| Guardando
all'orizzonte
Fiumi
nell'oceano
Piccole
gocce, grandi
fiumi colorati
di pelle variopinta,
tagli d'occhi e forme di visi,
battaglioni e divisioni,
varie lingue e nazioni
Fiumi
che nascono da ogni dove
e che sfociano nell'oceano
Scorrono
colori di pelle
verso un mare sterminato
Fiumi
che nascono da ogni dove
e che sfociano nell'oceano
Commento
di Lettura
Incrociata del Rifugio
degli esordienti
Metafore
militari, bibliche ("lingue e nazioni" per indicare
i popoli). di immense forze naturali (i fiumi e i mari)
concorrono a rendere l'idea di grandiosità d'un'inarrestabile
forza storico biologica che potrebbe unire tutti in una
specie-nazione Quest'idea, a me pare, come ho già
detto, riflette, aggiornato, il mito dell'Anthropos.
Appartenenza
Fiumi
di sangue,
arena infinita,
catena di zuccheri e acidi.
Questo siamo noi.
Strappo
che lacera la seta
Commento
di Lettura
Incrociata del Rifugio
degli esordienti
Altra poesia sulla forza vitale sofferta ma sentita e
vista come essere uno, eterno e infinito.
Pathos
Noi
siamo catena impacchettata in un nucleo
base
ed essenza di esseri e coscienze
che
si replica, si moltiplica, s'incrocia
in
un magma di furore vitale
si
accresce nella tensione continua
tra
morte ed estinzione.
Molecola
che forgia la storia,
fonda
popoli e nazioni,
catastrofi
e gioie,
creazioni
e distruzioni perenni
nel
dramma vitale.
Costruisce
e fonda il suo Impero di sangue,
la
piccolezza dei suoi esseri
è
la sua grandezza.
Il
dramma di onguno confluisce
nel
dramma di ognuno, di tutti
del
Tutto, dell'Uno,
in
un Impero che vive teso
tra
morte ed espansione,
tra
vita continua ed estinzione,
tra
potenza e catastrofe,
tra
tragedia e lieto fine,
una
fine che è solo il continuo momento
di
un perpetuo nuovo inizio.
Commento
di Lettura
Incrociata del Rifugio
degli esordienti
Mi
pare quasi una sorta di "credo" della dottrina
poetica fin qui espressa. Un credo però fondato
sulla ragionevolezza e sul buon senso, più che
sull'esaltazione religiosa. Il poeta sempre evidenza una
soluzione del destino umano come probabile soluzione tesa
tra un ventaglio di opportunità al cui estremo
opposto vi è la catastrofe. tutto questo non ha
un senso escatologico, ma solo una ricerca dei fatti,
della struttura profonda e reale dell'esistenza umana,
struttura fondata sulla sua natura biologica incentrata
sul genoma che costituisce l'essenza di ognuno di noi.
Il poeta si fa anche profeta vate scherzoso, quasi si
prendesse gioco di se stesso nell'esprimere le sue visioni
che non prende mai troppo sul serio.
La
catena della vita
Scende
la sera,
silenziosa e solitaria fredda d'inverno.
Le ombre si allungano,
il sole scompare dietro l'orizzonte
La gente s'appresta alle case,
nei locali e frettolosa per le strade.
Il traffico si dirada
e la luce lascia il posto al buio
Sperduto
nell'immenso,
piccolo punto, miniscolo ente,
pensa il senso di essere.
Nel suo cuore
Si fa chiara l’immagine
di piccoli punti
Una
corda si fa visibile,
di zuccheri e acidi incrociati.
un’aggrovigliata catena
che crea una fitta e viva ragnatela,
che unisce uomo e donna
crea nuovi esseri,
cresce e si moltiplica
ognuno per sé ma tutti son uno,
una piccola tribù diviene moltitudine
Catena
che unisce la vita di tutti,
che appartiene a tutti
che tutti le appartengono
Schizza
la catena della vita
nel sangue e nelle cellule.
Avvolge
tutti
è tutti,
tutti
racchiude
nel
cosmo vitale
di
un Essere.
Essa
è il senso privo di senso.
E'
la non importanza del senso.
Un frammento di luce
penetra nel cuore
come melodia
che scalda il brivido
e ravviva l'emozione del comprendere
l'insenso.
