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23
aprile 2013
A
quando la differenziata?
Le
bugie hanno le gambe corte e il naso di Pinocchio è troppo
ingombrante per passare inosservato.
Il 20 Marzo è comparso sul sito dell'amico Giovanni Marasco un articolo
il cui incipit così recitava:
<<20.03.2013- Da
un comunicato pubblicato su facebook dal Sindaco di Caccuri, veniamo a
conoscenza che: “dal 15 aprile (salvo qualche piccolo slittamento
in avanti), inizieremo la raccolta differenziata. Tutti i cassonetti
saranno tolti e sarà assicurato il servizio porta a porta sull'intero
territorio, a breve si darà il via alla campagna di sensibilizzazione,
però chiedo fin d'ora la vostra collaborazione>>.
Non
c'è che dire, queste poche righe contenevano l'Annunciazione di un
cambiamento epocale imminente ("salvo piccoli differimenti",
ovviamente!): in soli 25 giorni il Comune di Caccuri avrebbe avviato la
campagna di sensibilizzazione, informazione e formazione dei cittadini,
avrebbe quindi iniziato la
raccolta differenziata e avrebbe tolto TUTTI i cassonetti dalle vie del
paese.
Il 15
aprile è arrivato, trascorso e passato da una settimana ma nessuno è
stato sensibilizzato né informato, tutti i cittadini caccuresi hanno
continuato a portare i rifiuti indifferenziati nei cassonetti che non sono
stati tolti (eccetto quelli di Piazza Annunziata).
Un amministratore/delegato pro tempore dei cittadini, degno di un tale
incarico, invece di limitarsi a proclami mirabolanti e non
falsificabili ("salvo qualche piccolo slittamento in avanti"),
dovrebbe avere l'onore e l'onere di ASCOLTARE, RENDERSI CONTO E RENDERE
CONTO.
A Caccuri, invece, da circa 4 anni sono di moda l'auto-referenzialità e
la saccenza.
Vincenzo
Rocco Lacava
22
aprile 2013
Spero
nella parte pulita del PD
Ciao,
di solito non partecipo mai a forum di discussioni, ma le vicessitudini
politiche di questi giorni mi portano ad esprimere delle considerazioni
personali. Io sono sempre stato di sinistra, ho vissuto la fine del PCI e
i passaggi dei militanti nei vari agglomerati politici che, a mio parere,
non hanno mai avuto una linea politica internamente e totalmente
condivisa.
Io sono adesso orgoglioso di non averne mai fatto parte. Ho scelto prima
Rifondazione Comunista e adesso SEL. Ho avuto ragione: in quello che è
successo in occasione della tormentata elezione del presidente della
Repubblica, solo Vendola ha dimostrato lealtà, serietà e senso di
responsabilità, a differenza del PD che con i suoi baroni (vedi D'Alema)
e gli ex DC è riuscito ad autodistruggersi e, come dice Vendola, a
consegnare ancora una volta la vittoria a Berlusconi.
Spero che la parte pulita del PD sappia trarne le dovute conseguenze.
Francesco
Lucente - Stradella PV Caro
Francesco,
hai ragione da vendere. Condivido totalmente il tuo pensiero e mi auguro
anch'io che la parte pulita del PD sappia trarne le dovute conseguenze.
Per questo spero tantissimo in Barca e Vendola che forse ci daranno
finalmente un nuovo e moderno partito di sinistra. Così potremo
finalmente votare liberamente il laico Rodotà, invitare ai nostri
convegni il professore Odifreddi senza paura di scontentare i fanatici del
cilicio, votare per una legge decente e civile sulla fecondazione
assistita, sul testamento biologico e forse anche (mi voglio rovinare!)
per la modifica della Costituzione nella parte che impedisce la
revisione unilaterale del concordato e per l'abolizione delle "nuove
decime" alla chiesa. Avevo
sperato che a riuscire nell'impresa fosse stato Bersani, ma Bersani,
ottimo tecnico, eccellente ministro (il migliore che la Repubblica
italiana abbia mai avuto nella sua poco esaltante storia) è persona
troppo ingenua e perbene per mettere in riga i vecchi volponi
democristiani e i nuovi post comunisti che si credono furbi, ma sono solo
dei miserabili fessi. Bersani ha sbagliato quasi tutto negli ultimi due
anni, ma, alla fine, ha azzeccato una mossa geniale, fantasmagorica: la
candidatura di Prodi a presidente della Repubblica che ha messo con le
spalle al muro i furbastri inciucisti costringendoli e venire allo
scoperto. Così ora tutti gli italiani sanno finalmente (a meno che come
le famose scimmiette non si tappino le orecchie e si bendino gli occhi)
qual era il disegno di tanti post democristiani e di qualche furbastro ex
comunista (quanto saresti disposto a scommettere con me che uno di
quest'ultimi lo vedremo fra un paio di anni al massimo assiso al
Quirinale?) Di questo credo dobbiamo essere tutti grati a
Bersani, anche se ha commesso un sacco di errori (vedi la deroga a Rosy
Bindi, che alla fine lo ha "ringraziato" alla maniera dei
democristiani, e il commissariamento infinito del partito
calabrese.)
Prima
di chiudere permettimi un piccolo appunto. Se ci troviamo in queste
condizioni la colpa è anche tua e di molti come te. Se anni fa, invece di
lasciarvi sedurre da Bertinotti, Diliberto, Cossutta e compagnia foste
rimasti nel PDS, probabilmente tutti insieme saremmo riusciti a impedire a
Fassino e soci di distruggere la sinistra. Io e tanti altri amici abbiamo
cercato di impedire questa deriva votando la mozione Angius. Forse se ci
foste stati anche voi avremmo vinto la battaglia. Ma non è mai troppo
tardi. Non tutto è ancora perduto.
Ti saluto con affetto
Peppino 08
aprile 2013
Fesserie
a 5 stelle
Caro
Grillo, “uno vale uno” forse é una splendida fesseria a 5 stelle. Tu
e Casaleggio siete due e contate molto di piú dei 163 cittadini eletti ed
onorevoli contro voglia. La matematica é una opinione, ma la política
no.
Le carte coperte sono tutte uguali ma, se le giri, ognuna ha un suo valore
e, nei vari giochi, ciascuna conta per quello che vale. Il problema, a
questo punto della partita, sta nella testardaggine del “mazziere” che
sembra non capire che il tempo sta per finire e ci sono partite che non
prevedono la rivincita e che l’azzardo é solo una possibilitá, non la
norma. Certamente é necesario rispettare alcune regole, poi peró bisogna
lasciare ai giocatori la libertá delle mosse e in ogni mossa si esprime
un talento o una debolezza. Non sempre si puó vincere facendo cappotto. E
perfino nelle guerre é saggio lasciare al nemico un via di fuga.
La purezza non é di questo
mondo e qui ed ora si tratta di salvare ció che é possibile. Il brivido
che ti da un desiderio consiste nel mantenersi come tale.
Anch’io vorrei un Presidente della Repubblica come “Pepe” Mujica,
che vive come un contadino, con mille euro al mese e non qualcuno che,
mentre la talpa della povertá scolpisce un paesaggio umano che ci riporta
piú in qua dell’epoca in cui il pane era scarso e benedetto,
aspira al soglio quirinalizio e forse non rinuncerá ai 30 mila euro al
mese di pensione che gli italiani, generosamente, pagano per lui. Ma siamo
in Italia e non
in Uruguay e, da noi, come tutti sanno, il vento del cambiamento, alla
fine, produce un temporale nel quale alcuni non si bagnano mai, altri solo
un pó ma gli restano alcune camicie di ricambio e, quelli che non hanno
nulla da mettersi, i “SENZAOMBRELLO”, restano inzuppati fin nelle
ossa. Come sempre. É una stupida pioggia senza uno straccio di
arcobaleno!!!!!
La purezza,
oggi, deve fare i conti con una diffusa povertá e…. la nostra storia.
Un bel dilemma: non vorrei essere nei suoi panni.
Rino
Girimonte (Salvatore Secreto)
08
marzo 2013
Dove depositare i
rifiuti?
Cara
Isola Amena, ti scrivo dopo tanto tempo e lo faccio per chiedere
alcune delucidazioni agli Aministratori Comunali della Rupe.
Ho notato che è stata eliminata una postazione per la raccolta dei
rifiuti solidi urbani, esattamente quella sita in Via Annunziata, il cui
bacino di utenza -se non erro- corrisponde ai cittadini che risiedono
sulla medesima via dal Civico 2 al 20, a quelli che risiedono in
Via XXIV Maggio dal Civico 2 al 12, a coloro che abitano sulla
Piazza Annunziata e, soprattutto, agli esercenti del Mercato
settimanale del Venerdì della medesima Piazza.
Alla vaporizzazione fisica dei cassonetti è seguita un'ordinanza
comunale che vieta categoricamente di depositare rifiuti nel luogo
suddetto.
Dal momento che io risiedo in ViA XXIV Maggio n. 4, ho sentito la
necessità di contattare il Comune per avere delucidazioni in merito
alle motivazioni di cotal decisione e mi è stato risposto che "la
postazione di raccolta degli RSU è stata eliminata in Largo Annunziata
perchè qualcuno -ripetutamente- vi ha scaricato della cenere rovente,
per cui ha provocato pericolose esalazioni di diossina".
Cari, Amministratori, alias Cari Ministri (Servi del Popolo) delegati,
dunque, se ho capito bene le cose stanno così: Se domani si
trovasse della cenere fumante in tutti i cassonetti, il Comune potrebbe
all'improvviso privare il Paesello dei centri di Raccolta?!
Dal momento che a Caccuri la raccolta "porta a porta" non
esiste, penso che il provvedimento piu' logico e, soprattutto, piu'
rispettoso dei Cittadini residenti/contribuenti, sarebbe stato quello di
intimare -attraverso, appunto, una Ordinanza Comunale- a chi ha buttato
indebitamente la cenere fumante nei cassonetti a non perseverare
nel reato.
E invece, come al solito, i Nostri Delegati pro-tempore hanno preferito
motivare una decisione (maturata probabilmente a seguito delle lamentele
di qualche privato cittadino) in modo sbrigativo, furbesco e poco
trasparente.
Noi residenti, dove dovremo portare i rifiuti?
Dove dovranno essere portati i rifiuti del mercato settimanale?
Dovranno essere portati e buttati direttamente all'ingresso del Comune
oppure andranno ad affollare i due cassonetti (che non sopporteranno
l'aumentato bacino di utenza) piu' vicini, cioè quelli presso
la Fioreria Pisano?
Nell'attesa di una chiara e trasparente risposta e dal momento che i
cittadini SONO TUTTI UGUALI, ricordo ai nostri ministri-delegati
che qualcuno potrebbe anche decidere di rifiutarsi di pagare la tassa
sui rifiuti, visto il modo autoreferenziale e poco democratico con cui
vengono prese decisioni dannose per alcuni cittadini.
Vincenzo Raffaele
Lacava
22
febbraio 2013
Caro
Peppino,
anche a me è giunta stamani la lettera del bugiardo di Arcore, al
quale rispondo che il sottoscritto non è " Caro Antonio", ma
per lui sono Il Professor Antonio Guzzo con una storia di militanza
politica coerente e univoca. Di lui non ho nessuna stima per aver costui
infangato IL MIO PAESE in tutto il mondo. Alle persone che lo votano
voglio chiedere: chi lo ha informato a Parigi di notte dell'arresto di
Ruby? Trattasi di una straniera dalla dubbia moralità in possesso del suo
personale numero di telefono. E' mai possibile che una tale donna
straniera possa telefonare a un primo ministro a qualsiasi ora della
notte?Con lui è in pericolo, dato i precedenti, la sicurezza nazionale.
Gli Italiani non abbiamo bisogno di rozze bugie di governanti screditati
in tutto il mondo.
A te un forte abbraccio e scusami per lo sfogo difronte alla imbecille
arroganza di un personaggio così squallido.
Antonio
Guzzo - Scandicci
12
febbraio 2013
Ossessione senza fine
È
utile avere un'ossessione: ci distrae, scriveva Joan Fuster.
Dopo quasi 600 anni ( Gregorio XII (4 luglio 1415) un Pontefice si
dimette.
Nel 2013 c'è, purtroppo, chi utilizza un evento unico e di importanza
storica per farne publicità politica di bassa lega nonchè di cattivo
gusto.
Siamo a carnevale........e ogni scherzo vale.
Lina
Scigliano
Lina mi ha chiesto di cambiare il titolo che avevo fatto io ieri "Non
toccate il caimano" in "Ossessione senza fine", titolo che
avrebbe dato lei al suo intervento. Lo faccio molto volentieri in quanto
lo ritengo più consono al suo stato d'animo.
Peppino Marino
12
febbraio 2013
Il
Caimano
Benedetto
XVI di dimetterà: un Papa in crisi. Nanni Moretti lo aveva previsto. Si
avvererà anche la sua profezia sul Kaimano? Tutti al voto!!!
Fausto Pirito

La scena finale del film di
Moretti “Il Caimano”
10 febbraio 2013
E' il caso di dire:
buon carnevale
Non
fu poi cosí difficile la profezia: “Questo--
nel senso di lui-- vi frega un’altra volta”.
Bastava leggere gli atti come uno scrupoloso notaio dell’evidenza, per
registrare l’inganno e non abboccare all’esca, al verme attorcigliato.
O quanto meno non farsi prendere alla sprovvista, all’insaputa. Ha
lasciato passare l’uragano, lo Sturm und Drang, le risate, le beffe.
S’é accucciato come un giunco, come una spiga in un campo di grano, in
attesa che il mare della vergogna evaporasse, come i sogni che non si
ricordano al mattino. Et voilá, ecco l’incubo che riappare, esce dal
buio e s’illumina d’immenso. Lui torna. L’orologio segnala i numeri ma
é lui la lancetta che scandisce i tempi, in questo vuoto a perdere, in
questo carnevale che, come un singhiozzo, ripropone le stesse maschere.
Ed
il pubblico plaudente recita la sua parte ed accoglie, genuflesso, la
sesta venuta del messia, che trafigge gli schermi e fa a pezzi la dignitá
di un paese e la sua memoria.
Ecco, la memoria e la sua assenza. Senza i fatti rimane la fede. Credono
in lui a prescindere, credono in lui perché, in questa commedia buffa, in
questo teatro del grottesco in cui sgomitano un rosario d’ attori
minori, é sempre lui il protagonista, il piú credibile degli
imbroglioni.
Il vilipendio alla democracia, l’insulto all’intelligenza, alla
logica, alla pazienza, il festival dell’eccesso, occupano il
palcoscenico.
Dalla distanza, solo nebbia. É difficile spiegare, a chi vorrebbe anche
capire, la meteorología dell’anima di questo Stivale bucato che da
troppo tempo ormai non cammina.
Il destino finale di ogni organismo vivente é la putredine. Alcuni
s’impegnano, con successo, ad accelerare il proceso. Altri non hanno mai
creduto alle favole peró non han mai smesso
di sognare. Moltissimi reagiscono come Totó di fronte agli
schiaffoni destinati a Pasquale.
C’é chi dice no, il primo diritto di un essere umano, c’é chi
continua a pagare il biglietto per assistere alla funzione mangiando le
noccioline come le scimmiette.
É semplicemente inutile parlare con uno cosí, fargli delle domande non
ha senso. Forse quando piú avanzata sará la scienza, quando ci saranno
risposte definitive sulla natura e la complessitá del cervello umano, si
riuscirá a spiegare questo fenomeno paranormale.
Lui va di porta in porta e ti vende le sue pentole a pressione. Dentro
c’é di tutto ed il suo contrario. Non lo prenderai mai in
contraddizione. Lui l’incarna. Come Marx Groucho, ha dei sani principi
inamovibili peró, se non ti piacciono, ne ha degli altri.
Eppure basterebbe togliere il volume, rimarrebbe, appunto, solo una
maschera arrugata che racconta il suo libro di menzogne. E questa é la
sua única veritá.
Salvatore
Secreto (Rino Girimonte)
9
febbraio 2013
Perchè
si diventa filoborbonici

Aeroporto di Crotone:
cancellato
Montedison: cancellata
Da
anni mi pongo una domanda alla quale fino a qualche giorno fa non
ero riuscito rispondere, se non in maniera vaga e incerta: perché
tanti meridionali, tanti calabresi stanno diventando filoborbonici? Il
perché l’ho capito, in modo incontrovertibile, in occasione della morte
di mia madre quando mio figlio non ha potuto essere presente ai funerali
perché da Roma o da altri posti d’Italia non c‘è modo di raggiungere
Caccuri in meno di 5- 6 ore. I Calabresi, i Meridionali non sentiamo più
l’Italia come la nostra patria e la Repubblica democratica, che pure
abbiamo contribuito a far nascere, come una madre, ma come una matrigna e
piuttosto cattiva. Quale stato al mondo, non solo non si preoccupa di
migliorare le condizioni di vita dei propri cittadini evitando di
operare con equità per non aiutare quelli che sono più svantaggiati e
hanno dovuto sopportare maggiori disagi non mettendoli nelle stesse condizioni
dei privilegiati, non potenziando servizi e infrastrutture che possano
favorire lo sviluppo economico e sociale (quello culturale, fortunatamente
lo hanno favorito nei secoli le grandi civiltà che hanno abitato
questa terra), ma gli toglie vigliaccamente anche quel poco che hanno, magari
con il pretesto che sono poveri e quindi aiutarli è economicamente
improduttivo e parassitario? Provate a immaginare la Germania Federale che
dopo la caduta del muro di Berlino e la conseguente unificazione, invece
di aiutare i tedeschi dell’est avesse tolto loro anche quel poco
che avevano ai tempi di Ulbricht e di Honecker. Sarebbe sicuramente
scoppiato il finimondo, Invece da noi queste cose succedono da 150 anni
senza scandali e senza che i meridionali e i calabresi perdano finalmente
la pazienza e reclamino a gran voce i loro diritti e il rispetto della
loro dignità. L’Italia savoiarda ci tolse le grandi fabbriche come
quella di Mongiana, distrusse la rete dei nostri porti, svaligiò il Banco
di Napoli e il tesoro delle due Sicilie dandoci in cambio la tassa sul
macinato, la leva obbligatoria e l’emigrazione transoceanica tassando
perfino il nostro esilio. Poi ci costruirono una ferrovia da Terzo mondo,
a binario unico e non elettrificata devastando, fra l’altro le nostre
coste e una mulattiera contrabbandata per autostrada, infrastrutture che
servirono per "deportare" altre centinaia di migliaia di braccia a buon
mercato al nord per produrre la ricchezza di quelle regioni che oggi si
vantano di essere tra le più ricche d’Europa. Adesso che non c’è più
la necessità di trasferire altre braccia a buon mercato nell’ostile
“Padania”, ci hanno tolto i treni, la Montedison, ci chiudono
gli aeroporti, i piccoli ospedali e fanno piazza pulita di quei pochissimi
servizi del terziario che davano quel po’ di lavoro considerato improduttivo, ma che
ci consentiva almeno di sopravvivere. Fa pena vedere le nostre stazioni
ferroviarie fantasma, vuote di treni, di sportelli e di ferrovieri, animate
non più dalle voci dei viaggiatori in partenza o arrivo o dagli addetti
ai treni,
ma, al massimo, da quelle di poveri disperati immigrati che le usano come
provvidenziale ricovero e i binari arrugginiti e coperti dalle erbacce;
l’aeroporto di Crotone sul quale non atterrano più aerei, i reparti
dell’ospedale di San Giovanni in Fiore deserti e chiusi ai malati, il
degrado dei paesi e delle città, la rassegnazione e la stanchezza di un
popolo che non riesce più nemmeno a organizzare un corteo di protesta per
dire che anche la Calabria, anche il Mezzogiorno fanno parte dell’Italia
e non esistono solo per pagare accise, addizionali, Imu e balzelli vari
per finanziare le grandi infrastrutture che si continua a costruire al
nord come il famigerato aeroporto di Malpensa (che doveva essere
l’aeroporto di Milano, ma che per raggiungerlo da Milano a momenti si
deve prendere l’aereo a Linate), provocando, fra l’altro, il fallimento
della compagnia di bandiera nazionale pagato con i nostri soldi. Gli unici
cortei che si riesce a organizzare sono quelli per difendere province che
non si capisce a che servono e che ci stanno a fare quando stiamo perdendo
tutto e loro non sono nemmeno in grado di avviare la raccolta differenziata
dei rifiuti per cui continuiamo a riversare quotidianamente centinaia e
centinaia di tonnellate di rifiuti scaricati da decine di autotreni che
quotidianamente attraversano l’abitato di Caccuri, nella discarica
di Vetrano, i cui autisti sono guardati con ostilità dai cittadini come se i
responsabili fossero loro che si guadagnanoonestamente il pane e non chi
non sa o non vuole risolvere il problema a monte. E allora la domanda provocatoria nasce spontanea: la famigerata secessione invocata dai
leghisti sarebbe davvero un danno per la Calabria e il Mezzogiorno o non
piuttosto uno shock salutare che finalmente ci costringerebbe a
interessarci in prima persona e responsabilmente del
nostro destino?
Peppino Marino
20
novembre 2012
Sui
problemi della discarica di Vetrano
E’
doveroso da parte mia rispondere al sollecito dell’amico Giannetto
Marasco perché l’argomento è molto serio e merita attenzione da parte
di tutta la cittadinanza. Farò un breve riepilogo dei fatti per poi
arrivare ai giorni nostri. Ai confini con il territorio di Caccuri sorge
nel lontano 1994 una discarica destinata alla raccolta di rifiuti
differenziati, del comune di San Giovanni in Fiore, ma in
pratica in tutti questi anni la discarica ha raccolto di tutto e, di
conseguenza, le ripercussioni sull’ambiente circostante sono visibili ad
occhio nudo. Per questi motivi alcuni cittadini di Caccuri in questi anni
passati hanno espresso preoccupazione su Vetrano, in particolare per le
acque di colore marrone scuro maleodoranti provenienti dal sito della
discarica e che a valle si riversano nel fiume Neto. Nell’aprile 2005
alcuni cittadini decidono di fare un sopralluogo nei pressi della
discarica , in occasione si gira un video amatoriale che mostra il degrado
ambientale di tutta la zona confinante con la discarica. Si nota anche il
percolato che scende fino a valle a circa due chilometri di distanza dalla
discarica, dove scorre il fiume Neto e che l’acqua limpida e
chiara del fiume proveniente dalle montagne della Sila si incontra con
l’acqua putrida di località Vetrano. Nell’ottobre 2007 con
un’ordinanza del commissario straordinario per i rifiuti della regione
Calabria si autorizza lo sversamento dei rifiuti di 33 comuni della
provincia di Cosenza, circa 200 tonnellate al giorno di rifiuti, in poco
tempo la discarica diventa un deposito di rifiuti indifferenziati
a cielo aperto, il percolato aumenta di quantità e il puzzo arriva fino
alle prime abitazioni, che distano in linea d’aria
524 metri
dal sito. I tir invadono le strade
provinciali che conducono alla discarica, la popolazione è fortemente
preoccupata, al punto che alcuni cittadini decidono di costituire un
comitato cittadino, il 22 dicembre 2007 con un’assemblea pubblica si
costituisce il comitato denominato Rifiutiamo i rifiuti. Nei giorni
successivi si procede ad effettuare ulteriore documentazione video e
fotografica sul sito di Vetrano che dimostrano l’evidente degrado del
sito, questi documenti vengono inoltrati immediatamente all’Arpacal, la
quale il 24 gennaio 2008 effettua un sopralluogo. In questa occasione
alcuni membri del comitato, preventivamente avvisati, accompagnano i
tecnici a valle nel fiume Neto per effettuare ulteriori prelievi delle
acque , nel mese di febbraio 2008 l’Arpacal invia i risultati alla
procura della repubblica di Cosenza per ulteriori indagini, confermando
i sospetti ventilati del comitato e precedentemente dai cittadini di
Caccuri. L’Arpacal ha ritenuto opportuno inviare i risultati del
sopralluogo alla procura della repubblica di Cosenza. Da qui sembra che
tutto sia andato in letargo, ma non è proprio così, infatti nel 2010
vengono stanziati alcuni milioni di euro da parte della regione Calabria
per iniziare il processo di bonifica del sito, in particolare la copertura
della discarica esaurita con speciali teli, e la realizzazione di un
impianto per la raccolta dei biogas, certo l’impianto per la raccolta
dei biogas andava predisposto prima e non dopo, ma questo fa parte della
vicenda “Vetrano” dove tutti sospettavano, ma nessuno parlava. Oggi le
polemiche non servono alla soluzione di questa vicenda e quindi dico
mettiamo da parte il passato e vediamo se ci sono le condizioni per
un’azione comune che possa mettere fine a questa storia attuando delle
misure che garantiscano il futuro di questo territorio e dei nostri
figli. Nel maggio di quest’anno siamo stati convocati 4 dei 13 membri
del comitato dal tribunale di Cosenza per deporre sulla vicenda della
discarica, il sottoscritto è stato chiamato dal giudice a illustrare i
fatti descritti nel dossier che nel 2008 il comitato aveva fatto
recapitare a tutti gli enti competenti, sul banco degli imputati c’era
ex presidente del consorzio Valle Crati che in quegli anni gestiva la
discarica, questo per dire che anche se lentamente la giustizia fa il suo
corso. E’ giusto ricordare che nel 2010 la Regione Calabria tramite il
commissario delegato per il superamento della situazione di emergenza
rifiuti emette un’ordinanza n 007742 con oggetto: Realizzazione della
nuova discarica per rifiuti non pericolosi in località Vetrano comune di
San Giovanni in Fiore.
Comitato
e circolo di Legambiente Sila, con un documento facevano
notare che la zona individuata per la realizzazione della nuova discarica,
di
700.000 metri
cubi
tre volte più grande di quella esistente, era vincolata dalla zps (zona a
protezione speciale) con il divieto assoluto di realizzazione di
discariche di alcun genere, di conseguenza il progetto è stato
abbandonato.
Allo stato attuale gli aspetti che vanno approfonditi a mio avviso sono:
1) livelli di coltivazione in verticale dell’impianto e relative
autorizzazioni.
2) adeguata copertura dei rifiuti con strati di terriccio sufficienti.
3) verifica di lavori movimento terra adiacenti all’impianto
4) controllo delle acque di falda con prelievi tramite i pozzi spia
Concludendo questo è un problema complesso che ci accompagnerà per molti
anni, per cui credo sia opportuno un’azione comune, perché
l’iniziativa di una singola persona non è sufficiente e potrebbe essere
interpretata come occasione per chissà quali interessi di visibilità
personale, invito chiunque abbia interesse a contattarmi per discutere su
come procedere.
Nicola
Di Gioia
20
novembre 2012
Il
Sindaco Marianna Caligiuri ci scrive
Le
invio il commento relativo alla nuova approvazione dei lavori relativi al
Convento,
Cordiali Saluti
Marianna
Con
nota recante numero di protocollo 378732 la Regione Calabria ha approvato
l'utilizzazione delle somme residue a valere sul finanziamento concesso
con DGR n. 6981/96. Le somme sono relative alla ristrutturazione di
un appartamento nel centro storico e ad un immobile nel vecchio Convento.
L'appartamento di cui sopra , pari a circa 300 metri quadri risulta
attualmente inagibile e grazie a questo intervento sarà messo in
sicurezza. Dopo anni di abbandono si faranno finalmente
i lavori necessari per rendere fruibile la parte comunale del
Convento, anni di abbandono di chi non ha capito nulla, perché solo uno
stolto non capisce la propria storia, quello da cui proviene, solo uno
stolto non sente il selciato
del 500 che chiede di ritornare esterno, che implora di essere
visto da tutti. E' stupefacente il richiamo della storia, di quello che
siamo stati che cerca in tutti i modi di dirci quello che dobbiamo anche
diventare , perché ogni
pietra in quel posto ci
racconta qualcosa, ogni singola trave richiama qualcosa .Ed è con grande
emozione che dico che ora finalmente riusciremo a smuovere il tutto ,
e, in questa mia sera
solitaria, sono ormai lontani
anni luce le preghiere fatte, le serate trascorse per ottenere un
risultato, ora è solo il risultato finale che conta. Ora ci sono solo le antiche
arcate che saranno riportate alla luce, nella parte comunale ovviamente,
ora c’è solo il vecchio selciato che chiunque di noi riuscirà a
vedere, ora ci sono solo quelle pietre vive che chiedono di essere di
nuovo vive e questo Sindaco che si sente di nuovo vivo grazie a loro. Ora
c’è solo il grande grazie all’Assessore Mario Caligiuri ed all’Ing.
Giovanni Laganà, ora c’è solo vita nuova che trae origine dalla
vecchia, e quel piccolo rimpianto per ciò che tutti avrebbero potuto fare
e non hanno fatto. Ora c’è di nuovo e sempre Caccuri e questo suo
piccolo servitore che ogni giorno diventa più fiera di servirla senza se
e senza ma, senza orari e senza tregua, Caccuri sempre e prima di tutto,
oltre ogni convenienza oltre ogni opportunismo ed opportunità, solo
Caccuri, Caccuri e basta, Caccuri e la sua storia , Caccuri e le sue
pietre, i suoi monumenti, Caccuri con quello che siamo e , soprattutto con
quello che vogliamo essere. Ma qualcuno immagina l’ebbrezza di toccare pietre
che ancora trasudano storia? Qualcuno sa cosa significa toccare
pietre che altri posero nel 500 e che sembrano aspettarti come in
un dialogo senza tempo? Qualcuno si rende conto dell’energia che viene
da quel contatto fisico? E’ in fondo tutto qua l’amore mio grande,
l’amore ideale che vive di un contatto reale, l’amore grande che
spinge avanti, l’amore grande che , grazie a ieri, ci permette di essere
proiettati nel domani.
L’amore grande che ci restituirà la sua essenza, l’amore grande
trascurato e denigrato da tutti gli amministratori che mi hanno preceduta
e sfido chiunque a dire che ha combattuto per questo risultato, e sfido
chiunque a dire che quel richiamo l’ha sentito. Ed alla fine trionfa
quell’amore grande che sa di storia, che è la storia. Ed alla fine
arriva Caccuri, bellissima e senza tempo, alla fine arriva Caccuri,
sempre…..
15
novembre 2012
Il
Pantheon dei candidati
Professore
che tristezza!!!!!!!!!!!!Che tristezza infinita, il manifesto del PD è di
quelli che serviranno a farci prendere in giro per i prossimi
decenni, ed i contenuti? Peggio, certo sono tutti bravi ad indicare le
formule, a trovare le soluzioni, ma questi da dove escono?
Dall’uovo di Pasqua o da un Convento? Personaggi di riferimento: Nelson
Mandela , con tutto il rispetto , ma ci sarà stato in Italia un uomo che
ha meritato di essere seme di vita nuova? Possibile che tutti i nostri
martiri della patria e per la patria non abbiano lasciato nulla, non
abbiano insegnato nulla? E poi il povero Papa Giovanni, consegnato già
alla storia ma per altre cose, e Carlo Maria Martini!!!!!!!Se m' avessero
fatto la stessa domanda sarei stata notevolmente imbarazzata perché avrei
pensato a Don Luigi Sturzo, esule e lontano perché l’Italia nel
frattempo era diventata fascista, a De Gasperi ed al suo cappotto
prestato, a Togliatti ferito ed in un letto di ospedale che ha, con
encomiabile senso dello stato, evitato una guerra civile dopo
l’attentato, a Moro vittima prima di tutto del suo stesso partito solo
perché era uomo di stato prima ancora che di partito, a Berlinguer
bellissimo e commovente mentre muore facendo l’unica cosa che sapeva
veramente fare: il proprio dovere, parlare alle masse, servire
ancora e sempre, fino alla fine. Ma è possibile che noi italiani siamo
costretti a rivolgerci agli stati esteri o al Vaticano per trovare punti
di riferimento? Io , nel mio piccolo, i miei ce li ho e mi viene il
voltastomaco nel vederli ignorati da chi vuole guidare questo paese,
ma lo spettacolo deve andare avanti, ed andremo avanti anche noi, su
posizioni diverse, come sempre, ma con una certezza che sento mia perché
in questi momenti nei quali rifletto e mi arrabbio posso sempre rivolgermi
a Lei, facce diverse di una medaglia che mi auguro, sia sempre la stessa.
Ed alla fine, il senso di tante cose lo da quella tomba con su inciso solo
: Giovanni Spadolini, un italiano. Un italiano, proprio mentre il partito
ignora i politici italiani e va altrove quasi si vergognasse di
appartenere ad un sistema, che pure tanto bene ha fatto, che tanto ha
lavorato e tanti martiri ha avuto.
Con immutato affetto
Marianna
Caligiuri
Cara
Marianna,
ti ringrazio per questo intervento e perché ti appassioni ancora alla
politica. Io non sono però così pessimista. Penso che qualcosa di buono
stia nascendo e, come ho già avuto modo di scrivere, sono orgoglioso di
tutti i candidati alle primarie; ognuno di loro è degno di fare il
premier. Certo, ancora il seme sta germogliando e l'augurio è che
metta solide radici, però credo che il centro - sinistra non sia più in
mezzo al guado, ma che stia decisamente guadagnando la riva. Non mi
impicco nemmeno al giochino del Pantheon; credo che le risposte siano state un
po', ma solo un po' "strumentali" e, comunque, i personaggi
citati meritano tutti il "Pantheon." Personalmente non
riesco a identificare Angelo Roncalli e Carlo Maria Martini col
"Vaticano" e con le sue gerarchie; la loro statura morale, il loro alto
magistero sono patrimonio comune dell'Umanità. Personalmente nel mio
Pantheon avrei messo Giorgio Amendola, Enrico Berlinguer, Giuseppe Di
Vittorio, Benigno Zaccagnini, Ferruccio Parri, Camilla Ravera, Altiero
Spinelli, Sandro Pertini ed altre centinaia di grandi italiani, ma mi
vanno benissimo anche Papa Giovanni, Carlo Maria Martini, Nelson Mandela
e, magari, Salvador Allende, anche se a Crozza piace
ironizzare su queste piccole debolezze.
Peppino Marino
11
novembre 2012
Una risata non li
seppellirà, ma fa bene alla salute
Ecco,
amico mio, non ci resta che sorridere......con le lacrime agli occhi. E
forse un risata non li seppellirà, ma fa bene alla salute ed un anno del
Grillo, dopo un’epoca del Porco ci può pure stare.
L’ironia é quel che a me rimane come arma spuntata, come un temperino
dell’anima. É la zuppa dei poveri, ed il suo aroma non arriva al regno
dei cieli.
A proposito di vangeli e di leggi elettorali: In verità, in verità ti
dico che tutto cominciò con le prime elezioni, dirette, con le
preferenze, anche se con liste bloccate, le quali obbligarono Gesù,
un povero Cristo, a mettersi in gioco con un altro aspirante: Barabba.
Dopo il conteggio, sappiamo tutti come é andata: Un risultato di
proporzioni bibliche. Gesù dubitò durante tre lunghi giorni e tre fredde
notti se rimanere con noi, ma alla fine decise di abbandonarci per sempre.
Dall’altra parte della strada furono indette nuove elezioni, con Alí
Babà come capolista. Ottenne maggioranza assoluta. Altissimi gli indici
di partecipazione. Dicono le agenzie dell’epoca che la gente votò
massicciamente con l’argomento che almeno si conoscevano i candidati del
listino e, soprattutto, il numero chiuso: 40.
Salvatore
Secreto (Rino Girimonte)
11
novembre 2012
Per
una legge elettorale rispettosa del vangelo
Caro
Salvatore,
mi dispiace sinceramente, ma questa volta non sono d’accordo con te.
Dare un premio di maggioranza a un partito che magari raggiunge il 38 - 39% dei
voti o che, comunque, risulta primo in una elezione, anche col 18%, il 20%, il
25%, è una cosa immorale perché premia i forti a scapito dei deboli
(poverini) e, soprattutto, in palese, clamoroso,
contrasto con la famosa massima evangelica che recita: “Gli ultimi
saranno i primi.” Logico che un cattolico praticante, osservante,
militante, claudicante (politicamente, s’intende), esondante come
l’on. Casini si batta perché vengano osservati i principi evangelici.
Allora forse sarebbe più giusto proporre un premio di minoranza per
gli ultimi, ovviamente inversamente proporzionale ai voti raccolti. Ad
esempio si potrebbe assegnare il 10% dei seggi al partito terz’ultimo
classificato, il 20% al penultimo e il 30% all’ultimo. Se
poi l’ultimo dovesse essere il partito di Casini, per rispetto al
Vaticano, il premio potrebbe essere maggiorato di un ulteriore 10%,
mentre se ad occupare l’ultima posizione dovesse essere “Con l' API
non si va da nessuna parte”, il partito del mitico Rutelli, il premio andrebbe addirittura
elevato al 51%. Credo che
questa potrebbe essere una soluzione equa, moderata (che quindi
accontenterebbe questi bravi
moderati) e, naturalmente, rispettosa della massima evangelica. E allora battiamoci per
una legge elettorale di questo tipo che premi gli ultimi facendoli
diventare primi così ci meriteremo un'affettuosa carezza dai
centristi e magari anche il paradiso sperando, se un dì potremo davvero
accedervi e se San Pietro ci lascerà entrare, di non ritrovarceli fra i
piedi anche lì.
Peppino Marino
10
novembre 2012
Un
intervento di Salvatore Secreto sulla politica italiana
Ma é mai possibile che questa classe politica, che ha cosparso di macerie
il nostro Paese, ognuno con il suo particolare
contributo e tutti con la stesso merito per raggiungerlo, stia ancora lì
a svaligiare il diritto dei cittadini che vogliono soltanto votare
liberamente i propri rappresentanti in Parlamento? É mai possibile che
stiano lí a strizzarsi il loro privilegiato cervello per cercare
alchimie, pozioni velenose ed omeopatiche, a proporre logaritmi, a
scopiazzare, come studentelli somari, la legge elettorale inglese, la
francese, la tedesca, la spagnola ( che é così perfetta che assegna il
doppio dei seggi al partito della Catalogna, Convergencia i Unió,
rispetto a Izquierda Unida Los Verdes che ha il doppio dei consensi
popolari), e non sono in grado di fare una legge elettorale italiana?
Perché é in Italia che si dovrebbe votare, o no? Anche se qualcuno
ritiene che sia ormai superfluo e, forse, la metà degli italiani, per
altri motivi, la pensa allo stesso modo.
Certo, in Italia c’é anche Grillo, e forse loro qualche
responsabilità pure ce l’hanno, ma coloro che vogliono votare il M5S
avranno o no il diritto di farlo senza dover sopportare le proposte di
Rutelli che, dall’alto del suo 0,0 qualcosa, propone
la soglia del 42,5 % per ottenere il premio di maggioranza? Quando Grillo
faceva solo un po' di paura, cioè quando i sondaggi davano il M5S a una
sola cifra, volevano lo sbarramento alla tedesca, adesso che sta seminando
il terrore e rischia di essere il primo o il secondo partito più votato,
ipotizzano un muro di Berlino pur di non farlo vincere.
Un capitolo a parte merita Di Pietro.
Richard Nixon scivolò sulla buccia di banana del Watergate non soltanto
per quello che disse o per quello che tacque, ma per ciò che raccontò il
suo volto, il suo sudore, le sue smorfie, le pause. Antonio Di Pietro e la
sua verità non hanno sopportato l’inclemenza della telecamera. La sua
lingua s’affacciava e si ritraeva come la testolina di una testuggine,
gli occhi spiritati giravano a vuoto, in cerca di un sorriso complice, di
un applauso facile, di una clemenza spicciola. Gli dei confondono gli
uomini e il denaro li fa uscire di senno. Cioè,
se tutto va bene siamo rovinati, ma almeno fateci scegliere chi saranno
gli esecutori di questa rovina!!!!! Ricordo,
qualche anno fa, si svolsero le elezioni in Algeria e vinse il partito
degli islamisti. Non andava bene perché, semplicemente, non aveva vinto
l’altro partito. Strano modo di concepire la democrazia. A suivre.....a
suivre.....
Salvatore
Secreto (Rino Girimonte)
27 ottobre 2012
Francesco Siciliano,
attore, figlio dello scrittore di origine calabrese Enzo
Siciliano che fu per qualche tempo presidente della RAI, a proposito
del Premio Caccuri scrive:

Caro Eugenio
come sai benissimo, la cultura, la sua promozione e la sua diffusione sono davvero la trincea che ci divide dal resto del mondo; forse molto più di qualsiasi spread finanziario. Su questo fronte difficilissimo la politica ha fatto poco, perché non ha mai capito che questa infrastruttura immateriale, di questo stiamo parlando, non può dare vantaggi immediati né ritorni elettorali; spesso l'ha sbeffeggiata come superflua o elitaria, sempre ne ha mortificato le finanze e le risorse.
Inventarsi e difendere un premio letterario è una trincea tutta rivolta verso lo sviluppo e la crescita, se poi il luogo in cui si svolge è un territorio difficile questa difesa si rende ancora più necessaria.
Conosco la Calabrie sia per ragioni professionali sia per ragioni famigliari, ed il mio legame è antico e profondo; proprio per questo so quanta difficoltà ci può essere in una fase iniziale di un progetto come quello di un premio letterario.
Alcuni ani fa fra Rende e Bisignano, in provincia di Cosenza, è stato intitolato a mio padre, Enzo Siciliano, il più grande plesso scolastico presente sul territorio regionale calabro. Ho seguito fin da subito il lavoro di insegnanti illuminati che mi hanno reso partecipe del loro lavoro e che hanno portato lo scorso anno il liceo "Siciliano" a vincere il primo premio istituito dal Senato per il
100 cinquantenario dell'unità d'Italia.
Il lavoro dei ragazzi fu proprio incentrato nel cercare di costruire modelli di proposte culturali. Ecco, se posso permettermi di dare un consiglio, credo che se un premio letterario o qualsiasi altra iniziativa creativa parta o si accresca con il contributo della scuola troverà nel suo germogliare proprio quella necessità che oggi rappresenta la vera possibilità di ridurre lo spread che ci divide dal resto d'Europa.
Francesco Siciliano
25 ottobre 2012
Il
Meridione non era abitato da selvaggi
Ciao
padrino,
leggo ora quanto riporti "sul fatto" ed a dire il vero
sono profondamente deluso da ciò che scrive un
"autorevolissimo" giornalista come Gramellini, perché non
mi sarei mai aspettato un intervento di questo genere da parte sua.
