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NOTIZIE
DA CACCURI
1) E' morta Elisa
Marchisio
2) Rassegna teatrale
Premio Caccuri
3) La neve ci ha
"schifati"
4) Bufera di neve su
Caccuri
5) Addio a Terigi
6) A Domenica
Cinque la vicenda di Gessica
7) E' morto
Domenico Ambrosio
8) E'
morto Gimmino (Vincenzo Chiodo)
9) Premio
letterario news
DALL'ITALIA
E DAL MONDO
Il
FATTO
Rispettiamo i nostri giovani
Dalla cooperazione
all'imprenditoria
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IL FATTO
Rispettiamo i giovani italiani
Da qualche giorno mi chiedo, con sempre più insistenza, se è ancora
possibile sperare che i nostri governanti possano rilasciare
qualche dichiarazione pubblica che non sia configurabile, nella migliore
delle ipotesi,come una colossale sciocchezza e, nella peggiore, un’offesa
per i giovani, gli anziani, i lavoratori precari, i disoccupati da una
vita.
Dopo
l’elegia del lavoro flessibile ( traduci precario) del presidente del
Consiglio Monti che ritiene il posto fisso monotono (anche se poi ha
parzialmente corretto l’affermazione), ora è la volta di una
dichiarazione del ministro dell’Interno Cancellieri a far rizzare i
capelli. Secondo molti organi di stampa il Ministro avrebbe
dichiarato: "Noi italiani siamo fermi al posto fisso nella stessa
città di fianco a mamma e papà.” Cito testualmente la frase così
come riportata da Repubblica e dal Corriere della Sera on line il che,
stante l’autorevolezza delle due testate rende attendibile la notizia.
A questo punto credo sia lecito chiedersi se i nostri governanti,
prima di parlare, riflettano e se conoscano la storia d’Italia,
soprattutto quella dell’Italia meridionale. Dubito che la conoscano,
perché se la conoscessero eviterebbero di pronunciare
giudizi così offensivi sugli Italiani e sui nostri giovani. Si
calcola che dal 1861, da quando cioè i ”Padani del tempo”, con la
scusa di unire l’Italia, proposito nobile e condiviso da tutti, anche
dai meridionali, smantellarono quel poco di industria e di attività
economica del Mezzogiorno per sviluppare le aziende del Nord, circa
venti milioni di meridionali abbandonarono la loro terra per cercare
altrove un “posto flessibile” che rompesse la monotonia del posto
fisso. Moltissimi di quei giovani abbandonarono la loro “città di
fianco a mamma e papà” per emigrare in Argentina, Brasile, Uruguay,
Stati Uniti, Australia, paesi dai quali non tornarono mai più e non
rividero più né mamma, né papà. Questo negli ultimi decenni del XIX
secolo e per una buona metà del XX, poi, negli anni ’60,
l’emigrazione riprese ancor più massicciamente per il Belgio, la
Germania, la Svizzera, la Francia e per il cosiddetto triangolo
industriale che poté svilupparsi e arricchirsi grazie alla manodopera a
basso costo dei meridionali. Moltissimi giovani persero la vita a
Marcinelle, a Mattmark e in tante altre sciagure senza poter
riabbracciare “mamma e papà.” Ovviamente non furono solo i giovani
meridionali ad allontanarsi per sempre da “mamma e papà” in cerca
di un lavoro dignitoso e meno precario; anche tanti friulani,
veneti, liguri, toscani, piemontesi fecero la stessa cosa e furono
protagonisti di analoghe odissee. Non è assolutamente vero, perciò che
noi “italiani siamo fermi al posto fisso nella stessa città di fianco
a mamma e papà”; non lo è storicamente, non lo è nemmeno oggi che i
giovani continuano ad emigrare perché finalmente, come voleva De
Gasperi, hanno anche imparato e lingue e possono andare tranquillamente
al’estero (anche se emigrano pure all'interno del territorio
nazionale). Altro che posto fisso vicino a mammà e papà! Evitino, perciò, i governanti, di offendere i
nostri giovani e la memoria di quanti, come ho detto prima, per
lavoro furono inghiottiti da altri mondi e papà e mammà non li rividero mai
più, nemmeno in occasione della morte.
Peppino Marino
Una iniziativa
di Manuelita Scigliano
Dalla
cooperazione internazionale all' imprenditoria