Dell'essere in sé
di
ognuno e di tutti.
Pensa
sul senso di essere
un piccolo punto, misero ente,
sperduto nell'immenso.
La
luce lascia il posto alle tenebre,
il traffico si dirada.
Nei locali e frettolosa per le strade,
la gente s'appresta alle case.
Il sole dietro l'orizzonte scompare,
le ombre si allungano.
Silenziosa e solitaria fredda d'inverno,
scende la sera
Commento
di Lettura
Incrociata del Rifugio
degli esordienti
Poesia che inizia e finisce con gli stessi versi in ordine
inverso, dimessi, di vita grama e comune. In mezzo la
visione "mistica" della catena della vita (forse
il DNA visto come apportatore di una forza vitale unificante
ma anche come base della forza vitale individuale e collettiva
chiusa in sé stessa e nella propria replicazione),
la forma biologica che raccoglie in sé i singoli
uomini nella loro interezza, e tutti gli uomini come destino
comune della specie. Tutto questo però compie una
sorta di negazione di senso, un non senso o un insenso,
che costituisce la fine della necessità di avere
un senso. E questa coscienza della non necessità
del senso, insieme al piacere intellettuale dell'interrogarsi
e della consapevolezza, è quasi un "conforto"
del poeta nella sua pena solitaria, e il significato prbabile
e non necessario della pena comune di tutti gli uomini
nella loro fatica quotidiana.
Bisogno
infinito
Inno
alla vita e alla storia
Pulsione
vitale
modellata e scolpita,
impulsi stimolati
e voglie inibite.
Nelle vene e nel cuore
pulsano i geni
ribelli esplodono
fondono e moltiplicano
Turbine
di linfa vitale
pulsione che diviene bisogno
muove una storia,
biografia di una specie,
mossa da impulsi vitali
cresce nel mondo spargendosi
Gira
e rigira cresce ad oltranza.
Il bisogno che appena morto,
dando così un grande sconforto,
presto più vigoroso ci appare risorto.
Assume
la forma
e l'espressione di un'era,
prende il colore del ciclo epocale,
grande entusiasmo, folle euforia,
disperazione o rassegnata apatia.
Un
modo di vivere forgia ogni epoca,
assume per sé ciò che è giusto
e sbagliato,
modella il gusto del bene e del male.
Esplode
il bisogno, angusto è l'ambiente,
si erge la lotta e le sue barricate,
marcia l'esercito della liberazione,
spazzando gli ostacoli e le frontiere saltate.
Si
svolge la storia furiosamente
nel giro di un giorno dall'alba infuocata
Soddisfa i bisogni il nuovo consorzio
che quindi s'espande e sovrasta sul mondo.
Sorgono
quindi nuove attitudini
che felicemtne disegnano un mondo rinato
che apre le nuove ere
Crescita
e prosperità
riempiono l'esistente
si colma il tutto di dominio vivente
mira alla conquista
la rinata comunità
Segue
di nuovo la crisi e declino
il
crollo e la disperazione.
Bramosie
e amore
arroganza di vita
che ruba ogni spazio
per la moltiplicazione
per
correre poi verso il bivio
tra
baratro e nuovo impero,
tra
la libertà di un dramma globale
e
lo spettro della nullificazione totale.
Commento
di Lettura
Incrociata del Rifugio
degli esordienti
È descritto con buon empito il passaggio dalla
fase biologico materiale alla fase storico morale delle
forze vitali che modellano, attraverso il bisogno, l'uomo
e le sue realizzazioni civili. Qui tutto sembra essere
un turbine, che porta, anche se con fasi violente, a raggruppamenti
umani sempre più forti e potenti. Riecheggiando
il classico mito del progresso indefinito, caro all'ottimista
ottocento ma messe in dubbio dallo scetticismo novecentesco.
Il progresso potrebbe essere la costituzione di quell'impero
dell'uomo, di Antropia, mentre i dubbi che lo ipotecano
la catastrofe socio-ecologica che ne fa un'opposta alternativa.
Il
gusto del dominio
Batte
la violenza del dominio
la zappa e il vomere
del laborioso contadino,
strappa i frutti alla terra
nutre uomini, alimenta il dominio.
Estrae
pezzo dopo pezzo il minerale
la mano e ogni strumento
che utilizza il minatore,
le industrie rifornisce di grande potenza.
