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| Il Sole attaccherà la Terra |
| Tra quattro anni il Sole attacchera' il nostro pianeta.
Secondo le previsioni degli scienziati, il Sole raggiungerà la sua massima attività nel periodo che va dalla fine del 2011 all'inizio del 2012, e si tratterà di un'attività talmente intensa che influenzerà notevolmente l'operato delle attrezzature elettriche e di navigazione sulla Terra.
Secondo infatti quanto affermato da un gruppo di astronomi europei ed americani, nel periodo della sua massima attività sul Sole verranno a formarsi dalle 90 alle 140 nuove macchie. Gli astronomi sono giunti alla conclusione che proprio nell'arco di questo periodo avranno luogo due particolarmente potenti tempeste magnetiche che, secondo i loro calcoli, sono attese rispettivamente nell'ottobre 2011 e nell'agosto dell'anno seguente.
“Oggigiorno parliamo di periodi approssimativi, sebbene tra 6-12 mesi sarà possibile essere assai più precisi a proposito”, ha dichiarato lo specialista del Centro di ricerche di fenomeni cosmici del Colorado Douglas Beseker. Gli astronomi ricordano inoltre che il quantitativo di macchie osservate nel periodo di massima attività del Sole varia dalle 75 alle 155 e che è proprio in questo periodo che avviene la massimale emissione di radiazioni solari.
Va notato a questo proposito che le previsioni relative all'attività solare vengono sempre più richieste col passare degli anni da parte di un notevole quantitativo di compagnie, dal momento che esse dispongono di un sempre maggiore quantitativo di attrezzature elettriche e di navigazione che rischiano di venire seriamente danneggiate dall'influenza solare.
Va detto infine che, secondo calcoli sommari, oggigiorno il costo complessivo dei satelliti attualmente in orbita corrisponde a circa 200 miliardi di dollari. |
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| Scoperto un pianeta simile a Plutone! |
| Un pianeta roccioso e ghiacciato, probabilmente molto simile a Plutone più che alla Terra, è stato scoperto da un gruppo di internazionale di ricercatori in orbita attorno a una stella a 28 000 anni luce dalla Terra.
In un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” , i ricercatori spiegano che il pianeta ha una massa circa cinque volte e mezzo superiore a quella della Terra e orbita a una distanza dal suo astro due volte e mezzo superiore a quella che separa la Terra dal Sole. La stella attorno cui orbita il pianeta è vicina al centro della nostra galassia ed è cinque volte più piccola del Sole.
Il pianeta è stato battezzato OGLE-2005-BLG-390LB ed è il più piccolo mai scoperto al di fuori dal Sistema solare. Fino a oggi, infatti, gran parte dei pianeti scoperti erano giganti gassosi di dimensioni simili o anche superiori a quelle di Giove e Saturno, i pianeti più grandi del Sistema solare. La temperatura alla superficie del nuovo pianeta è di circa -2200C.
Particolarmente importante è stata la tecnica usata per scoprire il pianeta, quella delle microlenti gravitazionali. La tecnica sfrutta il fatto che la luce di una stella lontana può essere deviata da un astro più vicino, permettendo in alcuni casi l'osservazione di corpi celesti che altrimenti sarebbero invisibili. “Grazie a questa scoperta - spiegano i ricercatori coordinati da Jean Philippe Beaulieu dell'Institut d'Astrophysique Spatiale - possiamo aprire nuovi spazi alla scoperta dei pianeti extrasolari: fino a oggi i più piccoli erano difficili da scoprire. Oggi non è più così”.
Fonte: Agenzia ZadiG |
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| Riusciremo a vedere l'esplosione di una Supernova? |
| Nella costellazione australe della carena a 7500 anni luce dalla terra si trova la stella più grande e luminosa della Via Lattea: ETA CARINAE.
Se si trovasse al posto del sole la sua estensione raggiungerebbe il pianeta Giove. Si tratta di un corpo super massiccio estremamente brillante che sta consumando il suo combustibile nucleare a una velocità vertiginosa e che si avvicina inesorabilmente alla sua spettacolare fine. La stella è circondata da una nebulosa grande e luminosa, conosciuta come Nebulosa di Eta Carinae, o Nebulosa Buco della Chiave, o NGC 3372.. Gli esperti prevedono che ETA CARINAE possa esplodere come supernova da un momento all'altro, quando questo avverrà dalla terra sarà possibile vedere uno spettacolo davvero incredibile, l'esplosione potrebbe essere in grado di superare la luminosità della luna. ETA CARINAE ha una massa compresa tra 100 150 masse solari e molto luminosa (4 milioni di volte più del Sole) e come tutte le stelle super massicce ha un'evoluzione molto rapida. |
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| Oggetto impatta col Sole |
| ALLERTA PLANETARIA
L'IMPATTO SOLARE DI UN OGGETTO SCONOSCIUTO DI FORMA RETTANGOLARE LASCIA UN ENORME CRATERE SUL SOLE
Harold Carver, scrive: “Questa lettera è inoltrata in seguito ad un possibile impatto solare di un oggetto abbastanza grande. Ho fatto una ricerca dopo che ho notato ciò e credo di essere convinto che un impatto sul Sole ci sia stato appunto da parte di questo oggetto misterioso con conseguenze che potrebbero essere catastrofiche per il nostro pianeta. Quello che ho trovato può essere solo descritto come terribile se è vero. Le immagini mostrano l'oggetto che si avvicina al sole. Una rettangolare impronta sulla superficie solare esattamente delle dimensioni dell'oggetto, dimostra appunto che l'impatto si è verificato realmente.