Manuelita
Scigliano, giovane caccurese, già dipendente delll’OIM (l’organizzazione internazionale per le migrazioni),
già insegnante di lingua e letteratura italiana all’Università della
Manouba di Tunisi, già capo redattrice del Corriere di Tunisi , quindi
titolare di una società di servizi, l' "Athena Services",
ad un certo punto lascia queste attività e, con il marito, Ramzi Labidi,
un ragazzo tunisino sposato la scorsa estate, si lancia in un'altra
avventura: la creazione di una cooperativa di ragazze tunisine, l'Atelier
Darnissè (Casa delle dame) in una zona poverissima del paese nord
africano. Grazie a questa brillante iniziativa, le ragazze
imparano a leggere e a scrivere, crescono professionalmente e producono
biancheria per la casa, tappeti, accessori e abiti tutti lavorati
rigorosamente a mano che poi vendono nella stessa Tunisia o anche
altrove cercando di sfruttare anche le opportunità offerte dalla rete .
Recentemente l'iniziativa è stata presentata dalla stessa Manuelita nel
corso di una intervista di una televisione privata nel corso del
programma "Buon giorno cielo". Questa vicenda dimostra
ancora una volta, ove ce ne fosse bisogno, di quante enormi
sarebbero le potenzialità delle giovani intelligenze caccuresi se solo
avessero la possibilità di affermarsi nel loro paese e nella loro
terra. L'augurio è che la nostra concittadina possa inventarsi qualcosa
anche per i giovani del nostro paese, magari attraverso qualche forma di
collaborazione o di interscambio con le ragazze tunisine.
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ULTIME NOTIZIE
10/02/2012
E' morta Elisa Marchisio
Si è spenta ieri nell'ospedale di Torino, all'età di 26
anni, Elisa Marchisio. La sfortunata giovane era figlia di Teresa
Basile e nipote dei nostri concittadini Vincenzo Basile e Maria Pisano,
emigrati da anni in Piemonte. La morte è sempre assurda e
inaccettabile, ma quando ghermisce una così giovane vita è davvero
intollerabile. In un momento così doloroso vogliamo far giungere
all'amico mastro Vincenzo, alla moglie , ai genitori di Elisa e ai
parenti tutti il nostro cordoglio e la nostra solidarietà.
10/02/2012
Rassegna
teatrale Premio Caccuri
 E'
stato pubblicato, sul sito del Premio
letterario Caccuri, il modulo di adesione alla rassegna teatrale in
vernacolo. Le compagnie eventualmente interessate a parteciparvi possono
scaricarlo cliccando qui
06/02/2012
La neve ci ha
"schifati" Vero è ben,
cari amici! Anche la Neve,
ultima Dea, fugge Caccuri: e involve
tutte cose l’obblío nella sua noia;

L'altro ieri, vedendo
infuriare una bufera di neve e, sulla base delle previsioni meteo che
seguivamo in tv e on line, speravamo di ritrovarci ammantati da una
coltre bianca che ci consentisse, perlomeno, di scattare qualche
bella istantanea del paese innevato. Tutti eccitati, la notte ci
alzavamo spesso per controllare lo strato di neve, ma ce ne tornavamo a
letto sempre più delusi. La bufera, infatti, è durata solo pochi
minuti e di neve neppure l'ombra. Anche il pannello di Santa Croce che
consultavamo speranzosi di scoprire qualche eventuale pre allarme meteo,
ci ripeteva monotonamente che l'ultimo allarme meteo era quello del 22
novembre dell'anno scorso. Accidenti che iella! Eppure Verzino, Savelli
ed altri paesi della zona si sono goduti la loro bella nevicata
che per noi è rimasta un sogno. Si vede che la neve, come nella battuta
del sergente maggiore Quaglia, ci ha schivati o schifati secondo
l'errata interpretazione del colonnello Di Maggio.
06/02/2012
Bufera di neve su
Caccuri

Da circa un'ora Caccuri è investita da una bufera. Piccoli fiocchi di
neve, sospinti da raffiche di vento, hanno cominciato ad imbiancare i
tetti e le campagne intorno all'abitato, mentre la temperatura esterna è
scesa a 1°. Per le prossime ore il meteo prevede abbondanti
nevicate che dovrebbero protrarsi per tutta la giornata di
martedì e parte di mercoledì. Per il momento, le strade sono ancora
transitabili.
06/02/2012
Addio a Terigi Mele