Ci sono tantissimi libri che trattano la questione meridionale, che
descrivono le condizioni del Sud prima e dopo la conquista piemontese, la
vera storia di quello che fu chiamato Risorgimento, che dimostrano che il
Meridione d’Italia non era abitato da gente rozza, incivile, selvaggia
incapace e sfaticata, ma il contrario. I primi che mi vengono a mente
sono: Il Risorgimento italiano di Denis Mack Smit, Se il nord
di Agazio Loiero, Mezzogiorno e settentrione d’Italia di Ettore
Ciccotti, La rivoluzione industriale in Italia di Luigi De Rosa, Calabria
prima e dopo l'unità di Vincenzo Padula, Dossier Brigantaggio di
Francesco Maria Agnoli, Il saccheggio del Sud di Vincenzo Gulì, Briganti
e partigiani, Un eroe dalla parte sbagliata di Chiara Curione, Il sergente
Romano : brigantaggio politico in Puglia dopo il 1860 di Antonio
Lucarelli, La conquista del Sud di Carlo Alianello, I Savoia e il massacro
del Sud di Antonio Ciano, Il pensiero meridiano di Franco Cassano,
L'Inghilterra contro il Regno delle Due Sicilie di Erminio De Biase,
Brigantaggio meridionale di Tommaso Pedio, L’emigrazione italiana
dall’Unità alla seconda guerra mondiale di Ercole Sori, L’altro
risorgimento di Angela Pellicicari, Indietro Savoia di Lorenzo Del Boca,
La storia di Napoli di Vittorio Gleijeses, Storia d’Italia dall’Unità
a oggi di Aurelio Lepre, L’Unità d’Italia, nascita di una colonia di
Nicola Zitara, Storia del Regno delle due Sicilie di Angelantonio
Spagnoletti, La passione del sud. Viaggi mediterranei nell'Ottocento John
Pemble, I panni sporchi dei Mille di Angela Pellicciari, La questione
meridionale di Giuseppe Donati, Il Sud bnella Storia ‘Italia di Rosario
Villari, Di qua e di là dell’ Oceano, Scritti sul Mezzogiorno di Manlio
Rossi Doria, Le ragioni del Sud di Domenico Ficarra, Mezzogiorno risorsa
nascosta di Antonio D’Amato, La conquista del Sud di Carlo Alianello,
Breve storia della conquista meridionale di Piero Bevilacqua, Mezzogiorno
a tradimento - Il Nord, il Sud e la politica che non c'è di Gianfranco
Viesti, Indietro Savoia, di Salvatore Scarpino, Le reali Ferriere ed
Officine di Mongiana di De Stefano – Manna – Matacena, Senza pedaggio
di Leandra D’Antone, Gribaldi, Fauchè e i predatori del Regno del Sud
di Luciano Salera.
Non penso che tutto ciò che è scritto in questi libri
siano fandonie di qualche nostalgico dei Borbone.
Forse quello emerso
nel famoso servizio sarà solo"stupido razzismo da stadio",
concordo con te, ma se non si capisce il passato come potremo mai
capire il presente. Anche tu alle "elementari" mi dicevi
nelle lezioni di storia che Garibaldi ci aveva "liberato", ma
oggi mi chiedo "da cosa"?..........L'errore è stato che
la storia la scrivono sempre i vincitori, ma come può capire ciò
un bambino delle elementari?
E purtroppo siamo cresciuti con tale convinzione fino a quando non
abbiamo provato a cercarcela la verità, magari anche in giro per il
Piemonte. Liberati...... per portarci a questo presente e condannati
a lavorare a 1500 km da casa, quando va bene, oppure,
come disse Pino
Aprile quest'estate al Premio Letterario (per restare in tema)
per ANDARE A SOSTITUIRE I NERI D'AMERICA NELLE PIANTAGIONI DI COTONE!!!!!!
« ...se facessimo per noi stessi ciò che stiamo facendo per l'Italia,
saremmo dei grandi bricconi e meriteremmo di andare in galera...»
(Camillo B. conte di Cavour a Massimo
D'Azeglio)
Quando si "racconterà" nelle lezioni di storia delle
elementari come andarono realmente le cose?.......E ci sarebbero da
scrivere altri 1000 libri come quelli sopra!!!!
Scusami per lo sfogo ma è più forte di qualunque cosa
Giuseppe
Marino Junior
Caro
figlioccio,
faccio pubblicamente ammenda per avere colpevolmente insegnato per
qualche anno la storia che mi era stata insegnata. Poi me la
sono studiata da solo nelle carte ingiallite e polverose degli
archivi di Stato e ho cominciato a scoprire qualche verità. Oggi posso
solo rispondere alla tua ultima domanda e la risposta è: “mai.”
La storia, dalla caduta dell’Impero romano ai giorni nostri, infatti, è
stata eliminata dai programmi dei "resti" di quella che fu la
vecchia e gloriosa scuola elementare che, come nel Bollettino della vittoria,
“risalgono in disordine e senza speranza le valli che negli anni ’70
avevano disceso con orgogliosa sicurezza”
Giuseppe Marino senior
25 ottobre 2012

Massimiliano
Panarari, professore
di Analisi del linguaggio politico all'Università di Modena e
Reggio Emilia, collaboratore del quotidiano «La Repubblica» e delle riviste «Il Mulino» e «Reset»,
consulente di comunicazione pubblica e politica scrive
sul
Premio Caccuri
Mi permetto di intervenire nel dibattito avviato dall'amico Eugenio. Credo che la funzione dei testimonial di rilievo (anche se, a mio modesto avviso, sarebbe opportuno fare scelte meno "ecumeniche") sia necessaria per attirare l'attenzione su una dimensione culturale oggetto, purtroppo, da tempo di non particolare popolarità. Quindi, le scelte dell'Amministrazione sono state coraggiose e un modo per appassionare la popolazione a tematiche culturali. Insieme all'evento, perché non resti solo effimero, la parte più complessa e difficile è quella della
semina e del cercare di costruire un humus presso la cittadinanza. Per questa, che è una missione autentica, è il coinvolgimento di ciascuna realtà associativa e di ogni momento di aggregazione che va perseguito. Le due cose, intellettuali celebri e società civile locale, devono stare insieme, nella misura del possibile. E le scuole rappresentano uno dei punti di incontro possibile.
Massimiliano Panarari
23 ottobre 2012
Amici miei (tutti quanti),
stamattina devo scrivere: mi scappa.
Devo farlo per togliermi il cappello davanti alla lettera di Salvatore, davanti a lui. Ciò che ho appena letto mi ha emozionato ("...ci vuole una vita intera per sentirsi giovani...") e mi ha fatto gioire. Non già perchè ha elogiato il Premio Caccuri (sarei in aperto conflitto d'interessi...) ma perchè ha strappato i veli da una verità che si stava vestendo di orpelli estranei alla genuinità di episodi della nostra vita in comune, come quel bel sogno di una notte di mezz'estate che abbiamo vissuto.
Ora non che voglia asserire che tutta la vita del paese debba fermarsi a chiedersi come è cambiato il destino di tutti noi dopo quella manifestazione, ma semplicemente considerare che è nato qualcosa, magari perfettibile, magari da mettere a punto e aiutarlo, tutti insieme, ad uscire dal bozzolo, a farlo diventare una splendida farfalla di cui andare tuttii orgogliosi. A me non piace citare i dotti o i classici, piace invece ricordare i miei amici di sempre quando dicono qualcosa che mi emoziona o mi diverte, e ricordo con un sorriso la lettera di Roberto Talarico, quando chiudeva la sua bellissima immaginando una scenetta tra qualche anno: chiedersi "San Giovanni in Fiore? Dovrebbe essere vicino Caccuri...", io come indole penso in grande, quindi la scenetta in me si trasforma in "Scusi mi indica la strada per Cosenza? Si, se non ricordo male dovrebbe essere il centro più grande vicino Caccuri......"
Oppure il sorriso splendido di Olimpio quando, in piazza, gli comunicai che avevo chiuso l'accordo con Al Bano, lui disse "Caccuri se lo merita tutto questo" e Caccuri si stramerita un figlio come Olimpio.
Per non parlarvi poi della forza d'animo dettata dall'amore totale che Adolfo ha per Caccuri e quanto ha lottato senza mai fermarsi per ottenere quel che avete visto. Quell'amore per Caccuri solo lui (ed Olimpio) me lo hanno trasmesso, a me che di Caccuri sono un figlio adottivo, quasi illeggittimo, eppure loro mi hanno passato questo virus totalizzante e mentre prima mi chiedevano gli Ospiti con cui ero in contatto: "Ma lei è di Caccuri?" ed io rispondevo che no, che lo ero solo per i natali di mia madre, oggi alla stessa domanda rispondo senza esitazioni "Sì, sono di Caccuri", questa è la vittoria, tra le altre, di questo gruppetto di visionari.
Ora, al di là delle battute, fa molto bene il carissimo Baloo a tenere tutti uniti: lo spirito del Premio è solo quello: crescere e far crescere Caccuri stando tutti uniti. A noi tre non interessa la luce dei riflettori (quelle due serate abbiamo parlato davvero il minimo indispensabile), interessa invece che tutti in paese trovino uno spunto, la volontà di cooperare con un sorriso, senza invidie, senza sentirsi in secondo piano al successo di qualcosa che può divenire, statene certi, se non cominciamo a gracchiare scioccamente tra di noi, uno degli eventi più importanti del Mezzogiorno. Di energia noi tre ne abbiamo a sufficienza per spaccare una montagna in due, ma con tutto il paese unito avremo un affresco indimenticabile e a fare un servizio televisivo per invitare a fare una vacanza a Caccuri non sarà più tra un paio d'anni un'emittente locale (meno male che ci siano anche quelle!) ma Rai, Sky, Mediaset! Capite cosa abbiamo tra le mani amici miei? Abbiamo tutto quello che potevamo solo sognare un tempo e che oggi un abbraccio comune può trasformare in una sorridente, costante realtà. Quindi gli adorabili Eugenio e Marianna si diano un abbraccio e, tenendosi per mano, ci aiutino a traguardare con passione questo progetto (in verità Marianna si è moltiplicata in cinque per aiutarci già nella prima edizione; Eugenio, se solo ne avesse voglia e tempo, può salire a bordo quando vuole e sarebbe il benvenuto...).
Il corto circuito che desideravo sta mostrando i primi picchi di potenza (grazie anche a quel geniaccio simpatico di Salvatore), ma altri ne genereremo. Mi ricordo una frase del 2005 che Steve Jobs pronunciò ai laureandi di Stanford (una delle migliori Università del pianeta) invitandoli a mantenere un profilo mentale per sempre, anche quando si fossero trovati al ponte di comando del mondo: "Stay hungry, stay foolish!" (rimanete affamati, rimanete folli!). Io aggiungerei "and be smiling!" (siate sorridenti!).
Roberto
22 ottobre 2012
Il nostro amico Salvatore
Secreto sul Premio
Caccuri
A
PROPOSITO DEL PREMIO LETTERARIO CACCURI
Ho
vissuto con trepidazione, come un passeggero clandestino, questo magnifico
viaggio su una nave che, tre capitani coraggiosi, sono riusciti a far
giungere a terra, schivando scogli e auto compiacenze, canti di sirene e
tempeste di sconforto, come Colombo che, cercando un altro Egitto o
un’altra via di fuga, proprio per questo, forse, arrivó in America.
Il Premio Letterario Caccuri é un pó anche questo: la scommessa folle
alimentata dall’amore per il proprio paese, un elogio alla follia di
alcuni amici che sono stati in grado di piantare un grido di speranza
nella carne viva della disperazione e della sconfitta, di aprire un varco
alla cultura, di fare un dribbling all’analfabetismo dei sentimenti, al
vittimismo di chi ha imparato soltanto ad arrendersi.
Certo, “depende, todo depende.....”Si tratta di calibrare le nostre
aspettative, si tratta di capire cosa cerchiamo negli atti che compiamo,
che effetti ci auguriamo, che prospettive pronostichiamo, che significato
hanno per noi le cose che facciamo, che sapore ha per me il succo di
quell’arancia, con quale sguardo osserviamo il rosso di quel tramonto,
quali emozioni ci danno le lacrime di un bimbo appena nato. Ecco, dipende
dal prisma attraverso cui ognuno di noi partecipa a questa stupenda
avventura che é la vita. Ci vuole una esistenza intera prima di sentirsi
giovani, ci vuole un attimo per invecchiare.
I risultati, poi, si possono usare come un grimaldello pensando di poter
aprire tutte le porte del paradiso, come antitodo alle nostre debolezze e
frustrazioni, come sonnifero che acquieta la nostra coscienza. Si puó
scoprire che il Sud ancora esiste e si manifesta come un pugnale lacerante
o una chitarra melodiosa, si puó intuire che al nord si va in cerca del
pane e da noi si torna perché vogliamo veder compiersi un destino.
Ció che si fa con passione, per il bene comune, in questo frangente della
storia italiana in cui i beni comuni vengono assaltati da banditi e
disonesti, come fossero diligenze in un sentiero polveroso, beh,
lasciatemelo dire, non ha prezzo. E non ha prezzo l’abnegazione con cui
é stato portato avanti da Adolfo, Olimpio, Roberto e da tutti gli altri
cittadini e cittadine di Caccuri.
Credo che residenti e “forestieri” abbiamo vissuto, quest’estate,
una piccola fiaba, si cara Marianna, niente di piú e niente di meno, un
piccolo miracolo che ha spiazzato il mio ateismo congenito.
La necessitá di continuare questo viaggio con nuove edizioni,
perfezionando tutto ció che é umanamente perfezionabile, collaborando
ciascuno secondo le proprie possibilitá alla riuscita del progetto, é il
mio auspicio ed il mio impegno a “con giurare” affinché la creatura
possa diventare adulta.
Dalla prima cittadina al piú remoto emigrante dobbiamo sentirci
orgogliosi di questo sogno di mezz’estate che nessuno poteva minimamente
sospettare potesse realizzarsi a Caccuri. Sí, proprio a Caccuri con il
peso delle sue disgrazie, con le scarpe piene di fango, con un passato che
chiude le porte e non lascia intravedere nessuna luce. Se questo non é un
incantesimo, ditemi voi cos’é!!!!!!!
Adoro questi tre folletti ed ammiro tutti quelli che si sono prodigati, un
anno intero, per confezionare questo regalo, sgomitando nella nebbia
dell’imprevisto, senza nessuna sicurezza di raggiungere il mattino, dopo
aver attraversato la spessura di tanta notte.
Ogni giorno c’é chi lotta per la dignitá di tutti noi e molti hanno
dato la vita per difendere la legalitá e la libertá di questo martoriato
paese, ed anche queste pagine vanno raccontate. Certo sarebbe auspicabile
che tutti partecipassimo, che fosse piú alto l’impegno civile, che
tutti leggessimo un pó di piú. Sarebbe bello se in questo Paese l’onestá
e la veritá non fossero qualcosa di esotico, specie in via
d’estinzione. E sono convinto che Eugenio, un uomo che stimo ed
apprezzo, che in piú ha “l’aggravante” di essere figlio di un padre
e una madre per i quali ho un grandissimo affetto, in giro per il mondo,
porta sempre dentro di se questo fazzoletto di terra che é la nostra
piccola patria comune. Sono convinto che Marianna non volesse
sottovalutare la presenza della
‘ndrangheta nel Sud e nel resto del paese. Il suo forse era solo
uno sfogo ed un auto impulso ad andare avanti comunque, nonostante tutto,
a spingere, a fare leva sulle cose buone per erodere il terreno a tutte le
forze che impediscono il progresso della nostra gente.
Non so perché mi sono assunto quest’onere di voler mediare tra voi due,
come fossi il garante delle prossime primarie. Ma forse é solo la voglia
di tenere insieme tutti, in un progetto che dovrebbe essere comune, con la
libertá di esprimere le nostre idee, per canalizzare le energie che
servono al nostro Caccuri.
Ad un Premio letterario non mi sento di chiedere di piú, caro Eugenio.
Tutto fa brodo ma, francamente, per un topolino risulta impossibile
mettere in cinta una elefantessa. L’apatia ed il distacco, l’assenza
di protagonismo dei cittadini é una costante dei nostri tempi e riguarda
tutta l’Italia in lungo ed in largo. E forse il mondo della politica, i
partiti, sono i principali responsabili di questa non partecipazione, di
questa rassegnazione e anche di questa rabbia che molti chiamano
anti-politica quando é soltanto rifiuto della cattiva politica. La
cultura é il chiodo con il quale attacchiamo il dipinto alle pareti della
nostra convivenza, é l’humus che ci aiuta ad essere cittadini del
mondo, a non essere stupidi clienti di un supermercato globale che, prima
ancora delle merci, consuma e mette in vendita
noi stessi. Spesso questa politica é nemica di qualsiasi forma ed
espressione culturale.
Adoro questi tre fanciulli che, spinti dall’amore per il propio paese
e.......da qualche forza occulta, confessatelo, dalla passione per
l’azzardo, dalla luciditá delle competenze, dal virus del sorriso, sono
riusciti a costruire questo assalto a un cielo pieno di nuvole, con una
scala bucata. Senza scalini.
Salvatore
Secreto (Rino Girimonte)
21 ottobre 2012
Eugenio
Marino sul Premio Caccuri
(dal Blog)
Leggendo gli articolati interventi degli ospiti di questo blog, mi vien da dire che non solo il senso di quanto scrivevo sia stato colto fino in fondo, ma che tutti i commentatori hanno apprezzato il mio intento non meno di quanto non abbiano apprezzato il Premio Caccuri e lo sforzo di una popolazione intera che intorno al premio si è stretta.
E per questo vi è anche, tra i miei autorevoli ospiti, chi ha dato la disponibilità a contribuire a questo progetto.
Mi sfugge, invece, la "difesa" d'ufficio che la mia amica Marianna fa, in qualità di sindaco del paese e giustamente orgogliosa della sua comunità, a un attacco che in realtà non c'è stato né da parte mia né di altri.
Tutti, infatti, abbiamo provato a ragionare in modo costruttivo, riconoscendo le luci, ma non negando le ombre. Ho parlato dell’assenza, a Caccuri, di una "comunità di spirito tra popolazione, autori e opere" che è in sostanza quella simbiosi di coscienza di cui si legge negli scritti di Ernesto De Martino e di Gianni Bosio.
Bosio parla del popolo e della cultura popolare, spiega in che modo il primo possa prendere coscienza della seconda. In quest’ottica il ‘prodotto culturale’ va presentato in modo da essere riconosciuto e da generare riconoscimento, in un circolo virtuoso grazie al quale una comunità acquisisce consapevolezza e, dunque, forza per agire e incidere nella realtà che la circonda.
Ora, il Premio, pur con indubbi e grandi meriti sul piano dell’innovazione, non ha (per ora) raccolto questa sfida. Per ora, ripeto, è una bella manifestazione e di ottimo livello, che porta per qualche giorno la grande cultura in un piccolo paesino che apre le sue ospitali braccia per accoglierla e che, passata la festa, è di nuovo preda dei lunghi mesi invernali (in senso stagionale e, di nuovo, culturale).
Ho scritto anche che a Caccuri (e in Italia) si legge pochissimo, anche tra i laureati. Non è un’idea che mi son fatto intervistando gente a caso su letture e autori preferiti. C’è ormai, a disposizione di tutti, una vastissima letteratura che avvalora (con rigorosi studi scientifici) ciò che sostengo. Chi queste cose le studia, sa che sono stati individuati (dall’ISTAT, non so se mi spiego) alcuni "tipi" di lettore. Secondo questa griglia il "non lettore" è colui che non legge nemmeno un libro all'anno (per chiarezza: qui si escludono i testi scolastici o le letture fatte per lavoro); il "lettore morbido" è chi consulta qualche manuale, guida di viaggio o legge letteratura ‘rosa’; il "lettore occasionale" è chi legge non più di tre libri l'anno; "lettore debole" (e sottolineo debole), è chi legge fino a 11 libri l'anno; "lettore forte" chi legge più di 12 libri l'anno.
Sulla base di questi dati, ora, vogliamo riflettere davvero su quanto si legga a Caccuri e in Italia? Su quanto (molto, molto di più) si legga in altri paesi europei come la Francia? C’è ancora qualcuno che vuole provare a dire, come scrive Adolfo facendo riferimento al fatto che lo stand dei libri finalisti del Premio sia stato ‘saccheggiato’, che a Caccuri si legge? Diciamolo pure, producendo però dati congrui con queste affermazioni. Sarei io il primo a compiacermene se venisse fuori che Caccuri è un’isola felice con intorno un mare di gente che non legge. In ogni caso, io stavo sforzandomi di parlare anche d’altro. E cioè dell’ambizione di cambiare questo stato di cose, certo non in un colpo solo, ma riconoscere un problema è il primo passo per affrontarlo e risolverlo. Vedi, cara Marianna, non basta dire che i libri si ‘vivono’ o ‘ri-vivono’ (grandi capolavori, ma sempre gli stessi, quelli conosciuti a scuola, prevalentemente dell’Ottocento – che si sa, non c’era mai verso d’arrivare in fondo ai programmi – ed esclusivamente italiani) per essere definiti lettori, anche perché io non parlavo di singoli, ma di una comunità, nella quale magari ci sono anche lettori
forti. Ma, chiusa la parentesi Premio, purtroppo c’è ancora qualcosa di molto grave che devo dire. Sorvolerò per brevità sui dati relativi ad analfabetismo totale e funzionale, alla dispersione scolastica, alla disoccupazione giovanile e femminile e all’emigrazione (ripresa alla grande, come si può leggere nel bel libro di Giuseppe Provenzano e Luca Bianchi, Ma il cielo è sempre più su?) che dipingono un quadro un po’ diverso da quello segnato dal riscatto che altri tratteggiano.
Ma la cosa più grave su cui non intendo sorvolare riguarda il tema criminalità. Io ricordo troppo bene Totò Cuffaro che in televisione si indignava perché la sua amata Sicilia continuava ad essere accostata alla mafia per poter tacere di fronte alle affermazioni di una giovane sindaco che ha ricoperto ruoli importanti nel mio partito (il PD). “Per favore non parliamo più di ‘ndrangheta” scrivi nel tuo commento…
Benissimo, smettiamo di parlarne, consoliamoci dicendoci a vicenda che conta “sempre meno”, e raccontiamo la Calabria come una novella Arcadia dove il bene, alla fine, trionfa sul male. Però ricordati di avvisare Don Ciotti, Caselli, tutti i ragazzi, meravigliosi e puliti del movimento “Adesso ammazzateci tutti”, i parenti delle vittime, chi combatte in prima linea come Caselli e Saviano, chi scrive, come Francesco Forgione (che sia troppo ‘lontano’ anche lui per capire?) e chi, come la mia amica Laura Garavini, sta in Commissione antimafia e la ‘ndrangheta l’ha vista arrivare in Germania.
Perché, ed ecco che i libri tornano di nuovo protagonisti, ad aver letto qualcosina in più sulla nostra tormentata terra, si sarebbe capito che le mafie si combattono prima di tutto parlandone, facendole conoscere, facendo crescere consapevolezza e mai, MAI minimizzandone il potere o abbassando la guardia. Non a caso Laura Garavini ha ottenuto numerosi riconoscimenti sui più autorevoli media europei proprio per quell’impegno contro la ‘ndrangheta e le mafie in genere che parte dal parlarne, in ogni ambiente, fin dalla scuola, cosciente del fatto che la ‘ndrangheta non solo non è in arretramento, ma è diventata, come spiega Nicola Gratteri ne La malapianta, una holding del crimine, perfettamente inserita nella globalizzazione. È la mafia il cancro del Sud e di questo Paese, non solo perché stronca migliaia di vite umane, ma perché soffoca l’economia e la società sana di questo Paese. Chi pensa sia meglio non parlarne si rende, suo malgrado, complice. Chi non ricorda la geniale scena dell’avvocato di Jonny Stecchino che, elencava i tre grandi mali della Sicilia: l’Etna, la siccità e il traffico... Per rispetto al fiume di sangue sparso da tutti coloro che sono caduti e che ancora cadranno (mentre noi raccontiamo di un’altra Calabria che ci rassicura e ci lusinga di più) bisognerebbe che Marianna chiarisse ciò che intendeva dire, esattamente.
L’ho fatta davvero troppo lunga, ma il commento della mia amica Marianna dimostra che la cultura c’entra sempre, anche quando si parla di mafia. E, purtroppo, dimostra anche che non mi ero sbagliato riguardo al Premio Caccuri, che, o saprà essere la leva di un riscatto civico e morale, prima ancora che culturale, oppure tanto vale candidare Caccuri per la prossima serie de L’isola dei famosi. Sulla Serra grande, tanti vip, niente cultura e niente ‘ndrangheta.
Invece credo – ed è perché ci credo che mi sono deciso a scrivere – che il Premio possa essere davvero la chiave di volta di una consapevolezza nuova, collettiva, di una comunità che si risveglia matura dopo decenni di letargo e, guardando in faccia gli enormi problemi che ha di fronte (guardandoli in faccia, non negandoli) fa leva sulle sue grandi potenzialità, le eccellenze, le storie importanti e quelle comuni, per darsi lo slancio e, finalmente, aprire una stagione nuova. Se continuiamo a nascondere la realtà e raccontiamo Caccuri e la Calabria come “gemme tra le più alte vette dell’ingegno umano e le più belle pennellate della mano divina” forse strapperemo qualche applauso in più, ma non faremo compiere al paese un solo passo avanti.
Una volta si diceva che il medico pietoso fa la piaga purulenta. Io amo il mio paese e la Calabria, e ne vado fiero in ogni angolo del mondo. Se scrivo o penso ciò che ho scritto, è perché chi ama ha il dovere di dire la verità, anche quando è scomoda. Non vorrei vedere, di anno in anno, gli amici di sempre invecchiare nell’attesa di una rinascita che non arriva. Vorrei, invece, che il (tanto) buono che pure c’è, riuscisse un giorno ad avere la meglio perché la gente di Caccuri, checché se ne pensi, è la mia gente. Perché al mio paese ho sempre dato quello che potevo (poco o tanto che sia), senza mai chiedere nulla in cambio.
20 ottobre 2012
Silvana Mangione,
vice segretaria per i Paesi anglofoni extra europei del Cgie, scrive sul blog
di Eugenio Marino a proposito del Premio Caccuri.

L’esempio di Caccuri e del suo Premio letterario, lanciato con molto coraggio e nomi importanti, dovrebbe servire da esempio, da monito positivo, da modello da imitare a questa Italia sempre più provinciale e chiusa, sempre più illetterata – nel senso latino del termine – sempre meno curiosa di sapere e scoprire le radici profonde, antiche e contemporanee, della sua enorme cultura e dei suoi infiniti prodotti artistici e di pensiero.
Grande colpa di questa involuzione ricade sull’ultimo ventennio buio, che si è interrotto a novembre del 2011 con l’insediamento di un nuovo governo, “tecnico”, formato quindi da esperti, persone di scienza ed esperienza nel proprio rispettivo campo, prive di clientelismi e di obblighi di restituzione di favori.
Per quasi vent’anni, per due generazioni perdute, ci siamo sentiti ripetere: “Tutto va ben, madama la marchesa”, mentre l’Italia scivolava sempre più rapidamente nel baratro dell’ignoranza e della recessione.
Ci siamo sentiti dire dal superministro delle finanze, tesoro e quant’altro appartiene alla situazione economica del Paese che: “Con la cultura non si mangia”. Questo invito a rimanere ignoranti – sempre in senso latino – a non curarsi di imparare, a non leggere, a disconoscere la più grande ricchezza dell’Italia ha portato gravissime conseguenze: la distruzione della Scuola italiana.
Non ci si rende conto appieno che la Scuola italiana è pur quella che ha allevato i cosiddetti “cervelli”, che esportiamo in misura crescente, depauperando gravemente l’Italia, perché nel nostro Paese – a fianco di un solido sostrato sociale che ancora crede nei valori che ci hanno sostenuto nei momenti più difficili della nostra storia – sono andate maturando due generazioni che osannano la furbizia del successo raggiunto con mezzi non sempre profumati, del ladrocinio, dei privilegi, del “mors tua vita mea”.
Viva Caccuri, allora, perché un paese di sole 1.500 anime ha voluto affermare che si può vivere meglio, crescere di più, ritrovare il significato di una quotidianità fatta di pensiero, di dibattito, di approfondimento, di bellezza.
In una parola sola: di cultura. E se la prima edizione della manifestazione non è stata perfetta, non importa. Bisogna continuare, aprendo la strada ad altri villaggi, cittadine, città, regioni, a chi è ancora fermamente convinto che la cultura, in tutte le sue forme, apra la mente degli esseri umani agli eterni insuperabili principi di libertà, di solidarietà, di convivenza, di rispetto delle regole, di capacità di gioire della bellezza e della creatività nostra e degli altri.
I principi che garantiscono la sopravvivenza di una civiltà costruita con il lavoro di millenni ed il sacrificio di milioni di persone.
20 ottobre 2012 ll
sindaco Caligiuri sul Premio Caccuri
 Io
non ho mai letto la Signora di Ellis Island, l’ultimo libro che ho
“vissuto” (o meglio “rivissuto”, perché io i libri li “vivo”)
è Le ultime lettere di Jacopo Ortis, io leggo Leopardi ed amo
smodatamente Foscolo, non sopporto Manzoni ed ancora meno Pascoli, e
quando ho proprio voglia di impegnare la mente su sentieri irti scelgo a
caso un canto della Divina Commedia per poi magari
perdermi ,subito dopo, nella tranquilla quotidianità di Saba.
E veniamo al Premio Caccuri, a quello scintillio fiabesco che ha
avuto come scenario naturale Caccuri, Caccuri incastonata (mi viene
spontaneo parlarne al femminile, chissà perchè ) come gemma tra la
Magna Grecia e la Sila, Caccuri a metà di un percorso che ha conosciute
le più alte vette dell’ingegno umano (la magna Grecia)e le più belle
pennellate della mano divina (i boschi della Sila), Caccuri ferma,
immobile e così incredibilmente viva, Caccuri che ha capito appieno la
forza e l’importanza del Premio Letterario, lo ha fatto suo non solo
garantendo la partecipazione (quella era facile, quasi scontata), ma
accogliendo gli ospiti con il cuore che solo una comunità matura riesce
ad avere. Caccuri che ha capito, apprezzato, voluto fortemente. Caccuri,
puntino sperduto in una regione che, nonostante tutto, nonostante i
baluardi della ‘ndrangheta (sempre meno, fortunatamente), ha deciso di
essere raccontata diversamente, PRETENDE di essere raccontata
diversamente.
Le mie sono solo riflessioni sparse che non pretendono che alcuno le
consideri verità data, sono solo le parole di un sindaco orgoglioso
della propria comunità che vuole raccontarla per quello che
è, partecipe, presente, interessata e desiderosa di futuro, pronta
a stringersi attorno al Premio Caccuri e a tutto ciò che sia in grado di
darle speranza, di immettere aria nuova in polmoni che hanno una
grandissima voglia di respirare e di respirare forte.
Ringrazio per tutta l’attenzione che è stata data alla mia piccola città,
ardente e viva, penso però che sia doveroso che chiunque legga o scriva
abbia la percezione vera e reale di ciò di cui sta parlando, e Caccuri
merita innanzitutto di essere considerata per quello che è, orgoglio e
desiderio, orgoglio per ciò che è stata , desiderio per ciò che vuole
essere e sa di poter diventare.
La Calabria ha tanti mali, ma ha anche un desiderio di riscatto che è
difficile respirare da lontano, la Calabria è tutto il bene e tutto il
male del mondo, ed in questa lotta, è entusiasmante vedere come il primo
superi il secondo, come la voglia di guardare avanti sia diventata
forte. Per favore non descriveteci più come una regione depressa, nella
quale i boss del momento limitano le nostre capacità culturali
perché, in realtà, non ci sono mai riusciti. Una piccola
notazione, pochi giorni fa Carfizzi ha festeggiato Carmine Abate che
, nello svolgere il discorso conclusivo ha fatto un’osservazione
bellissima, vera, ha sottolineato come la maggior parte della nostra
emigrazione sia stata motivata dal desiderio dei padri di garantire ai
figli l’istruzione. Ha evidenziato il fatto che nessun contadino sarebbe
mai morto di fame, eppure è emigrato perché anche l’ultimo dei nostri
contadini ha visto nella scuola l’unica possibilità di riscatto e di
miglioramento per i propri figli, e la mia mente è corsa indietro nel
tempo, quando anche mio nonno ha fatto questa scelta. Signori questa è la
Calabria una regione nella quale i contadini, gli analfabeti hanno capito
l’importanza della cultura e dell’istruzione e non parliamo più
di ‘ndragheta, per favore.
In conclusione Viva il Premio Caccuri e Caccuri e poi tutta la Calabria,
impervia, difficile, ma dannatamente e comunque bella.
17 ottobre 2012
Il
professor Antonio
Ereditato, fisico italiano, professore all'Università di Berna, direttore del Laboratory for High Energy Physics e dell' Albert Einstein Centre for Fundamental
Physics, dal 2006 professore Ordinario di Fisica delle particelle elementari presso l'Università di
Berna, spokeperson dell'esperimento OPERA (CERN - LNGS), ha scritto
sul blog di Eugenio
Marino, a commento del Premio letterario Caccuri: 
Il professore Antonio
Ereditato
Commento con piacere il post di Eugenio, in relazione al premio letterario di Caccuri. Il legame è semplice e naturale. Anch'io sono un meridionale, operatore nel campo della cultura, scientifica nel mio caso, e soprattutto "emigrante", così come una gran parte della popolazione della martoriata terra di Calabria e di Caccuri, in particolare.
Vorrei iniziare con un ricordo per me recente ed emblematico per quello che dirò dopo. Questa estate sono stato invitato a tenere una conferenza su un tema molto vicino al mio campo d’interesse: tempo e spazio nella fisica. Fin qui nulla di strano. Ma la cosa che mi colpì subito fu che l'invito proveniva da un istituto (per mia colpa!) a me ignoto, che opera in maniera eccellente nel campo della biologia e della genetica molecolare, il Biogem di Ariano Irpino, diretto in maniera magistrale dall'ex ministro e senatore Ortensio Zecchino.
Biogem, oltre al suo ruolo di centro di assoluta eccellenza scientifica nel depresso sud italiano (una cattedrale nel deserto?) organizza regolarmente molti eventi di carattere scientifico. Tra essi, ormai da alcuni anni, l'incontro de "Le Due Culture", al quale sono generalmente invitate personalità culturali e politiche di valore internazionale. Non voglio aggiungere dettagli che mi porterebbero senz'altro a elogiare Zecchino per il suo duplice sforzo di manager scientifico e di anfitrione culturale. Voglio però far notare come egli sia riuscito a parlare di cultura al massimo livello, e credetemi in un contesto di eccellenza, in un'altra terra martoriata dai tipici problemi del nostro sud quale la bella Irpinia.
Forse, a differenza del premio letterario di Caccuri, nel caso di Ariano il riscontro da parte della popolazione locale è senz'altro maggiore, probabilmente anche a causa di una consolidata tradizione. Ma poco importa; si tratta in entrambi i casi, e molti altri me ne vengono in mente, dell'azione entusiastica di un gruppo di visionari che riesce a trasportare "un pianoforte nel mezzo della giungla", come nel film Fitzcarraldo di Herzog.
Il turbamento di Marino di fronte alla scarsa risonanza locale dell'evento di Caccuri non deve in alcun modo ricadere nello scoramento. Tali iniziative visionarie e apparentemente folli, hanno bisogno di tempo per incidere ed entrare nella "normalità". Nello specifico, e mi piace la citazione di Sartre, trattandosi di un premio letterario, la sinergia con il pubblico e in senso lato con tutta la popolazione, è quanto mai necessaria. Ma per questo ci vuole tempo. In particolare, trovo molto buona l'idea di estendere il premio al fumetto, e perché no al cortometraggio stile Youtube. Questo forse aprirebbe a un pubblico più giovane e creativo, permettendo col tempo di varcare le frontiere del piccolo paese e di assumere una connotazione meno locale.
Rimane, ahimè, il problema giustamente evocato da Marino della scarsa propensione alla lettura da parte degli italiani. Questo purtroppo è un argomento ben più sensibile e grave, e che merita molto più che le poche righe di queste mie considerazioni. Vorrei solo dire, e scusatemi dell'ovvietà, che "con la cultura si mangia", ci si affranca, ci si rende autonomi e liberi e si diventa cittadini e non solo elettori. La lettura è lo strumento principe di questa strategia. Ben vengano perciò i premi letterari e si lavori sodo per aumentare la complicità da parte della popolazione. E per quanto riguarda il sud, cominciamo con le cattedrali nel deserto....alla fine arriverà l'acqua....
17 ottobre 2012
Il
pronipote di Leònida Rèpaci sul Premio Caccuri
Riportiamo
dal blog di Eugenio Marino un intervento di Filippo Giuffrida Rèpaci,
pronipote del grande scrittore calabrese Leonida Rèpaci, fondatore del
Premio letterario Viareggio, a commento del post sul Premio Letterario
Caccuri

Filippo
Giuffrida Rèpaci
Caro Eugenio, premetto che dei premi letterari ho una visione ed un'opinione sicuramente "a parte", non foss'altro per l'esser il pronipote di Leonida Rèpaci (un calabrese, coincidenza?) e l'esser quindi cresciuto con i racconti del Viareggio come storie della buonanotte. E proprio il Viareggio, come pochi ricordano, nacque in spiaggia, per far uscire gli intellettuali dalla torre d'avorio e portare la letteratura nella vita di tutti i giorni. Ecco, se questo è lo spirito che anima il Premio Caccuri, non posso che condividere le belle parole di Laura. Abbiamo sicuramente un impellente bisogno di lettura e di cultura. E le metto assieme, binomio per me indissolubile in un'epoca che sembra privilegiare altre forme artistiche più "immediate", a discapito del piacere della parola letta. E senza riaprire quel prezioso cofanetto in cui abbiamo riposto le mille riflessioni della "questione meridionale", è quasi banale ricordare che il sud, il nostro sud forse più di altri, ha un grande bisogno di riscoprirsi terra di cultura. Ben venga quindi "il saccheggio del gazebo", e se alla prima edizione il rapporto "pubblico entusiasta/veri lettori" è stato basso non si puo' far altro che lavorare perchè alla seconda i dati cambino. E cio' puo' avvenire solo se il Premio diventa una realtà consueta, non un estemporanea meteora estiva. E se il Premio conserva sia lo spirito di apertura (senza trasformarsi nella sagra della patata, sindrome che mi pare abbia colpito troppi eventi culturali estivi) sia il gusto della ricerca. A tal proposito belle le tue proposte. La letteratura dialettale, o semplicemente "localizzata" sta diventando una corrente letteraria di peso. Basta pensare al successo di editori come i Fratelli Frilli con i gialli di Liguria
(che hanno portato al successo autori poi passati a case editrici nazionali quali Morchio) o, absit injuria verbis, allo stesso Camilleri. Scrivendo da una città che ospita il Museo del Fumetto, non posso poi che sostenere a spada tratta il suggerimento, magari tentando un coniugio ardito, focalizzandosi su fumetti del sud o nel sud ... Spero anch'io che il Premio Caccuri possa aprire una pagina nuova, e, soprattutto, possa far aprire tante pagine di libri mai letti a tanti potenziali lettori.
16 ottobre 2012
Adolfo Barone sul
Premio Caccuri
Ospitiamo
un intervento di Adolfo Barone, presidente del Premio letterario Caccuri a
commento delle considerazioni dell'on. Laura Garavini sul blog di Eugenio
Marino e cogliamo l'occasione per un saluto affettuosissimo all'amico
carissimo.
Gentilissima Onorevole
Garavini,
leggo la Sua sul Blog del mio amico Eugenio Marino e, per prima cosa, desidero ringraziarLa per le belle parole di incoraggiamento che vengono dal suo intervento.
Personalmente avverto di essere leggermente più ottimista del caro Eugenio. Ho vissuto a stretto contatto col pubblico del Premio Caccuri nei giorni della sua prima edizione, ecco perché non giudico come disinteressato l’approccio dei miei concittadini nei confronti della lettura. Anzi, visto che il gazebo della libreria che esponeva le opere dei finalisti e degli ospiti è stato letteralmente saccheggiato, ritengo che uno degli obiettivi della manifestazione sia stato pienamente raggiunto.
Inoltre, 30 giurati della Giuria Popolare erano della stessa Caccuri e non solo hanno letto ed amato tutti e tre i bellissimi saggi arrivati in finale, ma ne hanno fatto oggetto di animate discussioni. Inoltre, nei giorni successivi all’evento, io e gli altri due co-organizzatori del Premio Caccuri siamo stati avvicinati da molti calabresi che ci hanno chiesto di andare avanti con lo stesso entusiasmo e la stessa passione. Ci hanno invitato a programmare tante altre edizioni di questa apprezzata kermesse, che ha dalla sua il particolare merito di essere stata messa in piedi senza nemmeno un euro di stanziamenti pubblici, salvo l’appoggio dell’Amministrazione comunale, ma col solo entusiasmo dirompente di privati cittadini, imprenditori e professionisti che hanno abbracciato l’idea fondativa del Premio.
Desidero ringraziare Eugenio per averci ospitato sul suo blog, dandoci visibilità e offrendoci un'ulteriore occasione per far passare il nostro messaggio.
Spinte emotive come la Sua ci inducono con ancor maggiore entusiasmo e slancio ad operare in questo solco. C’è in noi soprattutto la speranza che i nostri giovani (già pesantemente condizionati nel proprio futuro dagli storici e patologici handicap di queste latitudini e della spallata durissima che questa crisi globale sta inferendo) possano nella Cultura trovare motivo di crescita interiore. Siamo fermamente convinti che il binomio “più Cultura, più mercato” possa loro restituire coraggio imprenditoriale nell’immediato.
Grazie ancora per il suo fertile intervento e naturalmente l’aspettiamo il 9 ed il 10 agosto prossimi al Premio Letterario Caccuri di saggistica.
Cordialmente
Adolfo Barone
14 ottobre 2012
Laura
Garavini, parlamentare del PD, capogruppo del PD nella Commissione
antimafia, a commento del pezzo di
Eugenio Marino sul Premio letterario Caccuri scrive:
Non ci si deve lasciare prendere dallo sconforto prematuramente. Progetti come questi sono esattamente ciò di cui ha bisogno non solo Caccuri, ma l´intero Sud, soprattutto quello martoriato da fenomeni criminali.
E´ chiaro però che i problemi non si risolvono dall´oggi al domani, né si può riuscire a creare all´istante quell´humus culturale che é assente da decenni. Nessun seme riesce ad attecchire se non viene curato ed annaffiato, nel tempo.