Il Sole oggi, oltre al fatto di una chiara indicazione di un impatto sulla superficie solare. Capisco che quando si colpisce il materiale della superficie solare è come se si colpisse lava fusa. Si può vedere chiaramente la zona che si presenta come un cratere. L'unico interrogativo è se questo oggetto che ha colpito il Sole, abbia conseguenze future e quale poi sarà la reazione del Sole stesso e del ciclo solare se questo oggetto fosse poi successivamente penetrato più in basso, ovvero all'interno del Sole. Altra questione è, perché l'oggetto era rettangolare ? Cos'era quella cosa ? È stata una intelligenza aliena a farlo ? Forse i Maya avevano ragione. L'Era del 5° Sole terminerà con un grande cataclisma cosmico”.
(Harold Carver - ricercatore indipendente)
In effetti quello che scrive Harold Carver è reale. Dalle immagini della Sonda SOHO Lasco si possono osservare le fotografie in cui si nota la presenza di un enorme cratere largo tre o quattro volte il nostro pianeta. Ci saranno sicuramente ripercussioni sul nostro sistema planetario ? A questa domanda nessuno potrà mai rispondere, neanche gli astrofisici. Solo ipotesi possiamo azzardare di fare, nient'altro.
Lo spettacolare incidente cosmico è avvenuto il 20 Aprile 2007 quando il Sole ha mostrato una CME (coronal mass ejection ), o espulsione di una grossa nuvola di gas magnetizzato. La tempesta è partita direttamente sul percorso della Cometa Encke, che stava viaggiando attorno al Sole, entro l'orbita di Mercurio.
La cometa, passando nel gas, ha subito un aumento di luminosità della sua coda e quindi ha rilasciato rocce di ghiaccio. I satelliti NASA per l'osservazione delle relazioni tra Sole e Terra (Solar Terrestrial Relations Observatory) hanno ripreso l'incidente.
Non era la cometa nel video ciò di cui qualcuno ha parlato. Potete vedere che l'oggetto si muove da sinistra a destra verso il Sole. Quindi sono andato sul sito della sonda SOHO e ho dato un'occhiata alla data menzionata sopra e ho trovato questa immagine di qualcosa di estremamente grosso vicino al Sole.
Fonti: www.torredeltempo.net - www.segnidalcielo.it |
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| ULTIMISSIME DALLO SPAZIO: Scoperto un misterioso "buco nero" su Marte! |
| Riprese fotografiche della superficie marziana hanno evidenziato la presenza di un inquietante "buco nero". Come si è formato e di cosa si tratta? Al momento la scienza non è in grado di chiarire la natura di tale fenomeno!
Nell'immagine la strana conformazione individuata dal satellite nel corso della missione di mappatura marziana Odyssey THEMIS. Il "buco nero" ha un diametro di oltre cento metri!
Tramite le riprese effettuate dalla sonda Odyssey THEMIS con una risoluzione di soli 20 metri, è stato individuato un "buco nero"sulla superficie di Marte. Inizialmente il fenomeno è stato attribuito a un mal funzionamento del sensore fotografico del satellite, ma in seguito ad ulteriori riprese effettuate ad altissima risoluzione e a rilevamenti più accurati, è stata confermata la presenza di un "foro" sulla superficie del Pianeta dalla forma quasi circolare.
E' la prima volta che si osserva una conformazione simile su un pianeta e tale scoperta ha destato stupore tra gli scienziati impegnati nel progetto di mappatura della superficie marziana. In effetti, come spiegano gli scienziati, la bizzarra formazione, anche dopo riprese dettagliate e effettuate da varie angolazioni non consente di osservare dettagli all'interno della cavità come se la luce non riuscisse a penetrarvi. Si potrebbe trattare dell'ingresso
di un enorme caverna che potrebbe snodarsi per diverse centinaia di metri sotto la superficie del Pianeta.
L'impossibilità di osservarne i particolari interni con le strumentazioni in dotazione ai satelliti attualmente in orbita attorno al Pianeta Rosso potrebbero costringere gli scienziati ad organizzare una missione spaziale dedicata a questo preciso scopo. Un incredibile mistero che sta gia stimolando la fantasia di scienziati e di semplici appassionati.
Cosa si cela all'interno della cavità? E' un fenomeno naturale, un artefatto o chissà cosa...
Mentre la nostra fantasia corre, tra nuove forme di vita aliene e nuove teorie planetarie, la scienza comincia a prendere in esame la possibilità di una futura missione marziana.
