Agenzia di informazione politica e sociale -Edizione on line del Periodico "la Città", del Centro Studi e Attività Sociali "Insieme per la Città"- Reggio Calabria - Registrazione Tribunale di R. C. N° 4/1986 - Direttore Editoriale: Marcello Tripodi - Direttore Responsabile: Giuliano Quattrone-

Anno VIII-n. 2 ..........................................................23 giugno 2007

 

 

 

 

 

 

 

Centrosinistra:le ragioni di una sconfitta.Ora ognuno si assuma le proprie responsabilità

E io mi dimetto, anche da questa politica

di Giuliano Quattrone

Perché il centro sinistra ha perso le elezioni comunali? Molte sono le ragioni di questa sconfitta di proporzioni clamorose;proverò ad indicarne alcune, quelle che a me sembrano le principali,ma l'elenco non è sicuramente completo.

1) Cinque anni di opposizione inconsistente. Il centrosinistra, ha fatto un'opposizione inconsistente,confusa,debole:alcuni pezzi del centrosinistra poi, come è a tutti noto,hanno addirittura inciuciato con il centrodestra partecipando alla spartizione di assunzioni,incarichi, e vantaggi vari.

2) Una sconfitta annunciata. Il centrosinistra si è presentato alla scadenza elettorale convinto che la partita era persa in partenza. Nasce da questa convinzione il sostanziale disimpegno dei big regionali e nazionali della coalizione, un disimpegno che data ben prima delle campagna elettorale: nessuno di loro,infatti, si è fatto promotore di una iniziativa in grado di individuare per tempo un candidato forte e condiviso da sottoporre al gradimento dei cittadini attraverso le primarie, un candidato al quale affidare da subito il compito di costruire una opposizione in grado di proporsi tra tre anni come alternativa credibile ad un centrodestra orfano di Scopelliti (perché non più di tanto durerà questa legislatura, visto che Scopelliti è al secondo mandato e quindi alle prossime Regionali - se non addirittura alle politiche se saranno anticipate- sarà certamente in corsa per un seggio che gli consenta di continuare a vivere di politica).La stessa gestione delle primarie da parte dei partiti maggiori è stata il frutto di questa totale mancanza di leadership e di convinzione nella possibilità di un successo;così i boss del centrosinistra hanno finito col subire la voglia di Lamberti di cimentarsi,salvo poi lasciarlo solo a sobbarcarsi per intero il peso di una campagna elettorale dove ha fatto ha cercato di fare il possibile e l'impossibile per resistere allo strapotere di Scopelliti e del centrodestra.Questo modo di procedere è stata l'ennesima conferma che i maggiori esponenti del centrosinistra reggino hanno come principale preoccupazione la salvaguardia del proprio potere personale, essi si muovono ormai solo nella direzione di garantirsi questo potere, ma non hanno davvero a cuore le sorti della città, un progetto politico per la comunità: bravi a mettersi in prima fila quando c'è da assicurarsi un posto o un'elezione, si squagliano quando c'è da rischiare in prima persona.

3) L'impostazione della campagna elettorale è stata profondamente sbagliata. La partita era persa in partenza, ma il modo come è stata condotta la campagna elettorale sia dal centrosinistra che dal candidato sindaco non ha consentito alcun margine di recupero. Si è puntato sulla critica,sul discredito, sul negativo, dando l'impressione ( a torto o a ragione) di non avere nulla di positivo da proporre; si è rappresentata una città distante dal sentire comune dei cittadini: piaccia o no, gran parte dei nostri concittadini, e soprattutto i giovani, hanno una visione della città completamente diversa da quella raccontata dal centrosinistra e da Lamberti. A questo proposito è illuminante la lettera della prof.ssa Spanò,del Liceo classico Campanella, pubblicata sulla stampa qualche giorno fa. Ne emerge il quadro di una città che è cambiata, che si considera viva, moderna,aperta .L'economia è in movimento, i soldi girano,il turismo è aumentato;negozi, bar,locali (almeno nel centro) lavorano più di prima; molte opere pubbliche e lavori sono stati fatti o sono in corso ( gran parte per iniziativa delle precedenti amministrazioni, ma tant'è). Le opportunità di lavoro sono aumentate, e sebbene si tratti per lo più di lavoro precario e per lo più clientelare, resta il fatto che ne hanno beneficiato alcune migliaia di persone e le loro famiglie, con tutte le conseguenze del caso sul piano del consenso; le stesse iniziative culturali non sono mancate. E' un fermento caotico,di cui non si riesce a vedere il progetto d'insieme, e tuttavia parlare di una città ferma o in declino è qualcosa che contrasta con il sentimento comune di buona parte della popolazione.

4) Una città comprata (ma potremmo anche dire: Una città che soffre, o che s'offre?). Un ruolo non secondario ha giocato nella vicenda elettorale il fiume di denaro fatto scorrere dall'amministrazione Scopelliti in questi anni. Una quantità enorme di denaro è stata utilizzata per promuovere o sostenere le più disparate iniziative in tutti gli ambiti della vita cittadina, penetrando tutti gli ambienti, ivi compresi quelli associazionistici ,ecclesiali e dell'informazione. Chiunque ha bussato alla porta del Comune ha ricevuto qualcosa; gli amici ed i sodali hanno ricevuto naturalmente molto di più, non mancando ovviamente di essere riconoscenti al momento del voto: una campagna elettorale così ricca e spendacciona da parte di alcuni gruppi e singoli esponenti è stata verosimilmente il frutto di una "partita di giro" di soldi nel tempo ricevuti. Il resto lo ha fatto la "riconoscenza" di coloro che in questi anni sono stati beneficiati attraverso l'offerta di opportunità di lavoro, una "riconoscenza" che si è ovviamente estesa anche al loro circuito familiare e amicale.