La strada é quella giusta. Bisogna garantirne la continuità.
Laura Garavini
29
giugno 2012
Gentile
Signora Scigliano,
non so a quali scritti ricevuti si riferisce che non avrei letto. Ho
letto, però, i suoi commenti ad uno scritto di Marino al
quale Lei rivolge queste non certo gratificanti espressioni:
“ Dove non si arriva per giustificare l'ingiustificabile!!!!! Ahimè tu
hai tentato di farlo.....” con ben cinque punti esclamativi e una
serie di puntini sospensivi dopo la seconda frase per rendere ancor
più forte la riprovazione. A me sembrano espressioni pesanti. Posso
concederle il benefico della buona fede, nel senso che lei,
probabilmente, quando ha scritto quelle frasi, non si è resa conto
dell’offesa che stava arrecando a Marino, ma la dura replica
dell’interessato, mi consenta amabilmente, se l’è davvero cercata.
Lei avrebbe potuto criticare le argomentazioni, avrebbe potuto scrivere
che una buona sanità non giustifica comunque le troppe tasse che si
pagano e avrebbe esercitato un suo diritto, invece ha usato, magari
senza accorgersene, espressioni pesanti . Leggendo la lettera pubblicata a
me però è risultato chiaro solo il suo attacco contro Marino. Stessa
cosa sta facendo con me quando pretende di catalogarmi
esprimendosi così “……..secondo i vostri convincimenti” .
Ovviamente se non interverrò più non sarà perché “non sono in grado
di sostenere una normale dialettica da forum”, ma semplicemente perché
per me è libera di pensarla come vuole .
Daniela
Secchiari
Como,
27 giugno 2012
Gentile signora Secchiari,
ho letto la Sua e , ancora di più, si rafforza la mia convinzione che
Lei,non avendo letto gli scritti da me ricevuti, non abbia minimamente
capito, come Peppino Marino, il senso della mia replica.
Vede cara signora Secchiari, non La conosco come Lei non conosce me e,
quindi, io non mi sarei mai permessa, visto il delicato argomento, di
muoverLe appunti di alcun genere.
Ho frequentato, purtroppo, quelli che Marino chiama “stanzoni”(“sala
di rianimazione”) per più di 3 mesi assistendo mia madre che, poi,
purtroppo, è mancata e, anche se per breve tempo, fortunatamente, mio
fratello.
Le chiedo: può una semplice critica, la chiami come vuole, giustificare
questa frase di P. Marino che Le riporto?
“ ci sono persone che escono dallo "stanzone" pensando a
comprare un rossetto o prenotare un viaggio esotico”
Se tutto quello che accade non viene prima verificato e lo
rapportate alla politica… …e nessuno, secondo i Vostri convincimenti
può esprimere le proprie idee, senza che scoppi,
immediatamente, uno scontro dialettico feroce, bhè, trattandosi di
normale dialettica da forum, se non si è in grado di sostenerla, meglio
lasciar stare.
La saluto cordialmente,
Lina Scigliano
25/06/2012
Quanto può essere
bello pagare le tasse
Sono
la moglie di un uomo che per più di un mese ha lottato tra la vita e la
morte in una sala di rianimazione e una grande amicizia mi lega a Nino e
Vittoria che in questo momento così drammatico per la mia famiglia hanno
portato conforto ad un dolore che strazia l’anima.
Le lettere dei parenti o dei pazienti ormai guariti
affisse alle pareti della sala d’attesa sono state la mia compagnia
nelle ore interminabili di attesa, la mia speranza e quella di mio figlio
che mi abbracciava e mi chiedeva perché anche a noi non avrebbe
dovuto succedere la stessa cosa. Una lettera in particolare , quella
nella quale il padre di un ragazzo che ce l’ha fatta elogiava la
“sanità” che si respirava in quel reparto, la sanità che tutti
vorremmo e per la quale saremmo ben felici di pagare le tasse, ha avuto la
capacità di placare la nostra disperazione perché ci ha fatto riflettere
che veramente tutti quei medici e infermieri stavano facendo di tutto per
salvare il nostro Paolo e nulla sarebbe rimasto intentato.
Ebbene Nino, la signora Lina che è rimasta così perplessa
da queste tue riflessioni chissà, sicuramente sarebbe rimasta
scandalizzata nel leggere che le stesse cose le scriveva un padre
(sicuramente comunista perché altrimenti uno che sta perdendo un figlio
non può pensare a quanto può essere bello pagare le tasse) di un ragazzo
salvato dalla buona sanità. Per lei, invece, non si può
stare a pensare che per salvare delle persone ci vogliono alte
professionalità, attrezzature e farmaci molto costosi, persone che oltre
alla professionalità siano capaci anche di una grande umanità.
E’ vero, per la salute, per una avere una sanità
efficiente e ricca di umanità, sensibilità, amore bisogna pagare
le tasse. Forse è per questo che ci sono ancora molte persone
che riescono a capire che certi pensieri possano essere dettati da sentimenti
e da riflessioni che non comprendono l’egoismo e la voglia di
essere sempre contro a tutti i costi.
Ciao Nino e grazie ancora a te e Vittoria per l’affetto che ci
dimostrate continuamente.
Daniela Secchiari - Carrara
Cara
Daniela,
ti ringrazio per questa tua inattesa lettera che mi dà testimonianza
della sincerità delle mie riflessioni, fra l'altro nemmeno originali, ma
copiate da quelle di parenti di malati che sanno benissimo qual nesso
intercorre tra servizi insostituibili come la sanità e le tasse che
consentono allo stato (parlo di tutti gli stati del mondo) di rispondere
in modo collettivo ai bisogni individuali dei cittadini, di tutti i
cittadini, di quelli stramilionari e di quelli che non hanno nulla.
Esprimere a voce alta tali riflessioni pare non sia possibile senza essere
accusati di partigianeria e di giustificazionismo a tutti i costi. Grazie
ancora, un saluto affettuosissimo e un grande in bocca al lupo a
Paolo.
Peppino
Marino (Nino)
24/06/2012
Sanità e "beghe politiche"
Ho
appena finito di leggere il tuo articolo "la vita val bene una
tassa". Dire che mi ha lasciata perplessa sarebbe un eufemismo: dove
non si arriva per giustificare l'ingiustificabile!!!!! Ahimè tu hai
tentato di farlo........
In quell'enorme "stanzone ", come lo chiami tu, a me è
capitato, purtroppo, di entrarci parecchie volte ma mai, dico mai, una
volta,mi è passato per l'anticamera del cervello, una volta uscita da
quello stanzone,di pensare alle tasse, allo spread, o a beghe di natura
politica!!!!!!!!!!!
In quei frangenti ben altri erano i miei pensieri.
Non sono, forse, state troppe, negli ultimi mesi, le persone che si sono
tolte la vita, soffocate dalle troppe tasse, persone che non hanno avuto
neanche la possibilità, di passare da quel maledetto
"stanzone"?
Lina Scigliano
Anch’io, per usare un
eufemismo, è una vita che rimango perplesso leggendo quello che scrivi.
Comunque non si possono avere pensieri a comando (Il pensiero è come
l'oceano; non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare): c’è chi
uscendo da una sala di rianimazione pensa alle tasse con le quali si può
organizzare una buona sanità e chi pensa magari a un rossetto o a un
profumo da comprare o alle prossime vacanze ai tropici da programmare.
A pensare alle tasse non sono stato io, ma decine di parenti
di pazienti che in quello stanzone sono tornati alla vita (ma anche di
qualcuno purtroppo meno fortunato ) nelle loro lettere di ringraziamento al
personale dell’ospedale. Se poi ti interessa ti dico anche di quale
ospedale si tratta così te le potrai eventualmente leggere.
Evidentemente, nonostante decenni di istupidimento televisivo indotto,
c’è ancora in giro gente dotata di cervello e capace di pensieri
alti. E’ vero che negli ultimi tempi si sono suicidate troppe persone a
causa della crisi economica (non solo semplicisticamente per le troppe
tasse, molti erano operai che avevano perso il lavoro e che facevano
fatica a mangiare, non solo a pagare le tasse ), ma la responsabilità andrebbe attribuita anche a chi per anni,
invece di risolvere i problemi, cianciava di crisi solo presunta, di
ristoranti strapieni e di italiani che scialacquavano allegramente, mentre
attricette e showgirl scorrazzavano giulive per i cieli d’Italia
su voli di stato e piccoli imprenditori, operai, impiegati, disoccupati e
pensionati facevano i conti con una crisi spaventosa. Non c’è
niente di ingiustificabile da giustificare, c’è solo da salvaguardare
quei principi che ci hanno consentito di passare dalla clava alla
civiltà e dal “mors tua vita mea” a una società solidale.
Peppino Marino
13/06/2012
Sulla
chiusura della materna di Santa Rania
Caro
Peppino era un pò di tempo che non scrivevo al tuo sito,ma vista la
situazione che si è creata nella frazione con la chiusura della scuola
materna non posso tacere.
Dovrei andare indietro nel tempo ma di parecchi anni ma penso che tutti
sanno che " l' ASILO" esiste da almeno 50 anni. Adesso chissa
per chi o per che cosa non c'è più, con un disinteressamento totale, di
tutti come se i bambini della frazione sono figli di un Dio minore, tanto
a chi importa se la mattina bambini di tre anni devono recarsi a Caccuri,
ad adempire ad un diritto fondamentale "L' ISTRUZIONE" e non mi
dite che la materna non serve
perchè chi di dovere non si è mosso prima, con tempo avvisando i
genitori NON A GIOCHI ORMAI FATTI certo in altri tempi questo di sicuro
non sarebbe accaduto. Penso che in questa vicenda molti hanno
responsabilità, però ormai non serve trovare i colpevoli il danno è
stato fatto.Ai bambini della
frazione gli è stato tolto un servizio basilare. ORA MI RIVOLGO A
CHI POTEVA, COME POTETE PENSARE CHE
GENITORI DI PICCOLI BAMBINI POSSANO MANDARE I LORO FIGLI A CACCURI?
Penso che prima di prendere o non prendere decisioni cosi importanti una
persona si deve immedesimare e capire che tutti noi siamo stati genitori.
Un detto paesano dice ( CUSCIENZA E DINARI UN SE SA CHINE NE TENA)
non certo che la coscienza abbia prevalso in questa scelta. Potrei
continuare ma chiudo per non stancare gli amici e non, che leggono questo
messaggio. saluti a tutti
Salvatore Loria Santa
Rania
Caro
Salvatore,
comprendo il tuo rammarico e quello dei cittadini e genitori di Santa
Rania per l’ eventuale chiusura della scuola materna e per i sacrifici
che dovrebbero sopportare, ma non condivido né il tono, né il contenuto
del tuo intervento. Non so a chi ti riferisci quando affermi che “che
prima di prendere decisioni così importanti una persona si deve
immedesimare e capire che tutti noi siamo stati genitori.” Se
ti fermi un attimo a riflettere ti renderai conto che a “prendere
decisioni così importanti” è stato il Legislatore e che,
probabilmente, nella stessa situazione, qualsiasi Legislatore al mondo
avrebbe preso, anche se dolorosamente, un’analoga decisione. Al di sotto
del Legislatore vi sono solo persone soggette a doveri d'ufficio e al
rispetto delle leggi dello Stato. Se chiude una scuola per l’eccessiva
esiguità del numero degli alunni (7 pare), la colpa non è di nessuno, tenetelo a
mente per evitare inutili e anacronistiche cacce
alle streghe nei confronti di persone che non hanno nessuna responsabilità
in quello che accade. Nessuna autonomia scolastica consente a chicchesia
di ignorare le leggi, soprattutto in un periodo come questo nel quale ci
sta crollando addosso il mondo, anche perché l'autonomia riguarda
altri aspetti dell'organizzazione scolastica.
Ti saluto con affetto
Peppino
12/06/2012
Un'altra
Istituzione che va a farsi benedire.
E'
passata sottotraccia, come un vecchio disco in vinile abbandonato; uno di
quei dischi, seppur rotti e polverosi, che comunque continuavano a
funzionare. La Scuola Materna di Santa Rania è ufficialmente
"sospesa". Niente più letterine ai papà per la loro
festa, niente disegni colorati per la festa della mamma. Un passaggio
fondamentale nella formazione psicopedagogica di un individuo che nel
pieno della maturità della nostra amata società va a farsi benedire. Si
fa presto a dire: "sono solo undici." Non si può pensare che un
bimbo di tre anni possa farsi sette chilometri di curve di buon mattino.
E' disumano.
E intanto, laconicamente, si attinge al diritto scolastico per
spiegare il tutto. Quella fredda miriade di leggi e regolamenti che
hanno messo “KO” la scuola nel suo complesso.
Due considerazioni: che fine ha fatto la tanto agognata "autonomia
scolastica"? A cosa serva, a questo punto, se non si tutela le
proprie popolazioni, la propria gente, non lo so proprio. Non so di chi
siano le responsabilità, anche se credo vadano ricercate proprio nella
scuola, intesa come Istituzione organizzata, a
partire dall'organizzazione Regionale a finire a quella locale. E intanto
si innesca un pericoloso circolo vizioso: la scuola aspetta le famiglie
che dovrebbero generare più figli, mentre le famiglie temono di generare
poiché le strutture vanno a farsi benedire.
Un cane che si morde la coda. Solo che a sentire il dolore, in questo
caso, è solo e soltanto la nostra società.
Salvatore Isidoro
01/06/2012
E se per caso toccasse
a noi?
Caro
prof,
vorrei condividere con te alcune considerazioni riguardo alla situazione sismica
italiana, e di conseguenza alle affermazioni degli esperti che indicano la
nostra regione quale prossimo luogo ove dovrebbe colpire( in una data
indeterminabile)un terremoto di magnitudo molto superiore a quello
accaduto in Emilia. Pochi sanno, e tu sei uno di quelli –avendoci
scritto un libro(a tal proposito ti sarei grato indicarmi come e
dove comprarlo…) -che anche il nostro Comune è stato oggetto in
passato , ed in particolare nel 1683 nel mese giugno, di uno
spaventoso terremoto che ha avuto conseguenze molto importanti per il
nostro territorio. Il nostro comune risiede a pochi chilometri da una
faglia Sismogena denominata “faglia del marchesato CS8” che
passa attraverso Bruciarello e costeggia Caccuri. Tralasciando
argomentazioni tecniche che non sono di mia competenza desidererei
porre a te , e di conseguenza al lettore, questa domanda: Qualora
dovesse succedere qualcosa qui a Caccuri esiste la predisposizione
di un piano di protezione civile adeguato ? Sono state effettuate
simulazioni da parte delle Istituzioni Scolastiche al riguardo? E’ stato
aggiornato il piano comunale di evacuazione? Sono domande che sicuramente
non potranno limare l’angoscia che serpeggia in questi giorni per quello
che sta succedendo in Emilia, ma che sicuramente fanno sperare in
una buona tenuta della macchina organizzativa comunale in caso di
eventi sfavorevoli, a quali nessuno di noi può rispondere alle
domande COME-DOVE_QUANDO..
Un caro Saluto
Salvatore
Isidoro
Carissimo
Salvatore,
che io sappia non esiste alcun piano di protezione civile in materia che
riguardi Caccuri o, perlomeno, io (ma con me anche moltissimi altri
caccuresi) non ne sono a conoscenza. Fra l’altro piani del genere credo
dovrebbero essere perfettamente noti nei minimi dettagli ad ogni singolo
cittadino in modo da sapere sempre che fare in casi d’emergenza. Molti
anni fa l’allora scuola elementare e forse anche la scuola media effettuarono
alcune parodie di esercitazioni di evacuazione dell’edificio scolastico,
poi più nulla. Non sappiamo, ad esempio, dove dovrebbe concentrarsi la
popolazione in caso di sisma, quali potrebbero essere le vie di fuga
(ammesso che ce ne siano in un paese dove il concetto di spazio pubblico
è una burletta), dove dovrebbero essere allestite eventuali tendopoli, se
esistono luoghi idonei debitamente attrezzati a ospitarli, come affrontare
le emergenze, come comportarsi per non intralciare il lavoro di
eventuali soccorritori etc. Che io sappia non è stato nemmeno distribuito
un opuscolo o un foglietto con il Padre Nostro e le altre più comuni
preghiere da recitare in caso di bisogno. In ogni caso, mio caro
Salvatore, proprio perché moltissimi ignorano o hanno voluto ignorare che
il nostro comune è stato colpito nei secoli scorsi da numerosi eventi
sismici tra i quali quello catastrofico del 1638 e quello del 1832 oggetto
del mio ultimo libro, non ci resta che confidare nel famigerato “fattore
C.” Spesso mi capita, infatti, di chiedermi quanti fabbricati
resterebbero in piedi a Caccuri in caso di un evento sismico anche non
catastrofico, visto come
abbiamo costruito le nostre case e il nostro borgo e quali potrebbero
essere le vie di fuga o i luoghi nei quali mettersi al sicuro in un luogo
come il rione Croci nelle cui strade, originariamente larghe sei metri,
oggi si farebbe fatica a passare anche nel caso si incrociassero due
ciclisti (ammesso che vi circolassero biciclette). Ti prego di non dirlo a
nessuno, ma dopo aver letto la tua lettera mi sono sorpreso a effettuare
un particolare tipo di scongiuro.
Ti
abbraccio
Peppino Ps.
Il mio libro sul terremoto del 1832 sarà disponibile da martedì 4
giugno e puoi passare direttamente da casa mia a ritirarlo o, se vuoi, te
lo posos poprtare io a Santa Rania. Grazie
05/05/2012
Ricordate
quel ballo di gruppo, l’Hully Gully?”.....Se prima eravamo in due a
ballare .....adesso siamo in tre a ballare.....”
Cercasi tecnico che più tecnico non si può, nemmeno con il candeggio. In
questo gioioso paese che chiamiamo Italia, una cucuzza ne evoca sempre
un’altra, in attesa che arrivi il cucuzzaro di turno a risolvere il
dilemma e le sorti dei poveri ortaggi. Alla fine, poi, come per magia, oplà,
il cetriolo finisce sempre in c. all’ortolano e così, tra Watussi e
professori, cacciatori di quaglie e di fagiani da spellare, tra tarantelle
e tarantolati, questo Bel Paese non lo riconosce più neanche la madre che
l’ha partorito ed i sintomi sono ormai quelli da (s)ballo di....San
Vito. Per cui m’afferro all’ultima speranza: Andreotti, ti prego, non
ci lasciare!!!!
Cosa sarà dell’Italia senza di te??????
Salvatore
Secreto (Rino Girimonte)
25/03/2012
Caro professore vorrei aggiungere un piccolo commento alla vicenda dell'abbattimento degli alberi al mattatoio.... Lei non si è accorto forse dei danni provocati da quel lavoro, ossia del lampione adiacente il ponte che è stato letteralmente spezzato e della doga della ringhiera rotta... Vorrei sapere a chi saranno addebitate ora le spese per la riparazione soprattutto quelle per il lampione... insomma chi è stato a ordinare i lavori?? con quali permessi??... spero che lei ponga la questione a tutta la popolazione e soprattutto all'amministrazione, perchè questa vicenda non cada nel dimenticatoio e sia fatta luce! spero che lei riesca a mettere in chiaro la faccenda!
Cristian
Falbo
18/03/2012
L'articolo
18 e i Cavalieri della tavola quadrata
Riceviamo
da Salvatore Secreto questa sua riflessione come sempre acuta e profonda
sulla situazione attuale.
La
difesa dell’articolo 18, dulcis in fundo, resterà soltanto una
pagliuzza di
dignità, un briciolo di garanzia del lavoratore, un quadro da appendere
in una stanza dove tutto si fa più piccino: la tavola per mangiare
(ridurre lo spazio é pur sempre una buona scusa per giustificare
l’impossibilità di apparecchiarla), la gioia di conversare, il
desiderio di amare. Già possiedono il diritto di licenziare, di
chiudere, d’ inabissarsi in geografie più disperate delle nostre,
dove la fame si scambia con un salario di fame ed in quelle case le
lacrime sono il sale per l’acqua della pasta.
L’innovazione
tecnologica, la concorrenza globale, contengono in se la riduzione del
peso della forza lavoro nel processo produttivo e non sarà il giudice a
porre freno a questa palla di fuoco che brucia la vita e la speranza di
milioni di persone, mentre alcuni, gli unti, bagnano il culo flaccido
nelle piscine delle loro ville. Come é possibile una mediazione tra chi
ha tutto e chi non ha più niente? Tra chi ha più case che cravatte e chi
conserva appena quella della prima comunione??
Secondo
il senso comune, che é il meno comune dei sensi, non si può togliere a
chi non ha niente. Ed allora????
Ecco che
arrivano i Cavalieri della tavola rotonda e ci convincono che é quadrata
e si spacciano per la nostra cavalleria. Ci dicono che sarebbe potuta
andare peggio e cioè, che invece di un baratro, due, per cui come si fa a
non dargli ragione e ad affidargli la nostra vita? E così avanti verso la
conquista del Santo Sepolcro, mentre a noi sempre ci resterà la speranza
che nel terzo giorno risuscitò.
Salvatore
Secreto
18/02/2012
Un intervento del preside Silletta

Caro Peppino,
ho letto sul forum del tuo sito l’intervento del sindaco Marianna
Caligiuri sulla vicenda del mantenimento dell’autonomia scolastica da
parte dell’Istituto comprensivo C. Simonetta
.
Desidero innanzitutto ringraziarla per le espressioni di stima nei miei
confronti e i riconoscimenti per il mio impegno durante la vicenda nel
corso della quale anch’io ho appreso e imparato dal suo saper
affrontare le problematiche della collettività con grande professionalità
e determinazione. Ma soprattutto sento il bisogno di ringraziare e
manifestare vivo riconoscimento come rappresentante
dell’istituzione scolastica per l’impegno, la costanza, la
tenacia che il nostro Primo cittadino ha profuso in questa vicenda, per i
rapporti che ha saputo mantenere con gli altri Enti e le altre Autorità
interessate.
Ringrazio il sindaco dott.Giovanni Basile e gli amministratori tutti, i
docenti e la popolazione del comune di Belvedere Spinello che hanno voluto
costruire insieme a noi il nuovo Istituto Comprensivo, rifuggendo da ogni
logica campanilistica. Desidero altresì ringraziare i sindaci degli altri
comuni, gli amministratori provinciali, in particolare il
consigliere provinciale Pietro Durante, i docenti delle scuole
interessate e le popolazioni dei comuni per la collaborazione che ci hanno
dato in questa occasione e per quella che non mancheranno di darci in
futuro.
Giuseppe Silletta
18/02/2012
Riceviamo e
volentieri pubblichiamo questa importante lettera del Sindaco di Caccuri
Mantenuta l'autonomia dell'Istituo Comprensivo. "Cicco Simonetta"
di Marianna Caligiuri
E’ con notevole soddisfazione che ho avuto conoscenza ufficiale del fatto
che l’I.C. Cicco Simonetta di Caccuri ha mantenuto
la propria autonomia e non è stato coinvolto nel dimensionamento che
ha portato alla soppressione di innumerevoli istituzioni scolastiche. Per
carità, la notizia non è arrivata come imprevista o imprevedibile, ma sono
ormai così avvezza allo scorrere mutevole ed altalenante delle cose
da aver ben chiara l’impossibilità di cantare vittoria senza le
ufficializzazioni dovute. Sorvolo su ogni polemica, sulla circostanza che si
doveva agire in questo senso prima e non è stato fatto, sui motivi che hanno
portato alle determinazioni di ieri, nonostante proprio le scelte precedenti
abbiano determinato la necessità di superare alcune resistenze giuste o
sbagliate non so, ma sicuramente umanamente condivisibili, da parte di chi
prima era stato considerato
inutile ed oggi diventava indispensabile. Ma tant’è , le storie perseguono
alcuni percorsi, vanno e tornano , si ripetono uguali a se stesse e fanno
capire che molte volte il diverso esito è dato solo dalle persone
protagoniste. E per fortuna,in fondo ! Perché
è proprio questo mutare dei risultati con fattori che sembrano simili che ci
fa capire che la storia non è un elemento matematico, che non è vero che
cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia, che anzi, fuori
dal campo dei numeri e, restando nel campo
degli uomini, il risultato cambia,
non solo mutando l’ordine degli addendi, ma anche, rimanendo gli addendi
uguali. Il mantenimento dell’autonomia scolastica è un impegno durato mesi,
un impegno che ha richiesto energie e lavoro, tutti profusi nella certezza che
mantenere o perdere l’autonomia non era solo un problema di preservazione di
uffici, era innanzitutto una differenza di valore, una differenza di
prospettiva. La scuola, alla quale tutto devo,
racchiude l’essenza stessa del nostro Stato, del nostro vivere
civile, racchiude il passato, il presente e prepara il futuro e non posso non
essere orgogliosa del fatto che esista ancora l’Istituto Comprensivo
Cicco Simonetta di Caccuri. Per me che sono tanto legata ai simboli
sarebbe stato terribile veder scomparire per sempre la scuola di Caccuri,
ammantata sotto un altro nome e sotto una coltre, sicuramente rassicurante, ma
mai uguale a quella che porta il nome di questo piccolo paese. L’ho già
detto, sono legata ai simboli, ma in questo mio scrivere in ore solitarie non
posso che sorridere compiaciuta pensando che anche il prossimo anno a Caccuri
ci sarà una presidenza che ospiterà il tricolore e la foto del Presidente
della Repubblica, simboli appunto, ma simboli di uno stato che anche
attraverso questi manifesta in maniera dirompente la sua presenza, il suo
esserci. Ed in limine a questa mia, ho il piacere e l’onore di fare dei
ringraziamenti, non ufficiali , non dovuti,ma sentiti, alla mia maggioranza
che ha perdonato le mie assenze, i miei sbalzi d’umore e le tante volte
nelle quali non ho prestato il giusto ascolto alle richieste perché assorbita
da una cosa che ritenevo troppo importante; all’Assessore Regionale Mario
Caligiuri che ha recepito le istanze di questa comunità, con lo stesso
spirito solidale che ha manifestato quando si è trattato di difendere il
plesso di Santa Rania, all’Assessore Provinciale
Giovanni Lentini che mi ha aiutato e sostenuto , a quello stesso
Assessore che nel corso degli anni mi ha preso per mano varie volte, in forme
e sotto vesti diverse, quello stesso Assessore che mi ha aiutato nel mio
crescere dal punto di vista politico e, quindi,
umano e con il quale mi onoro di aver condiviso tantissime cose,
tantissimi momenti e varie battaglie tutte condotte alla luce di quell’onestà
intellettuale che gli appartiene, che non ha imparato da alcuno, perché è
immanente, è sua e basta, al sindaco di Belvedere Spinello, e mi fa un certo
effetto citare Giovanni Basile mettendo
in prima linea la carica, perché Giovanni è soprattutto un amico, uno di
quel gruppo di primi cittadini nati nel 2009 che va avanti insieme, che si
supporta, che fa fronte comune, quel gruppetto di tanti neofiti che rifugge
dalla logica del campanile e si da una mano, quel gruppetto che ogni tanto
mangia insieme, che fa fronte comune nelle varie riunioni, quel gruppetto che
forse cambierà qualcosa perché non
conosce gelosie e va avanti con
quella leggerezza che contraddistingue chi vuole tutto ed è disposto a perder
tutto perché tanto sa che
sul piatto non ha mai messo niente che sia personale, non ha mai messo niente
che sia lontano dagli interessi della comunità. Lo ringrazio perché mi è
venuto in aiuto e so quanto
pesanti siano stati i suoi no, i tanti
no detti per tutelare Caccuri. Ed
infine, un ringraziamento va fatto ai docenti di Belvedere Spinello che hanno
rinunciato alle barricate e non hanno fatto nulla per modificare il corso
delle cose ,nonostante avessero subito un no che pesava ancora come un
macigno, ed in ultimo, non certo per ordine di importanza, al Dirigente Prof.
Giuseppe Silletta che tanto ha fatto perché l’autonomia dell’I. C. di
Caccuri fosse mantenuta, per quel suo battersi con quel modo
discreto e senza proclami che distingue nettamente chi vive di
concretezza da chi vive solo di apparenza. Ed è al Dirigente che va il mio
ringraziamento personale per tutto ciò che mi ha insegnato nel corso di
questa battaglia combattuta fianco a fianco, senza che Lui lo sapesse, l’ho
sfruttato, non come dirigente, ma, come professore ed ho cercato e cerco
ancora di imparare quella lezione di umiltà, di serietà, che, probabilmente
senza volerlo, (ma un Professore rimane sempre tale), mi ha impartito. E sono
troppo felice di sapere che abbiamo mantenuto il nome, le bandiere e i
simboli, insomma lo Stato Italiano tutto insieme.
Marianna Caligiuri, sindaco di Caccuri
01/02/2012
Gentilissimo prof.
la ringrazio infinitamente per l’articolo pubblicato sul suo sito, riguardante le mie recenti attività in Tunisia e in special modo l’avventura con l’Atelier Darnissè e la ringrazio soprattutto per le parole di encomio che spesso mi ha dedicato sul suo sito anche in occasione di altre pubblicazioni.
Colgo l’occasione di questa lettera di ringraziamenti anche per cercare di rispondere alla “sfida” che mi ha lanciato, ma che credo abbia lanciato a tutti quelli che come me nel corso degli anni se ne sono andati via da Caccuri e spesso anche dall’Italia.
Una premessa è doverosa: andare via non è mai facile né tantomeno piacevole, anche quando si accompagna all’andare quella voglia di scoprire, di viaggiare e di fare nuove esperienze che ci dà gioia e ci rende più attivi; partire è comunque doloroso.
E ancora più difficile è ricominciare da zero in posti nuovi, in cui si è completamente estranei a tutto e a tutti, senza appigli nè sostegni, in cui si è costretti a rimettersi in gioco quotidianamente, a confrontare la propria visione del mondo con quella di altri popoli, a rimettere in questione la propria verità e i propri valori.
Per questo guardo con ammirazione a tutti quelli che hanno avuto il coraggio di andare e non arrendersi, che sono riusciti a farcela in posti nuovi completamente da soli.
Il destino dell’emigrante inoltre, in qualsiasi epoca esso si compia, è comunque un destino di nostalgia perenne per un posto a cui spesso non si può o non si vuole più tornare. Ecco perché dico che vivere lontano da casa è sia difficile che doloroso.
Premesso questo, un mea culpa si rende necessario. Perché partiamo? La risposta più comune è che non si riesce a esprimere e a mettere a frutto i propri talenti in patria. E cosi il nostro savoir faire e le nostre competenze vanno ad arricchire altri luoghi, altra gente, diamo il meglio di noi in posti lontani da casa, per poi continuare a lamentarci sempre che a “casa” non cambi mai nulla, che è impossibile tornare perché li non ci sono opportunità.
Il problema è che quelle potenzialità, quelle opportunità ce le stiamo portando via noi andandocene, portando via i nostri talenti, impoverendo il tessuto sociale, creando noi stessi quel vuoto dietro da cui
stiamo scappando, in una sorta di circolo vizioso senza via d’uscita.
Il mio è un invito a tornare? Si, a condizione. A condizione che il paese di origine sia disponibile ad accogliere queste persone, a sfruttare le loro competenze e quanto appreso negli anni passati fuori.
Mentre spesso quello che si osserva è una totale chiusura verso tutto ciò che è nuovo e che possa minare equilibri esistenti.
Noi (uso il plurale perché penso di rappresentare qui i sentimenti di buona parte di giovani emigranti) da parte nostra siamo pronti a darci da fare, troveremo la porta di casa aperta?
Cordialmente
Manuelita Scigliano
14/12/2011
Salvatore Isidoro risponde alla lettera del Sindaco
Caro Sindaco,
Ho letto appassionatamente il tuo intervento sul sito dell’amico Marino e devo dire che è scritto in maniera forte e decisa a difesa del tuo operato e di quello della tua amministrazione. E’ certamente questo il significato politico di difesa e sostegno delle proprie idee, il cemento che fortifica i legami interni della maggioranza, l’olio vitale che lubrifica gli equilibri delicati dell’appartenenza a un solido gruppo. Oltre a questo c’è la scrittura limpida e confacente, a
certificazione irreprensibile di conoscenza e competenza. Ci si aspetta anche questo da un Sindaco.
Permettimi di dissentire invece sulla parte riguardante le critiche all’ amministrazione. Non per difendere il sito santarania.it, che non ha bisogno della mia difesa ovviamente , e nemmeno il sito dell’amico Marasco, che ha
altrettanta capacità di risposta, ma per gestione generale di chi fa critica a questa amministrazione che la maggior parte delle volte non è predisposta
(magari giustamente) a non riceverne. In altre parole vi è la possibilità che una
qualsiasi critica, che è parte integrante della politica e della democrazia
fatta a questa amministrazione rischia di compromettere legami e situazioni che non fanno parte della politica. Giusta la difesa, arcigna e decisa che il capo dell’amministrazione deve attuare, ma altrettanto giusta può essere la critica quando non sfoci nella barbaria e nella violenza verbale, nella calunnia e nell’
ingiuria. Pensare che tutto va bene e tutto è perfetto non è di questo mondo.
Giustificare ciò nell’aggancio perpetuo in un passato sbagliato di cui tutti
conosciamo gli effetti non può essere la via maestra , la base teorica di ogni ragionamento iniziale. E’ come se io dicessi che siccome quando decidemmo di
adeguare le tariffe idriche secondo le esigenze di bilancio vi fu in consiglio comunale la vostra strenua opposizione, adesso che avete “adeguato” le tariffe anche voi, in particolare con l’aumento del 20 per cento della Tarsu, qualcuno
vi accusasse di incoerenza. Non è così ovviamente. E’ semplicemente il gioco
delle parti, in sintesi estrema la bellezza della democrazia. Affievolirsi sui risultati conseguiti non può essere appagante. Ci sono tanti problemi per cui i cittadini aspettano soluzioni.
E’ così ti ritrovi a leggere ventidue articoli a favore dell’amministrazione nel sito santarania.it compresa una bella intervista elegante a un vostro esponente della giunta e quando solo noti lievemente una critica frutto di considerazioni di una parte di popolo, anzichè rispondere solo con i fatti, come d’altra parte hai fatto nella tua lettera, ci si riferisce al passato del giornalista rimproverandolo della sua appartenenza passata. E’ vero abbiamo fatto parte di un pezzo di passato che non passerà alla storia per limpidezza e coesione, ma non per questo dobbiamo e possiamo ucciderci. Non per questo dobbiamo tagliarci le corde vocali. Lo avremmo dovuto fare molte volte allora anche quando conveniva alla vostra parte..
D’altra parte fuori si sta bene. Direi benissimo. Abbiamo acqua potabile da bere, elettricità per vivere, cibo per sfamarci. Non saranno certo i 24 euro di aumento della spazzatura o qualche decina d’euro di Irpef a farmi strappare i capelli o far maturare odio verso persone a cui ho portato sempre stima e rispetto quando dovuto. A far l’amministratore il costo, ahimé, è molto ma molto più elevato….
I miei più cari saluti e auguri di Buon Natale
Salvatore Isidoro.
14/11/2011
Se tutto fosse un sogno
Se
tutto fosse un sogno, alzerei la mia preghiera al vento affinché
sgualcisse le pieghe della notte e, cosí, per sempre, smarrire la via del
giorno.
Ma adesso che l’anomalia, forse, é stata rimossa, adesso non serve
rivendicare meriti e protagonismi, anche perché quelli maggiori li ha
proprio lui stesso. Ora non vorrei che il panico assalisse tutti voi, come
nella poesia di Kavafis, per cui, in fondo, i barbari erano una soluzione
ed anche un alibi che conduceva dolcemente alla paralisi. Ma temo che già
siano cominciate le danze e non si rendono conto che siamo all’ultimo
valzer.
Non capisco, si fa per dire, questa paura fottuta di andare alle elezioni
anticipate, nel paese campione del mondo in materia. In fondo, in Spagna,
da quando sono state annunciate, le cose non vanno peggio e la campagna
elettorale, che é già cominciata, non é precisamente un pranzo di gala.
Fra l’altro, in Spagna come in Italia, il programma é obbligatorio e
comune a tutti gli schieramenti: é quello della BCE e del FMI.
Ma dopo questa lunga stagione drogata di berluscocaina ma anche di altri
sonniferi e tranquillanti, abbiamo l’occasione, almeno, di ridisegnare
le linee di un percorso che riporti l’Italia in un circuito di normalità.
Foss’anche solo formalmente.
Ma per far questo é prioritario cambiare questa classe politica ( questo
sí che é un sogno!!!) e comunque, fare una riforma elettorale in cui i
cittadini possano esercitare il loro diritto democratico a farsi governare
e, se lo desiderano, anche a farsi prendere per il culo. Peró da chi
vogliono loro e non dal dictat del capo partito.
Non ci sono i tempi tecnici???? E chissenefrega!!!!!!!
Nel paese delle deroghe e delle emergenze, in nome delle quali si sono
fatte “le peggio cose”, in una situazione come l’attuale, avete il
dovere di mettervi d’accordo per fare una legge decente che riduca i
costi della politica e serva a ripulire il parlamento. Contrariamente,
state preparando un finale africano.
Su 60 milioni di italiani si troveranno pure 300 capaci ed onesti, o no?
Salvatore Secreto
29/10/2011 Una
risposta di Vincenzo Lacava
Caro Sindaco, innanzi tutto vorrei ringraziarti per i gentili e umili complimenti che generosamente mi fai di "arguto politologo" e scrittore "novello" (a 36 anni un tale epiteto comincia a fare piacere!).
Tuttavia mi preme rispondere al tuo intervento perché mi lascia perplesso.
Esordisci definendo la discussione tra me e il (sedicente) anonimo " non stimolante", non interessante" e "sterile", eppure ti inserisci ex abrupto nella diatriba come se ti fossi sentita tirata in ballo dalla mia precedente missiva.
Quando asserisci che "Sarebbe facile rispondere che io lavoro più di 40 ore a settimana e mi sembra normale , che mia sorella sarebbe felice di lavorare “solo” 40 ore a settimana , ma mi rendo anche conto che per un qualsiasi insegnante 40 ore di lavoro coincidono con la schiavitù. Ebbene ,non è proprio così, si può lavorare 40 ore a settimana, si possono passare le nottate insonni per continuare ciò che non si è riusciti a fare , senza sentirsi privati delle libertà
fondamentali" metti semplicisticamente tutte le tipologie di lavoro in un calderone: il metalmeccanico, il muratore, il minatore, l'applicato di segreteria, l'imprenditore autonomo, l'amministratore (pro tempore), l'autoferrotranviere, il raccoglitore di pomodori, l'avvocato autonomo, il contabile, l'insegnante (il cui servizio, consistente nel monitorare continuamente e individualmente soggetti in formazione in numerosi gruppi classe è ben più usurante del servizio del contabile in ufficio o comunque di chi lavora in ufficio con i propri coetanei).
Affermi che, per te, i diritti civili sono "cosa
diversa" ma non dici NULLA per spiegare in poche parole in che consisterebbe questa "cosa diversa".
Dichiari a un certo punto, del tutto in linea con il PDL SACCONI, che il CentroSinistra non può inseguire la retorica del metalmeniccanico: quindi, per te, difendere i diritti di chi fa un lavoro usurante sarebbe retorica?!
Bene, ne prendo atto.
Inoltre, che c'entrano i diritti degli operai con quelli dei giovani laureati disoccupati?! E poi sarei io che scriverei
"un sacco di cose diverse tenute insieme dal
nulla!!!!!!!!!" ?!
La dura legge democratica della libertà di espressione implica che anche chi si crede LA BOCCA DELLA VERITA' debba rispettare, pur non
condividendole, le opinioni dei comuni cittadini; dunque per me i DemoKratici sono un gruppo guidato da politici clientelisti di professione che pratica la politica come un'occupazione fine a se stessa (non a caso, è di pochi giorni fa la notizia -fonte: Tg di TeleDiogene- che tale gruppo è in trattativa col PDL di Scopelliti):
Poi non capisco: m sei un Rottamatore (quindi interno al PD) oppure un DemoKratico (quindi un avversario del PD)?
Infine, non condivido il tuo consiglio finale, dove tra l'altro dispensi altri complimenti gentili al tuo interlocutore: "Lanciatevi tutti nell’arena, ma state attenti ai colpi bassi, e soprattutto, all’idiozia di chi si crede iper perfetto semplicemente perché non ha capito nulla": vedi, chi guarda attraverso le grandi IDEE (che tu, ovviamente, definisci dispregiativamente "IDEOLOGIA") alla politica come a una attività strumentale per migliorare il mondo, NON TEME I COLPI BASSI.
Con affetto,
Vincenzo Rocco Lacava, alias un comune cittadino che non sa "ASSOLUTAMENTE NIENTE"
28/10/2011
Un intervento di Marianna Caligiuri, sindaco di Caccuri
Rispondo molto velocemente e con quella stanchezza che assale chi si trova ad
inserirsi in discussioni sterili e senza contenuti, con l’ovvia premessa che
il sig. Toni Foglia poco mi interessa, visto che non si può celare dietro
l’anonimato, chi pretende di portare avanti le idee di colui che
le cose non le manda certo a dire, come il Sindaco di Firenze. Io sono tra i
rottamatori e non mi vergogno a dirlo, né ho bisogno di pseudonimi di vario
genere, io sono tra i rottamatori perché convinta che c’è una generazione
che debba chiedere scusa alla mia per le inefficienze e le mancanze, io sono
tra i rottamatori perché mi stanno a cuore i tanti miei coetanei ai quali un
sistema scellerato ha tolto il diritto al futuro. Io sono tra i rottamatori
perché non mi piace il gioco da damine dell’ottocento e apprezzerei che
qualcuno si assumesse la responsabilità di quanto sta capitando. La mia
risposta tuttavia non è generata dalla volontà di entrare in un discorso
politico che né mi interessa, né tantomeno mi stimola. Sarebbe facile
rispondere che io lavoro più di 40 ore a settimana e mi sembra normale , che
mia sorella sarebbe felice di lavorare “solo” 40 ore a settimana ,
ma mi rendo anche conto che per un qualsiasi insegnante 40 ore di lavoro
coincidono con la schiavitù. Ebbene ,non è proprio così, si può
lavorare 40 ore a settimana, si possono passare le nottate insonni per
continuare ciò che non si è riusciti a fare , senza sentirsi privati
delle libertà fondamentali. Potrei anche dire che a me interessa il giusto di
estendere i diritti occidentali del lavoro al lavoratore del sud- est
asiatico, dell’Africa o del sud America, visto che a me starebbe più a
cuore trasferire ai giovani italiani il diritto al lavoro e basta, con
l’ovvia premessa che la Cina è una potenza economica, quindi
“cinesizzare” lo considero solo un verbo di possibile nuova coniazione e
non un’offesa. Sono molto vicina alle coppie omosessuali, ma per me i
diritti civili sono cosa diversa, e, comunque ,assimilo le loro
legittime istanze a quelle di tutte le coppie conviventi
d’Italia, e mi scuso se non credo che questa sia una priorità di un
possibile futuro governo italiano.