Ho appreso con dolore, solo questa mattina, a funerali già celebrati,
della scomparsa di Terigi Mele. Terigi, 83 anni, era uno degli amici e
compagni più cari al quale mi legavano tanti bei ricordi. Persona
umile, educata, discreta, ma sempre disponibile, era amato e stimato da
tutti. Ricorderò sempre il racconto dell'avventuroso
viaggio in treno che i miei genitori emigranti fecero, negli anni '60
dello scorso secolo assieme a Terigi, anch'egli emigrante e il
luculliano banchetto che imbandì, in quell'occasione,
all'interno dello scompartimento forse anche per rendere meno
amara a se stesso e agli amici la partenza dalla propria terra per
luoghi sconosciuti e, forse,ostili. Conservo con cura e
gelosamente alcuni oggetti in legno che fabbricava con le sue mani
e che mi regalò, come "u gammellu", 'u matassaru,
'a fellura, preziosi doni che contribuiranno a far si che lo ricordi
sempre anche attraverso il suo prezioso lavoro. Addio, Terigi e grazie
per la tua sincera amicizia
06/02/2012
A
Domenica Cinque la vicenda di Gessica

La tragica vicenda di Gessica Spina, la ragazza caccurese morta qualche
settimana fa nell'ospedale San Giovanni di Dio di Crotone 48 ore dopo
aver dato alla luce un bambino col parto cesareo, è stata ricostruita
ieri pomeriggio, nel corso della trasmissione Domenica Cinque condotta
da Federica Panicucci, dai parenti della sfortunata ragazza In studio lo zio Pino
Scigliano, la sorella Antonella e il fidanzato di Gessica. "Non chiediamo
risarcimenti o altro, ha dichiarato Pino visibilmente commosso, vogliamo
solo piccole, semplici risposte su quanto è accaduto affinché questo
treno non debba passare più per nessuna famiglia e per nessuna
ragazza."In precedenza Antonella aveva ricostruito i due giorni di
degenza della povera Gessica e le difficoltà di dialogo tra i familiari
della ragazza, preoccupati per le condizioni nelle quali la degente versava e il
personale del nosocomio che, a suo dire, diede rassicurazioni che,
purtroppo, non salvarono la giovane. Sul presunto caso di mala sanità
sono in corso due inchieste.
04/02/2012
E' morto Domenico
Ambrosio
E'
morto improvvisamente ieri a Erba (Co), all'età di 53 anni, Domenico
Ambrosio, nipote di Vincenzo Chiodo (Gimmino). Un tragico destino ha
voluto che zio e nipote si spegnessero quasi contemporaneamente. In
questi momenti segnati dal dolore esprimo ai familiari e ai
parenti tutti il mio cordoglio e quello di tutti i visitatori del
sito.
03/02/2012
E' morto Vincenzo
Chiodo

Si è spento nella notte, all'età di 95 anni nella sua casa di via
Trento, Vincenzo Chiodo. Gimmino, com'era stato ribattezzato dai suoi
compaesani, era nato nel 1917 a Gary, nell'Indiana, un centro
siderurgico americano fondato qualche anno prima, dove si era
trasferito da Caccuri il padre, mastro Carmine, con la famiglia. Per
questo Vincenzo divenne Jimmy da cui Gimmino. Appreso il mestiere di
fabbro dal padre e quello di idraulico dallo zio Vincenzo Fazio, Gimmino
fu assunto dal Comune come fontaniere e successivamente, come anche come
guardia municipale, compiti che assolse fino ai primi anni '80 dello
scorso secolo.
Gimmino era un uomo buono e stimato da tutti i
concittadini. La sua scomparsa mi addolora molto anche perché era coetaneo e
amico fraterno di mio padre. In questo momento di dolore mi sento
particolarmente vicino ai miei carissimi amici Carmine e Antonio, figli
dello scomparso e a tutti i parenti ai quali desidero far giungere le
mie più sentite condoglianze.
01/02/2012

E' scaricabile da oggi, sul sito del Premio
letterario Caccuri, il modulo per chiedere di far parte della Giuria
dei lettori del premio nazionale di saggistica. Chi intende farne parte,
dopo averlo compilato, dovrà inviarlo, entro e non oltre il 2-4-2012 al
seguente indirizzo: olimpiot@inwind.it.
Saranno accolte solo le prima 30
domande pervenute. Nell'occasione si ricorda che coloro i quali
intendono partecipare con le loro opere al Premio poesia e prosa
dialettale U. Lafortuna dovranno inviarle alla Pro Loco di Caccuri, entro
il 31 maggio 2012 secondo le modalità previste dal regolamento
pubblicato sul sito del premio.
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