SPECIALE ETNA
Info sul vulcano più alto d'Eupopa
L'imminente attività dell'Etna ebbe inizio circa 600.000 anni fa nel Pleistocene inferiore. Molte teorie confermano che l'Etna nasce a causa della distensione del Mediterraneo e ne rappresenta l'edificio più imponente.
Le prime fasi di attività avvennero in ambiente marino dando luogo a dei livelli tholeiitici basalti nella zona tra Adrano, Acitrezza.Inizialmente il magma usciva da più punti poiché ancora non esisteva un edificio.
Quando grazie alla sovrapposizione di lave si comincia a delineare un edificio che supera il livello del mare, il magma comincia a formare un condotto e cambiano i tipi di prodotti a causa della differenziazione, per cui le rocce che segnano questo passaggio sono più ricche in alcali. L'attività vulcanica è caratterizzata da lave con basse viscosità quindi abbastanza fluide e lave viscose, testimonianza di un' attività esplosiva; oggi siamo in grado di affermare ciò, grazie all'alternanza di lave con tufi.
Grazie a Gemellaro (illustre Vulcanologo Catanese dell'1800 da molti considerato il padre della vulcanologia), Lyeel, Sartorius (con il quale nome sono stati nominati dei crateri, come del resto anche per A. Rittman ), von Waltershowsen e poi successivamente A. Rittman, vennero riconosciuti due centri eruttivi principali: edificio attuale Mongibello (montagna per eccellenza), Trifoglietto attuale Valle del Bove dove all'interno vennero riconosciuti altri centri minori.
Sullo sfondo Val Calanna, invasa dalle colate 1991/93
Vediamo di capire le fasi più importanti che rappresentino l'evoluzione del vulcano.
Dopo le prime fasi in ambiente marino oggi testimoniate da Accastello, isola di Lachea, Acitrezza, iniziò un attività eruttiva in ambiente continentale.
La Timpa di Acirele è una ripida scarpata (causata da una faglia) formata da sovrapposizioni di lave risalenti a circa 200.000 anni fa, rappresenta un po' l'avanzamento verso l'attuale edificio infatti continuando in direzione Nord-Ovest troviamo
Monte Calanna formatosi 120.000 anni fa.Nello stesso periodo da altri punti venivano emesse notevoli quantità di lave, un esempio ne è il Neck di Motta Sant' Anastasia (200.000 anni fa). Sempre continuando in direzione Nord, troviamo i centri di Rocca Capra risalenti a 100.000 anni fa, anch'esso uno dei tanti relitti degli apparati eruttivi localizzati nella Valle del Bove. Ed ecco che 60.000 anni fa si comincia a formare il Trifoglietto uno dei più importanti centri eruttivi di cui oggi ne ritroviamo i resti lungo le pareti sud della Valle del Bove esso sfiorò i 2.500 m.s.l.m., dopo un periodo di stasi l'erosionecomincia a smantellare il Trifoglietto ma ad esso succedettero altri due apparati il Salifizio (Sud) e la Serra Giannicola Grande (Nord) ma a questi si succede ancora una volta un terzo apparato i Cuvigghiuni i cui crateri erano posizionati a 2.700 m.s.l.m. Come possiamo vedere analizzando qualsiasi carta l'asse eruttivo si sposta in direzione Nord - Ovest.
Valle del Bove34.000 anni fa dalle lave emesse dagli ultimi centri eruttivi si costruisce un dominante edificio la cui altezza probabilmente superava i 3.700 m.s.l.m. , ma a causa di un evento eruttivo catastrofico datato circa 15.000 anni fa il nuovo edificio crollò e la sua altezza si riduce di circa 800 metri.
Così dove prima vi era il maestoso cono adesso vi è una caldera formaosi per il crollo dell'edificio vulcanico e per il rapido svuotamento della camera magmatica.
Oggi è possibile ammirare nella parte più ad Ovest (Pizzi Deneri, dove attualmente vi è l'osservatorio vulcanologico del CNR) la forma ellittica che aveva assunto prima del crollo. Dall'interno di quest'ultimo continuò l'attività vulcanica dando origine per sovrapposizione di materiale vulcanico al Mongibello.
Oggi l'Etna può essere considerato un vulcano "buono" caratterizzato da attività esplosiva nell'area sommitale in continua evoluzione, dove attualmente riconosciamo quattro crateri, Centrale, Bocca Nuova, Cratere di Nord-Est e Sud-Est che ultimamente ci ha richiesto una maggiore attenzione; edaltre attività effusive principalmente a quote più basse con aperture di nuove bocche.
Tracciato sismico
L'etna ritorna a parlare di sè
Sull’Etna è in corso una nuova fase esplosiva:
Continua a colare la lava dalle tre bocche apertesi a quota 2.700 metri sul versante sud-est dell'Etna, il vulcano più alto d'Europa. Dopo i primi episodi del 13 maggio infatti, le eruzioni continuano ancora in queste ore.

Le tre bocche apertesi circa una settimana fa sull'Etna si trovano sul versante sud-est del vulcano, a 2.700 metri di quota. Da qui scende una colata di lava che si sviluppa nella zona alta della desertica Valle del Bove e che nella parte più avanzata si divide poi in due bracci che si fermano intorno a 1.700 metri.

Nonostante l'attività effusiva di due delle tre bocche sia in aumento, secondo gli esperti la situazione non sarebbe attualmente preoccupante. Le stazioni di rilevamento dell'Istituto di geofisica e vulcanologia di Catania infatti, che monitorano constantemente l'attività sismica, non registrano variazioni di rilievo nei dati del tremore dei condotti magmatici interni dell'Etna.

L'emissione di cenere lavica inoltre, ricade per la maggior parte sul vulcano stesso e non raggiunge le cittadine più a valle. La nube dell'eruzione però è tuttora ben visibile anche a chilometri di distanza, come dalla stessa Catania.
Webcam a cura dell'Istituto Nazionale della Geofisica e della Vulcanologia
Etna in costante monitoraggio; Ecco le Web Cam
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