Plaudo alla citazione ed al ricordo di Giovannino Agnelli,ma non risulta
che lo abbiano mandato a lavorare alla catena di montaggio per
verificare le condizioni dei dipendenti ed immedesimarsi in loro. Gli
Agnelli non stavano creando un sindacalista, ma un capo ,e lo
creavano con quell’educazione rigida che prevede sì l’esperienza
della catena di montaggio, ma preclude lo spazio ad ogni mollezza (Io
vestivamo alla Marinara l’ho letto)
Insomma un sacco di cose diverse tenute insieme dal nulla!!!!!!!!!
Con l’ovvia sottolineatura che questo centro-sinistra non può veramente
pensare di andare ancora dietro alla retorica dell’operaio alla catena di
montaggio, il mondo è cambiato e le nuove esigenze, i nuovi diritti da
tutelare sono primariamente quelli dei tanti giovani che non hanno
nulla, non hanno prospettive per il futuro, che studiano ed alla fine si
sentono dire che non servono, che le loro competenze sono inutili, accidenti ,
ma quanto sono costate quelle competenze ai cittadini italiani?
A prescindere da tutto, la cosa che mi ha fatto scegliere di scrivere è stato
il passaggio sui demoKratici. Cosa ne sa il tanto arguto politologo dei
demoKratici? ASSOLUTAMENTE NIENTE, e si desume facilmente dal fatto che parla
di un loro “rimorchio” da parte del PD. Voglio solo rendere edotto il
novello scrittore sul fatto che i DemoKratici erano una grossa parte del Pd,
fino a quando non hanno deciso di andarsene. Non voglio creare scompensi
psicologici ,ma i DemoKratici erano nel PD e non aspettavano di essere
rimorchiati, né tantomeno sono stati cacciati, semplicemente sono andati via.
Io ero una dei Demokratici e lo sono stata fino allo strappo , ma non
l’ho mai considerato conveniente nel senso più “sconveniente” del
termine, anzi ho capito da loro che la politica richiede sacrificio, che
bisogna andare avanti comunque e sempre, che bisogna ascoltare tutti e non
solo i figli di questo o di quello, che in politica bisogna fare il proprio
dovere ed accogliere sempre tutti con un sorriso, a prescindere dalla
stanchezza. Io ero nel PD già quando lo scontro iniziava tra due
personaggi di alta caratura, nel bene e nel male, come Enzo Sculco e Sergio
Iritale, scusate se ridacchio, ora che lo scontro si prepara tra gli
imitatori. Ho già visto l’originale voi godetevi la copia, mentre io rido,
rido e rido ancora, perché la parte migliore l’ho già avuta.
Scusate lo sfogo, ma per me i Demokratici non sono un gruppo senza
volto, sono delle persone, persone alle quali ho voluto e voglio ancora bene,
persone che hanno lavorato per costruire un partito che oggi non si riconosce
più. I demoKratici sono venuti meno così come è venuta meno l’idea del PD
, un partito mai nato, ma che ha lasciato tanti orfani.
Un’ultima riflessione la concedo a tutti questi nuovi esponenti del PD
consegnando loro la mia esperienza, e, soprattutto, sottolineando che la
politica è una gran bella cosa perché ti mette a confronto con la vita,
senza schermi, senza preclusioni e ti fa capire che la vita è la vita
semplicemente, che non esistono i bianchi e i neri , ma una svariata gamma di
grigi. Lo dice chi è entrata in politica convinta che il mondo fosse bianco o
nero ed ha avuto la fortuna di capire quanto assurda ed inutile fosse quella
convinzione. Io ho iniziato, dopo gli scandali della provincia, conoscendo
alcuni personaggi attraverso le carte processuali, ed arrivando alla loro
condanna immediata ,con la stupidità di chi presume di aver capito tutto e
non sa nulla. Ringrazio l’attività politica svolta perché mi ha insegnato
che Enzo Sculco non puzza di zolfo, anzi più volte mi ha messo sulla buona
strada, cercando di farmi imparare dai suoi errori, perché mi ha fatto
capire che Carmine Talarico meriterebbe l’ergastolo, non per quello che ha
fatto, ma per quello che non ha potuto fare, rimanendo impigliato in storielle
piccole che nulla avevano a che fare con il suo talento. Io ringrazio la
politica che ti mette a contatto con la più varia umanità e ti insegna che
nella vita è fondamentale apprezzare le sfumature, ed al contempo ,sono
contenta se penso che altri potranno fare quell’esperienza comprendendo
tutto il bene ed il male del mondo ed apprezzando finalmente la vita reale.
Nel voler concludere ,suscitando comunque un vespaio, ma tanto non mi
interessa, sottolineo sempre che in fondo la situazione dell’Italia attuale
è racchiusa in due vite, parallele fino ad un certo punto, ma intersecatesi
nel loro corso: Cusani brillante a San Vittore, Di Pietro ignorante assoluto
parlamentare ed ex ministro e, scusate, se una come me che apprezza il merito
rimane inorridita. Lanciatevi tutti nell’arena, ma state attenti ai colpi
bassi, e soprattutto, all’idiozia di chi si crede iper perfetto
semplicemente perché non ha capito nulla.
Marianna
Caligiuri
Ringrazio
il Sindaco Caligiuri per avere scritto al sito esternando il suo pensiero
politico. Non condivido quasi nulla delle sue analisi politiche, ma
ritengo che le sue idee vadano rispettate perché liberamente
e lealmente espresse senza nascondersi dietro uno pseudonimo come ama fare
qualcuno che, evidentemente, condivide le idee del Sindaco, ma non ha il
coraggio di mostrarsi in pubblico. Ringrazio Marianna Caligiuri anche
perché, a differenza di altre persone che ricoprono cariche pubbliche, sa
tenere distinte e separate le polemiche politiche dai rapporti personali.
Peppino Marino
26/10/2011
Quando è troppo E' TROPPO!
Cara Isola Amena, l'ultimo intervento del Sig. (o Sig.na) Tony Foglia sul sito del concittadino Giovanni Marasco mi ha impressionato soprattutto per la
epidermica e vuota (di contenuti) retorica antisocialista, nonché per la disonestà
intellettuale con cui il sedicente anonimo (s)parla di "spirito democratico".
INNANZITUTTO, Caro sig. (o Sig.na) Tony Foglia, affermi di essere vittima di una censura antidemocratica la quale è "frutto di una mentalità tipica dell’ideologia stalinista e leninista": in pratica riduci la democrazia al semplice "suffragio universale", DIMENTICANDO CHE LA BASE DELLA "DEMOCRAZIA" SONO IL DIBATTITO PUBBLICO E TRASPARENTE TRA CITTADINI CRITICI E LA LIBERTA' DI ESPRESSIONE ALLA LUCE DEL SOLE.
In secondo luogo, accusi il PD di essere la cinghia di trasmissione della
Fiom - Cgil E DI AVER TRADITO LO SPIRITO DEL RIFORMISMO; a questo proposito, (se avessi il coraggio di identificarti) vorrei farti una domanda: "PER TE CHE COSA è IL RIFORMISMO? FAMMI CAPIRE: VUOL DIRE (come io credo) ESTENDERE I DIRITTI OCCIDENTALI DEL LAVORO AI LAVORATORI DEL SUD-EST ASIATICO, DELL'AFRICA E DEL SUD
AMERICA OPPURE VUOL DIRE (come lasci intendere tu quando sputi epidermicamente sulla Cgil) CINESIZZARE I LAVORATORI ITALIANI, così come pretenderebbero di fare Marchionne,
Sacconi e Brunetta?!
Purtroppo né tu, né Sacconi, né Marchionne avete mai provato per qualche settimana a lavorare per 40 ore settimanali in una catena di montaggio (come fece il Compianto Giovannino Agnelli, per immedesimarsi nei suoi dipendenti).
In terzo luogo, denunci le tue simpatie filo-fasciste, liberticide e omofobe allorquando rimproveri al PD di porre in testa ai pensieri i diritti civili (ti informo che storicamente non sono stati, non sono e non saranno mai monopolio dei pannelliani) quali le unioni di fatto e i matrimoni omosex.
Infine, spari sul Pd di Crotone, "reo" -secondo te- di aver incluso le vecchie cariatidi del PCI: PROBABILMENTE, PER TE, SAREBBE STATO MEGLIO (ANZI, PIU' CONVENIENTE) SE IL PD CROTONESE AVESSE RIMORCHIATO i demoKratici, che considerano e usano l'attività politica come occasione di occupazione fine a se stessa, nonché strumento per forgiare le clientele.
Confidando nei Webmaster dei siti caccuresi che avranno l'accortezza di rispettare la natura democratica del dibattito pubblico e trasparente, evitando di pubblicare attacchi anonimi (o, comunque, difficilmente identificabili in un paese di 1500 anime) alla mia persona, porgo cordiali saluti.
24/10/2011
Vincenzo Rocco Lacava.
23/10/2011

Caro Prof,
Voglio usufruire del tuo spazio, se possibile, per replicare gli scritti,
“autografi” o meno, del signor “Foglia”. Caro amico/a
(parafrasando l’incipit della famosa lettera che il nostro beneamato
Presidente del Consiglio allegò all’ormai obsoleto convertitore
euro/lire) io credo che i tuoi contenuti siano interessanti e in parte
condivisibili. Sarei ben felice di parlare, sempre che tu ne abbia voglia,
del Renzi – pensiero, ma credimi, risulta molto difficile dialogare con
te se continui ad usare uno pseudonimo così “qualunquista” per le
nostre latitudini! Dimostri una dialettica politica notevole e credo che
uno/una come te non abbia bisogno di una maschera per esprimersi
liberamente. Quindi certamente concorderai con me che questi comportamenti
non sono rispettosi nei
confronti di chi ci mette la faccia e di un webmaster che, nonostante
attacchi gratuiti “di origine sconosciuta”, continua ad ospitarti sul
suo sito.
Quello che scrivi è rispettabilissimo ma, se continui a nasconderti, ti
sottrai dalla discussione politica e le tue idee rischiano di diventare
delle comunicazioni unilaterali che nessuno capirà perché non sono
argomentate!
Alcuni aspetti del pensiero
rottamatore del mio compagno di partito Matteo Renzi mi
lasciano perplesso…. (aspetta…. dimenticavo una cosa fondamentale: io
sono un tesserato del PD e sono
giovane, pensa un po’! ) Quindi
ecco la prima risposta al tuo accorato appello “Dove sono i giovani e
gli innovatori del partito?” , e ti assicuro che, nonostante le
difficoltà organizzative regionali che inesorabilmente si ripercuotono su
Caccuri, non sono l’unico militante giovane. Sicuramente ti ricorderai
di noi in Piazza Umberto, quando raccoglievamo le adesioni per il
Referendum del giugno scorso e, soprattutto, SENSIBILIZZAVAMO i nostri
concittadini sull’importanza di quelle tematiche. E forse, dico forse,
un risultato così al di là delle più rosee aspettative è stato
raggiunto anche per merito nostro. Probabilmente ti sarà capitato
di scorgerci sempre lì il mese scorso, ricordi? Eravamo lì a parlare
delle lacune di questa Legge Porcellum insieme a Rifondazione
Comunista e IdV. C’era pure quel comunistaccio censore di
Peppino Marino (giusto perché lui è uno a cui piace fare le cose in
famiglia), uno di quelli che si è auto rottamato a 40 anni
nonostante sia stato e sia tuttora uno degli ultimi politici degni di
questo nome rimasti a Caccuri. Proprio grazie alla sua auto
rottamazione e all’ auto rottamazione della sua generazione politica ci
ritroviamo oggi in un contesto politico così povero di giovani. Questo mi
premeva puntualizzarlo. Per il resto, se mi riterrai degno di una replica
e soprattutto di un confronto politico, rimango a disposizione.
Un saluto a tutti gli amici de “L’isola amena” e grazie per lo
spazio concessomi.
Vincenzo Raimondo
23/10/2011
A PROPOSITO DI “RICORDI DI CACCURI”
Ho dei bellissimi ricordi di Caccuri, la mia patria piccina, il ruscello
nelle cui acque bagnai le mie carni bambine, le “rughe” della memoria
piene di sapori, di aromi antichi.
Ho
dei bellissimi ricordi di Caccuri e il suo nome evoca la presenza di tanti
affetti che abitano il mio cuore, in una cronologia dell’emozioni che,
alcune volte, mi spinge al pianto.
Ed
ognuno di noi ha i suoi di ricordi che, come gradini di una scalinata
sospesa sul vuoto a perdere del tempo, ci riporta indietro alla ricerca di
piccoli tesori perduti.
Bene,
detto questo, ed essendo chiaro che Caccuri ci appartiene, A TUTTI CI
APPARTIENE, sono curioso di conoscere chi dietro il suo nome si cela, e
sono anche un pó “indignato” con chi lo usa per riversare in rete le
proprie opinioni assolutamente di parte. E non importa di che parte siano.
Le
opinioni sono la luce che sprigiona i nostri occhi, gli occhi di ciascuno
di noi. Sono i nostri pensieri che si fanno parole ed ognuno li esprime
come vuole, ma non sarebbe male metterci la propria faccia. Scudarsi
dietro il nome di Caccuri, non concede nessuna autorità morale, nessuna
legittimità, nessuna presunzione di neutralità.
Appropriarsi
del nome di un Paese e farne un partito politico magari
eleggendo come segretario di quel partito a San Rocco, dovrebbe
essere proibito per legge e, prima ancora, dalla coscienza civile dei suoi
cittadini.
Io
non ho ancora eletto nessun “rappresentante” dei miei sentimenti. Ecco,
Caccuri é il luogo fisico della nostra anima collettiva e conviene a
TUTTI rispettarne il nome e la storia.
Salvatore
Secreto (Rino Girimonte)
Non
so a quale episodio specifico Salvatore si riferisca. Probabilmente a
qualche mamaramaldata su Facebook, ma so che i comportamenti denunciati
dal nostro amico sono, purtroppo, molto frequenti tra certi nostri
compaesani. Io mi ci sto rompendo la testa di anni, ma sperare che certa
gente trovi il coraggio delle proprie azioni sarebbe come sperare che
resuscitino i defunti.
Un saluto fraterno a Salvatore.
Peppino Marino
12/10/2011
Caro Prof,
come sempre, da anni a questa parte, non manco mai di dare una sbirciatina innocente al tuo sito per vedere news e quant’altro; questa volta vorrei fare alcune osservazioni al tuo ultimo articolo “fiducia e viceministri”, spero meritevole della tua attenzione.
Il mio vuol essere un ragionamento “asettico”, ovvero non per amor di partito(quasi del tutto inesistente..), ne per amor politico(oramai del tutto scemato a tutti i livelli..), ma per amor di verità, ovviamente non assoluta ma sicuramente dal mio umile punto di vista.
Premesso ciò vorrei partire da una considerazione tecnica: i viceministri esistono! Sono leggermente diversi dai sottosegretari ed hanno inoltre la possibilità di partecipare al consiglio dei ministri anche se senza diritto di voto, e la cosa strana è che tale figura è stata introdotta dall’ordinamento di diritto pubblico con la legge n. 81 del 2001 quando la maggioranza parlamentare era composta da forze di centrosinistra a supporto dei governi Prodi I,
D’Alema I, D’Alema II, Amato II.
Chiarito ciò, ovvero della trasversalità dei meccanismi partitocratrici, il mio ragionamento riguardo a ciò che è successo ieri in parlamento , esula quindi dal mero meccanismo tecnico parlamentare, in quanto sono entrambi le parti a goderne. Come la vigente legge elettorali, di cui a goderne sono tutti i capi partito.
Di chi è la responsabilità di aver candidato gente del calibro di Scilipoti, Misiti e Calearo? Non credo sia solo di Berlusconi. Il problema , semmai, è della decadenza assoluta della qualità politica Italiana. A volte si ha quasi nostalgia della prima repubblica Di fronte a un centrodestra che annaspa tirato al laccio da una formazione politica grottesca e antistorica quale la Lega Nord, non esiste nessuna alternativa credibile. Questo è il problema. Una deformazione enorme della politica italiana che non sa cogliere le sfide moderne, non sa affrontare in maniera ragionevole i nuovi scenari internazionali. Allora caro Peppino, Berlusconi deve andare via. Questo è un dato di fatto. Ma devono andare via anche tutta questa classe dirigente antiquata e figlia della prima repubblica. Mi riferisco ai vari
Cicchitto,Gasparri, Bersani, D’Alema, Bossi, Bindi, Finocchiaro, Scajola,Bottiglione e compagnia Bella. Spazio a gente innovativa, semplice, preparata. Penso a Matteo Renzi in primis.
In definitiva, passata la tua personale delusione per la mancata sfiducia al premier, ti chiedo di rispondermi a questa domanda: Credi ancora in questa politica?
Con affetto
Salvatore Isidoro Caro
Salvatore,
ti ringrazio per l'attenzione con la quale leggi i miei scritti e per gli
interventi puntuali e documentati che mi fai pervenire. La mia domanda sui
viceministri era ovviamente retorica e non voleva essere un'accusa
specifica al governo in carica. Da che mondo è mondo si sa che i
sottosegretari sono stati sempre considerati a tutti gli effetti dei vice
ministri, tant'è vero che nelle occasioni ufficiali, ancora oggi,
rappresentano sempre i ministri assenti ed assumono formali impegni in
loro nome. L'aver creato questa nuova figura nel 2001 è stata,
evidentemente, una delle tante stupidaggini commesse anche dal
centro sinistra che non giustifica, comunque, il ricorso massiccio a
nomine di queste figure, soprattutto in periodo di mercato delle vacche.
Concordo con te che l'aver candidato gli Scilipoti, i Calearo, i Misiti,
la pattuglia radicale (partito nel quale un tempo militava anche Rutelli,
tanto per dire) non è colpa di Berlusconi; almeno diretta, perché
indirettamente è anche colpa sua. L'aver voluto ed approvato, infatti,
una legge elettorale che di fatto consegna nelle mani dei leader di
partito l'elezione dei deputati e dei senatori, ha impedito a me e molti
come me di poter porre rimedio alle cazzate di Veltroni scegliendo di
votare candidati più affidabili. Stessa cosa vale per gli elettori
dell'Italia dei Valori e di altri partiti. Non sono poi assolutamente
d'accordo con te sulla cosiddetta rottamazione indiscriminata dei nostri
politici. I vecchi non si buttano nella pattumiera solo perché sono
vecchi; queste sono stupidaggini che possono raccontare quelli come Renzi.
Ognuno va giudicato per quello che ha dato e che, eventualmente, può
ancora dare, non per le simpatie personali, la data di nascita o i
baffetti che ci danno sui nervi. Non mi sento, e non mi puoi chiedere, di
mettere sullo stesso piano Bersani che aveva cominciato a tagliere le
unghie alle banche (si pensi alla portabilità dei mutui, alla chiusura
senza spese dei conti correnti, alla cancellazione delle ipoteche a carico
della banca), alle compagnie telefoniche (ti ricordi i 5 euro su ogni
ricarica), alle assicurazioni, a liberalizzare le professioni, cioè
ad approvare leggi utili per tutti i cittadini italiani, con chi proponeva
lodi ad personam a ripetizione e che tu, certamente per distrazione, ti
sei dimenticato di inserire tra quelli da "rottamare"; non
puoi chiedermi di mettere sullo stesso piano la Finocchiaro e Scajoila,
Tabacci e Rutelli, Rosy Bindi e Buttiglione. E poi scusami, ma questo
parlare a male a tutti i costi dei politici della cosiddetta prima
Repubblica, questo voler denigrare i vecchi politici mi sa tanto di
qualunquismo. Ricordo a te, ma ricordo anche a me stesso che oggi, uno dei
personaggi più amati dagli Italiani, osannati dalle folle e del quale gli
Italiani si fidano più di Angiolino, più di Renzi e dei suoi rampanti
rottamatori e dei tanti presunti ed inesistenti giovani leader, è un
vecchio politico della prima Repubblica, "colpevole" fra l'altro
di avere militato fra i comunisti e che risponde al nome di Giorgio
Napolitano. Se mi fosse data la possibilità di scegliere chi rottamare
tra il nostro ottantaseienne Presidente e il giovane Renzi, non
avrei nemmeno un milionesimo di secondo di esitazione. Prima di
chiudere rispondo alla tua ultima domanda che, a mio avviso, è mal posta.
Io non credo in questa o quella politica; credo nella politica. La
politica per me non è quella dei Machiavelli, dei Cavour, dei Paolo
di Tarso, degli Andreotti, dei Berlusconi; la politica per me è servizio
disinteressato, dedizione totale alla società; non è cinismo, è
giustizia sociale, una politica nella quale il fine non giustifica mai il
mezzo, il trasformismo è sempre bandito, la lotta politica può anche
essere aspra, ma leale, le regole scritte di comune accordo e rispettate
da tutti. Per me la politica è quella di Socrate, quella di Enrico
Berlinguer, dei Pertini, dei De Gasperi, dei La Pira, dei Pastore, di tanti cattolici, liberali, repubblicani, azionisti onesti
che alla nostra Italia hanno sempre dato tanto. Il mio
amore per questo tipo di politica è rimasto immutato.
Ti saluto con affetto
Peppino Marino
12/10/2011
SOGNI
L’altra notte mi é successo ancora. Sognai che stavo sognando e, nel
sogno, ma non dal sonno, mi svegliai. Era come avere coscienza del mio
stato onirico e non volevo rompere l’incantesimo, Sembrava che
camminassi, come un equilibrista, su una corda, sospeso nel cielo. Era
come avere sulle labbra l’aroma di quei baci, sapendo che lo avrei perso
con le prime gocce di rugiada.
Sognai
che ero stato eletto, non so bene se con il “porcellum” o con il “pisellum”,
Presidente del Governo. Ero così preoccupato del giudizio che avrebbero
dato su di me, dopo i primi 100 giorni di tregua armata e avevo tanta
paura di svegliarmi prima ancora di aver compiuto la mia missione, che
decisi, in fretta e in furia, di varare un Decreto Legge. Sarebbe stato il
primo e l’ultimo. Prima del mattino.
Una
manovra con un solo punto, ma così importante che si sarebbe ricordata
nei secoli a venire. Ogni cittadino, di qualsiasi condizione sociale,
occupato o disoccupato, avrebbe percepito 3000 euro al mese di stipendio.
Naturalmente con i dovuti aumenti determinati dal costo della vita.
Nessuno
sceglie di nascere, per cui nessuno merita il castigo di una vita di
merda.
Un
ministro economico mi portò tabelle con calcoli e grafici per farmi
desistere dall’insana manovra. Lo mandai via perché era insopportabile
con la potenza dei suoi numeri e le sue virgole. E poi era amico di un
banchiere ed io, nel sogno, conservavo ancora alcune velleità
rivoluzionarie.
Un
altro ministro, non so di che cosa, disse che non si potevano equiparare
gli sfaccendati con i laboriosi, i brutti con i belli, ne gli uomini con
le donne, la notte con il giorno, ne la morte con la vita. Anche a questo
lo cacciai perché non capiva il sublime equilibrio della natura, il ritmo
delle cose, il lavoro di una batteria. Lo cacciai perché ignorava che la
notte comincia a mezzogiorno con il declinare del sole e che “dal letame
nascono i fiori”.
Mi
svegliai, questa volta per davvero, con certa eccitazione che subito
rientrò nei ranghi. Nella radio, i maggiordomi del Potere, cinguettavano:
“Bisogna ricapitalizzare le banche”, dicevano. Cioè bisogna
dare loro più soldi, a parte quelli che già ci rubano tutti i giorni. Ed
aggiungevano: “Non esiste nessuna economia prospera senza la stabilità
delle banche”.
Che stupido sono io. Loro si che sanno come si fanno le belle
e grandi manovre!
In
un altro sogno, un folletto, un elfo, forse uno gnomo, mi raccontò che i
banchieri, gli operatori finanziari, i prestamisti, quelli che hanno in
mano le sorti del mondo ed anche la
mia, avevano destabilizzato l’economia di tutti i paesi, la gente
non aveva più da mangiare, uomini e donne vagavano sotto i ponti della
miseria, avevano perso la loro casa. Tutto era desolazione e pianto. Si
facevano le guerre
per giustificare la pace, si prometteva pane e democrazia, come
fosse oro ed incenso.
“Non
riesco ad immaginare io, che di fantasia non sono scarso, quando
decideranno di fare la guerra sul serio”, diceva la creatura del bosco
incantato.
Sicuramente era un folletto troppo curioso e poco informato e, ad ogni
modo, solo era un sogno.
Però non sono ancora riuscito a liberarmene, neanche con le prime gocce
di rugiada.
Salvatore Secreto (Rino
Girimonte)
Sono stato a lungo indeciso se inserire questo ennesimo piccolo capolavoro
di Salvatore tra gli Scripta, cosa che farò in un secondo momento, oppure
nel forum. Poi ho optato per il forum poiché ritengo molto utile leggere
ed, eventualmente, commentare con qualche intervento questo documento che
ci fa capire, in maniera semplicissima, grazie alla bravura
dell'autore, la drammaticità e, nel contempo, la stupidità di questa
crisi e la vacuità di modelli economici e finanziari inventati
dai capitalisti e dai banchieri per rendere sempre più balordo
questo nostro mondo e che, spesso, finiscono per mettere in crisi più
loro che chi alla fame c'è abituato da sempre.
Peppino Marino
11/10/2011
Ma
dove è finita la sinistra?

Carissimi Compagni,
Vi chiedo ma dove è finita la sinistra di una volta? Vi sembra
normale in questo paese quello che è successo
alcuni giorni fa a
Cosenza? Il PDL in piazza…….cose che non stanno ne in cielo ne in
terra. Dove sono finiti i
dirigenti di sinistra, sempre
pronti a farti la morale e la lezione. Questo poteva avere un senso ai
tempi del vecchio Pci, con personaggi come Amendola che avevano una storia
dietro, e quindi inducevano a un rispetto spontaneo. Oggi invece risultano
solo irritanti. A sinistra
abbondano i radical chic, con il cuore a sinistra e il portafogli a
destra.
In
genere, nelle democrazie normali, la maggioranza governa e l’opposizione
va in piazza. Qui in Calabria è diverso. La sinistra, che è
all’opposizione, se ne sta a casa buona e placida, e la destra, che è
al governo - e porta sulle spalle parecchie responsabilità delle cose che
non vanno - occupa anche la piazza. Bah...
Uno degli
elementi di forza della democrazia è la piazza. È sempre stato così
negli ultimi due secoli. L’opposizione, quando vuole rendersi più
forte, più vistosa, organizza grandi manifestazioni per contestare il
governo. Lo fanno i partiti, lo fanno i sindacati. Nel 2007, quando
governava Prodi, il centrodestra organizzò un corteo enorme contro il
centrosinistra e a favore della famiglia. Sono cose normali, fanno parte
della dialettica. Il governo governa e l’opposizione si oppone.
Qui in Calabria non è così. Qui da noi non è così. Qui borbotta, si
lamenta, dissente, sbuffa un po’, preoccupandosi solo e soltanto di
tutelari i propri miseri privilegi, magari di un parcheggio sotto casa
eliminato o occupato da qualche umile cittadino, ma non ha mai trovato la
forza per organizzare una grande o piccola protesta. Da un anno e mezzo la
Regione è governata dalla destra, dopo la sconfitta di Agazio Loiero, ma
la sinistra non è mai scesa in piazza. Neanche – diciamo la verità -
per presentare una piattaforma politica di rivendicazioni e di proposte. E
così cosa succede? Che, paradossalmente, a scendere in piazza e a tentare
la prova di forza è la destra, cioè la maggioranza, cioè i sostenitori
del governo. Questo è successo alcuni giorni fa a Cosenza: la marcia di
Scopelliti, del governatore. Migliaia di persone in corteo e poi in
piazza, non contro la giunta regionale, non per protestare, non per dire
che i problemi sono tutti lì sul tappeto, ma per plaudire alla giunta.
Beh, c’è qualcosa che non va. Con tutto il bene che si possa
volere a Scopelliti, è chiaro che nessuno al mondo si sentirebbe di dire
che ha risolto i problemi e che ora la Calabria è una penisola felice. Di
materia per protestare e alzare la voce ce n’è tanta, nel campo della
sanità, del lavoro, dei servizi sociali, del welfare, dell’ambiente,
delle idee per il futuro. Come è potuto succedere che in queste
condizioni le regole della politica si siano invertite fino al punto da
portare chi governa in piazza e che si oppone a chiudersi in casa? Noi non
abbiamo risposte. Ci limitiamo a rivolgere questa domanda alla sinistra.
Provi un po’ a fare un bilancio: la destra governa e riempie le piazze e
la sinistra dorme sonni placidi. Visto che il Pd sta preparando un
congresso, noi speriamo che magari nella discussione oltre alle questioni
– certo importanti – degli assetti di vertice e di potere al suo
interno, si affronti anche questa questione della della democrazia zoppa
perché priva di opposizione...
Se in Calabria non esiste la sinistra in Puglia dove
a governare troviamo niente meno che uno dei più promettenti astri
nascenti della sinistra italiana quel Nichi Vendola che sostiene
d’essere il punto di snodo per “un’Italia migliore”…sarà ,
ma le giustificazioni che emana dal suo portale internet (www.nichivendola.it),
per quel che sta avvenendo proprio tra i collaboratori della giunta che
presiede, ci suonano identiche a quelle dei berlusconiani che, spesso,
godono dell’attenzione mediatica più per le loro comparsate nei
registri d’indagine giudiziaria, che per acume politico.
Mi
sembra giusto non far mancare una bella critica a questo campione della
sinistra moralista e bacchettona, che compare sempre nelle due versioni
canoniche:
Versione A- Gandianamente corrucciato per lo schifo politico imperante in
Italia, modello Gesù Cristo contro i mercanti del Tempio.
Versione
B- Affabulatore tutto maniche di camicia e sudore, che sogna un’Italia
in cui Vladimir Luxuria sarebbe Ministro delle Pari Opportunità ,
Cesare Battisti responsabile alla giustizia e Gino Strada Ministro
della Sanità (equa e solidale).
Evidentemente anche gli uomini, le donne ed i non identificati
sessualmente, di sinistra cedono alle lusinghe del clientelismo vecchia
scuola, ponendosi sulla stessa linea dei reietti non folgorati sulla via
di Cuba o di Casablanca. Nichi!
Nichi!
Cosa
dirà San Saviano, quando saprà dei tuoi funambolismi per
coprire le marachelle di quei fidati collaboratori che ti sei scelto!
Attenditi come minimo una sculacciata morale…
Toni Foglia
Mi
ero riproposto di non pubblicare più interventi di visitatori non
chiaramente identificabili, ma voglio fare una ulteriore eccezione anche
per evitare si essere considerato un ottuso censore, soprattutto quando si
critica l'area politica alla quale mi sento di appartenere. Perciò dico
subito che condivido molte delle cose dette da questo nostro amico
tranne alcune asprezze polemiche nei confronti di Nichi Vendola (che non
è, comunque il mio candidato ideale a governare l'Italia) e l'ironia
sugli ipotetici ministri di un governo Vendola, mentre apprezzo moltissimo
il riferimento a Giorgio Amendola, uno di quegli uomini di cui la Sinistra
oggi avrebbe tanto bisogno. E' vero, oggi la Sinistra (ma sarebbe
meglio dire il centro - sinistra dal momento che la sinistra che abbiamo
conosciuto non esiste più e quella cosiddetta radicale non è mai
esistita, se non a livello di inutile e nociva turbativa) sta facendo poco
e dovrebbe fare molto di più, anche se qualcosa la si fa, come ad esempio
la conferenza stampa di Francesco Principe e Franco Laratta con la
quale i due politici hanno fatto un po' di chiarezza sul presunto buon
governo dell'attuale giunta regionale. Ciò che non condivido
assolutamente è il ricorso a pseudonimi ogni volta che si deve esprimere
qualche buona idea, delle critiche utili e del tutto legittime o
dare dei preziosi suggerimenti.
Peppino Marino
07/10/2011
Vorrei acquisire da qualche cittadino caccurese più informato di me, nonché internauta e abitudinario visitatore de L'Isola Amena, alcune info sulla natura funzionale della Villa Comunale.
E' da considerare un parco verde pubblico oppure un parcheggio riservato ai dipendenti comunali e ai Nostri Amministratori (pro tempore)?
Inoltre, forse il parcheggio antistante la Scuola Elementare è vietato ai suddetti attori in quanto riservato al "numerosissimo" personale scolastico in servizio?!
Confidando in una pronta risposta, porgo cordiali saluti.
Kr, 6/10/2011
Vincenzo Lacava
15/09/2011
Caro
professore,
ho letto con molta attenzione l'intervento di Tony Foglia e condivido molte
cose di quello che dice. Giustissime le critiche degli scempi
realizzati negli anni '80 soprattutto quelle sulla scuola media,
fatiscente, ingestibile e mal fatta tanto che le lezioni ora si tengono
sotto i ponti, e sul centro sociale e aggiungerei che anche il mattatoio è
stato costruito con i piedi, così come l'edificio scolastico, la strada
per Santa Rania, il vecchio ponte delle Monachelle, il palazzo De Franco, il
Sumporto, il Trabbucco e il Murorotto. Secondo me questo paese oltre che il paese dello
Slow food e dello Slow life, deve diventare anche il paese dello Sweet
sleep, del Sleep working, dei Flying donkeye e del Go get fucked.
Bobby
Ramo
Dopo
la foglia il ramo; era inevitabile! Ora speriamo che non si facciano vivi
anche il fiore e il frutto. In ogni caso, pur se inviati con il
sistema degli indirizzi e mail fittizi, non saranno più pubblicati
altri interventi il cui autore non sia chiaramente identificabile. Mi rendo conto che
cercare di avviare un dibattito civile e alla luce del sole in questo
paese è come voler combattere contro i mulini a vento, ma oso
ancora sperare che verrà il giorno nel quale ognuno avrà il coraggio di
dire le cose senza nascondersi.
Peppino
Marino
10/09/2011
FORSE
É MEGLIO COSI'
Nei films horror, quando si esagera con le scene di crudeltà e scorre più
sangue che parole, tutto diventa meno credibile e, dal terrore, si passa
alle risate. Il cinema, spesso, emula la realtà. Purtroppo!
I volti tragici dei potenti—il potere sempre nasconde qualcosa di
tragico—si mutano in macchiette, scarabbocchi, giullari, cortigiani
delle penombre, difensori del grottesco, i portaborse del nulla “che
hanno il cuore a forma di salvadanaio”, che non hanno in casa specchi
per non guardarsi negli occhi, che un giorno racconteranno ai loro
nipoti...... che cazzo racconteranno ai loro nipoti????? Forse la fiaba in
cui furono trasformati in rospi???
Tutti quelli che tutto sanno, che conoscono le miserie del Capo e ne
custodiscono i segreti, i portinai delle sue bugie, dopo averlo difeso in
pubblico, hanno mai avuto, nell’intimità di una stanza, di un
gabinetto, un rigurgito, un sentimento di commiserazione verso se stessi?
Si giustifica tutto, qualsiasi nefandezza. E che sarà
mai???
Che “lItalia é un paese di merda”, una volta almeno, nella vita,
l’abbiamo detto o pensato quasi tutti.
Come spiegare a questi spaventapasseri del pensiero che, se un giudizio di
questo tipo, lo esterna il presidente del governo , il quale sapeva di
essere intercettato, non solo dal maresciallo di turno ma, a questo punto,
anche dai “mercati”, eh beh, non sarà mica una sciocchezzuola?
Ma, poverini, abbiate pietà di loro. Sono
stati programmati per digerire tutto.
Ed allora s’inventano la manovra, le manovre,
girare in torno, raggirare, turlupinare. Grandi manovre,
piccole,strutturali, spirituali. Manovre per continuare a manovrare, per
distogliere, per distrarre. Manovra insufficiente, manovra sufficiente per
svuotare le tasche già vuote, per non toccare quelle sempre gonfie.
Manovra che nessuno voleva, ingoiata turandosi il naso , manovra che é
una puttana, che si frequenta di notte, a luci spente e di fretta, che non
merita nemmeno un saluto, abortita dopo averla partorita.
Una manovra oggi, una domani....eh sí, domani é un altro giorno. Trichet
ci ha benedetto e loro hanno compiuto, ancora una volta, con il loro
mandato. Ancora una volta sono riusciti a prenderci per il culo.
Certo, gli onori, le ricchezze, il dominio, tutto questo compensa e
“Parigi val bene una messa”ma, nelle vostre toilettes di lusso, quando
a nulla serve esibire i ciondoli della vostra sottomissione, non vi assale
mai il dubbio sulla vostra natura umana? Non sarete mica dei robots con
l’obsolescenza programmata?
Quando si leggerà sui libri di storia, sperando che ci saranno ancora
libri e storie da raccontare ed una scuola pubblica dove imparare ed
insegnare, che una persona sola, ancorché ricchissima e potente, con
tutta la macchinaria al suo servizio, sia riuscita a cambiare il DNA di un
popolo come quello italiano, che ha fatto il Rinascimento, il
Risorgimento, la Resistenza, che ha scritto splendide pagine per
l’umanità intera, beh quegli altri nipoti, quelli della gente normale,
si chiederanno in quale mercato dell’indecenza abbiamo venduto
l’onore, l’orgoglio di sentirci italiani, dov’é finita la nostra
gioia di vivere, la nostra saggezza, la raffinatezza, il talento, la
cultura, il coraggio di ribellarci. E noi non saremo più lì per poter
rispondere. E, forse, é meglio così.
Salvatore
Secreto
06/09/2011
Avere
la capacità di elaborare un nuovo “Modello di Paese”.
Caccuri,
come gli altri paesi del Crotonese, è stato investito da radicali
cambiamenti economici e sociali, che ne hanno stravolto l’assetto
produttivo, facendo venire meno riferimenti e certezze, proiettando il
nostro paese in una crisi che sembra irreversibile.
Di fronte a questi sconvolgimenti epocali che minano, nel medio periodo,
l’esistenza stessa di Caccuri, cosa hanno fatto le amministrazioni che
si sono alternate negli ultimi trent’anni? cosa hanno elaborato i leader
politici locali del passato? cosa hanno prodotto i gruppi che hanno
dominato la scena politica degli ultimi trent’anni? Caccuri sembra
piombato in un lunghissimo tunnel di cui ancora oggi non si intravede
l’uscita. Molte sono le responsabilità di politici poco accorti e
miopi. Come non parlare dello sviluppo urbanistico del rione Croci degli
anni 60, un vero disastro. Sempre negli anni 60, Caccuri aveva la
possibilità, con due centrali idroelettriche (Calusia e Timpagrande) di
diventare il vero paese dell’idroelettrico altro che Cotronei, cosi come
poteva diventare il paese delle Terme. Come non parlare della mancata
valorizzazione del castello, anzi, negli anni 80 è stato permesso a
privati di realizzare quella pensilina con tanto di balconi in alluminio
deturpando tutto l’immobile, per non parlare della sostituzione del
selciato originale sostituito con del porfido del Trentino, o ancora dei
gradini in pietra della Chiesa Madre sostituiti con del travertino, cosa
che inorridiscono; come non parlare delle tanto decantate opere degli anni
80 rivelatesi dopo alcuni anni fatiscenti, ingestibili e mal fatte (vedasi
Scuola Media, centro sociale, campo sportivo ecc. ecc.) Oggi assistiamo a
un timido tentativo di valorizzare il castello, finalmente gestito anche
se con l’ausilio di volontari da parte del comune. Per la prima volta si
sono organizzate mostre e convegni. E’ancora troppo poco ma bisogna
proseguire su questa strada. Bene ha fatto l’amministrazione sulla
chiusura al traffico di piazza Umberto nel periodo di agosto, così come
ha fatto bene a restituire a Piazza Annunziata la dignità di luogo da
tutelare e difendere anche se questo è costato a qualcuno il venir meno
di un parcheggio sotto casa e quindi di un privilegio caro prof. Lacava.
Occorre che questa amministrazione osi maggiormente che abbia il coraggio
di portare avanti alcune scelte coraggiose (lotta all’evasione,
realizzazione della raccolta differenziata, terme, castello).
Io chiedo ad ognuno dei cittadini di Caccuri di darsi una risposta in
questo senso.
Poi, mi chiedo e vi chiedo, cosa è oggi Caccuri?
Un paese agricolo? Un borgo rurale turistico?
Un centro servizi avanzati? Una cittadina artigiana?
Una realtà industriale? Nulla di tutto questo.
Caccuri
è un ex Paese agricolo che
rischia di diventare rapidamente un Ex Paese.
Accanto
al fallimento del Modello di Paese vi è stato anche il fallimento del
Modello di Amministrazione.
Occorre pensare di strutturare un Modello di Paese (partecipativo).
Ricostruire
Caccuri
e farla diventare nel medio periodo:
Un
Paese Turistico
(recupero del centro storico, paese albergo)
Un
Paese Biologico/Slow Food (prodotti
tipici tradizionali e naturali: carni, formaggi, prodotti della terra;
riconvertendo/ripensando l’agricoltura e la zootecnia, prodotti
artigiani locali, etc.);
Un
Paese Energetico (fotovoltaico
pubblico e privato, efficientamento edifici pubblici, sfruttamento
biomasse attraverso un uso intelligente del patrimonio forestale, etc.);
Un
Paese Slow Life,
del vivere lento, sereno e contento (aumentare i servizi,
migliorare la vivibilità: un progetto socio sanitario per gli anziani,
dare la disponibilità di una struttura comunale per la realizzazione di
un punto sanitario di eccellenza, internet a banda larga, completare
l’impiantistica sportiva, etc.);
Un
Paese Aperto, partecipe
e protagonista di un comprensorio vasto mare-montagna, che programma,
progetta ed agisce in sinergia con gli altri comuni.
La
ricostruzione del centro storico dovrà costituire l’elemento
portante dell’azione amministrativa, per gli ovvi effetti occupazionali
legati alle attività edilizie che ne derivano e perché senza un paese
dalle “solide mura” non si può pensare di costruirci nulla di sopra.