Pezzo
dopo pezzo, gesto dopo gesto
crea dai componenti i beni
la man dell'operaio
che accresce senza freni
consumi e ingordigia.
Come
il soldato l'arma innalza,
così lo zappatore sventra la terra,
come l'esercito più forte
schiaccia il suo nemico
così l'umanità sulla natura
ha il gusto del dominio.
Gusto
che porta
alla
vita e alla catastrofe.
Commento
di Lettura
Incrociata del Rifugio
degli esordienti
Il lavoro visto come arma di dominio sulla natura, e i
lavoratori come l'esercito che attua questo dominio. Sempre
però emerge la tensione tra potenzialità
di progresso e immane catastrofe che l'opera dell'uomo
compie sulla natura.
La
patria di tutti
Antropia
era la patria di tutti,
nessuno
era escluso.
La
vita vinceva,
e si espandeva all'orizzonte
su cieli, su mari
e giungendo a mirare da vicino le stelle.
Terra era una rampa di lancio,
dimora
di sangue.
Un
essere immane
racchiudeva
la libertà
di
ogni essere,
la
cui piccolezza
era
la sua grandezza.
Una patria che nasceva dalla libera unione e fusione
si estendeva sopra distese.
Impero che copriva ogni luogo
di un volere vivente.
Frutto
di spasmi e dolori,
casa che raccoglieva popoli
stendeva la sua mano sulle ecumene
e su desertici spazi.
Dimora
di popoli e stirpi,
stendardo di pace e vittoria
Sotto una sola bandiera, un'unica patria,
una grande nazione
Antropia la grande,
il paese di specie,
esercito
di vita,
astro di luce e di unione
scioglie vincoli e funi,
abbatte frontiere
sempre più vasto
principio e fine,
collante e culmine dei tempi
Regno
dela libertà
e
del volere di ognuno e di tutti.
Solcava
i tempi
vinceva
le potenziali catastrofi
e
il pathos di ogni uomo
confluiva
in un grande dramma
globale
e senza fine.
Commento
di Lettura
Incrociata del Rifugio
degli esordienti
Una
specie di visione fantastica in cui si descrive una ptria
globale di tutti gli uomini, la terra del regno di Antropia,
"rampa di lancio" per la conquista di tutto
l'universo. Direi che qui è più evidente
che altrove quel sentimento che aleggia in tutte le poesie
"profetiche", che credo giusto nicianamente
definire "volontà di potenza" seppure
espressa in maniera molto pacata, pur se con molto vigore
poetico.
Noi
siamo la Vita
Inno
alla vita umana e all'Umanità
L'immensità
è la mia casa
Una fiamma vivente
riempie il Tutto
Tanti
esseri sono la vita
di un grande Essere che vive
Nelle
vene corre il sangue,
dentro il cuore
le catene si spezzano
e scorriamo uniti nel cammino
sulla strada della crescita
Noi
siamo una vita,
siamo la nostra vita
Noi impostiamo il mondo
solo per la vita
Noi sappiamo che nessun dio
può placare il nostro impeto
Noi
siamo una vita,
siamo la nostra vita
Una
nuova vita nasce,
una vecchia vita va via,
io non mi fermo
a gettare il mio pianto,
io non confido in nulla
fuori della vita
Noi
siamo una vita,
siamo la nostra vita
Vita!
Vivo tra le creature della mia specie,
non ho il desiderio
né di lottare né di fuggire
Ho capito che la mia specie è il mio regno
come ho capito di credere giusto
che il mio regno durerà
Vita!
Vivo in un momento di un sogno,
so cosa il grande Essere vede e sente.
Ho capito che il mio essere è la mia vita
come ho capito che altre vite
mi consento di proseguire ancora
L'immensità
è la mia casa
La mia fiamma vivente
riempie il Tutto
Siamo
gocce di fiumi
che scorrono nell'oceano
Noi
siamo una vita!
Noi siamo una vita,
siamo la nostra vita
Diamo
sovranità
solo per alla nostra specie
Non vogliamo nessun idolo
che decida la nostra vita
Noi
siamo una vita,
siamo la nostra vita
Noi
affermiamo:
Specie!
Siamo tutte le creature di una specie,
una grande fiamma di vita
che divampa nel mondo.