Fonte: meteolive |
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| Esplosioni sulla luna |
| Ne sono state ormai osservate cento. Sono provocate dalla precipitazione di piccoli meteoriti.
Nessuno ne sospettava l’esistenza e se qualcuno lo ipotizzava poteva essere giudicato un «lunatico». Invece il 7 novembre 2005 quando i telescopi scoprirono un lampo sulla Luna, chiedendosi il perchè hanno scoperto un fenomeno non solo prima ignorato ma che poteva anche creare qualche problema per il futuro. E per dare un’idea della sua entità adesso si è registrato il centesimo lampo, cioè la centesima esplosione. «Sono esplosioni – spiega Bill Cooke a capo del Meteoroid Environment Office del centro Marshall della Nasa – causate dall’impatto di meteoriti di diversa dimensione con un’energia sprigionata equivalente a quella dello scoppio di alcune centinaia di chilogrammi di tritolo». Si tratta di frammenti di comete, di asteroidi e di detriti vari che gironzolano per il cosmo ma che per i futuri sbarchi lunari degli astronauti potrebbero diventare un serio pericolo. Infatti proprio perché si sta lavorando al piano di una colonia lunare per il 2018, la Nasa ha deciso dopo la prima scoperta di sorvegliare con maggior continuità il nostro satellite rendendosi conto che il problema esiste davvero.
PERICOLO FRAMMENTAZIONE - L’impatto del 2005 era generato da un frammento della cometa Encke, della taglia di una palla da baseball, che ha colpito il Mare Imbrium. A occhio nudo non si sarebbe osservato ma con un telescopio da 25 centimetri l’esplosione era ben visibile. Comunque sia ora al centro Ames della Nasa si stanno conducendo delle simulazioni per capire gli effetti di una caduta del genere con taglie diverse. E quello che più preoccupa non sono tanto gli oggetti in sé che precipitano quanto la loro frammentazione e diffusione in una miriade di micro-particelle secondarie minori di un millimetro. Anche se sono minuscole, infatti, potrebbero danneggiare la tuta degli astronauti nelle vicinanze. I momenti più difficili si presentano quando la Luna attraversa lo sciame di particelle lasciate da una cometa come accade in agosto con le Perseidi. Allora la frequenza delle esplosioni lunari raggiunge il valore di una ogni ora. Ma pure in altri periodi il fenomeno è presente ed è per questo che il team della Nasa alla centro Marshall ha potenziato il suo osservatorio aggiungendo al telescopio originale di 25 centimetri altri due da 36 e 51 centimetri. Inoltre si è pure aperto un nuovo sito in Georgia con un telescopio di 35 centimetri . I lampi sono belli ma vanno quantificati con precisione.
Giovanni Caprara
21 maggio 2008
fonte : la repubblica |
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| Un gigantesco ASTEROIDE ci colpirà nel 2036? |
| APOPHIS: la nuova minaccia che viene dallo spazio.Si chiama APOPHIS e per tenerlo a bada le Nazioni Unite potrebbero coordinare una missione spaziale internazionale con un trattore gravitazionale dai costi elevatissimi in grado di deviarne la traiettoria. Una missione di 12 giorni.L'impatto, le cui possibilità peraltro sono basse, è previsto per il 13 aprile 2036. Forse molti di voi in quella data saranno anziani, qualcuno non ci sarà nemmeno più ma è certamente in gioco il futuro delle nuove generazioni.L’annuncio del coinvolgimento dell'Onu è stato dato dall’astrofisico Russel Schweickart, capo di un gruppo di ex astronauti della Nasa ora nel team che si occupa di monitorare gli oggetti cosmici in presunta rotta di collisione con la Terra.Sono centinaia i piccoli corpi celesti le cui orbite si avvicinano pericolosamente al nostro pianeta. Per quanto basse, le probabilità di impatto con uno di questi corpi non sono nulle. In caso di collisione, tutti i Paesi del mondo, nessuno escluso, sono a rischio.APOPHIS è un asteroide con asse maggiore di circa 400 metri e un peso di 46 miliardi di chili. Compiendo un giro completo attorno al Sole ogni 323 giorni incrocia l’orbita della Terra due volte l’anno, esponendoci a seri rischi, a causa della forza di attrazione terrestre, che potrebbe scaraventarcelo contro. L’orbita di Apophis è peraltro conosciuta con approssimazione e gli scienziati non possono escludere l'impatto, anche se si ribadisce che le probabilità sono estremamente basse.Le conseguenze sarebbero comunque tremende: luce del sole oscurata, milioni di persone sterminate. Illogico colpire il meteoroite con una bomba, che potrebbe trasformarlo in uno sciame che esporrebbe la Terra a una pericolosa grandinata.Il trattore gravitazionale assicurerebbe un intervento meno invasivo che sfrutta la forza gravitazionale. Alcuni getti propulsori trascinerebbero. l’asteroide lontano dalla Terra.
Fonte Meteolive! |
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| Foto realizzate dai satelliti nasa e raccolte,catalogate per mese, sul sito di skylife. |
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