Per realizzare il modello di sviluppo proposto bisognerà impegnare le
tante risorse umane ed intellettuali che ci sono, chiamando a raccolta
ogni singolo cittadino, creando un’ amministrazione aperta all’esterno
e non chiusa in se stessa.
Un modello di amministrazione allargata e partecipata con amministratori
che non vanno lasciati soli; che non devono isolarsi dai cittadini e
relazionare, quando va bene, ogni sei mesi.
Nell’era della multidisciplinarità, della complessità, della
specializzazione, bisogna dire basta alle persone che pensano di potere
fare e sapere tutto, che spesso sono quelli che sanno di meno.
Bisognerà mobilitare quante più competenze ed intelligenze possibili,
affiancando al Sindaco, alla Giunta ed al Consiglio Comunale, appositi
gruppi di lavoro, impostati per aree tematiche (agricoltura, edilizia,
lavori pubblici, turismo, fondi europei, etc..), composti da persone che
per capacità, esperienze e/o passione possono dare un contributo
importante.
Gruppi di lavoro che accanto ai tradizionali strumenti dell’incontro,
delle riunioni, dei dibattiti, possono anche interloquire ed
interfacciarsi a distanza utilizzando gli strumenti oggi disponibili
(internet, skipe, etc..), in modo da fare partecipare quanta più gente
possibile, per raccogliere e convogliare una molteplicità di idee, di
spunti e di risorse da utilizzare per cambiare profondamente il volto di
Caccuri.
Di tutte queste cose abbiamo oggi bisogno: di creare luoghi di idee,
momenti di elaborazione, misure di promozione e di attuazione delle
proposte. Basta con le polemiche sterili,improduttive, pretestuose e
false, basta con la demagogia e l’ipocrisia imperante.
Grazie
per l’ospitalità e se mi sarà consentito alla prossima puntata.
Tony
tonifoglia@hotmail.it
Ringrazio il
signor Foglia? (presumo sia qualche amico dei paesi vicini o il
figlio di un emigrato un sessantennio fa da Caccuri) per il suo appassionato intervento che ospito
volentieri e spero che tutto ciò che si augura che per il nostro
paese possa
essere realizzato al più presto. Io intanto mi accontenterei se
Caccuri diventasse il paese nel quale si riuscisse a far rispettare i divieti di
sosta, a far lasciare liberi i parcheggi da ingombri e a non fare occupare
indebitamente il suolo pubblico.
Peppino Marino
06/09/2011
La lingua batte dove il dente duole...
Cara Isola Amena, ti riscrivo per porre all'attenzione degli internauti interessati alla vita del Paesello un dilemma che mi sta punzecchiando la corteccia cerebrale da qualche mese. Ti avevo già pubblicamente parlato di questo mio grande interrogativo una prima volta nel mese di giugno, ma il 15 e 16 agosto ho visto ed osservato con attenzione ciò che che probabilmente i Nostri Amministratori hanno visto senza (voler) osservare.
Dal momento che il Divieto di Parcheggio presso la Piazza Annunziata mi è stato più volte giustificato come una "protezione del Monumento dei Caduti dallo SCEMPIO di camion e automobili (dei residenti contribuenti, ndr) in sosta nella piazzetta", il giorno di S.Rocco mi sono chiesto: "VEDERE INTERE FAMIGLIOLE DI VENDITORI AMBULANTI (quelli delle bancarelle) ACCAMPATI, SEMINUDI E SCALZI SU MATERASSINI ADAGIATI ACCANTO AL MONUMENTO NON E' FORSE STATO UN OLTRAGGIO MAGGIORE ALLA MEMORIA DEI CADUTI, I CUI NOMI SONO SCOLPITI SUL MARMO"!?!?!
Vincenzo R. Lavava
27/07/2011
Le invio questo documento sulla sanità perchè reputo possa essere tema
di discussione interpartitica, inoltre ho voluto rispondere al suo
invito a sedersi intorno ad un tavolo per affrontare problemi
importanti e avanzare delle proposte politiche coinvolgendo anche i
partiti grazie Nicola di Gioia
La
sanità calabrese:
“Piano
di rientro come occasione di sviluppo economico”
La
sanità calabrese sta vivendo il periodo più nero della sua storia, colpa
degli sprechi e dell’incapacità delle classi dirigenti di gestire al
meglio le abbondanti risorse a disposizione negli anni passati,
impiegate per buona parte all’arricchimento di logge e imprenditori del
settore, a danno dei cittadini
calabresi . In questi anni si è perpetrato un vero e proprio scippo, che
oggi continua sotto il nome di “piano di rientro sanitario”.
L’attuale amministrazione regionale, all’indomani delle elezioni
regionali si è trovata davanti ad un disastro annunciato ormai da tempo,
un buco di miliardi di euro nel settore sanità, qualcuno parlava di
6 miliardi, altri 4, oggi si parla di 1,8 miliardi comunque un vortice che
ha risucchiato il sistema sanitario regionale. In questi mesi passati i
cittadini calabresi si sono visti sfilare da sotto il naso i più
elementari servizi sanitari, infatti si è abbattuta la scure
indiscriminata della così detta “riconversione degli ospedali di
zona” che tradotto vuole dire smantellamento e chiusura, abolizione di
numerose postazioni di guardia medica, diminuzione delle postazioni dei
medici di base, introduzione di ticket . La Calabria è una regione
caratterizzata in buona parte da piccoli centri, prevalentemente montuosi
con una viabilità critica, che non permette di raggiungere facilmente i
centri sanitari di Catanzaro , Reggio Calabria e Cosenza, in particolare
per quella parte di popolazione anziana che non avendo mezzi propri si
devono affidare al servizio dei trasporti pubblici che come sappiamo
in Calabria non è efficiente. Si può affermare che in queste condizioni
a numerosi cittadini calabresi di fatto è negato il diritto di
fruire del servizio sanitario. Voglio denunciare con forza il fallimento
di questo piano di rientro che a mio avviso invece di tagliare privilegi
ed inefficienze delle classi dirigenti della sanità calabrese, alla
Tremonti effettua tagli sui servizi destinati ai cittadini e alla tutela
della salute, esempi se ne possono fare tanti, fondazioni dalla dubbia
attività che gestiscono milioni di euro all’anno del fondo
sanitario regionale, ASP che pagano 1 milione di euro l’anno per
l’affitto di locali a privati invece di ristrutturare quelli di proprietà
e così via. Ingenti risorse destinate agli amici degli amici e come da
copione i tagli si riservano ai normali contribuenti, quelli che le tasse
li pagano che non utilizzano i condoni per pagarne di meno, quelli che per
una vita hanno versato contributi per sostenere il sistema sanitario e che
oggi gli viene negato il diritto alla cura. La nostra regione che conta
appena un milione e duecentomila residenti , ha un’incidenza di
patologie oncologiche in alcune aree davvero sproporzionato rispetto ai
fattori di rischio presenti sul territorio, eppure ancora oggi non esiste
un registro regionale dei tumori. Il territorio della provincia crotonese
in particolare necessità di una particolare attenzione considerata la
storia industriale degli anni passati che ha interessato l’area
crotonese e quella più recente della nascita di numerose
discariche, il ruolo di sorveglianza sanitaria è fondamentale per
riconoscere prima che sia troppo tardi, agenti inquinanti e fattori di
rischio. E’ doveroso fare il punto sulla sanità territoriale,
considerato che la popolazione della provincia di Crotone conta circa
200.000 abitanti e che esiste solo un ospedale pubblico, il territorio
risulta scoperto per molti aspetti, infatti tutti i codici di pronto
intervento sanitario tranne il rosso devono essere coperti dalla
postazione di 118 dell’ASP di Crotone e questo spesso mette in
serio pericolo la salute e l’incolumità dei cittadini che si ritrovano
a cinquanta e più chilometri di distanza , e che di frequente devono
provvedere con mezzi propri al trasporto del paziente, o per diminuire i
tempi di attesa andare incontro alle ambulanze per poi trasferire il
paziente sul mezzo dei sanitari, i quali fanno i salti mortali per
raggiungere comunità montane con strade impervie affrontando
pericoli di ogni genere. L’ADI assistenza domiciliare integrata, un
ottimo sistema per evitare ospedalizzazione inutili, rivolta ad anziani,
malati cronici e pazienti terminali, anche questo servizio funziona poco e
male, gli operatori destinati a questo servizio sono pochissimi e
dovrebbero coprire tutto il territorio della provincia praticamente una
missione impossibile, quindi i pazienti assistiti dall’ADI di vedono
costretti a provvedere privatamente con un esborso ulteriore per le tasche
di pensionati per la gran parte al minimo, oppure scegliere di ricoverarsi
in una struttura sanitaria pubblica o privata per ricevere le adeguate
cure. Voglio ricordare prima ai cittadini poi alla classe politica
calabrese e alla giunta regionale che l ‘assistenza a domicilio in altre
regioni è il fiore all’occhiello della sanità, non solo per il ruolo
sociale che svolge evitando il trauma del ricovero in ospedale che per gli
anziani spesso è causa di disorientamento perdita delle capacità
intellettive, ma consente un rilevante abbattimento dei costi delle
prestazioni, che in regime di ricovero ospedaliero oscillano dai 300
ai 500 euro mentre e domicilio dai 50ai 100 euro.
E’
necessario porsi
delle domande:
-Perché
questa amministrazione regionale tanto innovativa non investe nella
sanità territoriale a costo zero riconvertendo e valorizzando tutte le
risorse che ha a disposizione sia umane che infrastrutturali verso il
territorio, per esempio mettere a disposizione l’infermiere di quartiere
che in collaborazione con il medico di base e le strutture territoriali
sanitarie possono gestire i pazienti a domicilio con l’obbiettivo di
azzeramento dei ricoveri inappropriati.
-Perché
questa amministrazione regionale ha messo in un angolo la sanità
crotonese che ha bisogno di un cambiamento radicale ai suoi vertici e
invece ancora oggi vede come direttore generale la nomina di una
personalità che non conosce il territorio e che non può avere in
chiaro i problemi.
-Perché
non è stato pensato una eccellenza sanitaria pubblica per questo
territorio, è doveroso ricordare che ancora oggi la Calabria sostiene un
costo pari a trecento milioni di euro all’anno per l’ emigrazione
sanitaria verso altre regioni, al contrario la stessa struttura
ospedaliera sta cadendo a pezzi, forse 200.000 abitanti del
crotonese sono considerati da questa amministrazione di serie b, o
da assoggettare alle politiche centraliste di Catanzaro e Reggio. Invito
tutti all’unione su questi temi che non hanno colore politico, ma che
dalla politica sono condizionati, infatti le scelte politiche di questi
anni passati di destra e di sinistra in Calabria in merito al settore
sanità sono state condizionate dalle lobbies locali e nazionali che
condizionano gli investimenti nel settore sanità sicuramente a vantaggio
di enti e soggetti spesso rivelatisi serbatoi di voti
escludendo il potenziamento dei servizi legati ai pazienti e ai cittadini
calabresi.
Nicola
Di gioia
27/07/2011
"Ci sedemmo dalla
parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati"
B.
Brecht Caro prof,
ho riflettuto molto se scrivere qualcosa in risposta alla tua proposta, la quale è ben dettagliata ed argomentata
(da scrittore affermato quale sei),e soprattutto ho lottato con la mia natura ipercritica verso tutto ciò che può solo sfiorare la “retorica” oppure infilarsi nelle larghe e dolci maglie della demagogia, prima di battere una sola lettera su questa fredda tastiera.
Fortunatamente il tuo pregevole scritto non appartiene alle due categorie appena accennate.
Ho scoperto però che dalla tua proposta politica traspare un modo di intendere la politica con forti venature di quel romanticismo ormai anacronistico e che figura come una sorta di possente gabbia d’acciaio che ci impedisce di integrarci(Grazie a Dio…)nel “modus operandi” privo di riferimenti concettuali che va di moda nel nostro piccolo paese
Capita spesso di sognare. Succede anche in politica, soprattutto a chi non accetta che tutto sia lasciato al “non-ordine”. Succede spesso che i sogni fondino il loro forte significato con la malinconia di tempi e cose ormai perdute e che non possono più tornare.
Ecco, leggendo le tue parole, per un attimo, ho ripreso a sognare. Sognare che l’onestà in questo paese non sia solo sinonimo di ingenuità, che la critica non sia solo sinonimo di scontro e che l’amicizia, i rapporti umani, le simpatie non c’entrassero nulla con il modo di intendere la politica. Sognare che la coerenza potesse essere un valore imprescindibile nel giudizio popolare.
Succede invece che ti giri attorno e di colpo sei sveglio. Ed allora appaiono poche strade, pochi validi interlocutori, mentre di chi prese le bandiere del cambiamento in mano sventolandole
fortemente, rimane solo quell’alito di vento che riesce a riscaldare i cuori di non vede o non vuole vedere.
Le tue domande al centro della tua lettera sono come macigni pesanti che i Caccuresi riescono a non sentire. Eppure , quando cadono a terra il rumore è davvero forte. Si sente ; e come se si sente..!Tapparsi le orecchie favorisce il quieto vivere, ciò che tutti noi abbiam bisogno.
Tuttavia, come ultimo ed estremo tentativo di ulteriore risveglio di coscienza, faccio mia la tua
lettera e aspetto segni dall’evolversi del tempo. L’avrei potuta scrivere anche io,tale e quale,(con le debite proporzioni…) tanto è forte la mia condivisione nelle argomentazioni trattate. La citazione di Brecht è davvero azzeccata. Se non sbaglio fu colui che scrisse, tra le tante cose belle,in sua commedia la seguente frase:
“Ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano
occupati..”
Credo che non potesse esserci citazione migliore per salutarci
Un caro saluto.
Salvatore Isidoro
20/07/2011
Dalla Sdraio di Via XXIV Maggio n.04
Concordo con il Prof., la tanto Vituperata
vecchia politica ci ha dato la Repubblica, la costituzione più
avanzata del mondo, il boom economico degli anni ’60, una rete
autostradale all’epoca all’avanguardia, lo Statuto dei lavoratori,
l’assistenza sanitaria per tutti, la Scuola Media Unica ecc.
Se in Politica non ci devono più essere i politici di professione, se la
politica deve essere privata dei propri strumenti partitici, allora a chi
dobbiamo dare in mano il paese?
Ai Camaleonti trasformisti della II Repubblica? Agli acquisti veltroniani
come Calearo, Dorina Bianchi e Cesario? Ai dipietristi d'occasione quali
Razzi, De Gregorio e Scilipoti? Oppure ai segugi del Biscione come
Brunetta?
Vincenzo R. Lacava
15/07/2011
Vincenzo Raimondo
Caro
Prof,
impegni di studio mi hanno portato lontano dal “focus” della polemica
attuale, l’ennesima. Approfitto
di questo tuo spazio, se mi consenti, per dire la mia.
Premettendo che le critiche costruttive
sono sempre ben accette, volevo semplicemente chiarire alcuni
concetti, primo tra tutti è il concetto di “Minomaggioranza”
attribuitoci dall’ex assessore e vicesindaco Isidoro, il quale, secondo
una mia personale opinione, farebbe
bene a specchiarsi in questo inadatto neologismo. Credimi, caro Salvatore,
non c’è amarezza maggiore del sentirsi sparare addosso queste sciocche
sentenze, soprattutto da un
giovane che ha vissuto un’esperienza politica accomunabile alla mia. Ma
è mio compito spiegarti le motivazioni delle scelte e lo farò, credimi,
senza nessun rancore.
La nostra linea politica, rimarcata più volte nei comizi pubblici ed in
sede di Consiglio, è incentrata sulla cooperazione: a nostro modo di
vedere essa è l’unica
panacea a cui tendere per abbattere i personalismi che, tu saprai meglio
di me, hanno impedito al nostro paese di fare il salto di qualità. E non
mi riferisco soltanto alle qualità “strutturali” ma anche e
soprattutto a quelle umane, che in una comunità così piccola come la
nostra dovrebbero rappresentare una risorsa irrinunciabile.
E proprio a partire da questo abbiamo più volte dichiarato che la nostra
attività, sia di maggioranza che di minoranza, sarebbe stata sempre
seria, responsabile e coerente: le nostre scelte politiche sono sempre
rivolte alla costruttività. Forse in uno scenario come quello caccurese
questo appare strano, ma dovrebbe essere prerogativa di ogni comunità
democratica.
Votare a favore questi due punti della discordia è stato per noi un atto
di responsabilità nei confronti dei nostri concittadini: mi sembra che il
nostro capogruppo abbia spiegato in maniera lineare i motivi per cui
abbiamo intrapreso questa scelta
sia in Consiglio che nel comunicato pubblicato sui portali caccuresi
qualche giorno fa. Se hai bisogno di ulteriori chiarimenti, saremo ben
felici di fornirteli.
Ora solo due parole sul voto dissociato del consigliere Aiello:
quest’atto testimonia l’enorme libertà di pensiero e d’azione da
sempre vigente nel nostro gruppo politico. Noi siamo poco attratti dalla
“votazione a gregge” (così lo conio pure io un neologismo..) ed
Aiello, con la sua scelta, testimonia proprio questo. La sua è stata una
scelta che non ho condiviso, ma
che rimane politicamente rispettabilissima!
Un caro saluto a Salvatore, a tutti gli amici de “L’isola Amena” ed
al mio compagno di partito, il Prof. Marino.
Grazie per avermi dato la possibilità di esprimere le mie opinioni
sul tuo spazio!
Vincenzo
Raimondo
13/07/2011
Alla
minomaggioranza
Caro Prof,
vorrei fare alcune considerazioni sull’intervento dell’amico Nicola di Gioia relativo alla posizione della minoranza nell’ultimo consiglio comunale. Nulla da eccepire nel contenuto politico dell’intervento se non fosse altro che il ruolo di una minoranza ,ovvero opposizione , all’interno di un consesso democratico, al netto di’eventuali e giustificate eccezioni dovute al senso di responsabilità, dovrebbe essere quello di rappresentare una valida alternativa di pensiero all’attività della maggioranza stessa. Se questo non accade, mi chiedo qual è stata la scintilla politica che ha spinto tale gruppo di minoranza a partecipare alla competizione amministrativa se in realtà ciò che è sotto gli occhi di tutti è che di fatto c’è un completo accordo nei temi di massima con l’attuale maggioranza?
Non era meglio evitare (ed evitarci) quella bislacca ed evanescente “simulazione” di competizione elettorale ? Dove sono andati a finire quei temi politici che tanto avevate a cuore in sede di campagna elettorale? Secondo te , anche se pochi, (pochissimi direi) le 348 persone, tra cui il sottoscritto, che hanno votato la vostra lista e che quindi non hanno condiviso il progetto politico Nuovi orizzonti non meritano comunque una degna, anche se minoritaria, rappresentanza in seno al consiglio comunale?
Rinnovo comunque la mia personale stima a Nicola, e in attesa di incontrarlo magari per un caffè, spero che Egli possa in futuro ritornare a dettare una linea politica che garantisca un sano confronto politico che non per forza deve essere aspro e turpe , ma che almeno garantisca il rispetto del ruolo di una seria opposizione.
Questo non significa fare giochetti. Il punto fondamentale è che senza opposizione non c’è democrazia.
Un saluto
Salvatore Isidoro.
30/06/2011
Sono stato un elettore dell'attuale Maggioranza comunale e penso che la critica dei governati sui propri delegati governanti sia il fondamento dei sistemi democratici.
Due sono i punti che vorrei porre all'attenzione dei lettori e che denunciano una condotta -a mio avviso- tutt'altro che attenta ai concreti problemi dei Cittadini del Paesello: Il divieto di parcheggio presso la Piazza Annunziata e l'imposizione (lineare, cioè
Tremontiana) dell'Addizionale Irpef Comunale al 2% ai residenti che svolgono lavoro dipendente.
Circa il primo punto, il divieto è stato presentato dai promotori come una scelta di civiltà e di rispetto nei confronti del Monumento dei Caduti, dal momento che i mezzi di trasporto parcheggiati in Piazza rappresentavano (per i Consiglieri di Maggioranza) "uno scempio".
Se l'Ordinanza è stata fatta per rispetto al suddetto monumento (tutt'altro che storicamente datato, per altro), perché la stessa logica non vale per i commercianti del mercato quindicinale del
venerdì?
Forse i furgoni, le cartacce e le macchine degli ambulanti sono speciali rispetto ai mezzi di trasporto e (di lavoro) dei residenti e, quindi, non rappresentano uno scempio per il Monumento?!
Probabilmente nessuno dei nostri Amministratori sa che, in tutte le città italiane, le Piazze
adibite ai mercati settimanali sono ordinariamente spazi di parcheggio (in gergo storico architettonico si dice "ridestinazione e riuso degli spazi pubblici") e nessuno di loro ha forse immaginato i molti disagi che questa decisione provocherà in agosto.
Per quanto riguarda il secondo punto, riconosco che in questa situazione storica i Comuni abbiano "bisogno disperato di ossigeno". Credo, tuttavia che è un dovere degli Amministratori cominciare a recuperare i soldi individuando e tassando i tanti divieti di parcheggio privati e "fai da te", che sono (sotto gli occhi di tutti da decenni) abusivi perché privi del numero di Ordinanza.
I nostri rappresentanti, invece, hanno preferito -trincerandosi dietro la squallida scusa per cui "una buona percentuale di evasione e' fisiologica" (sono le parole che ho sentito durante il Consiglio Comunale di ieri!)- la soluzione più semplice, più veloce, più lineare, insomma la soluzione
tremontiana.
Erano forse questi i "Nuovi Orizzonti"?!
Caccuri, 30/06/2011
Vincenzo Rocco Lacava, alias un elettore perplesso... ....e disincantato Caro
Vincenzo,
ti dico subito che non sono d'accordo con la prima parte del tuo
intervento. Mi sono battuto a lungo perché venisse reintrodotto il
divieto di sosta su piazza Annunziata, una piazza nata come spazio
pedonale e che era diventata non solo una sorta di autorimessa, ma perfino
un deposito di materiali vari. In un paese nel quale la sosta
selvaggia, "i parcheggi fai da te", come fai
rilevare anche tu, e lo scempio del suolo pubblico sono sotto gli occhi di
tutti, destinare almeno uno spazio alla libera circolazione dei pedoni,
alla passeggiata col bambino in carrozzina o a quella di qualche anziano
che vuole starsene un po' in pace è il minimo che si possa pretendere.
D'altra parte piazze destinate a isola pedonale esistono in tutte le
città italiane, da Piazza di Spagna a Roma a Piazza della Resistenza a
Crotone. Sono, invece perfettamente d'accordo con te per la parte
"fiscale" del tuo scritto. Non ho assistito al consiglio per cui
non so in quale contesto è stata pronunciata la frase che riporti, ma
definire fisiologica una quota di evasione è un'affermazione grave e
assolutamente non condivisibile. L'evasione non attiene alla fisiologia,
ma è una vera e propria patologia che va curata, se necessario, anche
chirurgicamente. L'evasione va combattuta senza se e senza ma, soprattutto
quando è evidentissima e raggiunge percentuali inaccettabili. Caricare
nuovi balzelli e nuovi aumenti sempre sulle spalle dei "fessi"
che pagano, come sul povero asino di Lucio Apuleio, e lasciare
indisturbati i furbastri è immorale oltre che illegale. E così, nel
mentre si continua a lasciare indisturbati gli occupanti di suolo pubblico
e si considera fisiologica l'evasione, si ricorre alle solite
scorciatoie: un aumento consistente del 20% della tassa raccolta
rifiuti solidi urbani che va a gravare su chi ha dichiarato onestamente la
superficie della propria casa e, mi dicono, un'addizionale
irpef del 0,2%, che va a gravare su pensionati e lavoratori dipendenti. Purtroppo dobbiamo constatare che quella
marcia in più e quel salto di qualità nel quale avevamo sperato e per il
quale abbiamo votato, non si sono visti e che si continua nella più
ordinaria amministrazione.
Peppino Marino uno che disincantato lo è ormai da anni
01/05/2011
Caro
Prof,
quattro brevissime righe per darti atto del tuo coraggio nel pubblicare il
recente articolo a titolo "il lunghissimo
tunnel". Nella sorpresa totale, c'è ancora qualcuno che di colpo si
sveglia e osserva il proprio territorio con occhi scevri da faziosità
inutili quanto dannose. Un piccolo avvertimento però : ad esser liberi in
questo paese si rischia di essere ghettizzati. Nessuno deve svegliarci dal
dolce torpore che l'inconscio collettivo ha disegnato e assimilato in
questi ultimi mesi. E ogni giorno, ogni attimo in più, gli appigli
negativi del passato sono sempre più scivolosi da tenere in mano. A far
questi articoli si rischia di mandare in frantumi solidi legami affettivi
che sembravano indifendibili.
Buona Fortuna.
Salvatore Isidoro Carissimo
Salvatore,
ti ringrazio per la stima che mi manifesti e per i consigli che mi dai.
Comunque stai tranquillo, non ho paura di essere ghettizzato per questi
motivi. Nella vita ho sempre cercato di tenermi mani e bocca liberi per
cui dico e agisco per come penso e ritengo si debba agire, poi ognuno ne
faccia l'uso che ritiene opportuno. La solitudine non mi spaventa,
soprattutto se ho per compagni la verità, la lealtà e la coerenza.
Un saluto affettuoso.
Peppino Marino
01/05/2011
Esagerata
ironia..... "Ha
davvero dei begli occhi da aquilotto il nostro amico Angiolino e ogni
volta ci regala un bel biscotto il nostro amico Angiolino".
Paolo Conte"
Attingi a tutto e tutti pur di denigrare l'avversario, complimenti.
Lina Scigliano
Dopo la libertà
di mangiare un panino all'esterno del locale dove lo si è comprato o
all'interno dello stesso (dipende dalla schizofrenia del sindaco locale di
turno), di ascoltare musica in spiaggia, di costruire castelli di
sabbia (mentre loro li costruiscono di cemento e abusivi, noi non
possiamo costruirli nemmeno di sabbia), di andare in giro con gli
zoccoli, di prendere il sole in topless etc., etc., etc., ora gli epigoni
del moribondo partito delle loro libertà ci vorrebbero togliere anche la libertà di fare dell'ironia (ironia, badate
bene, non satira). Lascio giudicare chi legge cosa ci sia di
denigratorio nei bellissimi versi di Paolo Conte da me riportati sul mio
sito. D'altra parte Lina Scigliano è autrice di simili perle: "De
Magistris è stato eletto con il 60% delle preferenze. La percentuale dei
votanti è stata del 35% degli aventi diritto: De Magistris è stato
quindi eletto con il voto del 21% dei napoletani, una esigua minoranza di
qualunquisti, estremisti e grillisti" (leggi:
tutti gli altri hanno votato Berlusconi); e ancora: "Pisapia
è stato eletto con il 55% delle preferenze. La percentuale di affluenza
alle urne è stata del 67%. Pisapia è stato quindi eletto con il voto del
36% dei milanesi, una netta minoranza di qualunquisti, estremisti, radical
chic, grillisti e, ovviamente, riccastri
(udite, udite, ha usato l'aggettivo riccastri!) e
petrolieri come Moratti % Co.",
e tutti gli altri hanno votato Destra, verrebbe spontaneo aggiungere.
Veramente istruttivo il giudizio della nostra amica sui napoletani e sui
milanesi e soprattutto rispettoso delle scelte di quel popolo del quale si
riempiono sempre la bocca a sproposito. Chissà come si
sentirebbero gratificati gli elettori milanesi e napoletani se potessero
leggere questi giudizi nient'affatto denigratori? Ma non fu così
che anche Berlusconi, che non ha mai avuto la maggioranza assoluta dei i
voti degli aventi diritto, ma solo quella relativa (fra l'altro insieme
alla Lega e ad altri alleati) degli elettori che si recarono
effettivamente alle urne,
vinse le ultime elezioni e divenne presidente del Consiglio? Eppure tu stessa e tutti i tirapiedi del centro
destra ci avete ripetuto fino alla nausea che chi ha avuto la maggioranza dei voti
espressi ( non di tutti gli iscritti nelle liste elettorali) è
legittimato a governare e perfino ad abolire la Costituzione. Tralascio per
carità di patria le altre tiritere sulla Cuba di Castro, la Polonia, al
Cecoslovacchia la Russia e tutto l'armamentario che usi di solito e ti invito a
darti una calmata e a pensare alla salute.
Peppino Marino
01/05/2011
Caro Prof.
é molto tempo che non scrivo al tuo sito anche se seguo quotidianamente e con interesse i tuoi scritti e i relativi aggiornamenti. Questa volta però, il tuo ultimo intervento pubblicato in homepage, non mi trova affatto in sintonia con quanto da te sostenuto, probabilmente in un momento di estrema felicità frutto giustamente del risultato elettorale ma decisamente, a mio parare, deficitario della giusta lucidità e della corretta ratio che necessita nell’interpretare un momento così importante.
Tu sai perfettamente che sono molto critico nei confronti della mia area politica e che non ho condiviso la maggior parte degli ultimi interventi ed atteggiamenti del Premier e della maggioranza e posso altresì liberamente affermare che tale risultano contribuirà effettivamente ad un diverso modo di gestire la politica del centrodestra. Insomma una sberla necessaria e salutare per tentare di riportare verso la moderazione un partito alla deriva estremista quale è stato il PDL negli ultimi tempi. Detto questo però la tua analisi politica non tiene conto di molti aspetti. Voglio ricordarti che De magistris , ad esempio, correva da solo ed in contrapposizione al candidato del PD. I napoletani hanno spazzato via una classe dirigente che per dieci anni ha oppresso Napoli e che semmai te lo fossi dimenticato era in mano al PD. Un voto dunque fortemente al di fuori dei partiti che ha tutto il sentore di una bocciatura di tutto il modo di fare politica. Capitolo Milano: Dovresti ricordare che Pisapia ha stravinto le primarie contro il candidato espressione del PD ufficiale. Voglio riportarti quanto disse il tuo Vicesegretario Enrico Letta il giorno dopo le Primarie milanesi riguarda alla vittoria di Pisapia e alla bassissima affluenza registrata « Due dati che aprono interrogativi che non possono essere superficialmente elusi. Ovviamente il risultato va accettato con un conseguente appoggio al candidato vincitore. Ma il voto milanese disegna scenari sui quali sarà bene riflettere in profondità prima che sia troppo tardi».
Riguardo alle apparizioni televisive invece,anche io come te ho seguito tutte le trasmissioni del dopo voto e devo constatare che ho ascoltato molte riflessioni ed ammissioni di sconfitte ed ampio risalto al risultato maturato, così come devo constatare ,con sorpresa, la tua scarsa tolleranza per gli avversari che ovviamente tentano una disperata difesa delle loro posizioni anche se con molto imbarazzo. E’ proprio questo aspetto che mi lascia perplesso del tuo intervento. Se ci deve essere un vento che spazzerà via questa classe dirigente becera e priva di contenuti questo non avrà nessun colore politico. Non riesco ancora a capire come fai a ringraziare Peppino Vallone e soprattutto di che cosa lo ringrazi, e quale sia Il vento di cambiamento che ha portato. Evidentemente non vivi Crotone ed il suo degrado per capire il fallimento di un Sindaco che vinse cinque anni fa con il 78 per cento e che ha perso la metà dei consensi ed ha vinto solo per il pastrocchio operato dal centrodestra. Non citi invece la grandissima impresa di BARILE a San Giovanni in Fiore . Eppure quel comune. Il più grande della Sila, a confine del nostro, ha dimostrato che il cambiamento può essere assolutamente Bipartizan.
Caro Peppino, in conclusione, ti chiedo scusa per la lunghezza del mio intervento , ma a volte è necessario rimarcare ed evidenziare tali aspetti poiché si rischia di guardare la realtà con due occhi diversi. Il voto è stato chiaro : ha perso Silvio Berlusconi e secondo me deve avere la capacità di fare un passo indietro e dimettersi immediatamente ma non vedo assolutamente dove sta la vittoria del tuo PD. Vedo invece una grande vittoria della gente perbene come lo possono essere grandi uomini come Giuliano Pisapia, come De Magistris e come ,(perché
no?)….Antonio.Barile!
Con affetto
Salvatore Isidoro
Caro
Salvatore,
ho letto e riletto più volte il mio post e la tua lettera e, francamente,
non ho capito il senso del tuo intervento. Non ho scritto che ha vinto il
PD, ma mi sono limitato a scrivere che "il vento del Nord ha
consentito al centro - sinistra di conquistare città “nordiste” come Milano, Trieste, Novara, Gallarate (udite, udite!) o province come Pavia, Mantova, ma anche Napoli".
Ovviamente se il PD non ha vinto da solo, è evidente che non ha
nemmeno perso facendo parte della coalizione che ha vinto le elezioni.
Giustamente tu fai notare che Pisapia e De Magistris hanno vinto le
primarie di coalizione contro candidati del PD il che è assolutamente
vero, ma è altrettanto vero che le primarie servono proprio per stabilire
chi, all'interno di una coalizione che ha un programma ed un disegno
politico comune, ha più chances per battere gli avversari. Fra
l'altro le primarie sono state introdotte nel costume politico
democratico proprio dal PD per stabilire, democraticamente, chi deve
guidare una coalizione. A Milano e a Napoli hanno vinto Pisapia e De
Magistris, entrambi non iscritti al PD, a Torino e a Bologna hanno vinto
Fassino e Merola, entrambi iscritti al PD. Dov'è il problema? Per il
resto sottoscrivo in toto le tue considerazioni, soprattutto quelle sulla
"deriva estremista del centro destra." Per ciò che concerne il
ringraziamento a Vallone se rileggi attentamente il mio intervento ne
capirai il motivo. Non conoscevo il risultato di San Giovanni in Fiore
trovandomi a Pisa dov'era ricoverata mia moglie per cui mi complimento col
neo sindaco di San Giovanni per l'exploit che costituisce anch'esso "una sberla necessaria e salutare"
per il centro - sinistra sangiovannese. Per il resto dissento da una delle
ultime tue ultime affermazioni e e vedo con chiarezza "dove sta la
vittoria del mio PD" ovvero "una grande vittoria della gente
perbene" che ha stima e rispetto per grandi uomini come Giuliano
Pisapia e Luigi De Magistris con i quali amministrerà due tra le più
grandi città italiane."
Ti abbraccio
Peppino
25/04/2011
Dal guestbook
Autore:
franca
Caro
Prof, mi piacerebbe tanto sapere perchè lei ogni volta che viene fatto
qualcosa di interessante a caccuri deve sempre criticare l'operato altrui?
per prima cosa la rappresentazione sacra de I GIUDEI è stata sorprendente
e spettacolare, ma forse da dove l ha guardata lei non si vedeva poi così
bene!!!!!si è messo un pò troppo lontano, forse se sarebbe entrato
l'avrebbe vista meglio.i giudei rappresentano una tradizione per caccuri,
alla quale tutti dovrebbero partecipare, e non solo criticare!!!!!a mio
parere gli attori sono stati tutti bravi, e anche le novità di questa
edizione sono state sorprendenti. lei è sempre pronto a criticare gli
altri, anche quando qualcosa le piace pur di non dare la soddifazione dice
che qualcosa non và!!!!ma la prossima volta le consiglio di entrare e di
sedersi in prima fila, sicuramente vedrà meglio!! Come
capita spesso in questo benedetto paese, quando si esprimono lealmente,
pacatamente, con spirito costruttivo giudizi o o si critica un evento
(critica, gentile signora, nel significato di
disamina dell'intimo valore di un'opera d'arte, non nel significato
dialettale che lei, evidentemente le attribuisce), c'è sempre
qualche "scenziato o scenziata senza la i, come diceva il
grande Gianni Rodari, che, nascondendosi accuratamente dietro un
paravento, dice tranquillamente e senza alcuna vergogna le sue scemenze.
Per questo motivo segnalo ai lettori e, soprattutto agli amici che hanno
organizzato, diretto, interpretato I Giudei questa perla di intelligenza e
di saggezza per chiedere loro di liberarsi di questi sciocchi adulatori
che, lungi dal favorire la crescita culturale di tutti noi, lo spirito
costruttivo, il leale confronto, i sentimenti di amicizia che possono e
debbono convivere con la diversa interpretazione o valutazione di un
evento, seminano anonimamente zizzania. Evidentemente, questa signora
(ammesso che si tratti di una signora e non di un uomo travestito per
comodità da donna, questo non lo sapremo mai) legge come scrive per cui
s'è inventata una valutazione negativa della recitazione degli attori
(nella mia critica ho scritto esattamente l'opposto, così come ho
giudicato molto positivamente alcune delle novità introdotte). La gentile
signora, inoltre, dev'esesre convinta che i sensi non sono cinque, ma
quattro, odorato, gusto, tatto e vista dimenticandosi dell'udito. Cara
signora, "se sarebbe entrato" (ahi, ahi, signora mia, col
congiuntivo non ci siamo proprio), avrei sentito esattamente quello che ho
sentito " da troppo lontano", avrei visto un po' più da
vicino la biga (novità da me commentata positivamente) e la tenuta
marziale di Pilato (da me giudicata negativamente), il Cristo crocifisso
finalmente nudo (novità da me commentata positivamente) e la scenografia
(da me commentata molto positivamente) e ciò sarebbe stato del tutto
ininfluente, ma avrei avvertito, esattamente come l'ho avvertito,
come dice lei da molto lontano, lo stridore tra la lingua del copione e
alcune parti aggiunte, soprattutto quelle nelle quali si avvertiva la
ricerca spasmodica della rima a tutti i costi. Queste cose che secondo il
mio modestissimo parere costituiscono un piccolo neo in una grande,
bellissima edizione ho voluto mettere in evidenza con spirito costruttivo
perché, cara signora, a differenza di lei, voglio bene al mio paese ed
alle sue tradizioni e ho stima e rispetto per chi, come gli amici
organizzatori ed interpreti de I Giudei, fa qualcosa di utile. Mi
auguro che questi amici prendano le distanze da gente come lei e che
evitino di coinvolgerla nelle loro iniziative. Caccuri ha bisogno di gente
che critichi lealmente e costruttivamente, non di sciocchi ed
insignificanti adulatori come lei.
Peppino Marino
19/02/2011
Federalismo e
unità d'Italia
Caro
prof,
per una volta voglio esprimere il mio totale apprezzamento al tuo articolo
“A proposito di conquiste e federalismo” apparso sul tuo sito in
occasione dei festeggiamenti per l’unità d’Italia. Non posso che
dismettere i panni di dirigente di un partito alleato alla Lega e
vestire quello a tinte tricolori di cittadino italiano, per
riconoscere l’assoluta verità storica di quanto da te scritto. Il
comportamento tenuto della Lega nord in questi giorni di festa
nazionale,è stato assolutamente censurabile dal punto di vista sia
sostanziale che formale. L’incertezza culturale dei vari Castelli,
Calderoli e compagnia bella è stata alquanto evidente; come è
stato evidente l’imbarazzo dei Ministri come Maroni, titolare del
più importante ed unitario dicastero, nel partecipare alla seduta
parlamentare
Eppure basterebbe leggere attentamente qualche libro di storia per evitare tali
comportamenti ed affermazioni che feriscono, in primis, proprio chi nei valori
della Destra Italiana crede, e pensa che tali valori non possono
essere
messi da parte solo per opportuno gradimento di un partito alleato. Ciò
non toglie che bisogna continuare nel processo di ampio decentramento amministrativo
e funzionale, tra l’altro già largamente previsto dalla nostra
Costituzione attraverso i principi di differenziazione e sussidiarietà.
Anche il Presidente della Repubblica, (a mio avviso uno dei migliori,
se non il migliore) ha ribadito la necessità di una riforma
strutturale che il Paese non è più in grado di attendere. Eppure ci
si dimentica che il cosiddetto federalismo ( anche se tale
appellativo è sbagliato trattandosi invece di regionalismo) dovrà
essere il motore propulsore per accelerare il processo di riallineamento
strutturale ed economico tra Nord e Sud proprio e solo nel Supremo
interesse dello Stato Italiano e che non ha nessuno spazio per processi secessionisti,
anzi rafforzando il sentimento di appartenenza alla Nazione.
E davvero difficile, dopo aver assistito ad una bellissima festa come
quella svoltasi a Caccuri, ai tanti bimbi vestiti di tricolore,
davanti ad un paese come il nostro , dove le bandiere hanno sfoggiato
la loro bellezza per le vie
principali ,continuare ad essere indifferenti dinnanzi ad un alleato così scomposto
ed ipocrita, come la Lega Nord. Qualora tali comportamenti dovessero perpetrarsi
ancora, senza riconoscere lo Stato Italiano come indivisibile,
unitario ed unificante, senza che il mio partito ponga in atto tutte le iniziative
idonee a contrastare tali nefandezze, mi riterrò libero di ricercare i
mie valori(Patria in primis) in altre sedi più opportune.
Un caro saluto.
Salvatore Isidoro
Associato PDL
19/02/2011
Dal
Guestbook
Autore: w
L'ITALIA
Superlativo Roberto Benigni!!!
Ah se tutti i professori insegnassero le cose con il suo modo di fare avremmo una nazione di persone colte e forse non ci troveremmo in questa situazione...
Ma perché per scrivere parole così belle e sensate devi usare l'anonimato?
Un vero peccato!
Peppino Marino
19/02/2011
Como, lì 18/2/2011
A PROPOSITO DI SATIRA..............
SCRIVO, IN RIFERIMENTO ALL'ULTIMA PARTE DELL' ARTICOLO, APPARSO SUL TUO SITO, IN DATA ODIERNA, CHE RECITA:
"Ora, finalmente, questo vuoto è stato colmato e così abbiamo inventato la satira a comando, ovvero la satira per
par conditio. Peccato che questa invenzione sia arrivata solo oggi! Chissà che grandi capolavori ci avrebbero regalato, in aggiunta a quelli già prodotti, Lucilio, Giovenale, Molière, Jonathan Swift e tanti altri grandi se avessero conosciuto anche loro qualche dirigente Rai? A proposito, ma dove li andiamo a pescare?
******************
La satira e la censura vanno bene se sono
unidirezionali, come invocare, quando fa comodo, la par conditio:
* chi ricorda il video rap su Prodi.? Subito si è gridato alla censura,
* D'Alema querelò Forattini ,chiedendo un risarcimento di tre miliardi di danni (in lire, era il 1999) per la vignetta dello stesso in mezze maniche che, armato di bianchetto, cancellava come un forsennato nomi e codici di spie dal dossier
Mitrokhin.
Ma la sinistra in Italia non era quella parte politica da sempre e "per definizione" contraria alla censura?