Abbiamo capito che la specie è l'Impero
come abbiamo capito
di aver bisogno di scoprire
che l'Impero siamo noi
Noi
siamo una vita,
siamo la nostra vita
…Noi
siamo la Vita
Commento
di Lettura
Incrociata del Rifugio
degli esordienti
Inno vigoroso, di forte impatto, scandito dalla ripetizione
di frasi emblematiche e delle parole chiavi "vita"
e "specie" utilizzate come dei sinonimi. La
specie umana come ente definito geneticamente e biologicamente
è una sintesi di vita, di una vita umana, globale
e individuale, che punta a realizzare la propria libertà.
Ritorna l'esaltazione della potenza sofferta di ciò
che si sta costruendo, e la volontà "mistica"
come di fondersi nel tutto che la specie unificata, ricomprendendo
tutta l'Umanità dei singoli esseri umani, è.
Dietro questa idea di specie e di vita, in questa poesia
mi pare piuttosto evidente, c'è il mito dell'Anthropos,
proiettato in un concetto che sembra essere la fusione
di progresso (storico) e di evoluzione (biologica).
Visione
Sotto
una bandiera, un'unica grande Nazione, di tutte le genti
e le nazioni, la Tribù delle tribù, Gens
di tutte le gentes, senza bisogno di idoli, senza patrie,
ma una sola grande patria globale di una Umanità
riunita. Senza padroni, senza uomini che si ergono al
di sopra di altri uomini.
Con lo sguardo rivolto a un'espansione di vita indefinita,
alla vittoria e il trionfo della libertà e dell’essere
umano, alla vittoria del kosmos sul kaos dell'universo,
con la potenza del suo Impero, Uno, An-tropico e universale,
fondato e basato sull'unione e sulla libertà della
specie, unione genetica globale.
Con la coscienza e l'orgoglio dei miti esseri ormai saggi
e amministratori che rigenerano una natura troppo deturpata.
Esseri umili, generosi e aperti tra le creature del mondo.
Granelli di sabbia fanno una distesa desertica, gocce
d'acqua formano un oceano, gli umani fanno Antropia, il
regno della Specie, l'Impero degli Antropi, la patria
della libertà.
Ununione
globale potrebbe essere la nostra forza totale, rifugio
e laboratorio del dramma della vita, lo scettro sul caos
e risposta al disastro più totale.
Antropi di tutto il mondo unitevi!
Ognuno
per sé ma tutti in uno
e
il Tutto per ognuno.
Commento
di Lettura
Incrociata del Rifugio
degli esordienti
Per questa prosa dovrò essere necessariamente meno
minuzioso nell'analisi, più sintetico. Prosa che
ha l'impeto dell'inno ma la ragionevolezza di una riflessione.
Tutta volta a prefigurare la proposta di una patria dell'uomo,
Antropia, la specie-nazione, che gli uomini da ultimo
potrebbero formare sia come realizzazione di una realtà
genetica esistente, che come rifugio e casa della propria
libertà dal dramma della vita, nonché come
soluzione alternativa alla catastrofe o al caos permanente.
Una realtà che sottome ogni altra realtà,
per immensa che sia. Per ora la coscienza di questo probabile
futuro è solo del poeta, non degli uomini che la
formano, ciecamente mossi da impulsi contraddittori e
in lotta tra loro, ma non per questo l'esito non potrebbe
riuscire. Il nome di Antropia dato all'impero del genere
umano mi fa pensare che la proiezione del mito dell'Anthropos
sia in questi testi assolutamente cosciente.
Sulla
terra ed oltre
Sulla
terra ed oltre
si stanzia ed estende,
spazi vitali moltiplica vita,
cresce cosciente
il dominio,
sulla terra ed oltre,
in ogni dove…
Commento
di Lettura
Incrociata del Rifugio
degli esordienti
E' logico pensare che ogni fase di crescita ha già
prefigurata in sé le ulteriori e più potenti
fasi di crescite successive, in un rimando senza fine.
Espansione
In
ogni dove si estende
portando l’ardore
della sua fiamma vivente…
Commento
di Lettura
Incrociata del Rifugio
degli esordienti
Riprende un concetto della poesia precedente e lo assapora,
diciamo così, in tre versi più raccolti.
|