5) Il consenso familiare. La subcultura familistica e di clan di cui è intrisa la nostra realtà sociale ha prodotto nel Mezzogiorno il fenomeno degenerativo della proliferazione delle liste. E' avvenuto prima a Messina, più recentemente a Palermo ed ora anche a Reggio,in maniera esponenziale. Va qui ricordato che da noi è stato proprio il centrosinistra ad inaugurare questa scelta malsana, lo ha fatto alle elezioni provinciali dello scorso anno (ricordate lo slogan coniato dai Ds per giustificare le tre liste partorite dal quel partito, "Per voi ci siamo fatti in tre"?). Su questo terreno il centrodestra ha surclassato il centrosinistra perché stavolta, a differenza delle provinciali, era il centrodestra ad essere più appetibile per chi si muove sul terreno della politica in termini di utilità personale o di clan.

6) La crisi politica del centrosinistra a tutti i livelli. Sull'esito del voto a Reggio non va sottovalutato l'impatto esercitato dalla delusione nei confronti del Governo centrale diffusa in tutto il Paese; dal giudizio assolutamente negativo sulla disastrosa gestione regionale della giunta Loiero;e infine dall'assenza di qualsiasi segnale di vita dell'Ente provincia. Il messaggio complessivo che in questa fase coglie l'elettorato è che il centrosinistra non dà alcuna affidabilità in termini di buon governo.

7) L'effetto omologazione che degrada il voto a merce di scambio. Al di la dei programmi, delle parole, dei proclami e dei sacri principi, una serie di comportamenti concreti, dal livello nazionale a quello regionale e locale hanno prodotto nei cittadini la convinzione che non c'è differenza tra questo o quel partito, questo o quello schieramento:la politica è sempre di più vista come un'opportunità che alcuni sfruttano per ottenere vantaggi per se stessi e pochi altri. Se i politici sono una "casta", se la politica è la prosecuzione degli affari con altri mezzi, allora molti si sentono autorizzati ad utilizzare il proprio voto come merce di scambio: consenso contro favori ottenuti o promessi, o, per dirla secondo un vecchio proverbio, "cu mi runa a mangiari u chiamu papà!"

8) Quale risposta a questo degrado della politica? Poteva - può- il centrosinistra dare una risposta a questo declino della politica? Si che poteva, se solo avesse fatto scelte coraggiose e coerenti con i "principi" sbandierati. Poteva ad esempio dare un segnale forte di rottura col sistema imperante se avesse fatto proprie alcune delle proposte avanzate da Demetrio Battaglia in una nota pubblicata dalla stampa il 27 marzo:dalla lista unica del Partito Democratico contro il proliferare delle liste, alla scelta di procedere alle assunzioni a qualsiasi livello tramite il collocamento contro la logica delle assunzioni clientelari. La verità però è che questo centrosinistra non è nelle condizioni di fare scelte alternative e coerenti rispetto alla deriva della politica affaristica e clientelare, non lo è a livello nazionale, figurarsi a livello regionale e locale.

9) Assumersi le proprie responsabilità. La batosta elettorale impone a chi ha responsabilità all'interno dei partiti e dei movimenti del centrosinistra di trarre le conseguenze che derivano da una sconfitta senza appello: è il momento di un profondo rinnovamento di una classe dirigente che non si è dimostrata all'altezza del compito. Ciò vale,evidentemente anche per il Movimento Cittadini Insieme, che ha registrato un risultato fortemente negativo e la cui leadership deve ora passare a chi sul campo della battaglia elettorale si è guadagnato i galloni di capitano ed a figure nuove, meglio se dell'universo femminile. E' in virtù di tali considerazioni che personalmente ritengo doveroso rinunciare a qualsiasi ruolo di responsabilità all'interno del Movimento. Mi dimetto perciò da qualsiasi funzione direttiva, ma mi dimetto anche da questo centrosinistra locale e regionale e,più in generale, da questo modo di fare politica.

10) Smarcarsi. Penso infatti che per chi crede che la politica sia, come diceva Paolo VI, la "più alta forma di carità", sia necessario smarcarsi, recuperare una pratica basata sulla coerenza tra comportamenti e valori professati, essere radicalmente altro da questa politica che alimenta il degrado e la corruzione sociale, rompere il tabù del sistema bipolare che ti imprigiona dentro la logica amico-nemico e ti spinge a dover coprire o giustificare tutto ciò che avviene nel campo "amico". Smarcarsi sia dal centrosinistra che dal centrodestra è indispensabile per denunciare la degenerazione del sistema dei partiti che si sono trasformati in centri di potere oligarchici, che non di rado mutuano metodi e sistemi organizzativi similari a quelli mafiosi per la loro struttura familistica e di clan; per non fornire alibi all'uso spregiudicato, affaristico e clientelare delle risorse pubbliche, che alimenta il degrado e la corruzione della società civile, espropriando i cittadini della loro dignità e riducendoli a clienti sempre più subalterni e piegati dalle logiche del bisogno, ovvero interessati ad utilizzare i centri di potere e le consorterie per il conseguimento di incarichi,guadagni,carriere.

11) La priorità. La priorità oggi nella nostra città è quella di ricostruire una coscienza civile, completamente smarrita. Insomma è tempo di riprendere le fila di un impegno politico nel senso più alto del termine, che abbia in se un ruolo pedagogico e formativo, e lo si può fare solo se si è testimoni rigorosi e coerenti di un'altra politica, se si è propugnatori di un riformismo radicale che non ammette sconti,per nessuno.