O forse la libertà di stampa ed espressione esiste solo quando la "vittima designata" si chiama Silvio Berlusconi?
Nel caso del video rap su Romano Prodi, in Parlamento per il caso Telecom, alcuni deputati di sinistra avevano scritto al Cda della Rai per far verificare se era ravvisabile il reato di "vilipendio alle istituzioni"!
Il vilipendio alle istituzioni non esiste quando la vittima è Silvio Berlusconi..............la satira va bene se il "bersaglio unico è Berlusconi",
Le imitazioni e insulti, per la sinistra, sono "satira" SOLO quando riguardano gli altri
se invece prendono in giro loro, allora si va in tribunale.
Michele Santoro, uno che pur non essendo né Petronio né Rabelais, con cipiglio da tribuno, ricorda a tutti come la satira, storicamente e culturalmente, risponda a un’esigenza dello spirito umano, e come sia stata sempre soggetta ad attacchi da parte dei potenti dell’epoca, e come sia essa ,insieme ,un punto di vista e una memoria, si scorda, poi, di quando diffidò tramite avvocati il radio-imitatore Joe Violanti che gli faceva il verso nel suo "Morning Show" su Radio Dimensione Suono, stagione 2008.
E' meglio tacere, in quest’Italia dalla morale a doppio standard.
Lina Scigliano
Cara Lina,
sarebbe forse difficile e complicato spiegarti che l'ispirazione non viene a
comando e forse, per le mie ridotte capacità, non riuscirei a fartelo capire per cui mi limito ad un
consiglio fraterno: cerca di darti una calmata altrimenti finirai per
rovinarti il fegato e io mi sentirei in qualche modo in colpa.
Un saluto fraterno
Peppino
05/12/2010
Caro
Prof , ti prego di pubblicare questa mia replica anche se è un po'
lunga,
ma
capirai che le accuse che mi sono state mosse sono davvero pesanti.
Egregio Vicesindaco,
Premesso che è con molto rammarico che scrivo queste righe, e che non
avrei mai immaginato di
farle in questi toni, ma visto che hai tirato in ballo questioni
che mi riguardano personalmente e che certamente non conosci, poiché
quando amministravo non ti ho visto nemmeno una volta al consiglio
comunale, ti risponderò
sullo stesso piano sul quale sei scesa probabilmente su suggerimento di
qualcuno.
E’ ovvio che conoscendoti ,da persona pacata ed educata quale sei,
queste parole scritte non
sono tue, se non altro perché tal quali in molti aspetti alla
telefonata intercorsa tra il sottoscritto ed il consigliere Piccolo in data
03/12/2010 alle ore 17.30 circa.
Voglio ricordare che anch’egli mi ha apostrofato iniziando la telefonata dicendomi
(tu sei il nulla…).esattamente come inizia la tua lettera. Comunque,
cercherò di rispondere per chiarezza di tutti. La tua prima
domanda: “Perché il signor Isidoro non affronta personalmente gli attuali
rappresentanti istituzionali locali?”
Prima di tutto non sono un vigliacco e soprattutto si affronta una persona quando
hai un problema personale con qualcuno. Io con voi due non ho nessun problema..
Per non parlare di Antonio. Chi ha messo dentro Antonio come
persona? Non ho mai dubitato delle qualità personali che hai snocciolato
in maniera furbesca per
cercare di coinvolgere Antonio dal lato umano. Non ho niente
e non ho ma avuto niente contro di Lui . La dimostrazione è che sempre quel
venerdì sera 03/12/2010 l’ho incontrato per caso e l’ho salutato
davanti al tabacchino
della sig.ra Nigro a testa alta. A differenza di molti altri nostri
compaesani che vi parlano alle spalle , io se
devo dire una cosa la dico in pubblico,e per farlo mi servo degli organi
d’informazione esistenti, senza timore. Altro che vigliaccheria. La
capacità di dividere
l’aspetto della politica con quello della persona, cosa che ho sempre fatto,
mi ha sempre contraddistinto a differenza di qualcuno.
Non ho gettato nessuna sentenza da nessun pulpito, ho semplicemente
osservato che un problema
così grave, seppur solo paventato, come la chiusura della scuola
non ha avuto oggetto ne un incontro pubblico da parte vostra ne
tantomeno un consiglio comunale ad hoc per discutere il problema nelle
sedi opportune, (tra
l’altro soluzione richiesta anche da Franco Loria nel sito santarania.it)
ne tantomeno un vostro intervento, lettera, appello a riguardo
riferito e reso pubblico. Punto. Nessuno ha parlato di
rappresentanza, guardo i
problemi volta per volta e comunque ti ricordo che il sig. NULLA ha una figlia
che frequenta la scuola di Santa Rania e quindi è preoccupato e legittimato
in prima persona della vicenda, altro che strumentalizzazione politica.
Per quanto riguarda i cinque anni di mandato fallimentare, a parte che
sono stati esattamente 4
anni e due mesi, perché forse te ne sei dimenticata , e se proprio
dobbiamo dirla tutta io mi sono dimesso prima degli altri due colleghi di
Santa Rania. (cerca gli atti) e quindi, quando l’ho fatto rimanevano in carica
un assessore ed un consigliere della nostra frazione che si sono dimessi successivamente
per proprio spirito di coscienza non certo per un accordo
predeterminato.
Eppure eravamo insieme a quella riunione pubblica proprio a Santa Rania
del 20.10.2008 tu e tuoi
compagni facevate partire fragorosi applausi quando spiegavo
i perchè delle mie dimissioni. Dal resoconto giornalistico di Peppino
Marino ecco qual’era il clima: “La riunione è stata introdotta da
Ilario Piccolo che ha
sottolineato come tutta l'operazione tende a dimostrare che si
può amministrare senza Santa Rania, Piccolo ha poi ringraziato
consiglieri e
assessori di Santa Rania che hanno dimostrato che era impossibile
amministrare il paese per
le divisioni interne e per l'eccessivo attaccamento al potere di alcuni
amministratori…”
Ma come? Quando mi sono dimesso ero una persona perbene da
ringraziare e adesso
invece si pensa che dimettendomi ho abbandonato il mio paese ?
Per la questione invece del “Pulmino e delle venti mamme” ti
consiglierei di informarti
e magari chiedere qualche lume e su quale sia il significato di ruolo
politico-amministrativo . quello giudiziario e quello che riguarda la
pubblica sicurezza. Quando un ufficiale di polizia giudiziaria, e in
generale un pubblico
ufficiale, quale è un maresciallo dei carabinieri, si trova davanti ad
un reato quale può essere quello di un interruzione di pubblico servizio (art.
340 codice penale) è obbligato a intervenire e comunicare il tutto
all’autorità giudiziaria. Lo dice la legge. I consiglieri comunali ,-
all’epoca, a parte che
mi trovavo fuori sede, ma ero solo consigliere comunale- quali poteri potevano
avere per intervenire? Sai quali poteri sono attribuiti ai consiglieri comunali?
Certamente non ho condiviso il modo al quale si è arrivati a tale situazione
ma non certo puoi attribuire a me le responsabilità di tale vicenda.
Eppure mi sembra di ricordare che ne abbiamo pure parlato presso Santa Rania sottana,
qualche giorno dopo che sono successi i fatti. Differente
è il ruolo di un Avvocato,quale è Marianna Caligiuri, che vi ha offerto
il patrocinio gratuito e vi ha difeso appunto non da consigliere comunale
ma da Avvocato
Per quanto riguarda i debiti lasciati in eredità, caro vicesindaco,
ti consiglieri di
spiegarmi prima come avete fatto a chiudere il bilancio passato con
un avanzo di amministrazione e poi di spiegarmi come fai ad attribuirmi tutto
questo fardello addosso? A tal riguardo, visto che comunque tali affermazioni
sono gravissime, proprio perché fatte dal vicesindaco, ti consiglierei
di documentarti e quindi denunciarmi alla corte dei conti o smentire
al più presto tale pubblica accusa.
Fermo restando che vaglierò se ci siano le condizioni per tutelarmi da
questa accusa infamante
nelle sedi competenti, poiché veramente vedo lesa la mia immagine
di uomo, che tu fai passare come scaltro, spregiudicato e senza scrupoli
nonostante abbia solo gestito il bilancio per delega solo OTTO mesi e certamente
con forte senso di responsabilità e nella consapevolezza della massima
legalità degli atti. Sai cosa vuol dire che ho lasciato una montagna di debiti?
Che cosa ho intascato dal comune? Quale parente ho assunto? Quale opera
o spesa fuori bilancio ho ordinato? E’ giusto altresì imputare una gestione
collegiale ad una sola persona?
Per quanto riguarda la cose fatte, aspettando qualche cosa fatta da te
perché ancora se ne sono
viste davvero poche, ti ricordo che:
- Il primo intervento che ho richiesto da consigliere comunale l’ho
richiesto proprio per
santa rania sottana quando c’era il problema dell’acqua che si disperdeva
in piazza sant’Antonio. Lavoro eseguito e problema risolto.
- Da consigliere mi sono battuto per evitare la chiusura della caserma dei carabinieri,
insieme a tutta l’amministrazione pro tempore a dire il vero con un
fortissimo interesse di Arcangelo Rugiero.(ci siamo riusciti)
- Da consigliere mi sono battuto per evitare la chiusura della guardia
medica a Caccuri pur
accettando un discutibile compromesso con l’ASL, anche votando contro
la mia stessa maggioranza.(ci siamo riusciti)
- Da consigliere mi sono occupato della nostra fontana pubblica , prima chiedendo
le analisi chimiche e poi facendo un intervento idraulico di recupero della
stessa.,
- Da consigliere Ho sempre richiesto interventi sulla scuola, partecipato
a tutte le situazioni di
emergenza, a Caccuri ed a Santa Rania, svolto con coscienza
il mio ruolo istituzionale che è di per se limitato( vedi il brogliaccio
delle presenze e vedi quante assenze ho fatto hai consigli comunali:
te lo dico io Una soltanto, quando si è votata una cosa di cui no potevo
votare per incompatibilità)
- Da consigliere ho sempre vigilato con coscienza e per quanto fosse
possibile ,sull’attività
della giunta anche a volte avendo durissimi scontri con gli stessi
colleghi della maggioranza.
- Ho spinto affinché venisse installato un punto di illuminazione
pubblica presso largo
delle sorgenti….anche contro chi era fortemente contrario;
- Ho nominato, in qualità di membro della commissione elettorale solo
persone estranee alla mia
famiglia suscitando l’ira della mia parte politica perché ho nominato
molte volte persone dalla vostra parte..
DA vicesindaco :
- Elargito un contributo di 1000,00 euro per il comitato feste padre
Pio
- rinunciato alla stanza del vicesindaco di mia spontanea volontà, e assegnandola
al LPU Pasquale Murgia , organizzando personalmente la stanza ed il
computer;
- fatto insieme al collega Loria, l’ultima festa a Santa Rania con
un finanziamento di 800
euro. Se poi la festa è stata un flop perché all’epoca snobbavate
tutto ,questo non è colpa mia.
- Votato in giunta il progetto per ripristino di S. Andrea e molti altri progetti
che adesso dovrete solo cantierizzare
- Acquistato reti e palloni per il campo sportivo di Santa Rania;
- Regolato il servizio Scuolabus in modo da evitare malumori di genitori;
- Acquistato personalmente con soldi propri, trofei per un torneo di
pallavolo
a Santa Rania
- disposto insieme al resto della giunta, un piano di interventi per
le
strade interpoderali;
- sistemato , nell’ambito di un progetto di giunta condotto da Giovanni Marasco,
il piazzale della scuola di Santa Rania, pitturato l’edificio e reso sicuro
con l’applicazione di dispositivi di sicurezza e paraspigoli.
- Trovato immediatamente i fondi per rendere in tempi rapidissimi
nuovamente funzionante lo
scuolabus di Santa Rania all’epoca distrutto da Vandali,
- firmato ,su mandato del Sindaco Rugiero in quel momento fuori sede, a
Santa Severina la
convenzione con gli altri comuni che ha permesso il finanziamento dalla
Regione di quattrocentomila euro;
- condotto senza timore alcuno, in assenza del Sindaco fuori sede, (se
guardi bene c’è anche
una ordinanza da me firmata) l’intervento presso la scuola di Caccuri
quando è caduto il solaio di un bagno, nonostante fossi al terzo giorno di
nomina;
- disposto, nell’ambito del precedente punto, le prove statiche
sull’edificio per
garantire l’assoluta incolumità degli alunni;
- finanziato tutto il dovuto per garantire il funzionamento delle scuole;
- garantito a partire dalla mia nomina da assessore al bilancio che
nessuna prestazione
avvenisse senza copertura di bilancio prevista dal TUEL;
- mai disposto l’erogazione degli arretrati spettanti legalmente
all’EX Sindaco chiedendo
sempre ad egli stesso una sorta di “comprensione” per le scarse
finanze dell’ENTE.
- Votato e sospinto in giunta la richiesta di rassegnazione dell’ex lsu Ferrarelli
Giuseppe attualmente in servizio,
- partecipato e combattuto a tutte le riunioni presso la Soakro spa al
fine di non dare la
gestione del servizio idrico integrato nonostante elevate pressioni politiche
e non solo;
- finanziato in Bilancio opere pubbliche per Santa Rania
dell’ammontare di sessantamila
euro così divise:
1. Circa 22.000,00 euro per il completamento della struttura
polivalente in S. Rania,
esattamente sotto l'attuale scuola materna
2. circa 15.000,00 euro per la trasformazione della struttura esistente
,sempre in S. Rania, del campo di pallavolo in struttura
polivalente(Calcetto,tennis,pallavolo);
3. circa 10.000.00 euro in arredo urbano e giochi (frazione + capoluogo)
4. circa 8.000,00 euro per il posizionamento di due cabine per l'attesa Autobus
(frazione + capoluogo)
ed altri 10.000 per interventi vari.(Soldi che sono stati traslati appena
che mi sono dimesso).
- ho passato nottate in comune con il resto della giunta, per far quadrare
il Bilancio per evitare il
dissesto che non è mai avvenuto.
- Partecipato con coscienza fino a quando è stato possibile a tutte le attività
istituzionali legate alla mia delega
- Rimasto ventitre ore di seguito sul fronte del fuoco del 15 agosto
2008 a coordinare insieme
alla protezione civile e alla guardia forestale , tutte le attività
di competenza del comune dovute in quell’incendio;
- Sostituito degnamente il Sindaco ogni qual volta ci sia stata la
necessità-
Renditi infine conto e leggi con cura la mia lettera di ringraziamento a Lorecchio
che ti ha scatenato tanta ira. Vedrai quanto è spropositata e violenta
la tua risposta ad una semplice perplessità dimostrata da parte mia dal
punto di vista politico e non personale al quale certamente non ho fatto nessuna
riflessione riguardante la rappresentanza generale della frazione, certamente
critico verso un singolo episodio, non certo usando quella frase che hai
usato tu, ovvero “Il NULLA” che è la peggiore cosa che si può dire
ad una persona per
offenderlo. Era meglio dire che sono un rompiscatole perché scrivo le
cose per come le vedo. Sappi che la politica è fatta anche da chi non la pensa
come te e da punti di vista differenti che si possono esprimere in toni pacati
ed educati senza bisogno di offendere e che comunque non certo mi farò intimorire
ma continuerò ad esercitare i diritti di cittadino che sono garantiti
dalla nostra costituzione esprimendo libertà di pensiero nel rispetto altrui.
Profondamente deluso non risponderò più a nessuna lettera che giungerà
on-line. Sono altresì pronto a rispondere in pubblico ad ogni accusa che
mi verrà mossa. E spero
fortemente in un progetto di rilancio del centrodestra di Caccuri
che possa ridare slancio per davvero al nostro territorio. Quella sarà la
sede più opportuna per un serio confronto politico.
Saluti.
Salvatore Isidoro
Associato PDL prov. Crotone.
Se mi è permesso e se la cosa non suscita scandalo, consiglierei agli
amici dell' Amministrazione e agli amici dell'opposizione di abbassare i
toni. Dispiace che persone perbene ed impegnate, anche se su fronti
contrapposti e con diverse concezioni dei problemi e della loro soluzione
usino tra loro toni eccessivi ed al limite del dileggio. Sono sicuro che
gli amministratori ed Isidoro possono e, ne hanno la capacità, discutere,
anche appassionatamente sui problemi e sulla loro soluzione senza
esasperazioni e senza per questo arrivare all'inimicizia. Fra l'altro il
problema in questione è di difficile soluzione e, se non cambia qualcosa,
in futuro nessun atto deliberativo, nessuna protesta, nessuna presa di
posizione riuscirà ad impedire la chiusura delle scuole di Santa Rania o
di altri plessi. La ragione sociale di una scuola, la sua materia prima
sono in fanciulli; senza di loro le scuole chiudono senza che nessuno
riesca ad impedirlo. O si inverte la tendenza al decremento
demografico o saranno dolori: oggi l'impossibilità di garantire la
scuola, domani quella di garantire le pensioni agli anziani.
Non sono invece d'accordo con entrambi quando minacciano di non
"rispondere più a nessuno." Chi fa politica, sia dalla
maggioranza che dall'opposizione, soprattutto chi ha responsabilità di
governo ha il dovere di rispondere a tutte le critiche e a tutte le
osservazioni, in qualunque modo ed in qualunque sede espresse. Gli unici
che possono decidere di non rispondere sono i privati cittadini, anche
perché la mancata risposta è, anche se potrebbe sembrare esattamente il
contrario, sempre inelegante, se non un segno di protervia e, comunque,
estranea alla cultura
politica caccurese.
Un saluto affettuoso a tutti.
Peppino Marino
05/12/2010
Spesso,
sui vari siti locali, mi capita di leggere, interventi, comunicati,
proposte e interrogativi del mio compaesano Salvatore Isidoro ex assessore
ed ex vicesindaco dell’amministrazione Rugiero. Ho sempre ritenuto che
rispondere a chi rappresenta
il nulla era inutile e poco produttivo, ma francamente nel suo ultimo
intervento ha superato il limite della tollerabilità. Mi ero riproposta
di non rispondere anche perché quando parlo con il mio interlocutore, mi
piace guardarlo in faccia e non nascondermi dietro un monitor di
computer. A questo proposito il pensiero di Antonio è molto chiaro: “Perché
il signor Isidoro non affronta personalmente gli attuali rappresentanti
istituzionali locali? ” Prima di salire sul pulpito ed emettere
sentenze e addossare responsabilità a destra e a manca dovrebbe invece
voltarsi indietro, guardare il suo recente passato e fare un onesto esame
di coscienza sul suo operato politico. E’ curioso e singolare sentire
dire da chi ha rappresentato “egregiamente”
Caccuri in 5 anni di mandato fallimentare che oggi la nostra frazione
non è rappresentata. Ho potuto constatare, infatti, che tante sono le
opere, i progetti e le proposte trovate con la sua firma e a questo
proposito mi viene in mente la famosa lettera scritta da Celentano e
dettata da Benigni durante una trasmissione televisiva su quello che di
buono aveva fatto Berlusconi al governo: praticamente NULLA!!!!
La vera eredità lasciata dal compaesano Isidoro è la montagna di debiti
che l’attuale amministrazione sta cercando di colmare.
A proposito di sdegno e di poco interessamento delle autorità locali,
mi permetto di chiedere al compaesano Isidoro dov’era quando circa 20
mamme di Santa Rania venivano convocate in caserma
perché avevano difeso un loro sacro santo diritto? Io ricordo solo
l’avv. Marianna Caligiuri e Ilario Piccolo, allora semplici consiglieri
di minoranza. O quando, sempre lo stesso, rassegnava le dimissioni,
lasciando veramente un paese e quindi la nostra frazione senza alcun
rappresentante.
Oggi Santa Rania è degnamente rappresentata. Vogliamo
parlare di Antonio? Ragazzo serio, scrupoloso, attento e con la testa
sulle spalle, dotato di grande dignità dimostrata in situazioni veramente
difficili che ha affrontato con coerenza e coraggio assumendosi
responsabilità ma soprattutto fermo nelle sue scelte. Voglio infine
ricordare che noi siamo una squadra di nove persone che rappresentano sia
Caccuri che Santa Rania e non Caccuri da 7 e Santa Rania da 2.
Trovo davvero singolare gli allarmismi che si stanno
diffondendo via INTERNET sulla presunta chiusura del plesso di Santa Rania
prima ancora che il piano sul
dimensionamento scolastico venga approvato dalla Regione! A questo punto
temo che alcuni utilizzino questo problema istituzionale solo per agitare
le acque e creare stupide strumentalizzazioni. Per quanto riguarda la
nostra azione possiamo dire che abbiamo la coscienza a posto, in quanto
abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità e fin da ora ci
impegneremo a difendere un nostro diritto nell’eventualità in cui
decidessero di sopprimere un presidio di civiltà e di democrazia che è
l’istituzione scuola. In data 8 ottobre la giunta comunale con delibera
n°95 ha chiesto alle autorità competenti
1) il mantenimento dell’autonomia e della personalità giuridica
dell’Istituto Comprensivo “Cicco Simonetta”;
2) il mantenimento del plesso di Santa Rania, considerato che la presenza
della scuola in contesti sociali fortemente caratterizzati da fenomeni di
marginalità culturali e relazionali rappresenta, certamente, l’unica
risposta al contenimento dei predetti, nonché l’unica occasione di
socializzazione e di qualificata crescita umana.
Concludo
dicendo che non risponderò più a questa politica di basso profilo
e che continuerò ad amministrare e rappresentare il mio paese così
come ho fatto da un anno e mezzo a questa parte. Alla fine sarà
la mia gente a giudicare il mio operato così come è stato giudicato
quello degli altri.
Il Piano di Dimensionamento Scolastico che l'Amministrazione
provinciale trasmetterà alla Regione prevede per quanto riguarda il
Comune di Caccuri quanto segue:
Comune di Caccuri
Istituto
Comprensivo “C.Simonetta”
|
Scuola
Infanzia
|
Bambini
(totale 116)
|
|
Sede
Centrale
|
47
|
|
Plesso
F.lli Bandiera
|
31
|
|
Plesso
S.Rania
|
15
|
|
Castelsilano
|
23
|
|
Scuola
primaria
|
Alunni
(totale 144)
|
|
Sede
Centrale
|
56
|
|
Plesso
S.Rania
|
12
|
|
Castelsilano
|
24
|
|
Cerenzia
|
52
|
|
Scuola
secondaria di I
grado
|
Studenti
(totale 129)
|
|
Sede
centrale
|
59
|
|
Plesso
Cerenzia
|
38
|
|
Plesso
Castelsilano
|
32
|
|
Totale
alunni 389
Criticità
:Il plesso di scuola dell’infanzia di Santa Rania (15) è
sottodimensionato Il plesso di scuola primaria di Santa Rania (12)
e di Castelsilano (24) sono sottodimensionati
Ipotesi:
A) Mantenimento dell’istituzione
B)
Mantenimento plesso scuola infanzia Santa Rania plesso scuola primaria
Santa Rania
C)
Mantenimento scuola primaria Castelsilano
Motivazione
: A) Indirizzi
Regionali Rubrica
“Parametri e Criteri”
- Punto B- ” :
comune
montano istituzioni scolastiche con n. di alunni fino a 300
B)
Il raggiungimento della sede centrale dal plesso S.Rania presenta
significativi disagi per la rete stradale esistente e per
problematiche orografiche
C)
I valori del plesso di scuola primaria di Castelsilano sono
assimilabili alla
soglia
minima raggiungibile con l’applicazione della deroga del 15%
|
|
Il vicesindaco di Caccuri
Mariagiovanna Loria
03/12/2010
Caro
prof, ti invio in allegato un articolo che informa su quanto avvenuto in consiglio
provinciale scorso, riguardo al dimensionamento scolastico. Devo dirti
la verità che ero rimasto un po' male per il commento che avevi scritto nel
mio appello al riguardo inviatoti nei giorni scorsi, scaricando tutto
sulla Gelmini, quando sai che da uomo di scuola quale sei, non è
cos' in questo caso, ma che la scuola di Santa Rania è un problema
decennale che ogni anno abbiamo dovuto affrontare in sede comunale a
causa dei pochi alunni.
Comunque te lo invio lo stesso perché sai che nonostante tutto ti stimo moltissimo
se non altro per tutto il materiale che produci e che pubblichi e
che leggo molto volentieri.
Un caro saluto.
Salvatore Isidoro
Umberto
Lorecchio ha presentato un emendamento contro la chiusura del Plesso di
Santa Rania.
La sensibilità non è un attributo che di solito fa parte del
linguaggio della politica. Ebbene a volte succedono delle piacevoli
eccezioni , come nel passato consiglio provinciale, dove il consigliere
Provinciale Umberto Lorecchio, nonché coordinatore Provinciale della PDL,
ha proposto un emendamento al piano di ridimensionamento scolastico che si
stava discutendo , contro la chiusura del plesso di Santa Rania, decisa su
carta senza tenere conto della realtà in cui viviamo.
Umberto Lorecchio, sollecitato da Pietro Durante, ha sollevato una
questione importante, erigendosi a difensore di un territorio che
ovviamente non è il suo, ma svolgendo in pieno il ruolo a lui assegnato
dal mandato popolare, ovvero difendere prima di tutto gli interessi dei
cittadini e delle popolazione, anche se questo ha provocato un duro
dibattito all’interno della maggioranza di centro destra.
Voglio ringraziare Umberto per la sensibilità dimostrata e Pietro Durante
per l’interesse che dimostra giornalmente verso il nostro territorio, e
mi permetto di concludere questo breve intervento con un po di
amaro in bocca per il poco interessamento dimostrato dalle autorità
locali ad una questione che riguardando evidentemente solo e soltanto la
frazione “Santa Rania” non ha provocato quello sdegno che ci si
aspettava, nemmeno dai rappresentanti istituzionali della nostra frazione.
Ora la palla passa in Regione dove c’è ancora bisogno di lottare per
dimostrare che la chiusura del Plesso di Santa Rania sarebbe un errore
gigantesco,un mortificazione della nostra frazione e un danno per i nostri
bambini, che non meritano, per colpa di qualche scellerata decisione, di
sorbirsi in una fascia di età così difficile che va dai tre anni a
salire, quattordici chilometri giornalieri di curve e viabilità non
proprio di prim’ordine.
Salvatore
Isidoro Caro
Salvatore,
ti chiedo scusa per la battuta che voleva solo sdrammatizzare la
situazione. In effetti il problema delle scuole di Santa Rania e di
Castelsilano è molto più complesso ed ha origine nello spaventoso
decremento demografico che interessa i nostri centri. Dobbiamo
assolutamente far qualcosa per creare in questi paesi opportunità di
lavoro per i giovani affinché possano rimanere nella loro terra di
origine. Di questo passo non solo le scuole chiuderanno, ma anche altri
indispensabili servizi, primi fra tutti quelli che dovrebbero tutelare la
nostra salute.
Peppino Marino
27/11/2010
Ho
letto sul sito dell’amico Marasco la "fredda"
comunicazione dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Crotone nella
quale si ipotizza la soppressione del plesso scolastico di Santa
Rania.
E’ inutile dire che da cittadino e da padre sono davvero preoccupato di
questa notizia e vorrei che tutte le autorità locali si facciano
carico di opporsi a tale soluzione.
La chiusura della scuola sarebbe un disagio inaccettabile per la comunità
di Santa Rania e l’USP non può ragionare solo su numeri e
normative fredde e lontane dalla realtà. Il diritto
all’istruzione è fondamentale e risulterebbe gravemente
pregiudicato dalla impossibilità oggettiva di bambini piccolissimi a
gravarsi di un percorso giornaliero pieno di curve, che considerando
andata e ritorno risulterebbe di oltre quattordici chilometri.
Gradirei una seria e vivace presa di posizione di tutte quelle istituzioni
e dei genitori che tengono a cuore il nostro paese di dare una
risposta forte a chi ragiona senza avere piena cognizione di ciò
che significherebbe una tale
assurdità.
Personalmente mi attiverò con ogni forma possibile affinché questa
assurda ipotesi sia scongiurata.
Saluti
Salvatore Isidoro
Caro
Salvatore,
con te che sei uomo di spirito, una battuta me la posso permettere:
"Chi di Gelmini ferisce, di Gelmini perisce." Datevi da fare.
Un saluto affettuoso
Peppino
13/11/2010
Caro Peppino, noto con amarezza, che la mia risposta
è stata fraintesa.
La mia era solo una reazione ad una lettera che ritenevo e ritengo assurda,
invitando a guardare i fatti.
Perchè un conto è essere di destra, parlare delle idee e dei contenuti della destra, un conto invece è chiudere gli occhi, tapparsi le orecchie e non guardare a quello che succede!
Anche Marrazzo ha commesso i suoi errori ed io non ho avuto nessun dubbio che le sue dimissioni fossero un atto dovuto, non ha nessuna scusante e non ha avuto da parte mia nessun tipo di giustificazione per
ciò che ha fatto.
Io ho guardato i fatti ed i fatti erano contro di lui.
Chi ricopre una carica pubblica, secondo il mio parere, ha degli obblighi verso chi lo elegge ed anche in il compito di "educare" e trasmettere valori eticamente inequivocabili.
Riiperto, non odio Berlusconi, semplicemente non condivido la sua politica e i suoi modi di fare.
Per quanto riguarda la storia del Comunismo mi preme chiarire il mio pensiero.
Io non ho detto che solo i Comunisti hanno salvato l'Italia, ci mancherebbe, certo però che i Comunisti hanno pagato un prezzo molto alto in quello che è stato uno dei momenti più brutti della nostra storia.
I Comunisti italiani hanno contribuito a cambiare la storia del nostro Paese e quelle vicende hanno cambiato anche la storia del Comunismo italiano.
Attraversando il dolore, la disperazione, la distruzione, la devastazione i Comunisti di allora capirono che l'assolutismo provocava solo dolore e infatti lo stesso Togliatti tornando dalla Russia disse questa frase "noi non dobbiamo fare come in Russia".
Era l'alba della nostra Costituzione e nessuno può negare ) che a quel tavolo sedessero "anche" Comunisti.
Un caro saluto a tutti da Emilia.
11/11/2010
Caro
Prof. ,
Fermo restando che mi aspettavo qualche risposta politica ad una lettera
che oltre a quello che hai saggiamente estrapolato semplicemente per
giustificare il titolo che ho messo al mio articolo, cerco di risponderti
subito nelle righe seguenti.
Per il primo punto,
riguardante il titolo, ti rispondo dicendo che è il contesto che richiama
lo stesso. Se invece alludi al fatto che qualcuno possa avermi suggerito
lo stesso, beh , credo che dopo tanti “scritti” sul tuo sito, non hai
ancora capito la mia personalità.
Io scrivo sempre quello che penso. Noto invece, nelle trasmissioni
televisive, nei dibattiti, in ciò che scrivi tu, che vi è la tendenza
intrinseca a considerare quelli con idee di centrodestra come creature
politiche che non conoscono la
storia e culturalmente inferiori. C’è un popolo di centrodestra che ha
le proprie idee e i propri ideali. E certamente non siamo tutti
“magnacci” o adepti incondizionabili
di leader senza cervello.
Questa è la mia impressione. La mia libera impressione. Per quanto
riguarda il secondo punto, voglio invece specificarti che non mi sento
ne inesperiente , ne tantomeno penso
di avere una sommaria visione dei fatti. Credo di avere studiato tanto e
con passione e continuo a farlo da una vita senza fermarmi un attimo. Non
vorrei intavolare con te un discorso accademico sul “Comunismo”.
Ovviamente ne uscirei con le ossa rotta, ma giusto per specificare, visto
che hai estrapolato dal contesto di una lettera politica (da bravo
insegnante) un errore palese da me commesso, è necessario spiegare meglio
ciò che volevo dire.
La frase che mi ha stimolato a scrivere ciò risiede nella lettera della
Pasculli e dice questo riferendosi al Premier
“….liquidava tutta la storia del Comunismo in Italia, con frasi
di disprezzo se non addirittura odio, dimenticando che se questo Paese è
libero e in democrazia è grazie al sacrificio di tanti “Comunisti”che
hanno dato la loro vita per la libertà di questo Paese…”
Berlusconi non parla mai del “comunismo italiano”. Si riferisce al
“Comunismo” in generale.
E’ ovvio. Grazie a Dio, e ripeto grazie a Dio, il comunismo italiano
non ha avuto mai modo di manifestarsi in senso stretto del termine. Tu mi
insegni invece che il socialismo è nella teoria generale marxista
è “uno stadio
intermedio verso il raggiungimento del comunismo…”,
Il socialismo a cui mi riferivo era quello
che in Italia è esistito ed esiste ancora,
certo come ideologia pura, non certo “reale” (inteso come quella dottrina
ideologica a guida dell’Urss e delle repubbliche dell’est del patto di
Varsavia).
Quindi con Socialismo reale intendevo dire Socialismo Vero. Ovviamente sbagliando.
Ti risulta invece che nell’assemblea costituente vi fosse una forte
componente “socialista-comunista”?
Ti risulta che il Presidente della costituente fosse un certo Umberto Terracini?
Ti risulta che la nostra
costituzione ha risentito molto della componente “socialista” in
termini di eguaglianza sociale e lavoro?
Allora , fermo restando che è
riduttivo affermare che siamo liberi solo e soltanto grazie ai
“comunisti”( ricordo a tutti che la vera liberazione è grazie
agli alleati americani), senza dimenticare gli 80.000 partigiani
democristiani e gli altri Repubblicani e Liberali, volevo semplicemente
esprimere un concetto con il quale , secondo me , bisogna stare attenti
quando si usa la parola “comunisti”. Perché se parliamo di
“socialisti-comunisti” , come i nostri Padri fondatori della
Costituzione posso anche condividere il “reclamo” al rispetto, ma se parliamo
del Comunismo in senso generale, fuori dall’Italia, laddove ha avuto
modo di manifestarsi solo con odio e morte, terrore e dittature, sopprusi
e così via, allora non vedo il perché non si possa disprezzarlo al pari
del Nazismo e del Fascismo.
Sperando di essere stato abbastanza chiaro, ti
saluto con immutata stima.
Salvatore Isidoro
Caro
Salvatore,
non capisco da dove tu abbia ricavato la certezza che il nostro
Presidente del Consiglio “non
parla mai del “comunismo italiano, ma si riferisce al “Comunismo” in
generale.”! A dire la verità
mi é parso di sentirgli scagliare con disprezzo l’epiteto
di “comunista” contro l’universo mondo, a volte persino contro gli
uomini di chiesa. D’altra parte, già per giustificare la sua “discesa
in campo” mi sembra di avergli sentito
dire che aveva “passato il Rubicone” per
non far cadere l’Italia nelle mani dei comunisti. Premesso che
all’epoca tutti i leader storici internazionali
del comunismo erano morti e che, intanto vi era stata la caduta del
muro di Berlino ed il crollo dell’URSS, a chi mai si riferiva se non a
D’Alema, Veltroni, Fassino ed altri innocui
politici del nostro povero Paese? Mistero! Non ho mai parlato di
superiorità culturale della Sinistra nei confronti della Destra, anche
perché quando parlo della Destra mi riferisco a politici e uomini di
cultura come Spaventa, Visconti Venosta, Malagodi, Montanelli, uomini
che meritano solo stima, non certo a quelli che oggi pretenderebbero di
rappresentare la Destra. (Ma
le tue origini non erano di centro? O sbaglio?) Mai usato neppure gli
aggettivi che ci metti in bocca per definire
i sostenitori di quella che
oggi pretenderebbe di farsi chiamare Destra per
cui fai bene a precisare che si tratta di una tua impressione. Né mi i
pare di ave sentito esponenti politici di primo piano usare questi
aggettivi per qualificare i sostenitori del partito delle libertà (quali
libertà, se governo centrale, sindaci e presidenti di regioni chiamati
ora pomposamente ed impropriamente “governatori”, stanno
riempiendo il Paese di cartelli di divieto, tanto che In
alcune zone del Nord non puoi nemmeno mangiare un panino in santa pace
seduto ai tavoli di una paninoteca, pena una multa salata ed in altri si
mettono perfino a sanzionare l’abbigliamento delle ragazzine). Per
questi motivi il titolo mi
sembrava strano. Per quale motivo poi
sospetti che io abbia pensato
che qualcuno te lo abbia suggerito è un qualcosa che va al di là delle
mie capacità di comprensione.
Per ciò che concerne poi il “socialismo reale” non avevo capito che,
con l’ espressione “socialismo reale” intendessi
non la dottrina e l'organizzazione politica e sociale dei paesi
dell'Europa dell'est, come si potrebbe capire dalle tua parole, ma il socialismo riformista del PCI , un partito
che, pur continuando a definirsi “comunista”, fu, fin dalla svolta di
Salerno dell’aprile del 1944, di fatto, un partito riformista. In
realtà col termine "socialismo reale" si è sempre
indicato il modello politico dei paesi dell'Est comunista. Evidentemente
avevi fatto un po' di confusione.
Ti ringrazio per aver ricordato la figura e l’opera di Umberto Terracini,
un uomo di cui oggi l’Italia avrebbe davvero tanto bisogno, come avrebbe
bisogno di un Giorgio Amendola, di un Giancarlo Pajetta, di un Paolo
Bufalini o di un Enrico
Berlinguer.
Anche per me rimangono immutati stima ed affetto
nei tuoi confronti. Un saluto caloroso.
Peppino Marino
11/11/2010
Gli
elettori del centrodestra non sono inferiori culturalmente a quelli di
centrosinistra.
In questi giorni, sia sul sito di Peppino Marino che in quello di Giovanni
Marasco,(ai quali questo intervento è indirizzato) , sono stati
pubblicati una serie di lettere e risposte, riguardante il PDL
e in particolar modo Berlusconi. Credo sia necessario fare
chiarezza e riportare la discussione in termini politici evitando comunque
distrazioni ironiche, che troppo spesso vengono adoperate dal bravo amico
Marino, quando si parla di centrodestra.
Partiamo da un punto: la legge elettorale attuale è una porcata, e va
sicuramente cambiata. Ciò è vero. Ma non è incostituzionale; già
questo mi basta per avere un parere autorevole dal punto di vista
giurisdizionale sulla reale validità di tale legge, che comunque esprime
la volontà popolare.
La maggioranza degli italiani ha scelto questo governo, nel bene e nel
male. E’ vero, non è la maggioranza assoluta, ma lo è pur sempre in
maniera relativa. Mi sorprende
che con calcoli alla mano il Prof. Marino voglia dimostrare il contrario.
Assommare tutti i voti dei centristi (UDC) a favore del centro-sinistra
non mi è sembrata una scelta saggia. Ne tantomeno qualcuno ha costretto
il PD a rinunciare ai voti dell’estrema sinistra in fase preventiva.
Un doveroso rispetto, quindi, per queste persone(elettori)è
certamente dovuto.. Ahimè,interventi del genere, mi riferisco a quello
della dott.sa Pasculli, non fanno altro che alimentare le perplessità
verso una sinistra che ha un solo chiodo fisso in testa : Berlusconi.
La sinistra italiana ha serie responsabilità per questa dura fase
politica. D'altronde non avrebbe senso per il Sindaco di Firenze avviare
una seria discussione all’interno del proprio partito premendo verso una
“rottamazione coatta” della vecchia classe dirigente.
E’ proprio da Renzi che voglio partire: classe 1975 , un giovane
che già ricopre un ruolo importantissimo e che cerca di farsi strada in
un partito (il PD) governato da una classe dirigente ancorata al passato e
priva di un progetto politico da offrire agli italiani senza coinvolgere
la figura di Berlusconi come nemico unico di riferimento.
Matteo Renzi, che sta sulle scatole ai vari Bersani, D’ Alema,. Bindi
etc dice: “….Sì, lo so, Bersani
ha detto che per vincere le elezioni occorre dare vita a una grande
alleanza democratica capace di mettere insieme tutte le forze necessarie
per battere i nostri avversari. Beh, io credo che bisognerebbe stare
attenti a non rifare l`Unione, perché l`Ulivo è stato un momento di
grande coinvolgimento del centrosinistra italiano, mentre l`Unione altro
non è stata che una grande accozzaglia che ha dimostrato il proprio
fallimento, la propria vocazione minoritaria, e io non ne sento affatto la
mancanza. Ma per non fare accozzaglie servono grandi idee che suscitino
entusiasmi, nuove passioni…”
Ecco il Punto: le idee. I programmi. Sono stufo che tutta la
destra italiana sia catalogata in base a quello che fa Berlusconi. E’
vero, esiste un problema serio d’immagine che Berlusconi sta sicuramente
sottovalutando, rischiando di mettere alla berlina anche i propri
sostenitori.
E’ ovvio che il Presidente del consiglio sia un personaggio
pubblico ed è altrettanto ovvio che debba tenere un comportamento
adeguato. Ma questo non può bastare a sminuire un voto popolare legittimo
, sminuendo(caratteristica peculiare della sinistra) la validità morale,
civica e culturale del centro destra. Sul tema del “Comunismo” poi,
che sta tanto caro a molti nostalgici, beh lasciamo perdere…Ognuno può
avere le proprie idee, ma non dimentichiamoci che non è altro che una
forma totalitaria che non ha nulla a che vedere con il “socialismo reale
” di cui la nostra costituzione ne ha sicuramente sentito e carpito la
positiva influenza.
Non
dimentichiamoci infatti che circa 90 milioni di persone sono morte a causa
di questi regimi (.fonte:
Le Livre noir du communisme: Crimes, terreur, répression, 1998,
a cura dello storico del comunismo Stéphane
Courtois). Credo che questo basti a controbilanciare le
cose positive dei nostri partigiani che comunque non sono i soli ad aver
fatto la resistenza.
Il
problema semmai è ciò che Fini pone sul piano politico in maniera
talmente chiara da sostituirsi ai leader della sinistra. Di questo
sicuramente ne teniamo conto, sia come uomini pensanti del centrodestra
che come tesserati ancora del PDL.
Come
teniamo conto della straordinaria stabilità economica ottenuta dall’Italia grazie a
Tremonti, della straordinaria lotta
alla malavita supportata dal Ministro Maroni, dal finanziamento di
oltre 19 Miliardi di euro agli
ammortizzatori sociali, dall’abolizione
dell’ICI prima casa, dal Piano
CASA, dal Bonus GAS,
elettricità e Bonus FAMIGLIA,
dal blocco degli sfratti, della rapidità d’azione delle emergenze
(checché se ne dica ) e per finire dalla grande riforma
digitale della Pubblica amministrazione. Certo non basta, non è
sicuramente sufficiente, ma mi convince che ci sono uomini di valore nel
centrodestra. Penso a Maurizio Lupi, a Tremonti, Frattini, Tajani, a
Scopelliti stesso, a Gianni Letta, al ministro Prestigiacomo a Maurizio
Sacconi. E’ vero, è ora di iniziare una nuova stagione politica scevra
da troppe polemiche che nulla hanno a che vedere con le esigenze
dell’Italia.
