo che sia ingiusto tenere soltanto per me tutto il materiale che ho raccolto; così, dopo averle chiesto autorizzazione, l’ho fotocopiato e regalato agli amici e ora decido di pubblicarlo, una storia alla volta sul blog. Colui che vi accede tragga, se trova, quel che gli serve.
Clicca qui
IPNOSI
IPNOSI:
metodica terapeutica bistrattata e per lo più rifiutata come non scientifica da quando, all’inizio del secolo scorso, S.Freud l’abbandonò per sostituirla con ciò che fu poi la psicanalisi.
Oggi sappiamo che l’ipnosi è ben altro di ciò che si pensava ai tempi di Freud sebbene molti ancora la interpretino come allora.
Il fenomeno detto ipnosi è potenzialità dell’immaginazione creativa attraverso la quale è possibile intervenire sul funzionare fisico e psicologico dell’organismo umano, è in sintesi il potere che può aver la parola, se ben gestita, nell’aiutare l’altro sofferente. Per tale nuova concezione in alternativa alla parola “ipnosi” viene proposta la parola “GENIOSI” che meglio esprime le dinamiche del fenomeno.
IPNOSI o GENIOSI ?
Le ragioni che sostengono la tesi di dover sostituire la parola "IPNOSI" con la parola "GENIOSI" cliccare sull'immagine per accedere al filmato
PSICOTERAPIA e METAFORA
C'era una volta un drago che spaventava tutti quanti, eccetto un bambino, ma nessuno si chiedeva il perché, avendo ognuno in cuor suo deciso che ciò fosse possibile per una sorta di magia in cui si diceva il piccolo fosse stato avvolto, il giorno stesso in cui era nato, perché quel giorno coincideva con l'incontro del sole nel cielo con Marte e, come si sa, Marte è il pianeta del coraggio.
Passarono anni e anni in cui tutti gli abitanti di quel paese, sempre più spaventati da quel drago, avevano ormai rinunciato, e a trovare una soluzione pacifica col drago e a attaccarlo, cercando così di abbatterlo, ma vivevano nascosti lamentando questo gran disagio, ma del resto, ormai anche abituati.
Qualcuno nel tempo aveva cercato di osservare come quel ragazzo attraversasse quella valle dove c'era il drago, per imparare da lui e allenarsi a comportarsi come lui, ma tutto si era rivelato inutile anzi dannoso, ché qualcuno stimando aver capacità e coraggio era andato nella valle come quel ragazzo e così era stato dal drago fatto a pezzi!
Nessuno però in tutto quel tempo aveva mai pensato di chiedere al ragazzo semplicemente che vedeva!
Fu così che un giorno il ragazzo disse ad un amico: "Passando nella valle dove voi vedete il drago ... "
"Come - chiese l'amico - ma allora tu non vedi il drago?"
"Certo che no, altrimenti anch'io ne avrei paura!" (da una raccolta di storie non pubblicata di A.R.)
IL LIBRO ULTIMO PUBBLICATO DALL'AUTORE
DOVE VAI?
Manuale pratico per lavorare
con se stessi alla
scoperta del Sé
Libreria Editrice PSICHE
Torino, Aprile 2010
ISBN 978-88-96093-12-2


Il libro vuole essere un dono che l'Autore vuol fare a colui che vorrà leggerlo, di quel che ha compreso e si sta impegnando a realizzare nella sua esistenza.
Un manuale fra i tanti.
I MIEI VIDEO SU Youtube
Per accedere alla pagina dei video dell'Autore clicca sull'immagine
Cliccare sull'immagine per essere indirizzati alla pag dei  video
ALTRI SITI
DELL'AUTORE
Sull'essere terapeuta
E' descritta l'esperienza pluriennale dell'Autore nell'essere psicoterapeuta
clicca qui
Sul potere della parola
nella relazione d'aiuto
Nel testo sono riportate le metodiche impiegate dall'Autore nel gestre la potenzialità dell'immaginazione creativa nella relazione d'aiuto psicologico
Clicca qui
Psicologia e Spiritualità
In questo sito è riportato parte del l contenuto del libro: Psicologia dell'Anima - Un fruscio d'ali
Clicca qui
Dal marzo 2009
l'Autore di dimette da ogni incarico nel Centro Italiano di Ipnosi Clinica e Sperimentale
e rinuncia ad ogni insegnamento nella Scuola post-universitaria del medesimo Centro
RIFLESSIONI STORICO - METAFORICHE SU UN PROGETTO
DA PARTE DI COLUI CHE NE FU IL PROMOTERE E
IMPEGNATO SOSTENITORE PER TRENT'ANNI

Un gruppo di amici aggregati da grande entusiasmo e da comuni interessi, con il desiderio di stare insieme, approfondire la loro ricerca e di offrire la loro esperienza anche ad altri, da alcuni anni si incontrava periodicamente per scambiare esperienze.
Nel lontano 1978 venne il momento in cui i partecipanti al gruppo pensarono di dar maggior visibilità alle loro idee aprendo e allargando il gruppo anche ad altri.
Si decise di costruire una sede, un palazzo, dove si poteva abitare insieme, ovviamente in alloggi diversi e affittare alloggi anche ad altri ai quali piacesse il palazzo.
Non sapevano bene come fare: il progetto era chiaro e anche il come procurarsi il materiale per realizzarlo, ma mancava loro qualcuno che li istruisse sui percorsi idonei ad avere tutti i permessi necessari per costruire e, ovviamente, condividesse gli obiettivi e il progetto.
Cercarono l’esperto.
Si guardarono intorno e furono fortunati.
Trovarono sul territorio un tecnico rispondente alle loro esigenze e peraltro conosciuto.
