I vecchi frantoi oleari ("Trappiti")

Le mole di un antico frantoio con la barra dell' "ominu mortu"

   Nei primi decenni del secolo scorso nelle campagne caccuresi , coperte in gran parte di rigogliosi uliveti, esistevano decine e decine di frantoi oleari (trappiti) nei quali venivano molite le migliaia di quintali di olive prodotte nelle proprietà del barone Barracco. Si trattava di piccoli impianti nei quali era possibile lavorare solo qualche quintale di prodotto al giorno per cui se ne costruivano a centinaia per poter trasformare l'enorme quantità di olive prodotte in olio.  Alcuni  erano dislocati  anche nel centro storico, uno in via Portapiccola  di proprietà del Cavaliere Raffaele Ambrosio e uno in via Simonetta, di proprietà della famiglia Lucente.  All’epoca non c’era ancora la corrente elettrica, né motori in grado di muovere le mole ed azionare le presse. L'energia impiegata era di solito fornita dagli animali, soprattutto muli e asini, ma, spesso, erano gli stessi uomini che azionavano le mole spingendo un barra di legno (ominu mortu). L'utilizzazione dell'energia umana era molto diffusa e la vita dei poveri braccianti addetti a questo tipo di lavoro non era molto dissimile da quella dei galeotti.                                

La pressa

   La pasta delle olive appena molite veniva collocata su dei dischi di feltro (fisculi) che poi venivano collocati in una pressa a vite, praticamente un torchio, e spremute. Il liquido ottenuto, una miscela di acqua e olio, finiva in una vasca di decantazione (santina) e lasciato a riposo per qualche tempo.  Essendo ancora sconosciuti  a quei tempi i moderni separatori, l'olio veniva separato dall'acqua a mano. Essendo più leggero dell'acqua, infatti, dopo qualche ora, si depositava nella parte superore della vasca, mentre l'acqua rimaneva sotto. Uno dei frantoiani, allora, servendosi di un piatto particolare, raccoglieva l'olio e lo depositava in un recipiente.

   L'addetto alla "santina" doveva essere particolarmente abile, soprattutto quando l'olio rimasto era poco e c'era il rischio di raccogliere anche acqua.

 

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