Forse
è arrivato il momento per Berlusconi di accettare una seria discussione
all’interno del nostro partito e magari lasciare spazio a qualche altro
leader che non offuschi questo lavoro per le proprie fantasie sessuali. Il
centrodestra è in fermento proprio per questo e sono sicuro che la
discussione porterà ad una cristallizzazione della situazione sulla
strada tracciata da Fini.
Il
Problema semmai sarà per il centrosinistra, che con la probabile caduta
di Berlusconi si troverà senza uno stralcio di idea e senza il proprio
punto di riferimento. D'altronde non dimentichiamoci quello che è
successo nel 2006-2008 , ovvero del disastroso governo Prodi.
Una
cosa è certa , basta elevarsi a untori di cultura per il solo fatto di
essere di sinistra. Questo non lo possiamo più accettare.
Mi scuso per la lunghezza dell’intervento.
Saluti
Salvatore
Isidoro.
Caro
Salvatore,
non ritengo ci sia bisogno di risponderti perché quasi tutte le risposte
te le sei date da solo. Voglio chiederti soltanto, brevemente, due
chiarimenti:
1) cosa ti ha spinto a titolare in quel modo il tuo intervento:
2, cosa intendi dire con la frase "Sul
tema del “Comunismo” poi, che sta tanto caro a molti nostalgici, beh
lasciamo perdere…Ognuno può avere le proprie idee, ma non
dimentichiamoci che non è altro che una forma totalitaria che non ha
nulla a che vedere con il “socialismo reale ” di cui la nostra
costituzione ne ha sicuramente sentito e carpito la positiva influenza.
" Qual è il
"comunismo totalitario e cos'è il "socialismo reale?" Sono
proprio curioso della tua risposta poiché temo che la tua inesperienza
dovuta alla giovane età ed una conoscenza sommaria dei fatti ti abbiano
giocato uno scherzo.
Ti saluto con affetto.
Peppino
P.S.
La scelta di sommare i voti delle opposizioni
tutti i voti dei
centristi (UDC) a favore del centro-sinistra non ti sarà sembrata una
scelta saggia, ma in Parlamento si sono sommati per ben quattro
volte negli ultimi due giorni, anzi ve ne sono confluiti anche alcuni di
quelli dell'ex maggioranza e, comunque, io non li sommavo "a favore
del centro -sinistra", li sottraevo semplicemente da quella
"presunta maggioranza degli Italiani" che pretendete abbia
sempre votato per il Centro - destra.
04/11/2010
Como, 3 novembre 2010
RISPOSTE ALLA SIGNORA PASCULLI
"Caro Peppino, poco fa mi sono collegata ad internet e ho letto le
ultime intelligenti dichiarazioni del nostro Capo del Governo.Mi sono indignata, come del resto mi indigno ogni giorno ad ogni sua
dichiarazione, come mi indigno ogni giorno ad ascoltare i disperati tentativi dei vari politici del PDL di dare una giustificazione a
quello che sta avvenendo."
******
RISPOSTA:
" Se si indigna ogni volta che ascolta un Suo intervento problemi Suoi, li avevo anch'io quando ascoltavo Prodi. Solo oggi si è
collegata ad Internet, non ha ascoltato tg o trasmissioni "CULTURALI"
tipo Ballarò o Anno Zero?"
********
Poi apro il tuo sito e leggo una lettera, che mi indigna ancora di più
delle malefatte di Berlusconi, perché il parere di questa Signora è il parere, in fondo, del popolo italiano.
********
RISPOSTA
"Gentile signora, probabilmente non ci conosciamo, ma la cosa è poco rilevante: per Lei come per tanti altri il voto popolare è un
optional, vero?"
*******
Più lo attaccano e più lo voto!! Semplificazione terrificante di
quanto sta avvenendo nel nostro Paese.
*******
RISPOSTA
"Certo, sarà terrificante, per Lei, ma Le chiedo: si è chiesta, qualche volta, come mai dal 1994, c'è questo "accerchiamento" attorno
a questa persona che, secondo Lei TUTTI odiano?
*****
Tutti odiano Berlusconi e lui invece , poverino ama
tutti! Ama gli avversari, infatti dal primo giorno in cui è salito al potere, anzi
addirittura ancora prima, liquidava tutta la storia del Comunismo in Italia, con frasi di disprezzo se non addirittura odio, dimenticando
che se questo Paese è libero e in democrazia è grazie al sacrificio di tanti “Comunisti”
che hanno dato la loro vita per la libertà di questo Paese.
*******
RISPOSTA:
"Ecco, il termine che usate molto spesso, "ODIO" , fa parte del Vostro
modo di essere, non sapete fare altro da decenni. I Comunisti hanno dato la libertà? Hanno combattuto solo loro? Siamo
al capovolgimento della storia. Cosa ha lasciato di positivo il Comunismo? Cosa dà, oggi, nei paesi in cui vige questo regime?
E' mai stata, cara signora, in qualche paese COMUNISTA? Io si, li ho visitati quasi tutti: Cuba, Ungheria, Corea e Cina: ci
vada, signora, e poi , obbiettivamente, se Le riesce, venga qui a riferire.
*********
E’ facile PARLARE DI LIBERTA’ per poi cercare di tappare la bocca a
chi non la pensa come lui. Ama tanto le donne, infatti tralasciando tanti anni di lotte per dare loro dignità , le fa ingaggiare da uomini
privi di scrupoli. Alla faccia dell’emancipazione!!!
*********
RISPOSTA:
Lasci perdere il termine LIBERTA' nessuno tappa la bocca a nessuno, solo chi è disonesto intellettualmente, può fare certe affermazioni, a
proposito delle escort ha mai letto qualcosa sulle escort di D'Alema nel 2009? Archiviato tutto a tempo di record, come Montecarlo.
*******
"Ama il popolo italiano, infatti è molto attento al richiamo dei tanti operai che ogni giorno si incatenano sotto i palazzi del potere, per
non perdere il posto di lavoro. Ama il popolo anche quando nei momenti di estremo bisogno, alluvioni, terremoti, ecc. , lui continua nelle
sue battaglie per mandare i magistrati a casa perché si ostinano a indagare nei suoi affari."
******
RISPOSTA:
Cosa ha fatto la sinistra, di così indimenticabile, per il mondo del lavoro e nei casi di alluvioni e terremoti da Lei citati? Io ricordo
il terremoto dell'Irpinia e del Belice: c'è gente che vive ancora in strutture provvisorie, colpa di Berlusconi vero?
Mandare a casa i magistrati che indagano su di Lui: questa è una affermazione semplicistica di chi non vuole capire:
* perchè fino al 1994 del diavolo Berlusconi non si era occupato nessuno?
* chiedo anche a Lei, l'ho già posta a Peppino, senza esito,: del famoso avviso di garanzia del 1994, G8 di Napoli, chi ha pagato?
**********
"Ama anche quel pezzo di popolo italiano che all’estero ha cercato una
dignità nel lavoro e che oggi si deve vergognare perché il nostro Presidente si dà al Bunga
Bunga."
********
RISPOSTA:
Luoghi comuni, ripetuti alla nausea.
*************
"Ama la famiglia ed è contro i divorzi ed è inutile dire come è finito e
perché il suo matrimonio. Ama la libertà di stampa, di opinione, ama il cinema, la scuola….e poi
taglia tutto quello che è possibile tagliare, affinchè nessuno possa
“PENSARE”.
*************
RISPOSTA:
"Lasci stare la famiglia e la fine di un matrimonio, sembra l'unico divorziato in Italia. Lasci stare,anche, la libertà di stampa e di
opinione: ha, forse, qualche elemento per affermare che il Diavolo sia riuscito
a mettere il bavaglio? Per cortesia...... I tagli alla scuola e al cinema: bhè sui primi ne possiamo anche
discutere e sono tutti da verificare, sui tagli al cinema: mi dica cosa ha mai prodotto il Cinema Italiano, salvo qualche
eccezione, a livello internazionale? Sono stati sprecati milioni e milioni di denaro pubblico per finanziare delle vere BIDONATE.
Cara signora Emilia, entra in casa mia senza che io La conosca, non posseggo nessuna rete televisiva, i programmi che ha elencato, non mi
hanno mai interessata, ma, certamente, non si può imporre alla gente
che paga, SALATAMENTE, il canone RAI, di guardare altro che non sia Ballarò, Anno Zero, La 7 , Rai 3, che io chiamo "salotti del VELENO"
*******
"Mia Cara Signora Lina, la smetta anche Lei di odiare…..e cominci a
vedere i fatti per quello che sono…I FATTI….solo i FATTI.Io sono sempre stata di sinistra, non odio Berlusconi, semplicemente non lo
voto e lo giudico per quello che sta facendo e sinceramente, Signora Lina, non mi piace quello che vedo!!!!Lei mi dirà ma è stampa di
sinistra!!!!Sono contenta, allora, perche è in atto una rivoluzione epocale, tutto il mondo è di SINISTRA!!
**************
RISPOSTA:
In ultimo, cara signora, io non odio e guardo i fatti, NON COME LEI CERTAMENTE VORREBBE. Continui a votare liberamente, perchè questo in
Italia è ancora possibile e in merito al Suo slogan " tutto il mondo è di Sinistra" bhè la rimando a quanto sopra.
Buona Giornata.
Carolina Scigliano
P.S.: sono sicura che arriveranno in tanti in Suo soccorso.
Cara
Lina,
mi permetto di risponderti , non per accorrere in soccorso di Emilia
che ha tutti gli strumenti e le capacità per difendersi da sola, ma per
alcune precisazioni, su affermazioni che, per carità di patria mi limito
a definire inesattezze. Per prima cosa la dovete smettere tutti "i
giapponesi" che continuate a combattere nell'isola a guerra finita,
di riproporre l'enorme fandonia che la Magistratura ha cominciato a
perseguitare Berlusconi solo dopo il 1994 per impedire all'"Unto del
Signore" di salvare questa povera derelitta nazione. Senza perdere
tempo a risponderti in merito, mi limito a segnalarti questi link:
link1
link2
link3
La dovete smettere
anche di riproporre la barzelletta (o la fandonia, come preferisci) dal
momento che come barzelletta non fa ridere nessuno, dell'investitura
popolare e del voto che i soliti comunisti (ciò oramai mezzo mondo)
considererebbero un optional. Berlusconi e la sua coalizione ( vedi fonte
ufficiale Ministero dell'Interno) hanno ottenuto, alle elezioni politiche
del 2008, il 46,81% alla Camera con 17.064.506 voti, mentre al Senato la
percentuale sale al 47,32%. La coalizione PD- IDV ha ottenuto il 37,55
alla Camera e il 38,01 al Senato. Non trascrivo i voti
dell'UDC e delle altre forze di sinistra, ma è chiaro che non erano
certamente voti della coalizione di destra. Ciò significa,
matematica alla mano, che il 53,19 % degli elettori italiani della
Camera e 52,68% del Senato (ovvero la maggioranza degli Italiani)
hanno votato contro la coalizione che attualmente governa e che
l'investitura ed il potere gli derivano esclusivamente da una legge
elettorale che lo stesso suo estensore non ha esitato a definire "porcata".
E quando rispondi, non menare il can per l'aia; cerca di attenerti al tema
della discussione, senza tirare sempre in ballo fatti e persone che non
c'entrano.
Cordialmente
Peppino
03/11/2010
UNA RIVOLUZIONE
EPOCALE
Caro Peppino,
poco fa mi sono collegata ad internet e ho letto le ultime intelligenti
dichiarazioni del nostro Capo del Governo.
Mi sono indignata, come del resto mi indigno ogni giorno ad ogni sua
dichiarazione, come mi indigno ogni giorno ad ascoltare i
disperati tentativi dei vari politici del PDL di dare una
giustificazione a quello che sta avvenendo. Poi
apro il tuo sito e leggo una lettera, che mi indigna ancora di più delle
malefatte di Berlusconi, perché il parere di questa Signora è il parere,
in fondo, del popolo italiano. Più
lo attaccano e più lo voto!! Semplificazione terrificante di quanto sta
avvenendo nel nostro Paese. Tutti
odiano Berlusconi e lui invece , poverino ama tutti!
Ama gli
avversari, infatti dal primo giorno in cui è salito al potere, anzi
addirittura ancora prima, liquidava tutta la storia del Comunismo in
Italia, con frasi di disprezzo se non addirittura odio, dimenticando che
se questo Paese è libero e in democrazia è grazie al sacrificio di tanti
“Comunisti”che hanno
dato la loro vita per la libertà
di questo Paese.
E’ facile PARLARE DI
LIBERTA’ per poi cercare di tappare la bocca a chi non la pensa come
lui.
Ama tanto le donne, infatti tralasciando tanti anni di lotte per dare loro
dignità , le fa ingaggiare da uomini privi di scrupoli. Alla faccia
dell’emancipazione!!!
Ama il popolo italiano, infatti è molto attento al richiamo dei tanti
operai che ogni giorno si incatenano sotto i palazzi del potere, per non
perdere il posto di lavoro.
Ama il popolo anche quando nei momenti di estremo bisogno, alluvioni,
terremoti, ecc. , lui continua nelle sue battaglie per mandare i
magistrati a casa perché si ostinano a indagare nei
suoi affari.
Ama anche quel pezzo di popolo italiano che all’estero ha cercato una
dignità nel lavoro e che oggi si deve vergognare perché il nostro
Presidente si dà al Bunga Bunga.
Ama la famiglia ed è contro i divorzi ed è inutile dire come è finito e
perché il suo matrimonio.
Ama la libertà di stampa, di opinione, ama il cinema, la scuola….e poi
taglia tutto quello che è possibile tagliare, affinchè nessuno possa
“PENSARE”.
PENSARE ….PENSARE …..PENSARE!!!
Guardi, Signora Lina, le
trasmissioni sulle sue reti e poi mi dica da quando la gente ha smesso di
PENSARE. Ne voglio elencare qualcuna:
UOMINI E DONNE ….
GRANDE FRATELLO…….
DOMENICA 5
C’E’ POSTA PER TE…
CIAO DARWIN
Esempi straordinari di una grande cultura che fanno pensare i giovani, li
fanno riflettere, molto meglio che leggere un racconto di Calvino o di
Svevo ecc. …..ma già quella è
cultura di sinistra!!!!
NO E’ SOLO CULTURA, CULTURA DI UN TEMPO IN CUI L’ITALIA VENIVA
INVIDIATA, PERCHE’ ERAVAMO LE MIGLIORI MENTI.
LE FORTI CONTRAPPOSIZIONI POLITICHE SERVIVANO A CREARE IL CLIMA GIUSTO PER
TROVARE SOLUZIONI, LE BATTAGLIE SERIE E COSTRUTTIVE HANNO PORTATO A
MIGLIORARE LE CONDIZIONI DI UN POPOLO.
OGGI CHI NON
LA PENSA
COME
BERLUSCONI ODIA BERLUSCONI, QUESTA E’
LA TEORIA
DI
BERLUSCONI E DI QUANTI LO SEGUONO.
Mia Cara Signora Lina, la smetta anche Lei di odiare…..e cominci a
vedere i fatti per quello che sono…I FATTI….solo i FATTI.
Io sono sempre stata di sinistra, non odio Berlusconi, semplicemente non
lo voto e lo giudico per quello che sta facendo e sinceramente, Signora
Lina, non mi piace quello che vedo!!!!
Lei mi dirà ma è stampa di sinistra!!!!
Sono contenta, allora, perche è in atto una rivoluzione epocale, tutto il
mondo è di SINISTRA!!
Emilia Pasculli
26/10/2010
Basta, non se ne può più.....
La critica ad un governo e al suo premier, liberamente eletto dal
POPOLO, è lecita e ben venga se è costruttiva , ma se è basata ESCLUSIVAMENTE su ripetuti e reiterati attacchi personali, bhè fa
schifo.
E' dal 1994 che si attacca in ogni modo e con ogni mezzo Silvio Berlusconi, qualcuno, a proposito mi sa dire su che cosa si basava
l'invito del pool di Milano, capitanato da Di Pietro, in occasione del G8 di Napoli? Chi ha pagato in quell'occasione? Nessuno: tanti hanno
fatto carriera nelle file della Sinistra, altri sono seduti in Parlamento.
La Sinistra, da anni, urla e pretende di dare lezioni a tutti, mai una proposta costruttiva, chiede libertà, ma quale? Solo quella che
vogliono loro, in Democrazia la maggioranza vince e chi ha perso deve accettare la sconfitta.
Ultimamente la Sinistra si sta attaccando anche al gossip: come vive male chi campa d'odio...., quanti morti volete fare? E poi
quando saranno morti tutti chi odierete? Vi odierete fra di voi... Berlusconi ha un difetto: non è gay, se fosse omosessuale, la sinistra
tutta, compresa l'U.D.C., sarebbero contenti e soddisfatti.
La storia ci ha consegnato un capo di stato, diventato emblema della sinistra, che ha avuto donne, modelle, prostitute, commesse...Ciò
nonostante, Kennedy è il politico americano che più piace alla sinistra italiana.
Non solo al gossip si attacca la sinistra: * è diventata amica di Fini, che io chiamo signora Coriandoli:
costui è diventato come un disco rotto, non sa fare altro che dire "si dimetta o si deve dimettere", proposte a sostegno al governo in
periodo di crisi: nisba, ora, poi, deve ringraziare e tenersi buona la magistratura per la richiesta di archiviazione dell'affaire
Montecarlo....... * adora la Marcegaglia che spara, anche Lei a zero sul governo. Ma
sbaglio o si diceva che chi andava in soccorso di Confindustria non stava con la gente?
* la Chiesa, Famiglia Cristiana sono diventati dei punti di riferimento: scrive Famiglia Cristiana: è malato, riferendosi a
Berlusconi, mi chiedo: quando Famiglia Cristiana, Avvenire etc. si dedicheranno ai milioni di malati pedofili della Chiesa?: Bhè meglio
stendere un velo pietoso....... * i vari Casini, Cesa sono degli uomini di stato, ma quando
mai........cosa mai hanno fatto di concreto costoro?
Libertà di Stampa: la sinistra ce la propina e urla a ore alterne, non esiste, dicono loro:
Giovedì: Santoro
Sabato e Domenica: Fazio Domenica: Annunziata e Gabanelli : Lunedì: Lerner
Martedì: Floris per non parlare dei vari Telese, Mineo......
L'Unità e Repubblica le sparano grosse per vendere più copie visto che i loro conti sono in rosso. Fanno titoli e processi sulle IPOTESI.
Cara sinistra il vostro problema è la coerenza, non l'avete e osate minare la libertà altrui per sopprimere l'avversario, è il gioco che
avete messo in atto in altre occasioni ed è un gioco, purtroppo, vergognoso:
andare al Governo senza il consenso del Popolo.
Grazie dell'attenzione: più Lo infangano, più lo voto.
Carolina Scigliano Brava,
Lina, sono d'accordo! Hai fatto davvero un bel titolo! Oggettivamente non se ne
può più! E complimenti anche per il menù settimanale! Basta con questi comunisti liberticidi che si annidano ovunque, nelle
procure, nei tribunali, nelle redazioni dei giornali, nelle organizzazione
dei padroni, nelle chiese, nelle sagrestie, nei vescovati, nei giornali esteri,
nelle corti internazionali, all'Onu, tra i cinematografari (ha
ragione Brunetta), i guitti e il culturame vario (stamattina ne ho trovato uno perfino nelle scarpe)! Questi
sono tutti mestatori che sanno solo odiare! Viva l'amore ed il suo
partito, un partito che ama così intensamente, che abbraccia con tanto
impeto da soffocare lo stesso Stato.
Un saluto affettuoso.
Peppino
26/10/2010 Troppo semplice trincerarsi dietro un limitato ed inutile sarcasmo di cui
sinceramente nessuno di noi sentiva il bisogno. Come assolutamente fuori luogo
e fuorviante è la citazione “platonica” e poco comprensibile di “feticci
iperuranici” nella disperata dimostrazione di un eccesso di cultura. Parole che
suonano come una “supercazzola” di memoria Monicelliana. Dispiace parlare
ancora di passato ma evidentemente è necessario farlo per comprendere il mio
intervento, del quale non hai capito il senso.
Il “mea culpa” è riferito alla fase dell’ultima campagna elettorale dove con
il “senno di poi” risulta indiscutibile che la presenza di una minoranza
rappresentativa di un elettorato di centrodestra (che ha vinto le ultime elezioni
regionali), sarebbe stata una condizione politica dovuta, verso una parte che ha amministrato il comune negli ultimi anni. Ecco da dove nasce il
termine “ignoratia non exscusant”. Il fatto di non potere sapere come sarebbero
stati gli eventi futuri non “scusano” l’errore politico di non avere fatto una
lista che comunque avrebbe certamente partecipato al consiglio comunale come
minoranza. Quindi, diversamente da quello che hai capito tu,non mi scuso con
nessuno del mio comportamento che ho tenuto durante e immediatamente dopo la
conclusione prematura del mio mandato amministrativo. Ritengo di essere stato
sempre onesto , sincero e diretto, adducendo motivazioni politiche nelle mie
dimissioni e non le solite frasi di circostanza tese a mascherare i malumori
che bloccavano l’attività amministrativa. Di questo me ne ha dato atto anche l’ex minoranza invitandomi in qualche assemblea pubblica appena dopo il fatto.
Credo che le mie dimissioni abbiano dato un punto di svolta nella storia politica caccurese, in bene o in male non sta a me dirlo, ma stai sicuro che,
fermo restando che non ho nessuno spirito di protagonismo innato come certi
elementi, se avessi avuto qualche strategia “difforme” al mio pensiero politico
attuale a quest’ora mi troverei a “ballare” nella tua stessa pista….Detto questo ti consiglio di visitare l’archivio storico del presente sito
dove troverai molte informazioni utili sulle passate vicende amministrative che
mi hanno visto protagonista e che sicuramente placheranno il tuo spirito ironico.
Ritengo quindi che è arrivato il momento da
parte dell’attuale maggioranza di confrontarsi anche con chi non la pensa esattamente come te, di abbandonare il
ruolo di “opposizione eterna” e di pensare al futuro. Ritengo inoltre che
quando la critica è espressa in maniera civile, senza offendere nessuno ed ha
contenuti esclusivamente politici essa non debba suscitare nessun rancore da
parte di chi amministra, ma semplicemente spronare gli stessi a dimostrare di
ottemperare alle aspettative dei cittadini.
Saluti
Salvatore Isidoro 23/10/2010
Che
bella oratoria...
che sincera voglia di parlare dei problemi del Paesello!
Quanta volontà di affrontare (solo a parole, però) la stagnazione
politico-civile della Rupe...
Ah...! Come sono lontani "quei momenti di fervido attivismo
politico sviscerato nei nostri bar e nei luoghi pubblici alla ricerca di
colpevoli o soluzioni"...
Ahimé! Quanta tristezza in questi tempi di mutismo e di consensi
bulgari!
Quanti bei sogni promessi e poi traditi: Energie rinnovabili,
Risparmio energetico, sviluppo forestale, riammodernamento delle
infrastrutture interpoderali e, dulcis in fundo, La CULTURA (di
cui si parla spesso -peraltro- come se fosse un feticcio
iperuranico, anzi un residuo morto del passato da rievocare con
compiacimento evocativo e celebrativo)!
Tutta colpa di questa Amministrazione che "egregiamente svolge una
vera e propria Sopravvivenza Amministrativa"!
Ah... se tra gli scranni di Via Adua ci fosse qualcuno... magari uno
che già c'è stato a svolgere l'attività di "sopravvivenza
amministrativa", per cui di queste problematiche se ne intende!
...qualcuno capace di sgombrare il cielo caccurese dalle soffocanti "prime
nebbie autunnali" per farci uscire a riveder le stelle!
Peccato che tutto ciò lo si fa solo a parole, con la consapevole
sicurezza di poter parlare e sparlare dalla Torre d'Avorio
dell'opposizione extraconsiliare e facendo un commovente "mea
Culpa" dei tempi che furono e che videro il mandato di Assessori e
Vice Sindaci durare lo spazio di un mattino.
22/10/2010
Vincenzo Raffaele
Lacava
20/10/2010
Ignorantia non excusat.
Il silenzio domina la scena politica caccurese. E’ come se nell’ombra i
problemi non vengono affrontati perché semplicemente non si vedono. Sono lontani quei momenti di fervido attivismo politico sviscerato nei nostri bar e
nei luoghi pubblici alla ricerca di colpevoli o soluzioni. Tutti muti è così
che deve andare. Ciò succede quando il consenso è troppo ampio ed eterogeneo;
in questi casi la facoltà di recedere è smisuratamente sprofondata nelle
coscienze di chi sa che le cose avrebbero dovuto andare meglio. Un “mea culpa”
grande come un masso è posato sul mio petto quando non ho compreso fino in
fondo che una maggioranza senza minoranza non ha gli stimoli giusti per non
appisolarsi sull’ordinaria amministrazione. I grandi temi restano nell’ombra: l’energia rinnovabile, il risparmio energetico, lo sviluppo rurale e forestale, l’agricoltura, le
infrastrutture interpoderali e la cultura. Ovvero i temi che avrebbero dovuto distinguere dalla “sopravvivenza amministrativa”, che è svolta
in maniera egregia dalla presente amministrazione, da una auspicabile svolta
assoluta e immediata di sviluppo del nostro territorio, che nello scenario
attuale non è auspicabile finché non si deciderà di tagliare per sempre i ponti
con il passato e guardare avanti. D’altra parte le relative deleghe nemmeno
esistono in giunta. Il dispiacere è quello di comprendere che una grandissima
parte di cittadini caccuresi non è rappresentata in consiglio comunale e di
questo me assumo personalmente molte responsabilità. E’ così la possibilità d’intervento è limitata ai siti caccuresi che hanno perso interesse da quando il
dibattito si è spento. Un dibattito che forse c’è, nelle sedi opportune, ma che
non si vede, offuscato dalle prime nebbie di questo autunno duemiladieci.
Salvatore Isidoro
15/10/2010
A
quando il concorso al Comune?
In un momento così delicato e critico che sta vivendo il nostro Paese, dal
punto di vista dell’occupazione , mi preme porre una questione all’amministrazione comunale, senza polemiche gratuite ma solo con spirito
costruttivo.
Non sarebbe opportuno cominciare a pensare di iniziare l’iter amministrativo
per il concorso di responsabile finanziario dell’ente, posto lasciato vacante
dall’ex ragioniere oramai da quasi due anni? Le risorse finanziarie per mettere in atto il concorso ci sono in quanto
attualmente l’ufficio è retto da un esterno che comunque percepisce una certa
indennità. Tale somma sarebbe sufficiente a coprire la messa a concorso di un
n. 1 istruttore direttivo contabile, cat. D1 da assegnare al Settore Finanziario – Servizio Tributi, per iniziare al 50%- Part -time.
Ricapitolando dunque, i costi complessivi che un 50% - part – time, di carriera iniziale D1 nel ruolo degli istruttori direttivi contabili, ovvero di
circa 18 ore settimanali, si aggira intorno ai 13.000, euro annui, con un aumento possibile dovuto alla indennità di posizione di massimo ulteriori
4000,00 euro annui.
Credo che sia arrivato il momento di concedere a qualche nostro giovane la
possibilità di costruirsi un futuro e una famiglia nella nostra comunità e sono
fermamente convinto che abbiamo le risorse umane necessarie per ricoprire un
ruolo di tale responsabilità, attualmente ricopribile solo con laurea in economia e/o equipollenti.
Sono certo che gli amministratori avranno la sensibilità di confrontarsi serenamente su un tema così delicato, posto, e tengo a ribadirlo, con assoluto
spirito propositivo.
Saluti
Salvatore Isidoro
PDL Caccuri
23/09/2010
Caro
prof.,
Approfitto del tuo prezioso mezzo divulgativo per chiedere notizie
all'amministrazione comunale sulla strategia che si intende intraprendere
per rendere fruibili le strade interpoderali del nostro territorio. Mi
riferisco in particolare alla strada della "Fontana" e a quella
del "destro tenimento" dove decine di cittadini hanno proprietà
agricole. Capisco le esigenze di bilancio ma vorrei segnalare che è più
di un anno che tali strade versano in totale stato di abbandono. Credo sia
giusto per un territorio a prevalenza agricolo come il nostro,
impegnarsi almeno nelle piccole infrastrutture che favoriscano il comparto
visto che siamo alla ripresa delle attività di raccolta (seppur di
scarica) delle olive. Aspetto fiducioso una risposta, anche non immediata,
magari programmatica poiché il tema è a cuore dei cittadini anche se
(non riesco a capire il perch) c'è una sorta di timore reverenziale
nell'esporre le problematiche e ancora una volta è un dato di fatto che
la minoranza non sta svolgendo il proprio compito come me l'aspettavo.
Colgo l'occasione per complimentarmi con te per la parte del sito
"arte e mestieri" che ho letto appassionatamente.
Saluti
Salvatore Isidoro
18/09/2010
In merito alla polemica innescata dalle dichiarazioni di Brunetta vorrei esprimere queste mie considerazioni.
Premesso che sono tesserato al PDL in modalità associato,ovvero versando una
quota annuale di euro 50 , che di questi tempi non è poco, e quindi nella posizione legittima di chiedere spiegazioni al mio partito, e secondo che sono
cresciuto al Nord, vivendo per circa dieci in alta Toscana ai confini dell’Emilia , pur apprezzando molti interventi di Lina Scigliano che seguo ed ammiro
questa volta mi trova totalmente in disaccordo rispetto soprattutto alle ultime
righe inviate da ella al sito dell’amico Giovanni Marasco.
La prima considerazione è che di quello che ha detto Enrico Letta non me ne
può fregare il resto di nulla. Altro Partito, che non voto e non sostengo. Per
prima cosa guardo in casa mia, e se a casa mia c’è qualcuno che si comporta
male non lo giustifico per il solo fatto che gli altri fanno la stessa cosa.
La seconda considerazione è che quando parli di “atavica predisposizione” dei
meridionali non riesco proprio a comprendere cosa voglia dire. Potrei immaginare che sia una questione sociologica e abitudinaria ma non altro.
Certamente non cambierei la mia “terra” con certa gente che ogni anno si
riunisce per andare a riempire ampolle di acqua del Po e battezza energumeni
vestiti di verde. Non vorrei certo la mentalità di qualche imprenditore del
Nord che è venuto a Crotone a proclamare sviluppo e adesso i lavoratori sono
tutti in cassa integrazione. Se vogliamo dirla tutta la situazione del Nord non è diversa e prospera per la
mentalità di “quelli del Nord”. La situazione del Nord è diversa perché quelli
del Sud, che sono partiti in massa a volte con valigie colme di nulla, hanno
contribuito allo sviluppo stesso di quei territori perché l’humus era
diverso.
I dirigenti delle grandi aziende, gli operai, gli insegnanti, medici , chirurghi del Sud hanno profuso la propria cultura in tutto il Nord
contribuendo in modo fondamentale allo sviluppo stesso.
La storia dice che dopo il 1860 la questione meridionale non fu mai affrontata
dai governi pro-tempore, semplicemente perché la maggior parte di essi era
guidata da cittadini Piemontesi. Eppure la Massa Popolare del Sud aveva attivamente partecipato ai moti
risorgimentali ottenendo in cambio TASSE per sostenere la crescita industriale
del NORD e “PALATE” come si suol dire da noi, dalle guardie Piemontesi.
Quelli del Nord, hanno voluto l’unità d’Italia per fare i propri interessi,
sostenuto l’industria e le infrastrutture del nord e abbandonando il meridione
nella propria arretratezza, favorendo in prima battuta il Brigantaggio.
Antonio Gramsci, che non era un fesso, sosteneva che. “La povertà del sud era
il risultato dello sfruttamento da parte dei capitalisti del nord, che prosperavano alleandosi con la borghesia agraria meridionale”
Non era certo mia volontà allargare la questione fino a così lontano nel tempo
e di questo chiedo scusa ma come diceva il grande Maestro Montanelli: “Un
popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio
presente”. Non è questione di mentalità cara Lina. Certe cose un Ministro della
Repubblica non le può dire.
A prescindere da tutto.
Salvatore Isidoro
Caro
Salvatore,
io agli operai, ai medici, agli insegnanti, ai chirurghi del Sud che hanno
contribuito allo sviluppo ed al progresso del Nord, aggiungerei anche
qualche imprenditore, ad esempio il conte Augusta che impiantò una grande
fabbrica proprio nel cuore della "Padania" leghista. Chissà che
ne sarebbe stato di quella zona senza l'Augusta? Ma è proprio vero,
aveva ragione Montanelli! (Così siamo pari in quanto a citazioni
"anomale).
Peppino
17/09/2010
Caro Giovanni,
io ho posto una domanda: nessuno mi ha dato una risposta.
Può darsi, come scrivi, che il ministro non conosca il territorio ma,il degrado del meridione è colpa,ANCHE,degli abitanti del meridione stesso. Nei piccoli gesti quotidiani, nella totale assenza di disciplina e di rispetto per le regole, anche quelle minime, del vivere civile. Lo Stato è assistenzialismo, la politica è
clientelismo. Ma non è colpa di chissà quale lontana entità, non è colpa di Roma,di Milano o di
Bruxelles. Iniziate a farvi fare, a pretendere, lo scontrino al bar, ad allacciarvi la cintura in macchina, a perdere 10 minuti al giorno per la raccolta differenziata.
Le persone per bene del sud che si lamentano dello stato delle cose, le fanno queste cose? Hanno la pazienza e la disciplina per questi minimi gesti di ordine civile? No. E allora perchè lo Stato, la politica, il mercato del lavoro dovrebbero funzionare con ordine, con equità, con onestà, quando le persone, gli individui, i cittadini, sono i primi a non essere ordinati, a non rispettare le regole? I ben più gravi problemi di cui soffre il meridione (e quindi, a catena, che tutto il Paese subisce!), nascono, derivano, si sviluppano e prolificano proprio dalle mancanze individuali, piccole, quotidiane. E attenzione, tutti avrebbero da imparare su questo punto, anche al
Nord. Però, signori, onestamente non c'è paragone.
Lina Scigliano Perché ogni qualvolta c'è una dichiarazione da parte di membri della
Sinistra o non avete letto ciò che hanno dichiarato o è "sfuggito"?
Scrivi:
"si tratta di esaminare attentamente anche il contesto. Se uno si limita a dire che senza la Campania e la Calabria il pil italiano
sarebbe pari a quello della Germania dice una cosa che potrebbe essere benissimo condivisa, a patto che i dati siano veri."
Sempre, e comunque, alla ricerca di una giustificazione.
A presto, Lina Scigliano
Le due lettere che avete appena letto sono di Lina Scigliano. La prima è
stata inviata a Giovanni Marasco, la seconda a me. Tralascio di commentare
la seconda perché ritengo non ci sia bisogno di alcun commento
trattandosi della classica situazione sintetizzata dalla bellissima
massima " Parru 'e ciciari e rispunna' fave" e mi
soffermo sulla prima che mi fa davvero paura. E' dunque questo il concetto
che i meridionali "settentrionalizzati" hanno dei loro
conterranei rimasti nel Mezzogiorno? E' questa l'analisi che fanno
del mancato sviluppo economico e sociale della Calabria e delle altre
regioni meridionali? Pensano davvero che la disoccupazione,
l'emigrazione, il sottosviluppo, lo spopolamento, la qualità scadente dei
servizi dipendono dal fatto che i meridionali non allacciano la cintura di
sicurezza, non pretendono lo scontrino al bar, non vogliono perder tempo
a fare la raccolta differenziata e si caratterizzano per "assenza di
disciplina e di rispetto delle regole, anche quella minime del vivere
civile."? E chi gliele ha dette a Lina queste cose? A me non è mai
capitato in Calabria di dover chiedere lo scontrino al bar semplicemente
perché qualsiasi barista calabrese me lo ha sempre rilasciato senza
bisogno di chiederglielo; mi è capitato, viceversa, una volta a Stresa
in un bar nel quale, fra l'altro, tormentato dalla prostata, mi fu
impedito di usare il bagno prima consumare per poi poter avere la
sospirata chiave dei servizi igienici, così, invece di gustare il caffè,
dovetti trangugiarlo mentre mi contorcevo per gli spasmi. Non pensa Lina
che il sottosviluppo della Calabria potrebbe, ad esempio dipendere dal
fatto che le linee ferroviarie Taranto - Reggio Calabria e
Crotone - Lametia Terme sono da sempre nelle stesse condizioni delle
peggiori tratte dei più sottosviluppati paesi del Terzo mondo? Che la
Strada statale 106 Ionica che da Taranto porta a Reggio Calabria e a Villa
San Giovanni è la peggiore strada d'Italia? Che la Salerno - Reggio
Calabria, nonostante i lavori di ammodernamento nel tratto calabrese
(realizzazione della sola corsia d'emergenza) resterà ancora e comunque
un'autostrada di serie B, assolutamente inadeguata per il volume di
traffico che la interessa e che la viabilità statale complessiva
della regione è
indegna di un paese civile? (Provi a ad andare un giorno in auto da
Crotone a Roccella Ionica o a Reggio Calabria per capire l'ostilità dei
Calabresi per quell'opera faraonica denominata Ponte sullo Stretto -
A proposito, che fine ha fatto?) Che le "autostrade
telematiche" da noi sono, in realtà, solo delle strade a senso
unico alternato e per di più sconnesse e l'Adsl una cosa ridicola? Che con queste infrastrutture
nessun imprenditore serio avrà mai voglia di investire in Calabria? Ma
no, che c'entrano queste cose? Tutto si può risolvere, cari conterranei:
basta evitare qualche piccola mancanza quotidiana, allacciare le cinture
di sicurezza,
farsi dare lo scontrino e, come cantava il grande Rodolfo De Angelis,
"la crisi sparirà, parapà, parapà, parapà, parapà"
Peppino Marino
16/09/2010
Caro Peppino, non è questione di essere "più lealista del
re".....Chiedo a te, a Giovanni Marasco e al signor Isidoro:
conoscevate , avevate letto da qualche parte, le dichiarazioni di Enrico Letta?
Buona giornata a tutti.
Lina Scigliano
Cara Lina,
non mi è capitato di leggere le dichiarazioni di Letta e mi piacerebbe
dare un'occhiata all' intera l'intervista alla quale alludi perché, come
potrai capire, si tratta di esaminare attentamente anche il contesto.
Se uno si limita a dire che senza la Campania e la Calabria il pil
italiano sarebbe pari a quello della Germania dice una cosa che potrebbe
essere benissimo condivisa, a patto che i dati siano veri. Ma
se aggiunge altre considerazioni allora il discorso cambia. Il
ministro Brunetta, da quanto ho potuto leggere, non si è limitato ad una
constatazione dello stato dell'economia, dell'esiguità del PIL prodotto
da queste due regioni, cosa evidente e sotto gli occhi di tutti, ma ha
proseguito affermando che si tratta di "un cancro sociale e culturale. Un cancro etico, dove lo Stato non c'è, non c'è la politica, non c'è la società."
Che la "Politica" sia latitante, che queste due regioni siano state affidate ad una
classe politica selezionata con metodi spesso discutibili è innegabile,
ma nessuna persona di buon senso, riferendosi alle regioni
meridionali, parlerebbe di "cancro sociale, culturale ed
etico", soprattutto alla luce degli avvenimenti di questi ultimi mesi
nel corso dei quali sono venuti alla luce episodi non proprio edificanti
di cui sono stati protagonisti esponenti del governo e della maggioranza,
anche e soprattutto settentrionali. Sarebbe come parlare di corda in
casa dell'impiccato. Se poi vogliamo tornare indietro nel tempo potremmo
osservare che "Tangentopoli" riguardò solo marginalmente il
Mezzogiorno. D'altra parte il personaggio non è
nuovo ad esternazioni nelle quali si semplificano le cose, magari
ricorrendo ad un solo aggettivo come "fannulloni" per definire
una parte degli impiegati pubblici. Tutto qui.
Ti abbraccio
Peppino
15/09/2010
Comitato Pro-Pdl Caccuri - nota stampa - Brunetta stavolta ha toppato.
Essere associato, tesserato oppure “praticante” di un partito politico non
significa non prendere le distanze ed essere disgustato dal comportamento
eufemisticamente definito atipico di qualche suo esponente di vertice. Mi
riferisco ovviamente alle affermazioni del ministro brunetta sulla Calabria e
su Napoli . Credo che le dichiarazioni , pur ovviamente amplificate e distorte
dagli organi di stampa, abbiamo un valore assolutamente negativo rispetto a chi
vive questi territori, giorno dopo giorno, anche nella speranza di accrescere e
sviluppare il proprio partito oppure la propria idea.
Il ministro Brunetta, è evidente, soffre di complessi di inferiorità che a
volte sfociano nella crudezza di affermazioni che hanno valore politico economico eguale a zero. Tutti noi sappiamo delle difficoltà della nostra
regione, della malavita che opprime il sistema produttivo, della pochezza d’idee e d’intenti della maggior parte della nostra classe politica locale, ma
non per questo odiamo la nostra regione, anzi , con maggiore follia accresce
ancora di più l’amore viscerale per una terra amara e cruenta ma pur sempre
nostra culla e terreno di coltura.
Brunetta evidentemente non sa nulla del nostro Risorgimento e soprattutto non
ha la delicatezza necessaria ad essere all’apice di un partito che al Sud, (si
proprio al cancro d’Italia), ha la sua fortezza elettorale. Se fosse per il Centro Nord , Brunetta siederebbe tranquillo su qualche
cattedra universitaria e non a fare il Ministro. Ho condiviso e continuo a
condividere molti aspetti della sua riforma, ma non riesco proprio a digerire
quelle parole buttate ieri su un giornale senza pensarci su nemmeno un secondo.
E’ come se una famiglia avesse un tre figli di cui Due (Nord – Centro) vanno
bene a scuola ed uno (SUD) invece zoppica vistosamente e i genitori (Brunetta)
invece di pensare a come far uscire dai brutti voti il terzo figlio , ogni
volta che viene sera, magari a cena davanti ad un piatto di fumante Polenta,
continua a sputargli in faccia di essere iniquo , non all’altezza degli altri
fratelli, di essere un peso per la famiglia. Sapete che può succedere? Prima o
poi il figlio si stancherà….anche se rispetta i genitori.