Questi stava per concludere il suo lavoro in un’altra città.
Era un po’ chiacchierato, per quanto concerneva la sua professione: alcuni ne parlavano molto bene, altri decisamente no, ma sicuramente aveva una notevole esperienza alle spalle.
E poi, come dire, sebbene sia necessario mai giudicare, anche prima di criticare è sempre meglio conoscere.
Ad incontrarlo furono, in un primo momento, due rappresentanti del gruppo che, solo dopo aver sondate disponibilità e interessi, lo incontrò; proprio in seguito a tale incontro venne definito nel dettaglio il progetto.
Raggiunto un accordo si avviò la costruzione.
Ne uscì un bel palazzo, non perfetto, come nulla può essere perfetto, ma un bel palazzo, nel quale gli amici poterono realizzare il loro desiderio.
Fu costruito grande, con possibilità di ampliamento, consentendo spazio anche per molti altri inquilini.
All’inizio si pensò che, considerata l’esperienza del tecnico e la molta disponibilità che aveva dimostrato nel realizzare la costruzione, fosse ottima cosa affidare a lui la presidenza del consiglio di condominio.
Si invitarono diversi amici a far parte del gruppo e poco alla volta il palazzo si popolò.
Tutto procedette armoniosamente per qualche tempo e poi, come in ogni condominio, si caratterizzarono differenze di opinioni che resero molto vivaci le riunioni condominiali.
Gradualmente, dei vecchi amici, qualcuno traslocò, alcuni mutarono i loro interessi, qualcuno morì anche, e alcuni furono pure sfrattati, ma un clima pericoloso venne man mano formandosi fra i residenti: nel presidente del consiglio di condominio si insinuò la malsana convinzione di essere il padrone del palazzo e di poterlo amministrare a sua completa discrezione. Così avvenne.
Seppur tale modalità di gestione fastidiasse molti condomini e affittuari, abilità gestionale del presidente era creare conflitti fra i vari condomini, alleanze di maggioranza mirate ai diversi problemi, favorendo alcuni e penalizzando altri. Riuscì ad avere in mano tutta l’amministrazione, permettendosi anche, in alcune occasioni, di rivedere i verbali di riunione prima di renderli effettivi.
Ci sono state negli anni ribellioni, ma fu sempre facile eliminarle, o con lo sfratto, o con il velato ricatto o offrendo alloggi a persone compiacenti.
La rotazione periodica fra i condomini e i legami che il potere ha saputo costruire ha fatto sì che la situazione si mantenesse nel tempo.
Nel marzo del 1996, in seguito agli scontenti e nel tentativo di migliorare la situazione relazionale, colui che scrive viene incaricato di proporre una ristrutturazione dei contenuti del regolamento di condominio e una proposta di gestione dell’immobile.
La proposta, in seguito valutata e in parte migliorata dai condomini, è quanto ancor oggi dovrebbe valere nella gestione della struttura.
Il 31 marzo del 1998, quando il presidente, nei fatti amministratore unico, si dimise per problemi di salute, la presidenza venne affidata a colui che ancora la possiede.
Dei vecchi amici soltanto più due abitavano ancora il palazzo e ne conoscono, per esperienza vissuta, la storia nella sua interezza.
Sono passati altri 10 anni, quasi 11, da quella ristrutturazione che avrebbe dovuto sanare il malcontento, e per un po’ fu così. Ma oggi, in parte a causa della gestione e forse molto a causa dei condomini, compreso chi scrive, il clima del condominio è un clima d’ipocrisia, di doppiezza, di pusillanimità, di demagogia, di ambizione al potere e di schieramenti politici che paiono quelli dei partiti. Tutto ciò rimanda a quanto succedeva prima del ’96, al punto da far affermare che al confronto era meglio prima perché l’Amministratore, anche con i suoi modi, era unico e autorevole. Oggi tale riferimento manca.
Certo non si può dire che ciò che era nell’intenzione del gruppo originario in questi 30 anni si sia realizzato; forse risultati si sono ottenuti sulla quantità e qualità dei contenuti di discussione che i condomini propongono, ma sicuramente il clima di collaborazione, rispetto, coerenza, sincerità e perché no, di amicizia, è altra cosa.
Se così dovesse continuare certo non sarebbe una fantasia pensare al crollo o all’abbandono del palazzo.
Chi scrive è stanco di battaglie improduttive, molte ne ha fatte, e alla revisione di oggi, anche di dubbio valore; pertanto, con questo scritto annuncia la sua intenzione di abbandonare l’impegno nel palazzo entro la fine dell’anno, non appena termineranno le responsabilità che si è assunto.
La storia è dovuta, quel che resta è il rammarico di non essere riuscito in questi anni a contribuire alla creazione di un gruppo di amici che nella loro diversità cultural-professionale potessero offrire a loro stessi e ad altri testimonianza terapeutica del potere dell’immaginazione creativa. Mi pare invece di lasciare, al di là di certe coesioni al momento del voto nelle assemblee, un gruppo disperso con in sé grande potenzialità autodistruttiva.
Trent’anni di storia insegnano. Il progetto iniziale rimane e sarà riproposto foss’anche in altro palazzo, ma certo con maggior consapevolezza delle dinamiche umane e dei valori di riferimento di coloro che condivideranno. Tuttavia non posso non lasciare un messaggio di speranza, ai condomini che mi vogliono bene, ancora e nonostante tutto: “La tempesta è capace di disperdere i fiori ma non è in grado di danneggiare i semi.” Se mi allontano è perché non voglio tradire gli amici, e me stesso.
Dr. Giuseppe Tirone.
piero.tirone@alice.it