Non è questo il modo di fare politica caro Brunetta.
Salvatore Isidoro
Associato PDL - Caccuri 154/09/2010
«Se la Campania fosse staccata dal resto del Paese, il Pil italiano raggiungerebbe quello della Germania». Così qualche mese fa Enrico
Letta, vicesegretario del Pd.
Censurabile Brunetta....Come mai ,però,non avete fatto caso a quanto dichiarato, qualche mese fa, il vicesegretario del PD?
Lina Scigliano
Come
sempre, Lina è più lealista del re. Giro la domanda agli amici Giovanni
Marasco e Salvatore Isidoro.
Peppino Marino
27/08/2010
Nell'esprimere la mia solidarietà personale a Lina Scigliano, che non conosco,
ma che spesso mi trova concorde in molti suoi interventi, vorrei ricordare che
quotidianamente, nella passata amministrazione, sono state affrontate questo
tipo di polemiche. La cosa che non capisco proprio è perché non possa esistere una qualsiasi forma di "critica civile" . Condivido in pieno quanto dice il Prof. Marino accompagnando la lettera anonima. la critica può essere una forma per migliorarsi non sempre un attacco gratuito. Oggi in questo paese la politica è presa molte volte come fatto personale. Sembra quasi che l'immagine dei caroselli di auto del giugno del 2009 non possa comunque essere scalfita mai da nessuno e per nessun motivo. La politica è anche questa; le elezioni
sono finite. Girarsi dall'altra parte quando si incontra un "criticatore" oppure nascondersi dietro l'anonimato non è la soluzione per preservare quella vittoria. Attendiamo fatti. Solo con quelli si spengono le polemiche.
Saluti
Salvatore Isidoro
27/08/2010
Ho
letto la letterina del signor Berto. Cosa rispondere? Nulla. E' la solita
e triste risposta dei soliti "Noti". Che tristezza!
Leggo, anche, l'intervento del signor Salerno: signori, si può fare una
critica o Voi che lo siete stati SEMPRE con altri, volete esserne immuni?
Apprezzo signor Salerno il Vs. impegno, per carità, ma, in passato, altri
hanno chiesto, come fate Voi oggi, comprensione per l'impegno che veniva
profuso nel cercare di risolvere i problemi.. Se non ricordo male le
reazioni erano state alquanto dure e scomposte. E' il gioco delle
parti....
Ritornando al signor (!!!!!) BERTO, ti ringrazio Peppino per il tuo
intervento, ma ci sono abituata a reazioni scomposte e anonime. Ti
ricorderai che, anche in passato, ho dovuto replicare a tanti ANONIMI
CODARDI, non mi fanno né caldo, né freddo. Non hanno, nemmeno, il
coraggio di firmarsi e si nascondono, come ladri, dietro uno pseudonimo di
comodo.
Cari saluti.
Lina Scigliano
26/08/2010
Autore: Berto
Grazie alla segnalazione di una cittadina comasca presto la protezione civile e l'esercito, capitanati da Berlusconi e da Bertolaso, faranno visita a Caccuri per risolvere l'annoso problema della spazzatura.
Cara cittadina comasca sono sicuro che se la spazzatura fosse stata rimossa in tempo record Lei avrebbe scritto che l'intervento tempestivo era dovuto al fatto che la strada in cui sono alloggiati i cassonetti incriminati è quella che porta a casa del sindaco!!! Viene a Caccuri per le ferie e si mette a fare "Mi manda Rai3" o meglio "MI MANDA FELTRI"? Poteva far vedere la Villa Comunale ben illuminata e magari poteva utilizzarla come sfondo del desktop così almeno poteva sentire meno nostalgia del paesello! O, perlomeno, ringraziare questo malconcio paese e chi, con
tanti sacrifici lo amministra, che da 2 anni Le permette di potersi lavare all'ora che preferisce e non
all'ora imposta da qualcun altro! Dopo
il legittimo, civile e corretto intervento di Lina Scigliano
(caccurese a pieno titolo, anche se residente a Como) che si
può leggere su questa pagina, sul guestbook è comparso l' intervento che
avete appena letto, a
firma del solito anonimo. Senza entrare nel merito del contenuto dello
scritto anonimo che
non condivido (non si può fare il processo alle intenzioni ed ipotizzare
quello che "avrebbe scritto se.." e che c'azzecca, direbbe
Di Pietro, Feltri e Rai 3 con la segnalazione) dico, però, che questo
metodo di polemizzare nascondendosi dietro l'anonimato è intollerabile ed
odioso, oltre che controproducente. Ho combattuto e combatterò in futuro
con forza le idee politiche di Lina Scigliano, ma non ho alcuna remora a
darle atto della correttezza, del garbo e della liceità della
segnalazione oggetto della polemica che, qualunque cittadino di buon
senso, anche il più entusiasta sostenitore dell'Amministrazione avrebbe
potuto, anzi dovuto fare. Segnalare disservizi non significa
necessariamente attaccare un'amministrazione comunale; spesso potrebbe
significare, addirittura, sostenerla, vegliare su di lei, impedirle di
sbagliare e, quindi, di essere attaccata dagli avversari. Purtroppo un
concetto del genere mi pare risulti ostico a molta gente. Faccio un
esempio: sono tra quelli che innalzerebbe un monumento agli attuali
amministratori per aver risolto il problema della "carenza"
dell'acqua potabile in soli due giorni mostrando una capacità di
"governare", ovvero di decidere, di far rispettare leggi e
regolamenti nell'interesse di tutti i cittadini, degna di lode e di
ammirazione, ma sono tra i tantissimi che la criticano aspramente
per essersi limitata ad applicare quel metodo e a mostrare quella
grande "capacità di governo" solo in quella occasione e non
anche per la soluzione di altri problemi. (traffico, spazio
pubblico, etc.) Ora Berto che fa, mi mette per questo al muro
e mi fucila?
Nel chiedere scusa a Lina ed invitarla ad esprimere liberamente il suo
pensiero anche in futuro, colgo l'occasione per salutarla
cordialmente.
Peppino Marino
26/08/2010
Vorrei far presente alla signora Lina Scagliano, che l’ attuale amministrazione comunale è molto sensibile al problema dei rifiuti. Con in primis il sottoscritto Salerno Vito consigliere con delega
Ai rifiuti più altre. In merito alle foto scattate il 21 e 22 Agosto, vorrei sottolineare che giorno 21 sabato gli operatori ecologici hanno svuotato i cassonetti la mattina, dopo la colpa è solo dei cittadini che non rispettano le regole. C’è un’ ordinanza della polizia municipale che vieta di buttare i rifiuti il Sabato, e la Domenica si possono buttare solo dopo le 20.
Qui a Caccuri nonostante tutta la popolazione è stata sollecitata a rispettare gli orari, nonostante abbiamo chiesto ai commercianti di collaborare non buttando scatoloni interi nei cassonetti,
nessuno rispetta le regole. Non è semplice far capire alla popolazione il rispetto delle regole. Noi dell’ Amministrazione Comunale stiamo mettendo tutto l’ impegno possibile per risolvere il problema. Distinti saluti.
Vito
Salerno
25/08/2010
Ho letto,
in passato, aspre e dure critiche per il problema dei rifiuti e disquisizioni sul "posizionamento dei cassonetti della
spazzatura".
Le foto, che allego, le ho scattate il 21 e 22 agosto u.s., in zona Piazza Umberto, dove, tra l'altro, la notte del 21, cani e gatti l'han
fatta da padroni rompendo sacchetti e "portando in giro di tutto e di
più".
Mi auguro che "qualcuno" si sia accorto di ciò che ho
documentato.
Cari saluti, Lina Scigliano
08/08/2010
Caro Antonio ,
ho letto la tua corposa e profonda riflessione e ne ho apprezzato anzitutto la franchezza e per questo, in attesa di un saluto
personale, ti scrivo questa mia.
Partiamo da una considerazione, vediamo se sei d’accordo con me. Quando dici
che sei un "comunista" e te ne fai vanto, non fai altro che meritare il mio
rispetto, sia dal punto di vista politico che da quello personale. Forse, in
questa breve ma decisa affermazione, hai interpretato lo spirito di quel
piccolo mio intervento nel quale era si contenuta una richiesta a cui il prof.
Marino mi ha subito risposto tempestivamente, ma in realtà celava un sarcasmo
funebre alla ricerca di un senso alla situazione politica attuale. Oggi sono
pochi che hanno il coraggio di dire “sono comunista”. Oggi sono pochissimi
quelli che hanno il coraggio di affermare di essere stati parte della DC. Due pensieri , due storie, due modi di vivere la politica in maniera talmente
romantica e affascinante che non può che venire accantonata nel grande contenitore di idee e pensieri che porta il nome marchiato a fuoco di “UTOPIA”.
Vedi, mi sono bastati pochi incontri per capire che sei una persona veramente
preparata sotto ogni profilo . E’ vero, non abbiamo mai raggiunto un accordo
politico proprio perché le posizioni erano troppo distanti da colmare. Troppa
strada da abbreviare tra due romantici in cerca di “soluzioni politiche” e non
pastrocchi elettorali. L’”antitesi” purtroppo ha avuto ragione invece. Oggi mi
trovo a difendermi da attacchi vergognosi poiché tacciato di avere “indebitato
il comune”. Sembra che in otto mesi di giunta abbia fatto più cose negative che
in cento anni di diatribe politiche . Eppure fino a ieri ero la guest star più
ricercata, colui che ha avuto il coraggio di dimettersi da vicesindaco. Io non
mi sono dimesso per fare un favore a nessuno. L’ho fatto perché la mia vita è
segnata dalla mia coscienza e dalla consapevolezza delle mie azioni.
Questo forse a qualcuno non va bene. Io invece ne vado fiero Oggi sono un “catorcio
politico” già a trent’anni, invece. Come, non prenderla a male, lo sei anche
tu, e tutti quelli che come noi sono condannati a “perdere” perché non conformi
agli “standard” populisti del nostro paese. Troppi i problemi di coscienza che
ci poniamo, troppe le domande che facciamo .
Caro Antonio lasciami chiudere con un sogno irrealizzabile: un giorno vorrei
riuscire a litigare con te in seno al consiglio comunale: sono sicuro che ne
vedremo delle belle.
Un Saluto affettuoso
Salvatore Isidoro
07/08/2010
Caro professore
invio qui una mia risposta per il forum pubblico, sperando di seguire la giusta procedura. Mi rivolgo al mio coetaneo Salvatore Isidoro.
Caro Salvatore, mi prendo la confidenza di riferirmi a te come ci si riferisce ad un coetaneo. Leggo sempre con interesse i tuoi interventi in questo blog, che fa parte ormai della tribuna politica caccurese, trasferitasi ormai solo in forma virtuale su questi mezzi. Parlo di politica con la "P" maiuscola, quella del confronto inteso come confronto che possa essere costruttivo, non quella di palazzo o preelettorale. Mi fa sempre piacere leggere di un'attenzione sempre viva per le tematiche di largo respiro, quelle che inevitabilmente ci travolgono nella nostra "piccola" quotidianità e che ormai troppo spesso ci limitiamo ad osservare con distacco. A dispetto di quanto dica qualcuno, lo sai bene, la discussione ed il confronto politico su grandi temi che non siano di semplice ordinaria ammistrazione sarebbe di vitale importanza per integrare, aiutare l'attuale amministrazione o prepararne la strada per una futura. Ormai cronicamente la "non politica" ha pervaso anche le coscienze di chi verso la vita politica ha un'attenzione sempre viva, influendo assai negativamente sul confronto in fase preelettorale, riducendolo al solito mero gioco del tiro alla fune. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, se ci guardiamo intorno vediamo che di ricambio generazionale e di rinnovato interesse politico giovanile è scarso, per non dire pessimisticamente del tutto assente. Ciò porta ad un forte disinteresse nel capire "il come ed il perchè", e riduce il tutto ad una semplice e sommaria valutazione annoiata di un manifestino di resoconto dell'amministrazione. Non prendertela, ma non devi stupirti del fatto che ti si possa confondere con qualcuno che amministrava quando tu ancora non eri nato. Nessuna scelta fatta politicamente resta senza conseguenze troppo a lungo. In Italia abbiamo intrapreso la strada rischiosa della non politica, dei partiti oligarchici legati a figure di "cavalieri leggendari" e Don Chisciotte senza paura votati ad annientarli, mentre i partiti stessi, svuotati di organicità critica al loro interno si riducono a fenomeni di talk show e veline, anchor man sorridenti che assicurano che la crisi tremenda che affrontiamo è sulla via del tramonto, o che ora il demoniaco essere che tutto causa sta per cadere e i nuovi santi faranno il miracolo. Nessuno deve sapere e tantomeno deve capire da dove viene questa crisi, come se ne esce realmente e chi realmente ne pagherà il salatissimo conto. Nessuno deve capire che anche in caso di alternanza non ci sarà soluzione di discontinuità. E ci si riesce bene: ogni qualvolta l'attenzione diventa troppo evidente salta fuori il colpo di scena, lo scandalo o la bega che sposta totalmente la discussione. Anche a Caccuri succede questo. E non casualmente. Certo non abbiamo ambizione da prima pagina, ma ogni qualvolta il confronto politico può trasformarsi in qualcosa di costruttivo salta fuori la polemica, la tendenziosità, il "pretestuoso".
Sai bene che da uomo di sinistra (io sono comunista e me ne vanto, lo sai), ho vedute spesso diametralmente opposte alle tue. Ma proprio per questo ti leggo con ancora maggiore interesse. Come ho avuto modo di dirti personalmente, le (troppo poche) volte che abbiamo avuto un confronto politico, io credo fermamente che ci sia bisogno di ricostruire forti realtà politiche a Caccuri. A sinistra come a destra. Qualcuno potrà sorridere, ma tu puoi testimoniare che più di una ti ho realmente esortato a lavorare ridare una voce unita anche alla destra caccurese. Solo chi intende veramente questa necessità di ritorno al dialogo, al confronto ed allo scontro politico "vero" può capire questa esortazione da parte di un uomo di sinistra ad uno di destra. Che naturalmente per parte sua strilla a destra facendo bene attenzione a farsi sentire anche a manca, in casa sua, dove la situazione è disastrata allo stesso modo. Quindi prendi questa mia esortazione come uno sfogo prima verso i miei. E ti invito a non ricadere nella solita logica di battaglia elettorale continua. Questa minoranza è politicamente debole, la maggioranza è forte e può benissimo andare con le proprie gambe ad approvare ciò che vuole. Lo sai bene. I voti contrari o le astensioni lasciano il tempo che trovano. La minoranza può vigilare e fare battaglie in consiglio per portare in rilievo incoerenze o aspetti volutamente celati, ma non interferire in maniera rilevante con l'opera amministrativa stessa. Sei stato amministratore a Caccuri e sai bene di cosa parlo. Ma quello che conta è altro. Questa minoranza non ha nessuna intenzione di diventare la controparte distruttiva, che badi solo "ad innescare polemiche politiche" che altro non possono generare che disaffezione maggiore della gente per la politica stessa. Questa minoranza non si è sottratta e non si sottrarrà al normale scontro nelle sedi appropriate (quelle di partito, di gruppo e la sala consiliare), ma l'impostazione di lavoro rimane quella difficilissima scelta prima delle elezioni: ogni azione o battaglia intrapresa viene portata avanti per il bene del paese, non per tornaconto politico. Se avessimo voluto un tornaconto politico immediato le scelte sarebbero state ben diverse prima delle elezioni, lo sai bene. Quindi fanno sorridere certe accuse di pretestuosità, anche negli stessi consigli comunali, come se dopo aver pagato lo scotto elettorale (ampiamente messo da conto), il gruppo di minoranza avesse interesse "ora" ad agire tendenziosamente proponendo ora questa ora quella azione, per la gestione dei rifiuti, per la postazione medica, per la gestione pubblica dell'acqua, per la gestione del territorio e della cosa pubblica, ecc. Semmai si può esortare il gruppo a fare di più, ad essere più assiduo.
Quello che preme a questo gruppo di minoranza è riuscire a dare una decisa svolta nel modo di affrontare la discussione politica. Non abbiamo interesse che questa attuale amministrazione cada adesso. L'amministrazione è la rappresentazione di ciò che è la classe dirigente e la vita ed il pensiero politico della comunità stessa. Io non vedo discontinuità tra questa amministrazione e le precedenti. Di conseguenza non vedo discontinuità fra la coscienza politica attuale e quella del recente passato della comunità stessa.
Questa storia dei manifestini edulcorati di ciò che si è fatto, nascondendo o minimizzando quello che di promesso ancora non è stato fatto, e la relativa "pretenziosa" comparsa di manifestini di auguri ironici in risposta, non sono una novità. Allora eravate pretestuosi anche voi, quando affiggevate gli stessi manifestini in periodo di turisti? E faceva bene a ribattere l'allora minoranza con "polemiche politiche"... caro Salvatore? A partire anche da questo la minoranza vuole dare una svolta, ecco perchè a meno di iniziative non nostre a questa minoranza non interessano tali manifestini nè polemiche di risposta. Ben venga che l'anno prossimo lo stesso manifestino elenchi ben altro!
Se si auspica un cambiamento non si può credere di ottenerlo nell'immediato. Ed è in questo che vedo una grossa responsabilità nel ridare voce alle forze politiche. Di sinistra come di destra. E' l'unico modo per spazzare ogni dubbio sul fatto che in questa comunità non possiamo più tollerare che interessi singoli possano essere tutelati a discapito degli interessi di tutti. E che la "non politica" gioco forza faccia parte della strategia di quei pochi. Di fronte al difficilissimo futuro che aspetta un piccolo comune come il nostro (non è catastrofismo, andate a chiedere agli amministratori che economia ci aspetta nei prossimi anni), questo sarà un passo fondamentale.
Antonio Porcelli
07/08/2010
Caro
Peppino,
giorni fa è apparso un manifesto a firma dell’Amministrazione Comunale,
attaccato in vari esercizi pubblici, dove sono snocciolate in vari quadri
diverse cose fatte, le cose in programma, e la famosa storia dei debiti
ricevuti in dono dalle precedenti amministrazioni. Ora, la cosa sembra
davvero strana in quanto , non essendoci nessuna traccia di minoranza
consiliare che abbia potuto innescare una qualsiasi polemica politica su
qualche problematica in oggetto, ed essendo un periodo di festa e di
“ferie” per il nostro paese, il manifestino sembra avere una natura ,
in certi aspetti “pretestuosa”. Ora, caro Peppino , vorrei fare un
appello a te ed alla tua immensa cultura storica per sapere chi erano i
rappresentanti politici del partito di maggioranza ed i relativi
consiglieri della DC a Caccuri nel
1977, anno in cui risulta il primo debito (Lucchetta) riportato sul
manifesto dell’Amministrazione Comunale di cui sopra. E’ una mia
curiosità personale, non per altro, non tanto perché io sia nato nel
1979, ne tantomeno per giustificare quell’Isidoro Salvatore consigliere
comunale (che ovviamente non ero io, a meno che qualcuno voglia a
tutti i costi ascrivermi la paternità anche di questo debito anche
se non ero nato..) ma per sapere, chi era la DC caccurese dell’epoca….
Con affetto.
Salvatore
Isidoro
Carissimo
Salvatore,
per soddisfare la tua curiosità basta semplicemente cliccare qui,
, fare scorrere la pagina e cercare nella colonna di destra il 1975. Tieni
conto che gli ultimi tre nominativi sono quelli della minoranza,
precisamente del PCI i primi due e del PSI il terzo. Gli altri erano tutti
della DC o almeno tali si dichiaravano.
Un cordiale saluto
Peppino
02/04/2010
Aforismo
, metaforico misterioso…
La
politica ha un “sapore” strano.
C’è sempre un retrogusto amaro.
Quando c’è troppo zucchero in una vittoria,
si finisce per rischiare d’ incorrere in qualche forma di diabete.
ieri il fiume era limpido ,evanescente e terso.
oggi sembra torvo, acquitrinoso ed anguillesco.
Tutti, quasi tutti, salirono sui carri fluttuanti e fumanti dei vincitori
;
a chi restò a terra, non rimase mestamente che osservarne il transito.
Ma guidare un carro pieno di gente non è cosa facile.
Si rischia di inciampare in qualche sasso.
Il carro si ribalta.
La gente scende a terra, dimentica presto tutto,
e ne cerca altri con medesima celerità.
(La gente non vuole mai rimanere per terra!)
“La consapevolezza fa male.
Non si poteva sbagliare...”
Disse il piccolo uomo guardando il carrozzone scomparire
all’orizzonte…
Salvatore Isidoro
02/04/2010
Gentile
prof. Marino,
mi permetto di fare una considerazione sulla missiva inviata dall'on.
Salvatore Pacenza che, per mezzo di un privato cittadino del nostro paese,
avvisa che Caccuri a breve avrà la sua seconda postazione medica.
Innanzitutto concordo pienamente con lei nel definire il metodo di
comunicazione da "prima repubblica",con il quale si è portati a
pensare che solo attraverso l' interressamento dello stesso
onorevole si è potuto ottenere un diritto di tutta la comunità
caccurese e addirittura si lascia intendere che questo
"interessamento" si è avuto grazie all'intercessione dell'ex
Sindaco di Caccuri Sandro Falbo.
Beh,tutto questo ha veramente del grottesco e del ridicolo.....
Innanzitutto volevo ricordare che gli unici che hanno proposto e
concretizzato un vero interessamento nell'"affaire" della
seconda postazione medica sono stati i consiglieri di minoranza al Comune
di Caccuri, i quali attraverso delle ricerche capillari e attraverso anche
la cooperazione di professionisti del settore e semplici cittadini, sono
riusciti a capire che Caccuri, in quanto paese strategicamente più dotato
e soprattutto con più "numeri" rispetto agli altri paesi del
circondario, era da considerarsi " zona carente" e che
quindi aveva sicuramente diritto alla seconda postazione medica che
peraltro era già appartenuta a Caccuri....quella,per intenderci, della
compianta dott.ssa Pulzone. Se non vado errato, inoltre, sulla questione
il gruppo di minoranza mise in atto anche un'iniziativa pubblica che sfociò
successivamente con la raccolta delle firme necessarie ad una petizione,
per poi chiedere anche un consiglio comunale straordinario sul tema.
Detto questo si comprende come la seconda postazione medica fosse un pieno
e legittimo "diritto" di Caccuri; un diritto sacrosanto che in
ogni caso prima o poi avrebbe ottenuto e che comunque esulava da
"conoscenze politiche stratosferiche" .
Tutto questo accadeva nel totale disinteresse dell'attuale Amministrazione
Comunale, la quale, non si sa bene perché, si limitava a pensare che
ormai nulla si potesse più fare per recuperare questo nostro diritto
dandolo addirittura per perso!!!(omissis....)
Il problema secondo me, è un'altro: è che da molti anni (troppi ormai)
si è diffusa la convinzione (e si tende a diffonderla sempre di più),
che solo chi possiede delle conoscenze" in alto" può ottenere
qualche risultato concreto e che se si vuole ben riuscire in politica,
nella società o addirittura nelle battaglie civili bisogna scendere a
compromessi incentivando un modo di fare individualistico e clientelare.
Non capisco, inoltre, come mai l'On. Pacenza si rivolga "all'ex
Sindaco di Caccuri" nel dare la bella notizia alla cittadinanza
caccurese; considerato il fatto che è stato eletto anche con i voti dei
Caccuresi avrebbe potuto rivolgersi semplicemente agli elettori o alla
cittadinanza tutta facendo magari una più bella figura.....Tutto questo
spinge ad una riflessione seria ed attenta; forse rivolgersi a
dei" punti d'appoggio" ravviva la convinzione che solo
determinate persone possono fare politica attiva nel nostro paese??, o
forse perché , visto lo spostamento dell'ago della bilancia, si lanciano
dei messaggi subliminali su chi deve intraprendere in futuro la carriera
di leader del centro destra caccurese..???? Ironia a parte vorrei
esprimere tutta la mia rabbia e tutto il mio rammarico prendendo atto di
queste assurde posizioni.
Sono stanco di assistere a questi giochetti infantili, a queste situazioni
dalle mille ed una notte e sono fortemente dispiaciuto del fatto che
nessuno si ribelli e faccia sentire la propria voce in una vicenda
così palesemente balocchiana..!!!! Come è possibile che nessuno alzi un
grido d'orgoglio??? Com'è possibile che nessuno faccia sentire con forza
il proprio dissenso??? Io non posso,non voglio credere che i cittadini di
Caccuri si facciano così tanto prendere in giro, e che soprattutto
passino sopra al calpestare dei loro diritti...Dov'è la voce dei partiti?
Dov'è quel partito forte e autorevole che alza la voce e difende i
diritti di tutta la cittadinanza? Dov'è l'Amministrazione Comunale????
Scusi la franchezza,caro professore.....ma ho deciso di non tacere più.......non
si può tacere di fronte alla distruzione totale di una intera comunità.....non
si può assistere impassibili ad una presa per i fondelli così
palesemente mirata.....! Spero solo che la comunità si svegli...e che si
sveglino anche le istituzioni!!!
La ringrazio per lo spazio che vorrà concedermi
Ezio
Pisano
02/04/2010
Caro
Prof. Marino, la deblache le PD a Caccuri - come da altre parti - è dovuta
semplicemente alla perdita degli ideali, agli inciuci di questi ultimi
anni tra gli ex comunisti - ora PD - e quelli di destra. Guarda
attentamente i governi dei Comuni - Caccuri e Castelsilano in primis -
dove al loro interno coesistono personalità di diversa estrazione
politica. Successivamente, credo, che la gente abbia dato un consenso
possibilmente vicino a chi attualmente governa le istituzioni vicine
(Provincia). Avere un esponente di Centro-Destra alla Provincia - Avv.
Pietro Durante - ha significato molto. Mi sembra che anche all'interno del
vostro schieramento politico - Nuovi Orizzonti PD - in molti lo abbiano
votato. Non si può chiedere di difendere uno schieramento politico come
il PD se nello stesso convivono interessi al di fuori dell'ideale
politico. Saluti.
Caro
Graziano,
condivido solo in parte la tua analisi. Non sono d'accordo, in particolare
con la teoria che "il paesano" possa fare di più per le
comunità locali indipendentemente dal partito nel quale milita o dalle
competenze di cui dispone, così non sono mai stato d'accordo con
l'eterna favola della "società civile" o dei giovani da
contrapporre ai vecchi decrepiti. Il buon governo, la buona
amministrazione trascendono le singole professioni e l'anagrafe e sono
frutto dell'entusiasmo, dell'impegno, ma anche dell'esperienza e della
competenza di candidati preparati mediante una lunga scuola politico -
amministrativa e, soprattutto, dalla predisposizione a monte, da
parte di partiti politici veri, di programmi validi e condivisi perché
frutto di una elaborazione collettiva. In mancanza di tali
importanti prerequisiti ci si affida alle candidature improvvisate.
01/04/2010
Circolo
di Caccuri
La
catastrofe voluta. Ma da chi?
I risultati
delle elezioni regionali calabresi hanno segnato una grave sconfitta per
il centro sinistra e in modo particolare per il PD. Anche qui a Caccuri i
risultati sono stati molto negativi, una sconfitta che deve portare ad una
seria riflessione interna. E’ inutile negarlo, la sconfitta era
nell’aria, la si avvertiva, la si percepiva e questo era evidente anche
per il fatto che ex militanti di sinistra dichiaravano pubblicamente di
disertare per la prima volta le urne invitando e incoraggiando la gente
all’astensionismo, o forse anche invitando a votare contro il PD, magari
per fare un dispettuccio a qualcuno. Nel 2005, quando vinse Loiero, molte
erano le aspettative, le speranze della gente, per un cambiamento reale
del quadro politico e della società calabrese. Loiero ha fallito
clamorosamente, non solo nel modo di amministrare in questi anni, ma anche
e soprattutto per come ha fatto politica. Premesso questo, e senza volere
sconfessare la vittoria dell’attuale governatore, il fallimento
registrato in questa tornata elettorale è ascrivibile solo ed
esclusivamente al segretario nazionale Pierluigi Bersani e a quella parte
del gruppo dirigente calabrese del PD che si è appiattito a sostegno
della sua candidatura, ben sapendo degli accordi presi tra l’aspirante
segretario e il governatore della Calabria.
E’
mero esercizio stilistico chiedersi ora i motivi di una debacle nata
invero mesi addietro. Il Pd ha pagato la viltà, la vigliaccheria di chi
non è riuscito ad opporsi ad un governatore che nel corso degli anni si
è fatto partito. Il Circolo di Caccuri probabilmente molti errori ha
commesso, ma sicuramente a livello congressuale ha cercato di portare
avanti la visione di un cambiamento, sostenendo contro tutto e soprattutto
contro il potere costituito, l’unico candidato segretario che aveva
sfidato a viso aperto l’ormai ex governatore della Calabria. Se è vero
che la politica è lungimiranza, una parte
di gruppo dirigente, si è rivelato miope limitandosi a discutere
di partito liquido, solido o gassoso come se fossimo ad una lezione di
chimica, senza tener conto dei reali bisogni di questa Calabria che aveva
sicuramente necessità di un candidato quanto meno spendibile. Rimane
ancora oggi il problema di un partito schiacciato dal peso di una certa
nomenclatura che gli tarpa continuamente le ali, ancorandolo a un passato
sempre più remoto, impedendogli di perseguire quello che era il disegno
originario. Con grande rammarico, non si può far altro che cogliere un
dato: i risultati del PD di Caccuri sono assolutamente in linea con quelli
regionali e questo segna il fallimento purtroppo non di un circolo, ma di
un intero sistema. Nonostante tutto e nonostante l’amarezza di una
simile considerazione c’è gente che vuole comunque andare avanti, che
ci vuole credere ancora, non sottolineando i propri desideri in case
private o dal confessore di turno, ma attraverso l’azione e l’impegno
quotidiano. C’è ancora per fortuna chi si accontenta di lasciare le
comode isole felici per portare avanti una battaglia quotidiana tesa alla
costruzione di un partito nuovo che non rinnega il passato, ma lo elabora
per costruire il futuro senza però avere voglia di tornare indietro. C’è
ancora per fortuna chi non cerca visibilità in altri partiti o in altre
aggregazioni perché
ha il coraggio di combattere la propria battaglia all’interno e
soprattutto sa che fuggire o cercare altro è soltanto sintomo di
vigliaccheria e di consapevolezza della propria incapacità e
inadeguatezza. Sarebbe sicuramente più proficuo rendere onore a chi resta
e non dare rilievo a chi se ne va soltanto perché non ha la possibilità
o la forza di ritagliarsi spazi. Il Circolo di Caccuri accoglie, stimola
coloro che hanno il coraggio di affrontare le problematiche a viso aperto
e certamente non ha bisogno di chi mostra solo le spalle perchè sta
fuggendo verso luoghi nei quali è convinto di potere esercitare potere o
influenza su altri.
Negli
ultimi sette anni la sede del circolo è stata spostata e ristrutturata
nella maniera più conforme all’immagine del PD e ben lo sa chi in essa
ha investito soldi e lavoro. E’ stata, aperta a discussioni di vario
genere e per svariato tempo e ben lo sa chi paga la bolletta dell’enel.
Chi non ha investito né soldi né
lavoro presume che sia stata chiusa.
Per
quanto riguarda i congressi burletta e le primarie e primariette, si
sottolinea che esse nascono a livello provinciale e sono figli di
battaglie di carattere affaristico personale che nulla hanno a che
fare con la politica e gli interessi della gente e soprattutto muovono dal
ventre molle di una classe politica ormai vecchia nata in seno ad uno dei
partiti che si vantano essere padri fondatori del PD.
Il
problema è di coloro che hanno fatto di tutto per sostenere Bersani e poi
non si sono fatti vedere alle primarie per la scelta del candidato
presidente. Ma come? Coloro che non lo volevano hanno comunque deciso di
portare avanti un impegno stabilito dal PD e quelli che invece lo hanno
pervicacemente cercato si sono dileguati? E’ questo il problema del PD,
ognuno lo utilizza considerandolo un taxi dal quale è pronto a scendere
nel momento stesso in cui ha raggiunto la sua meta che è e rimane una
meta assolutamente personale. Qualcuno è riuscito a ridurre il PD alle
stesse percentuali dei DS, ma sapesse bene che il PD è altro che ha
voglia ancora di spiegare il suo volo e di affrancarsi da ogni visione
storica che considera a ragione o soprattutto a torto migliore. Con
un’ultima notazione: l’autoreferenzialità è propria di chi si
trincera dietro le proprie convinzioni e il proprio passato o nelle torri
d’avorio di alfieriana memoria e non di chi mette il proprio impegno
quotidianamente al servizio della gente rendendo quel servizio occasione
di confronto costante con la collettività e con i nuovi bisogni.
Sarà
fatta a breve un’analisi del voto che si rivelerà sicuramente impietosa
nei confronti di tutti, nessuno escluso. Il PD è morto evviva il PD di
domani senza lacci, senza zavorre, senza la convinzione pretestuosa e
personale di essere migliori di altri.
P.S. Si prega di tener fuori da qualunque diatriba politica
l’amministrazione comunale e di rispettare il suo essere frutto di una
lista civica che ha raccolto i consensi provenienti dalle parti migliori,
meno facinorose e soprattutto più libere di entrambi gli schieramenti. La
vittoria dell’8 giugno 2009 è ascrivibile solo ed esclusivamente alla
lista NUOVI ORIZZONTI, nessuno pensi di cavalcarla o di accaparrarsene il
consenso. Ci dispiace solo per quelli che non la considerano una vittoria.
(Forse il CLN è stato meno importante per la vita di questo paese perché
non aveva una sola bandiera? Ci scusiamo dell’arduo confronto).
Il segretario del circolo
Ilario
PICCOLO
Avevo
sperato che la legnata
del 29 marzo potesse finalmente aprire gli occhi ad una riflessione
vera, ma vedo che, ahimè, non è servita a niente. I responsabili veri
della catastrofe, quelli che hanno ridotto i partiti della sinistra in
queste pietose condizioni, sia a livello nazionale che regionale e locale,
invece di recitare il mea culpa, continuano a cercare capri espiatori
ribaltando completamente la frittata. Ed ecco che la colpa di tutto
sarebbe da attribuire al segretario nazionale Bersani che non sarebbe
riuscito a impedire la candidatura a presidente della Regione di Loiero e
non di chi, viceversa, qualche anno fa , non solo non ha pensato
di impedirgli di entrare dello stesso nel Partito democratico, dopo che
era uscito dalla Margherita per precostituirsi un partitello con il quale
chiedere poi posti e potere, ma ha tuonato contro le sezioni, contro il
porta a porta, contro le strutture diffuse in modo capillare sul
territorio (tutte cose riprese dalla Lega) per fondare un partito
virtuale, "tutto di plastica e di metano" che delegava il
rapporto con gli elettori alle televisioni di stato e ad una televisione
di partito che non guarda nessuno. Bersani, viceversa, sta cercando,
probabilmente contrastato da quelli che "ragionano con la
pancia", di dar vita ad un partito vero, un partito capace di
camminare con le gambe degli iscritti e dei militanti. Ma, ovviamente, le sole colpe di
Bersani non bastano a giustificare la catastrofe caccurese ed
ecco, allora, il risultato in linea con la tendenza regionale e, udite!,
udite!, il tradimento di “ ex militanti di sinistra che dichiaravano
pubblicamente di disertare per la prima volta le urne invitando e
incoraggiando la gente all’astensionismo, o forse anche invitando a
votare contro il PD.” Quando si lanciano accuse così gravi si deve avere
la bontà di fare nomi, cognomi e indirizzi, altrimenti qualcuno potrebbe
essere autorizzato a pensare che l’ex militante di sinistra che
dichiarava pubblicamente di disertare per la prima volta le urne invitando
e incoraggiando la gente all’astensionismo forse invitando
(addirittura?) a votare contro il PD” sia Peppino Marino che
aveva, viceversa, invitato a disertare le primarie farsa per la scelta di Loiero
e la cosa, essendo Peppino Marino conosciuto in tutta la Calabria, farebbe sbellicare dalle risate perfino i polli. Le vere cause
della sconfitta non sono da ricercare in pretesi “tradimenti” da parte
di chi per cultura politica, per attaccamento ai valori della sinistra,
per la storia politica vissuta (che non ha mai svenduto) sempre al fianco della gente, anche quando
questo comportava rischi e sacrifici veri,
per coerenza (merce sempre più rara in questo paese) ha sempre
condotto le battaglie a viso aperto ma, come ho avuto già modo di
dichiarare, nell’avere dissipato un patrimonio di valori, di ideali, di
entusiasmo, di competenze
e nell’avere creato disaffezione nei giovani e nei vecchi
militanti umiliati, emarginati, isolati come se fossero degli appestati.
Il Circolo di Caccuri non ha accolto e stimolato “coloro che hanno il
coraggio di affrontare le problematiche a viso aperto”, ma è stato
sempre chiuso
non solo ai contributi di idee, di impegno, di militanza dei giovani e
degli anziani, ma addirittura sbarrato, con la porta chiusa a tripla
mandata perfino la sera della vittoria alle amministrative quando qualcuno
si vergognò di aprire quella porta e consentire ai militanti di brindare
alla vittoria nel loro “tempio”. Il Circolo PD di Caccuri, da quanto
mi risulta, a meno che non lo si sia fatto in qualche riunione carbonara,
non ha ancora eletto, a distanza di quasi un anno, il direttivo e ha
condotto una campagna elettorale per le comunali ed una per le regionali,
senza questo importante organismo. L’ultimo direttivo eletto
regolarmente in un
congresso fu quello del famigerato penultimo congresso dei DS nei locali
dell’allora bar Pitaro, direttivo, fra l’altro, mai convocato dopo
l’elezione.
I
congressi burletta e le primarie e primariette, egregio segretario, non
“nascono a livello provinciale e sono figlie di battaglie di carattere
affaristico personale che nulla hanno a che fare con la politica e gli
interessi della gente”, ma da uno statuto assurdo e cretino che Bersani
farebbe bene a gettare immediatamente nel fuoco per evitarci farse
grottesche come quella dell’elezione di un segretario nazionale
per la quale si va a raccattare nel paese e nelle campagne gente
che non solo non si è mai interessata di politica, ma che non sapeva
nemmeno cosa gli si stesse chiedendo. E se qualcuno non si è fatto vedere
alle primarie per scegliere il candidato alla regione lo ha fatto
esclusivamente per evitare, ancora una volta, di doversi vergognare per
come è ridotto questo povero partito e per questa grottesca parodia della
democrazia. E per favore si eviti di vantarsi
di aver pagato la bolletta dell’Enel perché questa è una ulteriore
conferma dello sfascio del partito. In un partito che si rispetti queste
spese vengono affrontate mediante una sottoscrizione tra tutti gli
iscritti che non è solo un mezzo per raccogliere soldi, ma anche per
mantenere i rapporti con gli iscritti. Se si sono pagate bollette esose ciò
sarà dovuto al fatto che i locali stono stati tenuti aperti per “
discussioni di vario genere” (imprecisato), come afferma il segretario,
anche se né a me, né
altri amici è mai capitato di vederli aperti, ma non certo per discutere,
elaborare
strategie, informare la gente su quanto sta succedendo da anni in
Italia, insomma fare politica, se non in rarissime occasioni (generalmente
una sola volta a campagna elettorale).
Purtroppo mi accorgo, ancora una volta, che si preferisce non ascoltare le
centinaia di cittadini che lamentano queste situazioni e bearsi dei peana dei
pochissimi che ci circondano o dei molti dei quali ci circondiamo, ma che
nulla hanno a che vedere col nostro partito e col centro sinistra.
Per
chiudere mi preme sottolineare che coloro i quali si trincerebbero dietro
le proprie convinzioni e il proprio passato o nelle torri d’avorio di
alfieriana memoria, nel corso della loro storia politica hanno sempre
cercato l’apporto e la collaborazione di tutti gli iscritti, di tutti i
ceti e di tutte le condizioni, né hanno mai gestito il partito in modo
autoritario ed erano famosi nella regione per il disinteresse, la
reciproca stima e la perfetta unità di intenti che li
contraddistinguevano, tutte doti per le quali godevano la stima, la
fiducia e l’affetto dei militanti e l’ammirazione degli avversari.
L’autoreferenzialità, viceversa, è tipica di chi confonde il Partito
con la Francia di Luigi XIV.
Peppino
Marino
P.s
L’Amministrazione
comunale, come tutti gli enti che gestiscono la cosa pubblica è soggetta,
ove fose necessario e qualora lo si ritenesse opportuno, a critica, essendo la critica un diritto
sancito dalla Costituzione repubblicana, almeno fino a quando resterà in
vigore e non verrà abrogata , tanto più da parte di chi l'ha votata e
l'ha sostenuta. E per favore! Si abbia più rispetto del CLN. La
Resistenza fu una cosa seria!
02/02/2010
Caro Peppino,
come sai guardo sempre a ciò che accade nel nostro paese e visito
quotidianamente il tuo sito. Stamani , aprendolo, mi sono accorto che vi
è presente una lettera dell’amministrazione comunale, tra l’altro
inviata anche sul sito del mio amico Giovanni Marasco, di cui non
condivido i tempi ed il modo con la quale è stata fatta. Fermo restando
che questa non è una critica all’amministrazione in sé , di cui
sicuramente è stato forte l’impegno in questa due giorni di forte
maltempo, ma sicuramente nel senso e nel tenore della lettera che è
avvolta nella più totale auto referenzialità. Sembra quasi avesse la
paura che la gente non sappia o non veda ciò che succede. Ho visto un
“mettere le mani avanti” una minuziosa descrizione giornalistica degli
eventi che sicuramente non spetta a chi “governa” il paese. A tratti ,
leggendola, ha evocato in me sensazioni da “Istituto Luce..” Eppure
hanno, per esempio, in te, un buon cronista delle azioni migliori.
Lo dico senza dietrologia, mi conosci bene. Passi più tempo a raccontare
ciò che succede nel nostro paese che forse nelle braccia di morfeo!.
Allora quale il senso di una lettera stile “Daniele Capezzone” che
racconta le gesta del suo Cavaliere.? Forse il timore di non essere
valutati correttamente dalla gente? Agli amici amministratori dico: non
abbiate timore! State lavorando sicuramente bene ed il tempo vi darà
ragione del vostro impegno, ma per favore evitate questo genere di lettere
pregne di autocompiacimento.
Lasciate che siano gli altri a raccontare ciò che fate e a giudicarvi.
Saluti
Salvatore Isidoro
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